Rocca chi? Candidato nel Lazio. Il caso Rampelli spacca FdI

Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli eterno escluso. La moglie punge la Meloni: “La facevo più intelligente”.

PRESENTAZIONE PROTOCOLLO INTESA CONFASSOCIAZIONI CROCE ROSSA ITALIANA

(Giulio Cavalli – lanotiziagiornale) – Francesco Rocca, il candidato del centrodestra per il Lazio, non convince nemmeno i partiti che lo sostengono e che lo vorrebbero fare votare ai cittadini. Poche ore dopo l’annuncio ufficiale del centrodestra sulla candidatura dell’ex presidente della Croce Rossa all’interno di Fratelli d’Italia la base e i colonnelli sono in subbuglio.

Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli eterno escluso. La moglie punge la Meloni: “La facevo più intelligente”

Nelle chat interne si sottolinea come il vicepresidente della Camera e giornalista del Secolo d’Italia, Fabio Rampelli, avesse un gradimento maggiore nei sondaggi e tra i militanti. Ieri la moglie di Rampelli, pure lei giornalista del Secolo d’Italia Gloria Sabatini, sul suo profilo Facebook si è lasciata sfuggire un post, scomparso pochi minuti dopo: “La facevo più intelligente”, scrive Sabatini e il riferimento a Giorgia Meloni non è troppo difficile da intuire. Nel quartier generale di Fratelli d’Italia non si rilasciano commenti ma l’uscita è definita “incredibile e grave”.

Sicuramente a Via della Scrofa si respira l’insoddisfazione per le modalità con cui si è arrivati alla candidatura di Rocca. “Scegliere un tecnico con una rosa di politici così validi a disposizione rischia di essere un modo per delegittimare la propria classe dirigente”, sottolinea un dirigente meloniano di lungo corso che preferisce rimanere anonimo.

Fare fuori Rampelli significa rinnegare il mito di Colle Oppio, la sezione del Movimento sociale italiano di cui era segretario e dove la Meloni ha iniziato a fare politica. Qualcuno legge nelle mosse della presidente del Consiglio una strategia per “rimettere a posto” Rampelli e smussarne il peso all’interno del partito. Il vicepresidente della Camera nel giro di qualche mese ha visto sfumare la propria candidatura a sindaco di Roma, un ministero e ora anche la corsa alla Regione Lazio.

Poche ore prima dell’ufficializzazione della candidatura di Rocca, Rampelli sulla sua pagina Facebook aveva scritto: “Io ho commesso l’errore di dare la disponibilità già settimane fa. Io ci sono e se ci fosse una chiamata sarei disponibile”. Qual è “l’errore” a cui fa riferimento Rampelli? Giorgia Meloni, è vero, gode in questo momento di un gradimento altissimo ma quando i rapporti con gli alleati si faranno ancora più ostici non sarà difficile immaginare che l’opposizione interna in Fratelli d’Italia possa compattarsi e giocare a logorare la leader, com’è naturale in politica. Regalare (o relegare, dipende dai punti di vista) agli oppositori interni una figura storica come quella di Rampelli potrebbe rivelarsi una pessima idea.

Il candidato Francesco Rocca intanto è ritornato sulla sua condanna per spaccio quando era diciannovenne: “Vivevo ad Ostia, che non è proprio un ambiente tranquillo, e sono finito in un giro di amicizie sbagliate. Ma ho pagato il conto con la giustizia”, spiega. Rocca però sembra non capire il punto sostanziale: in Italia un cittadino non può accedere a un concorso pubblico per i suoi precedenti penali, non può diventare magistrato se non ha una condotta incensurabile (che è requisito diverso dall’assenza di precedenti penali in quanto non si riferisce solamente alle condanne ma a qualsiasi tipo di condotta disdicevole).

Ed è proprio la parte per cui si candida, il centrodestra, che vorrebbe escludere (anche se poi alla prova dei fatti non lo fa mai) i pregiudicati da ogni cosa, perfino dal Reddito di cittadinanza. L’ex presidente della Croce Rossa ieri nel suo primo giorno di campagna elettorale ha puntato inevitabilmente sulla sanità promettendo grandi rivoluzioni. Intorno a lui la paura di un nuovo caso Michetti (un tecnico misconosciuto che ha innervosito la base politica ed è rimasto con un pugno di mosche) è palpabile. Parleranno le urne.