
Il filosofo: “gli attacchi del governo mascherano l’impotenza di Meloni”
(DI GIANLUCA ROSELLI – ilfattoquotidiano.it) – Professor Cacciari, è riesploso lo scontro tra politica e magistratura. Con toni che sembrano quelli di Berlusconi.
Quello di Meloni sulla giustizia è un riflesso condizionato tipicamente berlusconiano, che maschera una totale impotenza di strategia e decisione politica.
La premier si butta sulla giustizia per mascherare le mancanze del governo?
Questo elemento potrebbe esserci, d’altronde i problemi che l’esecutivo deve affrontare sono ancora tutti sul tavolo, dall’autonomia al presidenzialismo, dai rapporti con l’Ue alla guerra, per non parlare della paralisi economica. Lo scontro sulla giustizia, però, non mi sorprende.
Per quale motivo?
Perché ci portiamo dietro ancora la drammatica situazione del dopo Tangentopoli. Da una parte, una politica incapace di portare a termine una seria riforma della giustizia. Dall’altra, un uso strumentale delle inchieste da parte delle forze politiche a seconda se si è al governo o all’opposizione. O di chi si trova in quel momento nel mirino dei pm. Così si oscilla da una cultura ultragiustizialista o ultragarantista a seconda di cosa fa comodo. Ma cercare la via giudiziaria alla vittoria, e lo dico soprattutto alla sinistra, è sempre sbagliato.
I magistrati, però, si sentono di nuovo sotto attacco.
In questo gioco complesso, anche loro hanno responsabilità: ogni tentativo, giusto e sbagliato, di riforma si è sempre trovato davanti un arroccamento conservatore. Siamo sempre al “fermi tutti”: per le toghe, non si può mai toccare nulla, se non in modo conforme ai loro desideri. La magistratura è una funzione, non un potere. Tocca alla politica riformare la giustizia.
Il ministro Nordio lo sta facendo, tra mille polemiche.
Le sue novità entrano in questa gara di opposte tifoserie e lui non fa nulla per favorire un dialogo. Prendiamo le intercettazioni: vanno modificate, perché c’è un problema di privacy e dignità della persona, ma restano uno strumento importante. Abuso d’ufficio: una riforma era doverosa, ma senza cancellare il reato. Il problema è che nella nostra classe dirigente c’è un deficit di cultura politica e giuridica che fa spavento.
Come se ne esce?
Non cambierà nulla finché non ci sarà una seria riforma della giustizia, che va affrontata in modo laico e non come fazioni in guerra, e finché i partiti non capiscono che la lotta politica deve avvenire su un terreno appunto politico, non giudiziario. I casi specifici non mi interessano, le situazioni di attrito si ripetono con precisione geometrica. C’è poi una responsabilità anche nell’opinione pubblica e nel modo di informarla. Non ultimo, il tema di una politica sempre più debole, compreso questo governo. Per questo Meloni sembra chiudersi in una sorta di fortino, che non le porterà nulla di buono.
I casi di questi giorni, da Delmastro a Santanchè, riguardano pure un problema di classe dirigente a destra?
Se Santanchè va a casa, per l’esecutivo non cambia nulla. Ai cittadini non interessano i destini di questi personaggi e, con tutti i problemi che si trovano ad affrontare, magari gli italiani sono anche stufi di assistere a questo perenne conflitto tra politici e magistrati.
Bravo Cacciari , che sa molto bene cosa sono i conflitti di interesse dei sindaci. Si ! Hai ragione , Credo che tutti gli italiani si siano definitivamente rotti i maroni di pagare i danni di ua classe politica inconcludente da 50 anni , nessuno escluso .
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“,,, La magistratura è una funzione, non un potere…”
Evidentemente, il prof. Cacciari conosce la Costituzione della Repubblica in modo diverso. A me risultava che in essa venissero definiti i tre poteri che la reggono:
– il potere legislativo ( Parlamento)
– il potere esecutivo ( Governo)
– il potere GIUDIZIARIO ( Magistratura)
E’ nelle dittature ( es. URSS, Terzo Reich tedesco) che la Magistratura è una ” funzione” dello Stato.
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Ridurre a “gara tra opposte tifoserie” allineando guardie e ladri mi sembra un po’ eccessivo
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Mi chiedo perché lo interpello su ogni argomento.
E non riesco a leggere le sue affermazioni senza sentire il suo tono arrogante e supponente, con cui propina, spesso, drammatiche caxxate.
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Interpellino
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Porta il grembiulino, se ne intende…
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Ah, sì?… 🤔
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