Con questa opposizione, la Meloni rischia di governare dieci anni

(Nando Pagnoncelli – il Corriere della Sera) – Lo scenario politico di fine anno fa registrare la tenuta del consenso per il governo e la premier: l’indice di gradimento dell’esecutivo flette di un solo punto (da 55 a 54), mentre quello per Giorgia Meloni rimane stabile a 58.

La legge di bilancio rappresentava un importante banco di prova per il governo, tenuto conto che veniva elaborata a poche settimane dall’insediamento, con il rischio che potessero emergere dietro front rispetto alle recenti promesse elettorali e tensioni tra i partiti della maggioranza, che pure non sono mancate; ebbene, non accenna a diminuire l’apertura di credito espressa da quasi un italiano su due.

L’apprezzamento per l’operato della premier si riflette anche sugli orientamenti di voto che vedono aumentare il vantaggio di FdI, oggi stimato al 31,7%, su tutte le altre forze politiche. Il M5S, dopo aver scavalcato il Pd un mese fa, consolida il secondo posto con il 17,6%, mentre i dem fanno segnare un’ulteriore flessione (-0,9%) attestandosi al 16,3%. A seguire, la Lega con il 7,8% (+0,5%) e Azione/Italia viva (7%) che sorpassa Forza Italia (6,2%, in calo di 0,6%).

Nel complesso il centrodestra ottiene il 46,8% delle preferenze e si mantiene stabile rispetto a fine novembre (+0,1%), mentre il centrosinistra subisce un ulteriore calo (-1,4%) e scende al 22,1% (-4% rispetto alle politiche).

Conte si conferma al primo posto nella graduatoria dei leader con un indice di gradimento pari a 32, seguito da Salvini (27), Berlusconi (24) e Calenda (22, in crescita di 2 punti rispetto a novembre); da segnalare il calo di Fratoianni (-3) e Bonelli (-2), raggiunti da Renzi a quota 16.

I cambiamenti

L’anno appena trascorso è stato molto denso di cambiamenti, soprattutto nell’ambito del centrosinistra dove per diversi mesi fu ipotizzata un’ampia alleanza (il cosiddetto «campo largo») che, peraltro, secondo i sondaggi risultava assai competitiva; la fine del governo Draghi ha indotto un cambio nelle strategie dei partiti: il perimetro del centrosinistra guidato dal Pd si è ridotto, l’alleanza tra Calenda e Renzi ha dato origine al Terzo polo e il M5s, rinunciando alle scelte degli anni passati, ha deciso di posizionarsi nell’area progressista.

Ed è stato un anno all’insegna della volatilità delle preferenze degli elettori, basti pensare che a gennaio Pd (20%), Lega (19,7%) e FdI (19,5%) erano separati solo da 0,5%, il M5s era al 15,9% (ma a fine luglio era precipitato all’11,3%) e Forza Italia si attestava al 9,2%. Il dato più rilevante ha riguardato il centrodestra che mantenendo nel corso dei mesi un bacino elettorale sostanzialmente simile, ha registrato un significativo travaso di voti da Lega e FI a favore di FdI.

La volatilità non accenna a diminuire nemmeno dopo le elezioni del 25 settembre, infatti l’analisi dei flussi elettorali mostra significativi spostamenti nelle scelte degli elettori. Il partito guidato da Giorgia Meloni tre mesi dopo il voto può contare su l’elettorato più fedele (87,9% di chi votò FdI alle politiche oggi confermerebbe il proprio voto) e sulla più elevata capacità di attrarre nuovi elettori che provengono soprattutto dall’area dell’astensione (13,6%) e dagli alleati del centrodestra (4% da FI e 3,4% dalla Lega), e in misura minore dal Terzo polo (1,6%), dal Pd e dal M5S (1,4%). La Lega può contare sulla fedeltà del 72,1% dei propri elettori ma non riesce ad arginare il flusso verso FdI (12,4%) e l’astensione (10,5%).

Inoltre, FI e Noi moderati hanno un elettorato meno fedele (65,5%) e più sensibile al richiamo di FdI (14%). Passando ai partiti dell’opposizione, le difficoltà del Pd stanno generando disorientamento e delusione in una parte dei propri elettori, un quinto dei quali (19,7%) dichiara di essere indeciso su chi votare o di volersi astenere, e gli altri elettori in uscita risultano più propensi a votare per il M5S (3,8%) o un’altra forza di sinistra (1,9%) rispetto al Terzo polo (1,5%); da notare anche il 2,4% dei dem che salta sul carro del partito vincitore.

