
(Lara Tomasetta – tpi.it) – Israele dichiara lo stato di guerra. Una colonna di tank si dirige verso Gaza. Diluvio di bombe sulla striscia. Scontri con Hamas al confine. Il nuovo bilancio dei morti israeliani e palestinesi è in continuo aumento. Moni Ovadia, intellettuale, attore, scrittore e musicista di origini ebraiche parla di “pentola a pressione che doveva esplodere”. E punta il dito anche contro la comunità internazionale, colpevole di non essere intervenuta per cercare una soluzione di pace concreta, lasciando Isreale “libera di colonizzare i territori palestinesi”.
L’ambasciatore d’Israele a Roma, Alon Bar, ha dichiarato a TPI: “noi, finora, avevamo imparato a vivere con questa costante minaccia del terrorismo palestinese, in qualche modo adeguandoci. Pensavamo potesse durare. Ma avevamo torto. Oggi abbiamo imparato che questo non è più possibile”. Come commenta questa affermazione?
«Più che convivere con la minaccia del terrorismo palestinese, gli israeliani hanno sigillato Gaza in una scatola di sardine. Cioè sottoponendo gli abitanti di Gaza a una vita infernale. L’Onu ha dichiarato Gaza territorio inabitabile 2 anni fa, mi sembra improprio il discorso. Convivere col terrorismo palestinese sì, in qualche modo l’affermazione è vera ma dimentica la cosa fondamentale, che la vita del palestinese a Gaza non è una vita da esseri umani. In quelle condizioni l’odio e l’esasperazione montano, ora dopo ora, minuto dopo minuto, e il risultato è stato questo».
Cos’è Gaza oggi? Una prigione? Un campo di concentramento?
«Peggio. È una scatola di sardine esagitata. Tutto è sotto il controllo di Israele, i confini terrestri, quelli marittimi e lo spazio aereo. Decidono loro, l’energia, l’elettricità e l’acqua. Ed è una delle zone più popolate del mondo. Poi ci sono state diverse operazioni israeliane che hanno reso la vita ancora più infernale. Gli israeliani hanno deciso: teniamoci il pericolo del terrorismo. Hanno fatto tutto fuorché cercare una soluzione. A Gaza non si può entrare, non si può uscire».
Stiamo vedendo le immagini di un film di cui ci è stato mostrato solo il finale. Ma cosa è successo prima?
«Sono 75 anni che Gaza è sigillata, prima c’erano anche i coloni israeliani ma non solo. Il popolo palestinese è diviso tra Gaza e Cisgiordania. In Cirsgiordania gli israeliani si sono appropriati di terre, hanno tenuto in prigione anche quella parte di palestinesi. La situazione è veramente spaventosa e allora questa violenza che è scoppiata doveva venir fuori prima o poi. Non è un modo di vivere quello».
Tutto questo ovviamente non giustifica l’orrore di questo giorni.
«È ovvio. Come sempre pagano gli innocenti. Anche questi israeliani che sono stati uccisi in modo atroce. Quelli che sono stati presi come ostaggi, non posso immaginare l’angoscia loro e quella dei loro parenti. Ma tutto questo perché nessuno si è curato dei palestinesi, schiavi e non padroni del loro destino».
Il ruolo di Hamas qual è?
«È la forza che governa quel territorio. Una forza che ha la parte armata. Ma le condizioni di vita a Gaza sono un inferno, è normale che la gente covi odio e disperazione, quando si viene rinchiusi e blindati. Nessuno riuscirebbe a vivere in una condizione del genere senza cercare di ribellarsi. Naturalmente ognuno si ribella con i mezzi che ha. I palestinesi in pratica hanno il terrorismo perché non hanno un esercito. Non hanno le armi, né l’esercito strutturato che ha Israele. Quindi esprimono la loro ribellione con gli strumenti che hanno. E anche se questo ha prodotto un orrore spaventoso che ci ferisce e ci lascia sgomenti, si è lasciata marcire questa situazione senza intervenire».
Lei ha parlato anche di una comunità internazionale “complice”.
«Certo, la comunità internazionale non ha fatto niente per imporre una soluzione politica basata sulla legalità nazionale. I governi israeliani hanno occupato, colonizzato e sottoposto a un regime vessatorio di prigionia 2 milioni di palestinesi a Gaza e altri 3 milioni in Cisgiordania. Forse di più. Non è un modo per evitare che poi scoppi la pentola a pressione. Si coltiva l’odio. Quattro bambini su cinque a Gaza sono depressi. Alcuni meditano il suicidio. Sono come dei topi che non posso uscire. Tutti hanno detto che Israele ha diritto di difendersi, i diritti dei palestinesi? Ci fosse stato qualcuno che avesse detto questo concetto. Ci vuole anche il rispetto dei palestinesi. Invece no. Loro devono star lì e morire in quella situazione. Adesso ci saranno migliaia di morti, però questa esplosione di ribellione selvaggia e violenza è motivata dalle condizioni di vita. Ci sono bambini che non hanno mai vissuto se non in prigionia. Ragazzini che poi hanno reazioni pensando a quando potranno farlo anche loro. Questa situazione è un disastro. E la comunità internazionale avrebbe dovuto imporre a Israele di risolvere questa situazione sulla base di negoziati veri, non di chiacchiere senza costrutto».
