Il primo passo del ritorno dell’Italia al nucleare

Via libera della Camera a una duplice mozione presentata da Azione e Forza Italia (con le firme di Lega e Fratelli d’Italia): “Il Governo dovrà valutare l’opportunità di inserire nel mix energetico nazionale anche il nucleare quale fonte alternativa e pulita per la produzione di energia”

L'Italia torna al nucleare? L'asse Calenda-Berlusconi riaccende l'atomo

(Alberto Berlini – today.it) – Via libera dell’Aula della Camera alla mozione di maggioranza che impegna il governo, tra l’altro, “al fine di accelerare il processo di decarbonizzazione dell’Italia, a valutare l’opportunità di inserire nel mix energetico nazionale anche il nucleare quale fonte alternativa e pulita per la produzione di energia”.

“Il nucleare di quarta generazione è sicuro quanto pulito” afferma il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin ringraziando il Parlamento per il via libera. “Ci confronteremo ora con i partner europei e valuteremo, con la massima attenzione, come inserirlo nel mix energetico nazionale dei prossimi decenni, con l’obiettivo di raggiungere, anche con il contributo dell’energia nucleare, gli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dall’Unione Europea, sino a quello finale della neutralità climatica del 2050”. Va ricordato che l’Italia era già intervenuta come osservatore alla riunione sul nucleare del 28 marzo 2023 svoltasi a Bruxelles su iniziativa della Francia mentre il 28 febbraio 2023 dodici stati europei hanno sottoscritto un accordo di cooperazione sul nucleare “l’Alleanza per il nucleare”.

Nucleare: che cosa è stato approvato oggi

In particolare oggi la Camera dei Deputati ha approvato la mozione presentata da Azione (prima firma Daniela Ruffino) che impegna tra l’altro il governo a “realizzazione il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi”, a “considerare reattori nucleari di piccola taglia modulari a quelli di quarta generazione”, a “adottare iniziative per sostenere la ricerca tecnologica sui reattori a fissione nucleare innovativi” e ad aderire alla cosiddetta “Alleanza per il nucleare”, già sottoscritta da altri 12 Paesi europei con l’obiettivo di sostenere a livello comunitario.

È stata inoltre approvata la mozione presentata da Forza Italia a prima firma Alessandro Cattaneo – e firmata anche da deputati di Lega e Fratelli d’Italia – che tra le altre cose impegna il governo a

  • confermare l’obiettivo di zero emissioni al 2050; 
  • includere la produzione di energia atomica di nuova generazione all’interno della politica energetica europea;
  • intensificare la ricerca inerente gli Smr e Mmr (Smal e Micro reattori modulari) in Italia, favorendo l’incontro delle nostre migliori competenze in campo ingegneristico nucleare, tecnico, tecnologico e industriale;
  • adottare ogni iniziativa utile a sostenere le università italiane in questo percorso;
  • a sostenere la ricerca sulla fusione a confinamento magnetico;
  • a valutare in quali territori al di fuori dell’Italia la produzione di energia nucleare possa soddisfare il fabbisogno nazionale di energia;

L’ultimo capoverso inoltre impegna il goerno ad “accelerare il processo di decarbonizzazione” e appunto “valutare l’opportunità di inserire nel mix energetico nazionale anche il nucleare quale fonte alternativa e pulita per la produzione di energia”.

A scanso di equivoci va ricordato che con il referendum dell’8 novembre 1987 sul nucleare non è stato introdotto un divieto di nucleare in Italia né sarebbe necessario un nuovo referendum ma è solo necessaria una legge ordinaria che pianifichi un piano energetico nazionale.

Sull’onda emotiva dell’incidente di Chernobyl la maggioranza dei quasi 30 milioni di italiani che si recarono alle urne votarono per abrogare una serie di norme che portarono all’abbandono del nucleare, anche se il quesito non era così diretto. In particolare un quesito riguardò l’abrogazione della facoltà del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) di deliberare sulla localizzazione delle centrali. Il sì vinse con l’80,57%. Un altro quesito chiese l’abrogazione dei contributi agli enti locali che ospitassero sul proprio territorio centrali nucleari o a carbone. Il sì vinse con il 79,71%. L’ultimo quesito riguardò l’esclusione dell’Enel, all’epoca ancora ente pubblico, dalla partecipazione alla costruzione di centrali nucleari all’estero. Anche in questo caso il sì vinse, con il 71,86%. Sebbene non fosse esplicitamente richiesta, la dismissione delle centrali nucleari fu la conseguenza naturale che seguì il referendum. Ora l’argomento potrebbe tornare in auge.

