Bonomi senza laurea, ma si firma comunque “dottore”. Anche il suo vice ha lo stesso vizio

(DI SALVATORE CANNAVÒ – ilfattoquotidiano.it) – Carlo Bonomi, come già rivelato dal Fatto, non è laureato, ma esistono documenti in cui si qualifica “dottore”. A questo punto il problema non è più solo la nomina a presidente dell’Università Luiss (di proprietà di Confindustria) alla quale aspira, ma le possibili sanzioni verso questo comportamento. Il codice penale all’articolo 498, prevede che “chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche” incappa nella “sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro”. Fino al 1999 la sanzione sarebbe stata penale, ma il reato è stato depenalizzato. Bonomi non ha esitato ad apporre la sua firma, preceduta dal titolo “dott.” in calce a un “Accordo di collaborazione per la diffusione della normazione tecnica presso le organizzazioni imprenditoriali” (che il Fatto ha consultato) siglato tra Confindustria e Uni, Ente italiano di normazione, a Milano il 25 novembre 2021. La firma, apposta in stampatello, è stata confermata digitalmente da Bonomi il 17 dicembre 2021. Al di là di contenziosi giudiziari, però, si potrebbe porre il problema dentro la stessa Confindustria. La Carta dei valori, infatti, favorisce “comportamenti improntati all’etica e trasparenza, fondati su integrità, correttezza, lealtà, equità, imparzialità” etc. L’elezione a cariche interne, poi, secondo il Codice di condotta, prevede la “piena aderenza ai principi e agli impegni contenuti nel Codice etico” e si prevede la remissione del mandato in caso di “azioni lesive per il sistema e per la sua immagine”. La questione sta infiammando Confindustria. La Luiss compatta non vuole Bonomi il quale potrebbe addirittura nominarsi da solo presidente di ALuiss, l’associazione che governa l’università per poi automaticamente divenirne presidente. Per questo sta premendo sull’attuale presidente, Vincenzo Boccia, affinché convochi il Consiglio di ALuiss, ottenendone finora il secco rifiuto. Nei giorni scorsi è circolata l’ipotesi che al posto di Bonomi fosse avanzata la candidatura di Alberto Marenghi, attuale vicepresidente di Confindustria e braccio destro del presidente. Dai curriculum vitae di Marenghi, però, risulta che anche lui possieda solo la maturità classica conseguita nel 1996 presso il liceo B. Spagnoli di Mantova. Ma il 22 luglio 2021, a nome del General Management Office di Confindustria Servizi firmava il documento di Sostenibilità interno. Con la qualifica di “Dr.”. A quanto pare è un vizio.
Tutto questo quando è ampiamente dimostrato che la qualifica di “dottore” non garantisce il cittadino da truffe e altre deviazioni tipiche dei colletti bianchi.
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….ma figurarsi un “Dottore” non si nega a nessuno.
E se a questi personaggi glie lo affibbiassero pure specializzato in psichiatria, ce ne gioveremmo tutti.
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Un uomo inutile, nominato da uomini dannosi per concludere il nulla
Questo è il vero punto.
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Si firma dottore, ma è solo un manovale.
Senza offesa per i veri manovali, che non si vergognano della loro condizione e lo sovrastano in dignità.
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Essere diplomati fa tanto gioggia, caxxaro verde…sarà una moda!
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