Amiram Levin, ex generale israeliano, a inizio 2023 ha rilasciato un’intervista alla radio Kan in Israele in cui ha fatto riferimento al “totale apartheid” nella Cisgiordania occupata: “Da 56 anni non vi è democrazia. Vige un totale apartheid. L’IDF (esercito israeliano), che è costretto a gestire il potere in quei luoghi, è in disfacimento dall’interno. Osserva dal di fuori, sta a guardare i coloni teppisti e sta iniziando a diventare complice dei crimini di guerra”.
È così?
«Prima di sentire Lei, ascoltavo l’opinione di uno studioso dell’ISPI che diceva non è una democrazia, è una democrazia etnica. Israele è una democrazia per gli ebrei, non per i palestinesi. I palestinesi non vivono in democrazia ma in apartheid. In discriminazione».
Il leader più longevo di Israele, che si vantava di non aver mai cominciato una guerra, ora deve condurre un conflitto che si annuncia lungo e difficile. Sapendo che questo sarà probabilmente il suo passo di addio. Cosa pensa di Netanyahu?
«Netanyahu è il peggio del peggio per me. È un uomo che sta cercando di sfuggire alla galera e si appoggia al peggio della società israeliana e della classe dirigente. A dei fanatici che sostengono il partito dei coloni e che sono totalmente incompetenti. E questa è anche la ragione per la quale il tanto celebrato servizio segreto israeliano non ha potuto fronteggiare i missili che arrivavano. Evidentemente si occupavano di altro. Di dare spazio ai coloni per derubare i palestinesi delle loro terre».
L’attacco contro Israele si crede fosse preparato da mesi e si nutrono sospetti sul ruolo dell’Iran. Lei come giudica?
«Ognuno fa la sua politica in quei territori. La cosiddetta realpolitik impone di cercarsi i propri amici, quelli che possono servire. L’Iran vuole avere un ruolo e questo evidentemente provoca delle politiche di potere.È possibile che l’Iran abbia fornito dei missili, non escludo che quel Paese fondato su un fondamentalismo fanatico abbia svolto una funzione, ma questo avviene in un contesto che favorisce il peggio del peggio. Che cos’hanno da perdere i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania? L’Iran si appoggia ad Hamas, ad Hezobollah. Questo le garantisce di poter giocare un ruolo».
Cosa pensa dell’atteggiamento del governo italiano?
«Non è solo il governo italiano. I governi europei si limitano a fare dichiarazioni di circostanza. “Siamo vicini a Israele”. Che razza di posizione è questa? È per dire noi siamo quelli bravi che stanno con quelli bravi. Invece di partecipare a un movimento di paesi che avrebbero dovuto sollecitare una risoluzione di pace. Quante volte si è sentito dire “due popoli, due stati”. Sono chiacchiere, vaniloqui perché la possibilità di renderlo realtà è stata compromessa dall’attività di colonizzazione israeliana. Non correre rischi. Altrimenti gli israeliani mi dicono che sono antisemita. Perché questa è la storia. Questo non è far politica, mettere la testa sotto la sabbia. In particolare gli europei che non sanno muovere un passo se non arriva la Nato a dirgli cosa fare».
Grazie Moni, avanti
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Capirai,noi pure per andare in bagno dobbiamo chiedere il permesso alla nato e al presidente di turno in Usa
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Eppure milioni di persone hanno votato una coalizione che in campagna elettorale s’è venduta come sovranista.
Mai visto un governo tanto inginocchiato; a servilismo gareggia coi leggendari governi PD.
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Chiaramente il governo italiano si è subito schierato dalla parte dei e con i buoni. Un conto è non approvare queste azioni violente un conto è riconoscere le condizioni vergognose dei palestinesi che vivono nella striscia di Gaza. Ma perché non si sente mai schierarsi Danimarca, Finlandia, Svezia, Belgio ecc.? Ma veramente siamo convinti di essere una potenza mondiale? Certo in guerra non ci vanno i parenti dei politici e presidenti vari.
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“E punta il dito anche contro la comunità internazionale, colpevole di non essere intervenuta per cercare una soluzione di pace concreta”.
