
(di Franz Baraggino – ilfattoquotidiano.it) – Il decreto lavoro varato dal Consiglio dei ministri lo scorso primo maggio diventa legge con l’approvazione finale alla Camera dove il governo ha incassato la fiducia. Tra le novità principali c’è la riforma delle misure di contrasto alla povertà che cancella definitivamente il Reddito di cittadinanza introdotto dal primo governo Conte nel 2019 per sostituirlo con l’Assegno di inclusione, Adi, che entrerà in vigore il primo gennaio 2024 per tutti i nuclei con un Isee entro i 9.360 euro (identico a quello del Rdc) e almeno un minore, un disabile o una persona over 60 tra i componenti. E’ infatti questa la principale novità, la sostituzione del criterio universalistico con uno categoriale che seleziona i beneficiari in base all’età e ai requisiti familiari. A quanti rimarranno esclusi, i cosiddetti “occupabili”, è dedicata l’indennità dello Strumento per la formazione e il lavoro. Prima dell’approvazione finale, il testo del governo era stato emendato in Senato, con alcune novità sui destinatari dell’Assegno di inclusione e del Supporto formazione e lavoro, sulla scala di equivalenza per il calcolo del sussidio e sui termini dell’offerta “congrua” di lavoro.
Occupabili e no, la povertà secondo il governo Meloni – A parità di requisiti Isee, per accedere al nuovo Reddito il nucleo dovrà comprendere almeno un componente fragile. Oltre a minori, disabili e over 60, un emendamento della maggioranza ha esteso il requisito anche ai componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla Pubblica amministrazione. La domanda potrà essere presentata dalla nuova piattaforma introdotta dal testo di legge, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL), che sarà operativa nei prossimi mesi e oltre all’accesso alle misure si propone di realizzare l’incrocio tra persone in grado di lavorare e mondo del lavoro, a partire dal monitoraggio dei beneficiari e dall’incrocio delle banche dati dei vari enti coinvolti. Una volta sottoscritto il patto di attivazione digitale, infatti, la legge obbliga i nuclei beneficiari dell’Adi ad aderire ad un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa. Come nel Rdc, un beneficiario mononucleo percepirà fino a 500 euro oltre a un sostegno per l’affitto o il mutuo fino a 280 euro. Chi non possiede i requisiti familiari e ha un’età tra i 18 e i 59 anni è considerato occupabile e non potrà accedere al nuovo Adi anche se in condizione di povertà assoluta: secondo i calcoli dello stesso governo, l’anno prossimo si tratterà di circa 500 mila persone.
Il destino degli esclusi dall’Adi – Agli “occupabili” già nel 2023 il governo ha tagliato il Reddito di cittadinanza limitandone l’erogazione a un massimo di 7 mesi. Con la fine di luglio circa 300 mila persone lo perderanno. Dal primo settembre, ma a patto di essere più povere (Isee entro i 6.000 euro) potranno richiedere il Supporto per la formazione e il lavoro, un’indennità di 350 euro erogata per un massimo di 12 mesi non rinnovabili per la quale andrà fatta domanda all’Inps tramite la solita piattaforma SIISL. L’erogazione è legata alla partecipazione a percorsi di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro comunque denominate, compresi i progetti utili alla collettività, a titolarità dei comuni di residenza o di altre amministrazioni in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. Nel testo emendato al Senato la possibilità di accedere al Supporto è stata allargata anche ai componenti dei nuclei percettori di Adi che, pur non essendo obbligati, sono interessati alle politiche attive del lavoro. La partecipazione e l’erogazione del Supporto escluderanno i percettori dal calcolo della scala di equivalenza che definisce l’importo dell’Adi.
Le novità per le persone con disabilità – Nel testo licenziato dal Senato è prevista, relativamente al calcolo del valore dell’Assegno di inclusione, un incremento del parametro della scala di equivalenza in presenza di componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza. Il parametro della scala di equivalenza è pari a 1 ed è incrementato, fino a un massimo di 2,2, che è stato ulteriormente elevato a 2,3 se nel nucleo ci sono persone non autosufficienti o disabili gravi. Il parametro è elevato di 0,4 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni, lo stesso per il componente maggiorenne con carichi di cura. Lo 0,3 vale ogni altro adulto in grave disagio bio-psico-sociale e inserito in percorsi di cura e assistenza certificati dalla PA. Il parametro sale di 0,15 per ciascun minore di età, fino a due e di 0,10 per altri figli minorenni oltre il secondo.
