La bolla

(Andrea Zhok) – L’argomento principale di Immanuel Kant a proposito della necessità morale di non mentire era che la menzogna non era una pratica sostenibile, mentire non era una massima universalizzabile, in quanto un mondo in cui tutti mentissero era un mondo in cui la parola, il pensiero e la legge avrebbero perduto ogni valore. 

Oggi siamo piombati nel mondo prefigurato da quella riflessione kantiana.

Oggi sui grandi media, sui veicoli della visione del mondo che tutti siamo tenuti ad avere in comune, imperversano i fabifazi e le michelemurgie, le concite e i parenzi, un’intera ubertosa selva di ripetitori con variazioni-dillo-con-parole-tue di ciò che è gradito ai detentori del potere. Non bisogna pensar male e ritenere che questa sterminata accolita di ripetitori con variazioni siano volgarmente stipendiati a cottimo per ciascuna menzogna. Niente affatto. Si tratta di soggetti il cui solo talento umano consiste nell’innamorarsi perdutamente delle idee di chi può pagarle. Ma così, per caso, spontaneamente, una seconda natura.

E quanto alle libere praterie della rete, per capirne il funzionamento odierno basta dare un’occhiata ai Twitter Files che un imprevisto cambio di padrone in un social ha fatto trapelare. Catene di comando dirette che portano dalle agenzie di sicurezza americane alle operazioni di oscuramento e selezione manipolativa sui social. I grandi social sono una tonnara, dove dapprima si sono fatti entrare gratuitamente centinaia di milioni di utenti, come nel paese dei balocchi, con l’illusione di dare corpo ad una nuova forma di democrazia reale, solo per poi chiudere le reti e condurre i tonni alle scatolette di destinazione. (Con il plauso degli imbecilli terminali che “sono-privati-possono-fare-quello-che-gli pare”).

Ma a prescindere dagli intercambiabili e dimenticabili protagonisti di questa stakanovista produzione di menzogne, ciò che bisogna affrontare è il risultato sistemico, che è esattamente quello prefigurato sopra: viviamo tutti in una bolla, un mondo irreale e derealizzato, che è l’unico mondo che io e il mio vicino abbiamo davvero in comune, e che si divide tra semplicemente inaffidabile e intenzionalmente manipolato. Cosa “si” sa? Di cosa possiamo parlare in comune, su cosa possiamo accapigliarci e dibattere politicamente con gli altri cittadini, se non su questo mondo fittizio, modellato da catene di filtri a monte, che ci arriva confezionato in casa su qualche schermo? 

Certo, esiste la possibilità di una lotta di minoranza che si affatica a trovare le incongruenze, a sfruttare gli occasionali errori e le imperfezioni di un sistema che, come tutti i sistemi di potere quasi onnipotenti, tende a diventare sciatto. Però la semplice verità è che questo tipo di lotta richiede energia, intelligenza, coraggio, capacità di resistere all’isolamento e alle frustrazioni, tutte qualità che sono e saranno sempre patrimonio di esigue minoranze. 

Il maggior risultato di questa costruzione di un edificio costante di menzogne non è tanto la ferrea persuasione ideologica dei più, ma la caduta in discredito della realtà (di quella che viene fatta passare per tale). Tolta la minoranza dei combattenti, grosso modo la popolazione sottoposta a questa “cura Ludovico” king-size si divide in due grandi gruppi. 

Da una parte ci sono i conformisti arrabbiati, i nuovi bigotti del politicamente corretto, i progressisti fobici, i benpensanti militanti che, forse perché percepiscono la fragilità del loro mondo di credenze ufficiali, vi si aggrappano in modo virulento e cercano di obliterare e screditare e azzannare chiunque vi si opponga anche marginalmente. Per rifarsi ad una vecchia categorizzazione di Umberto Eco, questi sono al tempo stesso apocalittici e integrati: sono completamente integrati nel sistema e lo sostengono con la ferocia apocalittica dei millenaristi. Sono gente che sembra aver già inserito nella propria corteccia il microchip dell’indignazione morale permanente, e che la applica rigorosamente al solo catalogo approvato dai datori di lavoro. Questi “Guardiani dell’Illusione” probabilmente avvertono ad un qualche livello che la finzione è tale, ma è proprio solo la finzione a dargli conforto, calore, intrattenimento, denaro e come per la zecca il mondo si conclude dove essa può annidarsi e succhiare sangue, così questi si attestano nella loro nicchia ecologica che gli consente di passare dalla culla alla tomba senza troppi grattacapi.