Io invece ricordo vari tentativi fatti per trovare una soluzione. Troppo pochi? Forse.
In ogni caso la risposta di Ovadia (come quella di Di Battista) ai massacri del 7 ottobre è di una banalità sconcertante.
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CERTO CHE NON NE SBAGLI UNA
non perdi occasione per far sapere a questo blog quando ignorante e superficiale tu sia
è in questo brodo putrescente che molti politici alla “Cazzaro verde, la Cazzara nera, il Rosa ecc… ecc… compreso il Benjamin” hanno costruito e costruiscono le loro carriere politiche, fortunate per loro, ma devastanti per i cittadini
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“Questo non è far politica, mettere la testa sotto la sabbia. In particolare gli europei che non sanno muovere un passo se non arriva la Nato a dirgli cosa fare».”
Più che gli europei in genere, direi NOI.
In particolare la sovranista dei miei… stivali.
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Boom!
Meno male che ci sei tu @Adriano58
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Negoziati che hanno portato a vari accordi e piani di pace.
– Accordi di Camp David, 1978 tra Anwar al-Sadat e Menachem Begin
-Conferenza di Madrid, 1991
-Accordi di Oslo, 1993, tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat
– Oslo II, continuazione del precedente, 1995
– Protocollo di Hebron tra Arafat e Netanyahu, 1997
– Memorandum di Wye River, 1998
– Memorandum di Sharm el-Sheikh, 1999
– Vertice di Camp David tra Arafat ed Ehud Barak, 2000
– Summit di Taba, 2001
– Road Map (for peace) 2002 tra Mahmoud Abbas e Ariel Sharon
– Iniziativa di pace araba, 2002
– Piano di disimpegno unilaterale israeliano, 2005, voluto da Ariel Sharon
– Conferenza di Annapolis, 2007, tra Abbas ed Ehud Olmert
…
“Israele ha coltivato l’odio, ora a pagare sono gli innocenti”
Adoro l’artista Ovadia. Considero superficiali dichiarazioni come questa.
Tu invece @Adriano58 sei semplicemente noioso.
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bravo!
hai elencato quasi tutti gli accordi ignorati e disattesi dai governi israeliani, (hai dimenticato tutte le risoluzioni ONU e i veti IUESEI di condanna)
governi che tengono in ostaggio una intera popolazione dal 1947, a cui hanno ridotto sempre più lo spazio su cui vivere,
dando vita e sostenendolo al terrorismo palestinese.
Ma sei troppo imbevuto di fanatismo per capire.
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Egregio santo loquasto mi permetto di farti una domanda privata, e tu liberissimo di soprassedere: tu vivi di politica?, mi hai scritto che non sei lombardo, lavori in Lombardia? Cordialmente
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Signor Cucchi, non capisco il senso della sua domanda. Comunque le rispondo. Non vivo di politica, sono semplicemente appassionato (sempre meno). Sono romano e non lombardo.
Sono poi a favore della causa palestinese. E contro Hamas, che non c’entra una mazza col popolo palestinese.
Cordialmente
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X Loguasto:
Hamas è venuto fuori dai crimini israeliani contro i palestinesi. E lo votano perché preferiscono morire piuttosto che continuare a vivere così, come vogliono i sionisti.
Hanno vinto le elezioni nel 2007, ma PRIMA Israele comunque con i palestinesi non ci parlava.
Rabin è stato assassinato da un colono di destra.
E il ‘piano di disimpegno’ fu voluto UNILATERALMENTE da Sharon, senza nessun riconoscimento dell’autorità palestinese nella sua implementazione. Gli israeliani andarono via da Gaza e da allora hanno chiuso le porte.
E poi ci si stupisce che le elezioni le vince Hamas?
Per cui sei un BUFF0NE della peggio specie, sostanzialmente al di sotto di qualsiasi insulto.
Spero sempre che tu sia abbastanza coerente con le tue idee e che parta per il Donbass, per te e i lacché atlantisti c’é sempre qualche granata russa disponibile.
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Pretendere che una 🎃 vuota riempita di propaganda e spazzatura con un QI di poco superiore alla temperatura di un frigo riesca anche a capire di cosa blattera è un esercizio inutile.
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Anni ’80, Drive In.
Una ragazza fast-food si avvicina a Lory del Santo, e tutta preoccupata, le dice: ‘certo che per i Palestinesi la vita è diventata davvero difficile’.
E Lory, guardando sorridente la telecamera, risponde:
”Eh sì, sopratutto se gli israeliani continuano ad AMMAZZARLI”’.
Adesso per una battuta così ti chiudono un programma, Mediaset o RAI che sia. Nemmeno ci provano.
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