L’offerta di lavoro non rifiutabile – Anche i percettori di Adi, se considerati attivabili al lavoro, dovranno accettare le offerte di lavoro definite congrue dal testo di legge. L’offerta congrua riguarda rapporti di lavoro a tempo indeterminato senza limiti di distanza nell’ambito del territorio italiano, a tempo pieno o a tempo parziale non inferiore al 60% dell’orario a tempo pieno,
in cui la retribuzione non è inferiore ai minimi salariali previsti dai ccnl (d.lgs 81/2015). Nel caso di un contratto di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, l’offerta è congrua qualora il luogo di lavoro non disti più di 80 chilometri dal domicilio del soggetto o sia raggiungibile in non oltre 120 minuti con i mezzi di trasporto pubblico. Il percettore riconosciuto attivabile al lavoro deve accettare la prima offerta congrua di lavoro a tempo determinato. Con le modifiche introdotte in Senato è stata introdotta un’eccezione chi ha figli sotto i 14 anni di età, che non sono più obbligati ad accettare offerte di lavoro in tutta Italia. Per loro l’obbligo di accettare l’offerta, anche a tempo indeterminato, scatta solo entro la distanza dal luogo di lavoro di 80 chilometri o nel limite dei 120 minuti con i mezzi di trasporto, mentre per conservare l’Adi il testo originale del dl lavoro prevedeva l’obbligo di accettare il tempo indeterminato su tutto il territorio nazionale.
Qui l’intervento di Conte:
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Quello già inviato era l’intervento di ieri.
Questo è quello di oggi:
https://fb.watch/ltz7WO76wL/
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Da youtube:
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L’under-dog, nipote di artisti e figlia di madre scrittrice e padre avventuriero. LOL
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L’under fog sarebbe da mannarla indardove anche con la mano alzata così la famo felice
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Anche “sottonebbia” non è male!
🤣😂
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😂🤣😂 anche underfrog 🐸 le sta a pennello
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Quella dalla bocca larga… 🐸
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Però più che le letterine Giuseppi poteva portare vrangate di sanpietrini e diciamo porgerli alla premier come mazzi di rose rosse…Sarebbe stato molto pattriottico.
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E adesso gli inclusi e gli esclusi… che tornino nelle urne a rivotarli …grandi str.!
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Più di 15anni fa
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Mio cuggggino mi ha detto che è una bella canzone
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Il piano di rinascita “democratica” (🤦🏻♀️) di Gelli…
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👏👍🏻 da una loro intervista del 2008
“ E il prossimo singolo?
E’ appena uscito “Cuore nero”, di cui abbiamo girato anche il video. Cuore nero è una riflessione sulla situazione in cui si trova attualmente la nostra società…in cui ci sono poteri occulti che governano il paese e che agiscono nell’ombra per manovrare le cose che succedono.”
http://rockpv-rockpv.blogspot.com/2008/12/intervista-punkreas.html
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500.000 italiani privi di tutto, eccetto che di una cittadinanza inutile, ma esclusi da tutto. Che bella “destra sociale” quella da cui proviene (in teoria) la signora Meloni! Perfino il ricco lestofante cui essa deve gran parte della carriera non era così morbosamente avverso al Rdc. Anzi ultimamente diceva di volerlo mantenere, incrementare, estendere. Ma adesso che cosa faranno queste 500.000 persone abbandonate e dimenticate dalla Repubblica? Andranno a rubare o a lavorare a nero? Speriamo proprio di no, ma chi può escluderlo? Si faranno sfruttare o schiavizzare in lavori precari o lavoretti occasionali per paghe da fame? Speriamo di no, ma ad oggi è il loro destino più plausibile. Un governo che nel 2023 abolisce il reddito minimo di sussistenza senza nel contempo introdurre un salario minimo decente è un governo fuori dal tempo, fuori dall’Europa, fuori dalla civiltà. A questi 500.000 sfortunati connazionali io suggerirei di fare una cosa molto semplice. Essendo tutti abili al lavoro, gli è stato tolto il diritto al sussidio, ma non il diritto e l’abilità A MARCIARE. E allora organizzatevi in Rete e marciate compatti sulla capitale! E sui palazzi del potere! In modo ordinato e assolutamente pacifico, beninteso, a differenza di quel pagliaccio del cuoco di Putin e dei suoi mercenari. Però marciate anche in modo più serio, cioè non fermatevi a metà strada, andate fino in fondo! E chi vi potrà fermare? Avete idea di che cosa sono 500.000 persone, forse anche un tantino arrabbiate, che marciano per i loro diritti, per il loro futuro, per la loro vita? In fila per 20 e distanziate di appena 1 metro sono una fiumana di gente che occupa un’autostrada o un’ampia carreggiata per 25 chilometri! Chi li potrà fermare? Sono più che abbastanza affinché Meloni, Salvini e Piantedosi, al solo vederli, provino quel sentimento che accomuna gli esseri umani, quell’istinto primordiale che nel loro delirio di onnipotenza credono di avere esorcizzato, ma che forse potrebbe indurli a rivedere qualche decisione poco umana: la paura.
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D’accordo su tutto tranne che il finale.
Non hanno mica minacciato di chiudere gli stadi!
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Consiglierei 500 mila bussate di campanelli alle abitazioni di tutti quelli che hanno votato
Questa porcata chiedendo un posto a tavola per colazione pranzo e cena.
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Però è vero anche che Conte è rimasto in aula durante la votazione del Mes, non ha votato ma c’era per il computo delle presenze, poteva abbandonare l’aula se non era d’accordo, quindi è d’accordo? potrà prendere in giro i suoi quando potrà dire che il Mes non lo ha votato ma lo ha permesso… insomma convintamente con gli ucraini ma no all’invio di armi, siamo sempre là
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Dovresti essere più diretta e ammetterlo che è colpa della raggi 🤔
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