Dall’altra parte esiste una grande massa scettica, che ha capito abbastanza da non credere a ciò che passa il sistema, o a crederci con mezzo cervello, ma che non ha l’energia, o la preparazione o il coraggio per cercar di ottenere un diverso accesso alla realtà. Questi rappresentano la più grande vittoria del sistema, che facendone degli scettici disillusi senza speranza ne disinnesca ogni potenziale pericolosità. Nelle nuove generazioni questa vittoria tende ad essere totale: rinchiusi in piccoli mondi pret-a-porter, brandizzati, la parte più sveglia della gioventù riesce solo a credere fermamente che non si possa credere a niente, e in nulla (quella meno sveglia sogna unicorni fluidi ecosostenibili).

Siamo nuotando in una boccia di pesci rossi, con i vetri dipinti di colori sgargianti, in caduta libera, contando sul fatto che il pavimento non arrivi mai.

Ma la realtà non cessa di esistere per il fatto di essere rimossa. Semplicemente come sempre avvenuto nella storia, quando ci si allontana troppo e troppo a lungo da essa, farà sentire la sua voce spezzando la schiena al nostro mondo di filtri e schermi, di millenaristi a gettone, di solipsisti enervati.  Non illudiamoci però, nessuna Rivelazione, nessuna confortevole Illuminazione ci aspetta. Ci sono rare epoche in cui la verità prova a filtrare come un messaggio (la “buona novella”), ma di solito essa si fa spazio nella sua forma originaria e primitiva, come schietta catastrofe. (E peraltro anche la buona novella dovette attendere il collasso di un impero per diffondersi). 

18 replies

  1. Quando la menzogna è indistinguibile dalla verità è ora, e quando l’ora è giunta… devi guardare il cielo
    (Non scherzo), perché il cielo ora, ora, sta guardando te (a suo modo).
    Quiñones, le mani, la maga.

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  2. Tutto condivisibile però manca la concretezza dell’agire perché non si riesce ad abbandonare lo schema turbo-individualista che ci fa credere che gli individui determinano il loro destino. Spiegare i rapporti di potere economico-sociale significa demistificare le ideologie correnti e dotarsi di strumenti alternativi di relazione sociale a partire dalle relazioni economiche. Invece con i manicheismi e le logiche binarie si buttano solo energie e creano illusioni complottiste.

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  3. Ottimo articolo.
    Zhock alza lo spessore filosofico,tanta roba,
    anche se come al solito rischia di avvelenarsi con le sue stesse parole.
    Questa volta Bisogna giocare il jolly per vincere la mano con Zhock…😂😂
    Heisenberg e il suo principio di Indeterminazione smonta sul nascere L’assunto di Kant (eticomorale)e il dispiegare del discorso dell’0ttimo prof “Solipsista enervato”😄(autoanalisi zhockiana?😀)

    “Non osserviamo la natura in sé, bensì la natura sottoposta al nostro metodo di indagine.” Heisenberg

    Il semplice osservare la realtà ne altera lo stato: le persone influiscono sulla situazione.

    Anche Von Neumann d’altronde affermava:
    “l’esperienza non ci permette mai di affermare che una quantità fisica (o realtà o verità in termini filosofici)ha un definito valore, ma soltanto che una quantità fisica ha un definito valore per un osservatore””

    Quindi vi sono infinita’ di verità e allo stesso tempo altrettante menzogne(che siano in buona o malafede non ha importanza in ultimo termine).
    Il solo essere consapevoli della “bolla” è la sola condizione “necessaria e sufficiente”.
    Tutto il resto è un donchisciottesco combattere contro i mulini a vento,caro Zhock.