Come sarà il nuovo nucleare italiano

Se quello compiuto oggi è solo il primo passo verso il ritorno dell’Italia al nucleare si può già tratteggiare quale sia il traguardo auspicato di questo percorso. Come si legge nella mozione presentata dalla maggioranza di governo i cavalli di battaglia su cui puntano Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega è lo sviluppo di reattori nucleari di nuova generazione già al centro delle strategie energetiche di partner industriali europei che hanno in cantiere nuovi impianti già a partire dal 2024. In particolare si tratta di reattori di quarta generazione, di piccole dimensioni e modulari, i cosiddetti Small e Micro Modular Reactor (Smr e Mmr).

I Micro reattori modulari (Mmr) sono stati sviluppati specificamente per la produzione di energia elettrica e termica direttamente negli stabilimenti industriali energivori. Si tratta di micro reattori, detti anche batterie nucleari in ragione delle dimensioni molto ridotte, 50 metri quadri circa: sviluppati dalla Ultra Safe Nuclear di Seattle sono già operativi in Canada – oltre che negli Usa – mentre in Finlandia ed in Polonia entreranno in funzione a partire dal 2026.

In Italia si apre una partita importante oltre che per Ansaldo Nucleare anche per Newcleo, società per lo sviluppo di sistemi nucleari innovativi di quarta generazione, che recentemente ha firmato un’intesa con Enea con l’obiettivo di produrre energia in modo sicuro, affidabile e sostenibile attraverso la realizzazione di Advanced Modular Reactor di piccole dimensioni raffreddati al piombo invece che ad acqua.

L’obiettivo della mozione è quella di iniziare la produzione energetica nucleare già dal 2030. Senza dimenticare la ricerca per sviluppare un reattore a fusione nucleare: Ansaldo Nucleare ha in pancia commesse da un valore economico superiore ai 600 milioni di euro per la fornitura della camera a vuoto per un reattore sperimentale da 500 Megawatt di potenza cui partecipano anche altre aziende come Mangiarotti e Walter Tosto. Inoltre Leonardo, attraverso la sua controllata Vitrociset, si è aggiudicata la gara indetta da Iter per lo sviluppo delle infrastrutture diagnostiche del reattore e i relativi servizi di ingegneria. La Asg di Genova e la Simic di Porto Marghera hanno realizzato le bobine superconduttrici che formano il toro principale di Iter. Mentre Eni partecipa anche agli altri progetti, italiani e internazionali, per la ricerca sulla fusione a confinamento magnetico: il Commonwealth Fusion Systems (CFS), spin-out del MIT 2018; il Plasma Science and Fusion Center (PSFC) del MIT; il Divertor Tokamak Test (DTT), progetto dell’Enea a Frascati Eni nato da un’intesa per un grande polo scientifico-tecnologico sulla fusione DTT (Divertor Tokamak Test), che verrà realizzato nel Centro ricerche Enea di Frascati (Roma) dalla società DTT Scarl. L’obiettivo a cui si sta lavorando principalmente a livello internazionale è realizzazione, nell’arco di un paio di decenni, della prima centrale a fusione in grado di immettere in rete energia elettrica a zero emissioni. La società Commonwealth Fusion Systems (Cfs), partecipata da un importante gruppo italiano e dal Mit di Boston, ha condotto con successo il primo test di un supermagnete che dovrebbe contenere e gestire la fusione nucleare di deuterio e trizio, un passo importante verso la produzione di energia atomica pulita, impegnandosi a costruire il primo impianto sperimentale entro il 2025.