L’apprezzamento per le scelte di Conte trova conferma nell’elevato tasso di fedeltà degli elettori pentastellati (84,5%) e dall’attrazione di astensionisti (il 16,1% degli attuali elettori alle politiche si era astenuto). Quanto al Terzo polo, quasi quattro elettori su cinque (78,6%) dichiara di voler confermare il proprio voto e l’orientamento di coloro che cambierebbero la propria scelta privilegerebbe FdI (6,4%), mentre il 2% voterebbe Pd e l’1,9% Forza Italia.

E tra i voti in entrata si conferma la maggiore provenienza dal Pd (4,1%) e dalle altre forze del centrosinistra (2%) rispetto ai voti provenienti dal centrodestra (nel complesso 2,2%). Da ultimo l’area del non voto che, come sappiamo, ha toccato il livello più elevato di sempre nelle elezioni legislative (39%, considerando oltre agli astensionisti anche le schede bianche e nulle): la stragrande maggioranza di costoro (81%) conferma la volontà di disertare le urne, mentre tra coloro che esprimono una preferenza le prime tre forze politiche sono, nell’ordine, FdI (6,7%), M5S (4,4%) e Ps (3,2%).

Il voto «mobile»

L’attitudine degli elettori a cambiare il proprio voto complica molto la vita dei partiti che possono contare sempre meno su blocchi sociali stabili con i quali interagire e di cui rappresentare le istanze. Ad esempio gli operai e i lavoratori esecutivi, storicamente rappresentati dai partiti di sinistra, da tempo privilegiano il voto a destra ed oggi per il 39,1% dichiarano di voler votare per FdI, mentre il Pd (erede della tradizione di sinistra) si colloca al quarto posto con il 9% dei consensi; e, per rimanere nell’ambito del Pd, si è fortemente attenuata la connotazione che si era affermata negli ultimi anni, ossia quella del primo partito tra i laureati, le persone più abbienti e i residenti nei quartieri cittadini più ricchi (da cui la sarcastica definizione «partito-Ztl»): l’erosione del voto dem da parte del Terzo polo ha riguardato prevalentemente questi elettori, con il risultato di far perdere al Pd il primato tra costoro a vantaggio di FdI.

Un altro esempio riguarda i ceti produttivi (imprenditori e autonomi) che insieme alle casalinghe costituivano i principali riferimenti di Forza Italia e oggi si sono trasferiti in FdI, mentre il partito di Berlusconi è retrocesso al quinto posto con il 9,1% tra gli imprenditori e i dirigenti e il 6,4% tra gli autonomi e al quarto posto tra le casalinghe con l’11,1%; oppure ancora i cattolici, spesso rincorsi dai leader di partito come se rappresentassero un gruppo sociale coeso, portatore degli stessi valori e degli stessi interessi: oggi il partito più votato dai praticanti è FdI (32% tra gli assidui e 37,4% tra i saltuari), mentre alle Europee del 2019 fu la Lega, alle Politiche del 2018 il M5S e alle Europee del 2014 il Pd, non diversamente dall’elettorato nel suo complesso, a conferma del fatto che la fede rappresenta un frammento dell’identità che convive con altri frammenti (tra cui la politica).

Insomma, la questione è capire «chi rappresenta chi», ed è una questione decisiva per la definizione della proposta politica nonché delle modalità comunicative con cui entrare in relazione con il proprio elettorato attuale e potenziale. La competizione Dunque FdI risulta il primo partito presso tutti i segmenti sociali con poche eccezioni, rappresentate dagli elettori più giovani (18-34 anni), dagli studenti, dalle persone di condizione economica bassa, dai disoccupati e dai residenti nelle regioni del Sud e isole.

Presso costoro il M5S rappresenta la forza politica più votata, seguita da FdI. Il partito di Giorgia Meloni risulta quindi molto trasversale: prevale tra gli imprenditori e i lavoratori autonomi, ma anche tra gli impiegati, gli operai, le casalinghe e i pensionati, come pure tra i laureati ma anche tra coloro che hanno la licenza elementare o nessun titolo, tra i cattolici praticanti ma anche tra i non credenti. La trasversalità rappresenta sicuramente un punto di forza, che fa di FdI un partito interclassista, ma in prospettiva può rappresentare un elemento di debolezza perché non è sempre facile trovare un punto di equilibrio tra le esigenze contrapposte che i diversi gruppi sociali esprimono, soprattutto in una congiuntura complessa come quella attuale.

