Rottamazione di tutti i reati contro la P.A.

Se per una volta potessero dire la verità, le truppe dei supposti garantisti capitanate dal ministro Nordio dovrebbero ammettere che la cagnara sulle intercettazioni nasconde un progetto ben più serio e articolato: la rottamazione dei reati […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Se per una volta potessero dire la verità, le truppe dei supposti garantisti capitanate dal ministro Nordio dovrebbero ammettere che la cagnara sulle intercettazioni nasconde un progetto ben più serio e articolato: la rottamazione dei reati contro la Pubblica amministrazione. Alla manifesta malafede (o crassa ignoranza) di chi, in ogni dove e in ogni talk, non fa che lacrimare sulle reputazioni sputtanate dalla combutta criminale magistrati-giornalisti ha risposto ieri, davanti al Senato, il Garante per la privacy, Pasquale Stanzione, ricordando che “la violazione del segreto e relativa pubblicazione di stralci di conversazioni captate ben oltre le reali esigenze di cronaca è punita con sanzioni pecuniarie sino a 20 milioni di euro”. Che per qualsiasi giornale equivale alla sicura bancarotta. Quanto alle richieste di ulteriori bavagli, dice Stanzione che “prima di mutare un bilanciamento tra privacy e informazione in fondo ragionevole, è forse preferibile verificare tenuta ed effetti delle riforme recenti”. Parole che, ovviamente, non taciteranno gli utili idioti della censura preventiva mandati allo sbaraglio dagli strateghi del finalmente liberi di fare ciò che cz gli pare (ricordate la Casa delle libertà di Corrado Guzzanti nell’Ottavo nano?).

In una rigida divisione dei compiti, dopo che Salvini ha rottamato 12 miliardi di pendenze esattoriali graziando 19 milioni di debitori, ai berluscones spetta ora il compito di devitalizzare i reati di corruzione e concussione, quelli che la politica teme di più. E allora – per limitarci alle porcate massime che il governo della destra ha già messo in cantiere – via al taglio delle intercettazioni, onde contenere il rischio di essere smascherati. Abolizione dell’abuso d’ufficio. Depenalizzazione dell’evasione fiscale. Via la Spazzacorrotti di Bonafede che blocca la prescrizione dall’appello. Benefici penitenziari per i reati contro la Pa e dunque niente più galera. E, dulcis in frode, anche chi è condannato potrà candidarsi in Parlamento grazie all’abolizione della legge Severino. Perché un cittadino onesto non dovrebbe darsi al crimine?, si chiedeva giorni fa Marco Travaglio davanti a un simile scempio di legalità. Interrogativo che giriamo a Giorgia Meloni. Una con la sua storia personale, cresciuta a una scuola politica che chiamava ladri i ladri, una premier chi si è definita “non ricattabile” davanti alle minacce dell’uomo di Arcore (suscitando il plauso anche di chi non l’ha votata), come può far passare tutto questo schifo?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

3 replies

  1. Le riforme penali di Nordio sono un incentivo a delinquere
    Si riesce a capire la profonda pericolosità di un simile soggetto?
    Questo Paese è in rotta verso l’inferno.
    M5S e Pd sono d’accordo nel non chiedere, per ora, le dimissioni di Nordio perché i voti non ci sarebbero.
    L’Italia sta marciando a passo di corsa verso un regime di leggi illegittime e inquietanti che allargherebbero l’area protetta del crimine contro ogni principio di giustizia e ogni difesa del cittadino.
    Ma possibile che non nasca nessuno che adisca alle Corte di Giustizia Europea?

    "Mi piace"

  2. Lo schifo che fa passare è la garanzia che la poltrona su cui appoggia le natiche non inizi a traballare!

    "Mi piace"