Il governo italiano frena gli incentivi alle auto elettriche e Stellantis minaccia per ritorsione di chiudere gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori.

(di Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Almeno si mettessero d’accordo. La Commissione europea spinge le politiche Green e fa infuriare gli agricoltori sul trattore. Il governo italiano, invece, frena gli incentivi alle auto elettriche e Stellantis (l’ex Fiat) minaccia per ritorsione di chiudere gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori. Siamo al corto circuito, insomma, di una transizione energetica pensata male e gestita peggio, anche per l’azione frenante dei produttori da fonte fossile, con cui l’esecutivo di Giorgia Meloni va a braccetto, come dimostra definitivamente il Piano Mattei appena proposto all’Africa.
Un progetto miope finalizzato a fare della penisola un hub per il gas estratto al di là del Mediterraneo, con cui alimentare le industrie del nostro continente. Tutto come e più di prima, dunque, continuando a ignorare che il futuro è nelle rinnovabili e non nelle trivelle. Un destino impossibile da scorgere se si guarda al domani con gli occhiali del passato o, peggio, senza un’idea minima di politica industriale. A darcene la prova, l’ennesima, è stato ieri il ministro Urso, che ha offerto l’ingresso di denari pubblici nel capitale di Stellantis.
Ora, al di là dei conti dello Stato in profondo rosso, al punto di curare gli italiani in ospedali da Terzo Mondo, sarebbe grottesco se si togliesse il cibo dalla bocca dei cittadini per dare altri miliardi alla famiglia Agnelli. Famiglia, tra l’altro, con cui pubblicamente la Meloni fa polemica. O forse – a sentire il suo ministro delle Attività produttive – finge solo di farla.
La signora è in debito forte con gli agnelli-elkann: per la loro quota, tramite i media che controllano, hanno svolto un ruolo abbastanza importante affinché le destre salissero al potere. Per convincere i tordi che sono a disagio mandano in TV i loro trombettieri, come quelli che vanno ai funerali a piagnucolare a pagamento.
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Quindi i giornali degli Agnelli sarebbero al servizio di Meloni? Mi sa indicare almeno un giornale?
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No, non ho detto questo, i giornali gedi non sono espressamente al servizio della meloni.
I giornali gedi sono garanti dei poteri costituiti che fanno riferimento a una fantomatica sinistra progressista (1Washington>2pd)
In subordine, generano il caos. E dal caos nascono i mostri, che vanno benissimo, purché soddisfino il punto 1.
Domanda: che differenza c’è tra csx e meloni (a parte la sensibilità per le minoranze/diritti civili, assolutamente ininfluente per prendere e mantenere il potere)?
Parlo di temi pesanti: lavoro, sanità, giustizia ecc. E poi su armi, guerre e geopolitica in generale..
Cosa intendo per caos?
Distruggere tutto ciò che si mette di traverso tra politica, media ed economia, cioè il m5*.
Tutto il resto va bene, con una ovvia scaletta di gradimento, questo e pacifico.
Da 10 anni i media stanno bastonando a sangue il movimento, una cosa mai vista prima . E non sono nato ieri.
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Mica si può essere amica dei poveri! Azz…quelli non contano una cippa!
Sono amica di chi mi da i voti e mi permettere di essere dove sono.
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eppoi ..scrivono bene di me!
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