34 replies

  1. Ci potrebbe spiegare sua santità Pagnoncelli cosa dovrebbe fare una seria opposizione?
    Non è forse il caso di aspettare quali saranno gli effetti di questa splendida si fa per dire legge di bilancio e vedere poi quale sarà la fiducia

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  2. Sta parlando del pd vero? Ma non è l’unica forza politica di opposizione!! Mi sembra che il movimento la stia facendo e bene anche!! gli elettori di fdi si sono ubriacati di slogan e quando si riavranno dalla sbornia, forse, se la loro materia grigia sarà ripulita per bene capiranno veramente l’imbroglio! Quindi riflettere bene prima di scrivere…

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    • Mokj… e quando la ripuliscono quella materia grigia, sempre che la trovino…
      Hai ragione: hanno riempito le teste dei loro elettori analfabeti, politici e non, di soli slogan…tanto quelli non approfondiscono, gli basta la parola di Giorgia: fa nero e dichiara bianco… tutto ok!
      E i media le tengono bordone🤮
      Dovresti vedere che cosa osano scrivere vari elementi sulla pagina Facebook di Conte: che ha rovinato l’Italia, che i 5s raccontano menzogne, che la Meloni è stata votata dalla maggioranza degli italiani (e non è neanche vero), quindi deve governare, che cosa pretendiamo dopo 2 mesi, dopo lo sfacelo lasciato dal m5s che regalavano i “nostri” soldi in giro e ai fannulloni, finalmente c’è lei che rimedia a tutto!
      Spero che siano troll malpagati (non conoscono neanche l’italiano), perché, se l’elettorato è quello, siamo messi malissimo, senza via d’uscita.
      E direi che a questi qui, 2 mesi, per fare SOLO DANNI, sono bastati e avanzati.
      Che orrore. 😱

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    • Per ripulire la materia grigia degli elettori di fdi ci vorrebbe gente credibile. Ha visto qualcuno in giro? Non penserà mica a mister tentenna? Come può essere credibile uno che ha distrutto il movimento grillino, trasformandolo in uno dei tanti partiti? Anzi, più che in un partito lo aveva ridotto, secondo i sondaggi prima delle elezioni, in un cespuglio poi rianimato grazie alle cazzate di Letta e conseguente campagna elettorale anti pd. Come può essere credibile uno che, in previsione delle prossime regionali, si fa imporre dal PD un suo candidato in Lombardia e, contemporaneamente, fa lo schizzinoso nel Lazio? E certamente non sono credibili neanche quei falsi 5S che popolano questo blog.

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      • E come sono credibili, all’inverso, i veri fascisti come te che popolano questo blog bevendosi tutta la propaganda, basata su menzogne, di questi idoli ignoranti e opportunisti?
        Parliamo di cose concrete.
        Oggi 1° Gennaio i carburanti sono aumentati di 15 centesimi al litro!
        Sarebbe facile ricordare le promesse sull’abolizione di TUTTE le accise, fatte dal capitone sciacallo e Baciasalami come primo atto di governo dall’insetto che molesta Porta a Porta.
        Ma la fasciocoatta non sosteneva le stesse miserabili idiozie CONTRO le intenzioni del governo Conte nel 2019, all’epoca in cui appariva fotoshoppata sui cartelloni pubblicitari?

        È su queste menzogne che loro prosperano, grazia all’ignoranza di un popolino che non si fa MAI domande.

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      • Non ti preoccupare appena questo cesso di legge di bilancio comincerà a morderli sul culettino vedrai quante domande si faranno ma saranno le risposte che si daranno ad essere imbarazzanti……….per loro.

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  3. Cioè, fatemi capire, la Meloni governa da appena 2 mesi e cosa ci si aspettava dai sondaggi? Rivoluzioni? Già si prefigurano 10 anni di centrodestra? Non vi sembra un tantino prematuro?

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    • Anzi ti dirò di più. Considerando che è come dici tu appena due mesi che governa non è nemmeno tanto alta.

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    • “FdI cresce ancora: 31,7%. Il M5S al 17,6 stacca il Pd. Consenso per premier e governo”

      Prima di commentare il titolo, leggetevi anche quello originale e non solo quello inventato apposta da infosannio per generare questo genere di commenti. Il contenuto dell’articolo è una pura fotografia dello status quo che nulla può dire sul futuro.

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      • Corpo elettorale, Totale aventi diritto al voto
        50 869 304, (di cui 4 741 790 all’estero). L’affluenza in Italia si è attestata a poco meno del 64%, peggiorando di 9 punti il record negativo nella serie storica della partecipazione al voto per le elezioni politiche nella storia repubblicana italiana registrato alle precedenti elezioni del 2018.
        46.127. 514 elettori
        29.480.000 votanti pari al 63,90%
        13.647.000 astenuti pari al 36,10%
        492.650 Schede bianche pari all’1,68%
        820.068 Schede Nulle pari al 2,79% (1.312.718 il 4,47% sommandole alle bianche)
        Dxc 12.300.244 44,69% dei votanti, il 26,72% su tutto il corpo elettorale.
        15.787.000 Opposizioni 53,78% dei votanti o il 36,60% del corpo elettorale.

        LO STATUS QUO??

