Sbornia di divieti

(Eleonora Ciaffoloni – lidentita.it) – Il dibattito sul vino è acceso: ma stavolta non è sul bianco e rosso che la diatriba si accende, bensì sulle etichette. Ieri la Commissione Ue ha dato il via libera alla proposta dell’Irlanda in merito all’etichettatura – con le avvertenze – dei prodotti alcolici, in quanto “il piano europeo per battere il cancro mira ad evitare il consumo dannoso di alcool”. Eppure, con il portavoce per la salute pubblica e la sicurezza alimentare Stefan de Keersmaecker l’Ue dichiara di non prendere posizione: “La Commissione non ha fatto commenti e non intende intervenire ulteriormente”. Tuttavia, in Irlanda diventerà obbligatorio apporre sulle bottiglie di alcolici delle avvertenze riguardo ai danni alla salute per chi beve: esattamente come da diversi anni viene fatto sui pacchetti delle sigarette. Un regolamento che prevede etichette su tutti i prodotti alcolici con avvertimenti su: pericolo del consumo di alcol, sul consumo in gravidanza, sulla correlazione tra alcol e tumori mortali, sulla quantità di grammi di alcol nel prodotto, ma anche un link web sulle informazioni per la salute. Una decisione che accende, soprattutto in Italia, la polemica. Perché una eventuale etichettatura, anche nel nostro Paese, potrebbe avere danno diretto sul vino, simbolo del made in Italy, ma anche parte integrante della nostra cultura e della nostra rete economica. Una diatriba che si è accesa – come da tre anni a questa parte – tra i medici più famosi tra l’opinione pubblica: i virologi. Viola, Bassetti, Gismondo e Pregliasco in ferie dalle dichiarazioni sul Covid, si sono dati a quelle sul vino. E se Viola accusa l’estratto di uva di “rimpicciolire il cervello”, Bassetti risponde con un calice, un selfie e un “Cin cin”. Una polemica che, tra le altre, potevano di certo risparmiarsi. A definire “inaccettabile” il battibecco tra i virologi interviene la Società Italiana Alcologia che però, conferma quanto detto dalla Commissione europea: ovvero che l’alcol favorisce il cancro. “L’etanolo e l’acetaldeide contenuti nelle bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) favoriscono il cancro” dice il presidente Gianni Testino, “per questo motivo è inaccettabile che la polemica sugli effetti legati al consumo di alcol coinvolga medici che devono aderire all’evidenza scientifica”. Dati scientifici sì, ma che potrebbero devastare un intero settore. Di certo è che “nessuno è contro il vino” come ha anche detto da Stefan de Keersmaecker “il vino piace a tutti e tutti amiamo bere un bicchiere di vino” e, anche vero, che un bicchiere di vino non uccide. Sui contrasti tra gli anti-alcol e i pro vino, interviene anche Federvini, che invita a fare chiarezza “senza demonizzare le bevande alcoliche il cui consumo responsabile e consapevole fa parte della tradizione italiana”. Non solo. Il presidente Federvini Micaela Pallini ricorda come poco meno di un anno fa “il Parlamento europeo approvava il piano di lotta contro il cancro, distinguendo nettamente tra consumo moderato e consumo dannoso di alcol” che è quello che fa la differenza. Allora la palla passa al governo e al Crea (organo del ministero delle Politiche Agricole), chiamati a dare risposte su quanto sta accadendo in Europa. Una richiesta di chiarezza per un dibattito – e un eventuale etichettamento – che potrebbe portare alla deriva del settore e del buonsenso.

1 reply

  1. Non è un divieto, è solo un avvertimento scritto su una etichetta.
    È la stessa storia del fumo, per il quale, se fossimo pensanti, si dovrebbe fare il medesimo ragionamento fatto nei confronti dei vaccini.
    Abbiamo ben appurato che i vaccini non proteggono dal contagio, quindi hanno solo una utilità personale , cioè pare che si muoia di meno in caso di malattia conclamata.
    Ma i vaccinisti ad oltranza subito usano l’argomento: ” Se non sei vaccinato e ti ammali pagati le cure, coglione!”.
    Medesimo ragionamento andrebbe fatto nei confronti dei fumatori e dei bevitori: ti avevamo avvisato di non bere e non fumare, hai il cancro ai polmoni o la cirrosi? Pagati le cure!.
    Come ragionamento non farebbe una piega: se vale il primo vale anche il secondo.
    Ma il secondo non si fa.
    Entrambi per … soldi che girano…
    Occorre vendere vaccini, vino, sigarette…

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