    Gioco,partita incontro…Heisenberg non perdona👑🤣

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  4. senza perdersi troppo appresso concetti elevati potremmo dirlo con le parole di Sciascia?:

    «Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.

    E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. 

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  5. Molto spesso si scambiano parole di (immensi, come quelli citati da @Carlgen) scianziati che si riferisacono alla realtà “fisica” con concetti meramente intellettuali. E’ un qualcosa che accade molto spesso, e ne è l’ esempio più lampante il fenomeno (fenomeno, appunto) dell’ entanglement. In tanti hanno fin da subito iniziato ad estenderlo alla “comunicazione spirituale”: alla premonizione, ai “sensitivi”, ecc…

    Ciò che accade a livello microscopico non trova rispondenza in quello macroscopico, e meno che mai nel preteso “spirito”, cioè nell’ attività elettrica e biochimica del nostro cervello.
    Il discorso di Kant è meramente intellettuale (ricordare cosa intende Kant per “intelletto”) e in questo caso non ha a che fare con il mondo quantistico.

    Il gatto di Schrodinger non è nè morto nè vivo fino a quando non lo osserviamo, ma se chiudiamo il nostro gattino in una scatola…

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    • Mi perdoni Carolina
      Ma ha fatto un potpuirri di tanti concetti in modo un po’ naïf.

      1)lei come si interfaccia alla realtà fisica sé non con concetti intellettuali?ha qualche siddhi particolare diversa dagli altri?
      2)non trovo particolare assonanza tra il fenomeno dell entanglement e il discorso in essere
      3)se vi è comunicazione…non si può parlare di “spiritualità”;premonizioni e sensitivi trattano la “merce” che si può trovare vicino al banco della frutta in qualsiasi mercato rionale di una qualsiasi città italiana…è un altra cosa.
      4)chi ha detto che il livello microscopico non trova corrispondenza a quello macro?
      5)lo “spirito?” ,come lo chiama lei, sta al cervello come l’acqua sta all’olio.
      6)”Il discorso di Kant è meramente intellettuale (ricordare cosa intende Kant per “intelletto”) e in questo caso non ha a che fare con il mondo quantistico”…ma non usa l’intelletto in entrambi i casi?…la riporto al punto 1.
      7)”Il gatto di Schrodinger non è nè morto nè vivo fino a quando non lo osserviamo, ma se chiudiamo il nostro gattino in una scatola…” se chiudiamo il gattino in una scatola …e quindi l’intelletto non ha modo di “interagire”…il gatto non esiste.cioè non esiste una verità…ma miliardi di verità,sovrapponibili a miliardi di menzogne
      Per evincere la bontà dell’assunto,puoi approfondire con David Bohm,o con Richard Feynman…o tanti altri.
      O più semplicement con un simpatico “paradosso?”Filosofico prendendo a prestito Cartesio: cogito ergo sum.
      Penso quindi sono. Se non vedo il gatto di schrodinger,non posso pensarlo,se non posso pensarlo non esisto,se non esisto allora non posso verificare l’esistenza del Gatto…ergo il gatto non esiste.
      Kant,eccellente filosofo,sarebbe andato in crisi nera sé avesse avuto a che fare con il Novecento.
      Saluti
      Buona giornata.