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  4. Pagnoncelli se la canta e se la suona ha la stessa credibilità dell’insetto e del mentina completamente appecoronati al governo delle lobby.Senza parlare dei direttori degli incartatotani che si fanno chiamare giornalisti.

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  5. I problemi sono 2:

    – con le leggi “salvacorrotti” avrà un pacchetto di voti non indifferente perchè ,oltre al voto di chi è direttamente interessato, prenderà anche i voti dei famigliari di questi.

    – c’è una parte di elettorato che, a mio parere, non ha compreso cosa significhi votare per un partito/movimento. Per questa gente è come sposarsi: deve essere la persona/ forza politica perfetta per me, altrimenti niente matrimonio/voto.
    Non hanno compreso che se non scelgono loro con chi “sposarsi”, sceglieranno altri per loro. Ora, vuoi o non vuoi, siamo tutti “sposati” con la Meloni.

    Il non votare perchè “son tutti uguali” è una fesseria. E non mi riferisco solo alle principali forze politiche, ma a tutte quelle si sono presentate alle elezioni. Tra tantissime, POSSIBILE CHE NON CI SIA MANCO UNA CHE VADA BENE PER GLI ASTENUTI?

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  6. “La trasversalità rappresenta sicuramente un punto di forza, che fa di FdI un partito interclassista, ma in prospettiva può rappresentare un elemento di debolezza perché non è sempre facile trovare un punto di equilibrio tra le esigenze contrapposte che i diversi gruppi sociali esprimono, soprattutto in una congiuntura complessa come quella attuale.” traduzione: se la melona pensa di campare con il “maanchismo” in salsa reazionaria , prima o poi scontenterà uno dei gruppi sociali che l’ ha votata portandola rapidamente al declino dei consensi.

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  7. Evidentemente la maggioranza degl’italiani, almeno secondo le percentuali dei sondaggi, sono dei finoççhi (pardon “gay”)… amano “prenderselo in çulo”…

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  8. Non sono la maggioranza:
    1 gli astenuti
    2 tutto il resto dei votanti, escluso
    il cdx
    3 il cdx (“c”si fa per dire)
    Jerome/Jolly, vai con le percentuali!

    Quello che frega è la legge elettorale, che ha favorito l’unione dei ladroni di Pisa e gli ha attribuito un numero di parlamentari inaudito rispetto alle percentuali ottenute.
    Ricordo: la Lega ha 96 parlamentari con l’8e rotti%, contro gli 80 del M5s a fronte del doppio di voti! 🤬 Mi fa avvelenare, questa cosa…

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    • Anail per adesso mettiti il cuore in pace. Si chiama luna di miele per cui la Meloni ora potrebbe mettersi a scorreggiare in mezzo alla strada che sarebbe apprezzata ugualmente. Aspettiamo alcuni mesi per vedere gli effetti di questa cloaca di legge di bilancio poi se ne parla.
      Per quanto riguarda quello che leggi su Facebook è normale perché sanno che il vero pericolo per loro sono CONTE e i 5STELLE.
      BUON ULTIMO DELL’ANNO.

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    • Re, è stato sgamato Berlusconi che ha resistito tanto grazie sicuramente alla sua potenza economica e mediatica ma soprattutto grazie a una opposizione (dicasi PD) complice, è stato sgamato Monti con il suo 10%, è stato sgamato Renzi con i suoi 80 euro (voto di scambio?), è stato sgamato Draghi il migliore dei peggiori con la sua agenda inesistente, vuoi che non venga sgamata la nostra fidanzata d’ Italia. Lei si lamenta che hanno avuto poco tempo per preparare la legge di bilancio Crosetto si lamenta perché la burocrazia non è allineata a loro. Stanno già mettendo le mani avanti.

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    • Secondo me sei l’unico che ha centrato il non detto dell’articolo, che poi è il problema dei sondaggi che lasciano il tempo che trovano. Se si chiedesse alle persone intervistate di dare un chiarimento, un parere sulla legge di bilancio o sul decreto “rave party”, sono sicuro che in tanti non saprebbero che cosa dire e in tanti ripeterebbero, come pappagalli, qualche frase presa dai titoli dei giornali o sentita in tv o alla radio.

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      • Sicuramente Peter. Ma Berlusconi, Monti, Renzi e Draghi non avevano forse la stampa a favore? Ma quando la gente comincia a essere toccata sulla carne viva non c’é stampa asservita che tenga. Altrimenti non si spiega come mai il 70% degli italiani vogliono che il conflitto Russia/Ucraina si risolva con una trattativa.

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  9. Pagnoncelli bravissimo con i numeri, ma un piccolo e insignificante dato : da circa quarant ‘anni il centro destra o destra entro viaggia sempre dal 45 al 50 % tra voti comunali provinciali regionali e nazionali!
    Il resto è pura chiacchera

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