Forza Italia è sempre di più un “affare di famiglia”

(Da repubblica.it) – Forza Italia è sempre di più un “affare di famiglia”. Quando a salvare i conti del partito non ci pensa il fondatore Silvio Berlusconi – dal 2014 ha sborsato di tasca propria quasi 100 milioni di euro – intervengono le sue aziende, gli amici più cari, i familiari. Barbara, Eleonora, Luigi, Marina e Pier Silvio, i figli del Cavaliere, hanno donato alle casse azzurre ben 500mila euro nel 2002, 100mila euro a testa.

Spulciando l’elenco dei contributi percepiti dal partito quest’anno e resi pubblici per obbligo di legge, spiccano poi i 50mila euro versati il 2 agosto dalla ‘Finanziaria d’investimento Fininvest spa’ con sede a Roma, in Largo del Nazareno. Appena due mesi prima, il 14 giugno, il Biscione aveva donato la stessa cifra, confermandosi il principale ‘finanziatore forzista’. Sempre Fininvest, un anno fa, l’11 febbraio, aveva staccato un assegno di 100 mila euro, stessa cifra nel 2020, il 3 febbraio, e nel 2019, il 15 luglio. Per un totale, ad oggi, di 400 mila euro.

Le donazioni dei Berlusconi

Quest’anno, come detto, in soccorso delle finanze di FI sono arrivati pure, per la prima volta tutti insieme, i cinque figli di Berlusconi con 100mila euro a testa: la primogenita Marina, Pier Silvio, Eleonora e Luigi hanno fatto il loro versamento il 16 agosto scorso, mentre Barbara ha fatto la sua donazione il 22.

Stavolta è mancato all’appello Paolo, il fratello dell’ex premier, che però non ha fatto mancare il suo apporto in passato: 100 mila euro l’8 maggio del 2019 più la concessione di un pegno in titoli di 4 milioni di euro, come certificato dal bilancio chiuso al 31 dicembre dello stesso anno. Andando indietro nel tempo, inoltre, si scopre che Luigi, il più piccolo della ‘nidiata’, già il 21 settembre dell’anno scorso aveva contribuito alla causa con 100 mila euro.

Carte alla mano, solo nel 2022 la famiglia Berlusconi è arrivata a sborsare complessivamente 500 mila euro. Un vero e proprio tesoretto, in tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ma soprattutto plastica rappresentazione di quanta parte ormai i figli del Cavaliere (rimasto, di fatto, l’unico proprietario della sua creatura politica) abbiano all’interno del partito, a cominciare dalla gestione delle casse. Lanciato nel ’94, FI per circa vent’anni ha viaggiato a doppia cifra nelle urne per poi subire il sorpasso prima della Lega, nel 2018, poi di Fratelli d’Italia, 4 anni dopo, per fermarsi all’attuale 8 per cento delle ultime politiche grazie all’ennesima ‘discesa in campo’ del fondatore.

I conti di Forza Italia

Secondo l’ultimo bilancio, chiuso al 31 dicembre 2021, FI presenta conti in lieve miglioramento ma sempre in rosso, con un disavanzo di 340.490 euro ed è debitrice verso ‘altri finanziatori’, ovvero l’unico creditore-padrone che l’ha creata 28 anni fa, l’ex premier, per oltre 92milioni di euro. Tutti garantiti attraverso fideiussioni personali.

A pesare notevolmente sulle finanze, raccontano, anche l’irrisolto problema dei morosi, ovvero di tutti quei deputati, senatori e consiglieri regionali, che non pagano regolarmente le quote dovute (900 euro al mese), una vera e propria gatta da pelare che ha comportato un buco di cassa di almeno 2 milioni di euro, visto che un parlamentare su tre non pagherebbe gli arretrati.

In particolare, si legge ancora nel rendiconto, tra i contributi pervenuti de persone giuridiche risulta ancora una volta la Finanziaria d’investimento Fininvest spa con 100 mila euro, e “nei conti d’ordine” figura “nella voce garanzie (pegni, ipoteche) a/da terzi un ammontare di 7 milioni di euro relativo al pegno in titoli di 3 milioni rilasciato dal presidente Berlusconi in precedenti esercizi” e “ad ulteriori pegni in titoli per 4milioni di euro rilasciati” dal fratello Paolo “a fronte degli affidamenti concessi da un istituto bancario al movimento”.

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2 replies

  1. Ora FI ma prima?
    A siii.. Partito dei lavoratori!
    No scusate era Partito dei lavativoi!
    Ops…no partito delle Libertà!
    A siii.. di fare i ca22i che volevano!
    Beh…diciamo che era ed è ancora una partito Aziendale…e quindi di famiglia benestante senza soci e senza revisori….

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