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12 replies

  1. Prima o dopo la fusione si accenderà, e partecipare ai vari progetti sparsi nel mondo che testano la fattibilità non è sbagliato.
    Però, il ritorno al nucleare dell’Italia, anche se di ultima generazione, non si può vedere.
    Non è un discorso che riguarda solo la destra, intendiamoci, abbiamo votato contro il nucleare, ma basta. Fanno carte false per far rientrare i cervelli fuggiti all’estero…facciamo una colletta per andare a cercare i cervello di chi è rimasto qui.

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  2. Ma quale nucleare!
    Le scorie delle cent
    rali dismesse 35 anni fa sono ancora senzatetto in cerca d’alloggio.
    Io proporrei di s
    toccarle sottocasa dei vari proponenti, in modalità quota parte per non scontentare alcuno.
    Il ritorno al nucleare con tecnologia “a fissione” ricalca la stessa sceneggiatura del ponte sullo stretto:
    -Annuncio strombazzato per distogliere l’attenzione dall’inettitudine di questo circo equestre fasciolegaiolo.
    -Faraonici contratti stipulati con i costruttori, per apparecchiare colate di cemento e forniture di acciaio.
    -Pagamento di penale Miliardaria per il mancato completamento di impianti nati già vecchi, per la tecnologia, costosi per il reperimento del combustibile radioattivo e la realizzazione, inutile per la lunghezza dei tempi di consegna, prevista salvo intoppi dopo una decade.
    E dove costruirle troverebbero l’accordo della popolazione residente almeno nel raggio di 200 km?
    Solite iniziative pompate mediaticaente dal destrume padronale, come la sanità privata, core business del maggior gruppo editoriale di destra becera. Degli utili idioti pronti a sacrificarsi per appartenenza li trovano sempre.
    Celerini che picchiano in combutta con la teppaglia di caccapound e Feccia Nuova, pronti a trasformarsi da NOVAX a fiji di Pooteeen fino a difensori degli atomi instabili è sempre un’ennesima buona occasione per menare le mani.

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  3. Ci si doveva pensare prima di imbastire la ridicola propaganda anti nucleare degli anni ’80 con tanto di stronzio che ci avrebbe uccisi tutti. E per qualche settimana non abbiamo mangiato l’ insalata (ah, già, solo studi classici per i politici: che ne sapevano di tempi di dimezzamento?)

    In realtà l’ Italia non doveva diventare autonoma energeticamente ( la cosa più importante per crescere). Siamo sempre lì. Ci avevano già provato col vergognoso caso Ippolito ( la Magistratura è sempre pronta a dare una mano…) .
    Lo vediamo bene anche ora: gas costoso, inquinante e rigassificato… dagli US. E ci prende di mezzo anche la Germania, che aveva appena dichiarato di dismettere le proprie centrali grazie al raddoppio del North Straem. Ma la Germania (quindi l’ Europa) non deve crescere e mano che mai legarsi alla Russia: quindi abbattiamo la Germania.
    Allora come ora siamo sempre lì.
    E becchiamo sempre.
    E vai con i pannelli solari. Ah, no: li fanno in Cina…

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    • Come al solito i tuoi interventi si contraddistinguono per la loro lucida inutilità.
      Il presente e il futuro sono le energie rinnovabili, non il costosissimo nucleare o l’hubb der gas. E sono tutte scelte politiche imposte dalle lobbies.
      P. S.
      Il più grande stabilimento di pannelli solari in Europa è di proprietà ENEL, localizzato a Catania.

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  4. Meno male che c’è lei @lupomannaro che è utilissimo. Ci mancherebbe.
    Nel futuro ci saranno le “energie rinnovabili”?
    Magari!
    A patto che smettiamo di crescere in fretta come numero, di consumare bulimicamente e di farci bene i conti su quanta energia (“cattiva” per ora) occorre per fabbricare energia pulita. Senza contare i vari materiali impiegati che diverranno sempre più costosi ed il loro smaltimento.
    Ormai l’ età del nucleare … vecchio … è passato, e la fusione è ancora di là da venire. Il presente ed il futuro prossimo sono inquinantissimo gas ( da fraking quello degli US) trasportato per nave ( inquinantissime) da Paesi che proprio democratici non sono ed a costi stellari. Il gas russo era ecologico al confronto.
    Questo ci aspetta, con relative speculazioni, e dipendenze da più soggetti che ci terranno per il collo.
    E nel lungo periodo saremo tutti morti. Mai come ora dovremmo rendercene conto.
    Ma sognare serve sempre , tanto più a quelli che ci governano: adesso è così, a braghe calate, ma domani, domani…

