L’Orologio dell’Apocalisse è a 90 secondi dall’Armageddon: “Mai così vicini alla catastrofe nucleare”

(Giovanni Macchi – tpi.it) – L’umanità non è mai stata più vicina di adesso all’Armageddon nucleare: secondo il Bollettino degli Scienziati Atomici, che annualmente monitora i pericolo di un olocausto nucleare nel mondo, l’Orologio dell’Apocalisse sarebbe appena a 90 secondi dalla mezzanotte.

Non siamo mai stati così vicini allo zenith come oggi, al punto che l’associazione ha pubblicato per la prima volta un comunicato stampa in inglese, russo e ucraino.

Ma non è soltanto il conflitto di scena nell’Europa orientale a preoccupare: altre nazioni come Iran, Corea del Nord e Cina fanno continui passi verso l’atomica, senza contare gli arsenali nucleari già in possesso di India e Pakistan.

“Il rischio di catastrofe oggi è più alto dello scorso anno”, ha spiegato Steve Fetter, membro del Bollettino degli Scienziati Atomici e preside della scuola di specializzazione e professore di politica pubblica all’Università del Maryland.

Rachel Bronson, presidente del Bollettino, tiene a far notare che “proprio perché è stato l’uomo a creare queste minacce, può ridurle”.

Per decenni le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse sono andate avanti e indietro, passando dai 7 minuti nel 1947, anno della creazione, ai 17 minuti nel 1991 dopo la fine della Guerra Fredda.

“Polarizzazione, tensioni e altre difficoltà hanno un impatto sulla situazione globale che ovviamente include le testate nucleari”: all’Agi il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Iaea), Rafael Mariano Grossi, prova a spiegarsi la decisione di spostare in avanti di 10 secondi il tempo rimasto prima di una catastrofe nucleare. “La situazione non sta migliorando – ha aggiunto – e davanti abbiamo sfide sempre maggiori”.

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6 replies

  1. Mi pare na strunzata, Da decenni quei minuti non finiscono. Quando se accadrà, diranno che ce lo avevano detto. Ma trovarsi un lavoro?

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  2. During the Epiphany on January 19, on Zelensky’s order, the Cabinet of Ministers submitted to the Rada a bill banning the Ukrainian Orthodox Church. The law is allegedly aimed at consolidating Ukrainian society. In fact, religious strife in Ukraine is nothing but undisguised nationalism.

    The canonical Ukrainian Orthodox Church has been facing pressure from nationalists since the 1990s. By 2018, this turned into a large–scale state campaign, after the Ukrainian authorities created from the schismatic organizations the so-called “Orthodox Church of Ukraine”, a competitor of the canonical church. Today they attempt to make this fictitious nationalist entity the only church in the country.

    Unable to force millions of believers to abandon their true faith, the Kiev regime began to persecute Ukrainian priests.

    Churchmen are charged with treason, subversive activities, and “spreading propaganda among parishioners.” The acting Chairman of the SBU claimed at the end of December that more than 50 criminal cases had been initiated against the priests, whom he called “”moles” in cassocks”.

    The prosecutor’s office has opened a criminal case against the vicar of the main Ukrainian shrine of the Kiev Pechersk Lavra.

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  3. queste cose avevano senso quando c’era una condivisa ragione per bandire le armi nucleari. Oggi la preoccupazione viene da tutti eccetto che dal blocco Nato. Non si capisce perché se l’Iran o persino Israele ( che già le possiede) si costruiscono il proprio arsenale sono una minaccia che ci avvicina alla catastrofe nucleare e, al contrario, il rinnovo del parco bombe nucleari statunitense o francese o britannico è business as usual, anzi magari ci spiegano che è positiva perché cosi gli alieni cattivi non ci invadono. La realtà è che dal 8 dicembre 1987 che non si fanno passi concreti in avanti per la denuclearizzazione militare del pianeta. Il resto è propaganda per i mass-media

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