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  6. Non sono d’ accordo su alcune cose, gentile @Carlgen.
    Ovviamente la carne al fuoco è talmente tanta ed il discorso talmente “dotto” che ci vorrebbero certamente più di un post ed in un luogo diverso: non credo che altri utenti siano interessati.
    Mi permetta di dissentire riguardo Kant: ovviamente ogni scienziato, ogni pensatore, ogni filosofo, ogni persona … va inserito nel proprio tempo: se Kant avesse “avuto che fare col ‘900”, cioè fosse vissuto due secoli dopo, avrebbe scritto cose diverse, ovviamente, che non possiamo minimamente immaginare. Piuttosto sarebbe da chiedersi cosa ne sarebbe della filosofia (e della scienza) del ‘900 se non ci fosse stato Kant. Il discorso torna un po’ di più ma anche questa è una inutile astrazione: Kant c’è stato ed ha fondato la Filosofia della Scienza, la scienza stessa deve al suo pensiero più di un debito. Per non parlare della pedagogia: il suo “Risposta alla domanda : Cos’è l’ Illuminismo” dovrebbe essere fatto imparare a memoria e recitato da ogni studente: il liberarsi dallo stato di minorità, il coraggio di conoscere ed agire senza appoggiarsi a maestri nè filtri, il fidarsi della propria ragione: la molla della ricerca scientifica è già tutta qui.
    Il concetto di Intelletto in Kant: molto diverso da come lo intendiamo. esattamente come il concetto di “sensibilità”, lei certamente li conosce e non sto a dilungarmi.
    Ho usaton il concetto di “spirito” con la minuscola, non lo Spirito higeliano, nella accezione che ha – per quanto anche qui fumosa – nel linguaggio comune: spirito, spiritualità,… che mettono insieme il tutto e il nulla, diciamo i pensieri assolutamente indeterminati e improntati a non si sa bene quale divinità o ritenuti in qualche modo sovrasensibili (?) e/o moraleggianti da parte di gran parte della popolazione. Quando sento usare un termine , diciamo così, “indeterminato” subito chiedo: “Non capisco: dicesi spirito… spiritualità…? Definisci per favore, affinchè possiamo capirci…” ma nessuno mi definisce mai alcunchè (Kant è il “definitore” per eccellenza e per questo soprattutto lo amo)..

    Conosco bene i libri di Feynman, uomo dotatissimo, arguto e … molto carino , ma in filosofia non lo trovo molto ferrato, Quando comprai “Fisica e Filosofia” di Heisenberg rimasi un po’ delusa: uno scienziato tanto grande ma conoscenze filosofiche un po’… modeste.
    Mi intrigano di più i Filosofi della Scienza di professione: da Popper a Quine. Non sono “seguace” di alcuno, in tutti c’è qualcosa da imparare.
    Se posso, vorrei indicarle, se non lo ha letto un piccolo libro: “C’è qualcosa là fuori” ed. Codice, l’ ultimo di un grande Professore che ho avuto il privilegio di conoscere e che non cesso di rimpiangere: Enrico bellone.
    Penso le possa piacere.
    La chiudo qui, è solo un dialogo tra noi, ormai: grazie per l’ attenzione.

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    • Gentile Carolina,
      Mai permetterei di mettere in discussione Kant in ambito filosofico.
      Se ci fa caso ho scritto “eccellente”.Sarebbe come sminuire Newton.
      In tal caso o si è cretini o iper arroganti.
      Il mio è un appunto rivolto a Zhock che usa Kant per sostenere le sue tesi,che a mio avviso appare un debole…l’argomentare intendo,ovviamente.
      Ma in questo contesto non mi prenda troppo sul serio:
      Se Infosannio fosse la settimana enigmistica,Zhock sarebbe tra i miei cruciverba preferiti.
      È solo un modo per provare a tenere il cervello un po’ acceso e ricordare i bei periodi di studio.
      Quindi non posso che “felicitarmi” quando infosannio lo propone.
      Bellone lo conosco solo per sentito dire e sfrutterò il suo consiglio appena ne avrò occasione.
      Feynman non è certo un filosofo che propone teorie; ma ha il talento di far scaturire riflessioni e intuizioni filosofiche aldilà delle nozioni.
      Io sono giunto alla conclusione,dopo essermi riempito per 4 anni scolastici,che le nozioni servono solo a dimenticarsele col passare degli anni.Altrimenti siamo costretti a portarcele nella tomba nel migliore dei casi.Quindi preferisco altri tipi di letture.
      Le consiglio “sta scherzando Mr Feynman?” : un libro per niente noioso e pieno di spunti.
      Per tutto il resto è meglio dissentire tra di noi piuttosto che essere d’accordo:così la discussione è più viva.
      A tal proposito mi perdoni in anticipo se a volte “mi slitta la frizione” per la troppa passione per l’argomento di cui scrivo😀: in fatto di buone maniere non posso che prenderla a modello,detto
      Senza piaggeria ne ironia.
      Buonaserata