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  5. A patto che smettiamo di crescere in fretta come numero….
    Chi?
    L’Italia con il trend demografico in atto potrebbe perdere 20 Milioni di abitanti entro il 2070.
    Hanno fatto fuori l’AD ultrambientalista di ENEL Starace ( Discendente di quel famoso fascista del ventennio infame) per piazzare l’amico di pootteen Scaroni.
    Costui è inviso a tutti i grossi investitori stranieri, Fondi anglosassoni, che stanno formando proprie liste di candidati per il Cda con lo scopo di condizionare la società.
    Oggi le conglomerate multinazionali, qual è ENEL, devono rendere conto agli investitori, privati singoli, fondi pensione, assicurazioni etc, delle loro politiche ambientali, sociali, di sostenibilità. Il nuovo indirizzo legaiolo va in direzione opposta, fatta di scorciatoie e di ritorno al fossile.
    E questo te lo fanno pagare quando si tratta di andare a finanziarsi sui mercati attraverso l’emissione di obbligazioni, per esempio.
    Gli investimenti in parchi solari, in eolico offshore, potrebbero essere finanziati con il fondo PNRR appositamente previsto, ma sono Incapaci di redigere i relativi progetti.
    L’eolico in particolare, potrebbe venir sfruttato di notte per la produzione di idrogeno da elettrolisi, che potrebbe essere trasportato laddove ci sia domanda, specialmente nel resto d’Europa, attraverso la fitta rete di metano dotti che attraversa lo Stivale.
    Questo ci porterebbe, in presenza del calo demografico e di consumi interni, ad essere esportatori di energia invertendo in surplus commerciale l’attuale deficit verso le dittature del fossile.

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  6. Ovviamente si parla in termini globali.
    Ma anche a livello nazionale la strada da fare è ancora lunga. Ho sul tetto pannelli solari/ fotovoltaico. L’energia va nella Rete e non rende un piffero. Auto ibrida, pagata un sacco e sempre rotta. Sarò stata sfortunata.
    Il mio l’ho fatto, ma ci ho rimesso.
    Se il fotovoltaico non potrà essere accumulato ad uso personale ( immagino i costi delle batterie, ecc…) o almeno sarà a costo zero l’istallazione, la vedo dura. E speriamo che le auto elettriche inizino a costare meno e le ricariche siano di più.

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  7. Il mio comune sta promuovendo la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili, mettendo assieme, in rete, coloro che producono energia da minieolico e pannelli fotovoltaici, non solo per spuntare migliori condizioni con le utility ma anche per la creazione di una banca di energia a supporto dei residenti, un mutuo soccorso per tendere verso l’azzeramento del consumo in bolletta lasciando solo le quote fisse obbligatorie.
    Un sistema con pannelli e batterie utili ad alimentare una sola pompa di calore ha permesso di ridurre il costo di riscaldamento annuale a soli 200€, con temperatura impostata a 20°C h24. Questo su un appartamento di 150 mq su due livelli in casa coibentata con cappotto termico.

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  8. Bello! Qui purtroppo ( casa di 10 anni fa, cappotto termico, riscaldamento a pavimento, pannelli/fotovoltaico… ma piuttosto grande e su più piani) non c’è molta differenza da quanto pagavo prima. Insomma, un sacco di spese green ma poco ritorno.
    Ma almeno sono stata “responsabile”… Bella soddisfazione…

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  9. Ha ragione, @”carriolina”, spendere soldi ( guadagnati onestamente) cercando di fare il proprio dovere per quanto possibile per risparmiare fonti non rinnovabili, è proprio mettere il cervello all’ ammasso.
    Meglio arrangiarsi diversamente: sai quanto risparmio in più? Poi magari andare a manifestare per “salvare il Pianeta” , farsi degli amici e una bella scampagnata. E se sei fortunato ti mostrano anche in TV (tra i “buoni”,,,)

    Fare le cose non conviene mai. Meglio dirle.

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