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      • Vedi Serpe,
        Hai confuso ritirata con ritardato…tu nel caso specifico.
        Ti faccio un disegnino con le parole sotto forma di domanda,per aiutarti:
        Tu andresti a combattere una guerra con la “bombarda” di Leonardo Da Vinci o con le armi degli americani o dei russi?
        Io con le armi degli americani o dei russi.
        Ora facciamo una speciale classifica che va dal più fesso al genio.
        Tu vieni per primo(fesso) poi vengono gli americani e i russi,infine Leonardo che è invece un genio.
        Così come lo è,a suo modo e fatte le dovute proporzioni,Kant per il suo campo di interesse.
        Buona serata trollologo.

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  7. Tranquillo, c’è sempre qualche… “disturbatore” in giro. Non capisco che gusto ci trovino ma va così. Mi meraviglio che non sia ancora spuntato @Andrea…
    Cordiali saluti.

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  8. @Carlgen. Un esempio tipo quello che ho citato dell’ entanglement, sta saltando fuori adesso, guarda caso in Italia:

    https://www.raiplay.it/video/2022/10/Quante-storie-6a2bfcaa-6c3c-4ead-a0ec-717e0638c9c9.html

    scommento che da noi avrà un gran successo. E la parola “quantistico” verrà usata in ogni modo possibile.

    Peccato che basta interrompere una piccola parte di rete neurale – cioè i processi biochimici ed elettrici, quindi “classici” , come dice l’ Autore, e tutta l’ “autocoscienza spirituale quantistica (?)” si interrompe. E il nostro pare ignorare decenni di studi di Libet e Soci sulla inesistenza del libero arbitrio. insomma, tutti gli scienziati cognitivi sbagliano.
    Ma il successo sarà grande, immagino su Libero, Avvenire e La Verità…

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    • @carolina
      Non ho modo di accedere al video(non sono loggato)magari una di queste sere (post lavoro)lo guarderò con interesse.
      Mi limito a dire che:
      È abbastanza chiaro,di questi tempi, che si rischia di tornare a una newage che ha sporcato e mistificato negli anni 60/70 la questione millenaria della “spiritualità” o della “metafisica”(se vogliamo essere un po’ più distaccati)usando termini troppe volte a sproposito(quantistico)come giustamente afferma lei.
      Sulle neuroscienze non ci metto il becco,ammetto la mia ignoranza…troppo complicate.
      Tornando alla questione la mia era una precisazione filosofica teoretica.
      Il cervello e le sue reti neuronali non sono da confondersi ne con l’intelletto(o mente) ne con la coscienza.
      Senza corpo,la coscienza (sostanza)non può esistere.
      Ilcervello è “corpo” o forma.questa è la base di partenza.le due cose sono strettamente dipendenti.

      Detto in parole volgari,e non del tutto corrette,ma per semplificare ed essere sintetico,
      La coscienza è L’ultimo passaggio che mette in comunicazione,tramite i 5 sensi collegati dalle vie neuronali,corpo e mente;allo Stesso tempo plasma la mente medesima formando “contaminazioni” che danno vita a “nodi”di memoria o tempo psicologico.A questo punto nasce la personalità,o io,o ego…o identificazione nella coscienza stessa.Insomma un po’ complicato😀nonostante gli sforzi semplificativi.
      “Autocoscienza spirituale quantistica”(che accozzaglia di paroloni!!!!😳😨🥵🤔 )
      credo,anzi sono piuttosto certo,che si riferisca ad altro..che nel corso della storia è stato definito con altre parole.

      Su libero arbitrio ed entaglement
      Meglio rimandare questo “scambio” in futuro prox(le pause pranzo sono troppo corte😂)

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