Insetti, castagni e cortei in costume: parlamentari già all’opera

Toro, gatti, lievito e marò: le ideone dei parlamentari. L’alba della legislatura. C’è chi vuole bandire i coltelli sikh, chi chiede di tutelare insetti, castagni e cortei in costume. E sarà vero, come diceva Lui, che gli italiani sono un popolo di santi, di poeti e di navigatori. Ma pure di convertiti alla religione […]

(DI ILARIA PROIETTI – Il Fatto Quotidiano) – E sarà vero, come diceva Lui, che gli italiani sono un popolo di santi, di poeti e di navigatori. Ma pure di convertiti alla religione laica dei fornelli di Masterchef. Provare per credere: tra i primi disegni di legge presentati in Parlamento spicca quello del salviniano Eugenio Zoffili, che non si darà pace finché il lievito madre fresco non avrà il posto che merita nell’empireo gastronomico nazionale e sì che lui non se ne intende a parte rimpasti e semi rimpasti di giunta.

Altrettanto agguerrita la collega Andreina Comaroli, che invece non mollerà l’osso finché nella natia Soncino e in tutta la Bassa, dove spopolano gli immigrati dal Punjab, non verrà messo al bando il kirpan, il pugnale sacro della tradizione sikh che desta vivissima preoccupazione. E i giapponesi con la katana, muti. Ma se la Lega apre nuove frontiere culinarie senza rinunciare ai classici cavalli da battaglia, dalle parti di Forza Italia si recita a copione: Pietro Pittalis anche a questo giro chiede di istituire una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia, ché è notoriamente in cima alle preoccupazioni degli italiani, se non di tutti-tutti, di uno sicuramente.

La pasionaria Michela Vittoria Brambilla si conferma vestale della causa degli animali, che innanzitutto vorrebbe non finissero nel piatto. Per questo spinge perché venga assicurata sempre l’opzione per la dieta vegetariana e vegana nelle mense e nei luoghi di ristoro pubblici e privati. Ma c’è pure la proposta dell’anagrafe felina e tanto altro: ha pensato persino al “dopo di noi”, ossia alla cura da assicurare nel caso in cui i padroni finiscano agli alberi pizzuti prima dei loro amici a quattro zampe. È solo una delle iniziative di questo avvio di legislatura partita col botto: le proposte di legge già vedono quota 750. Ed è solo l’inizio, anche se nella stragrande maggioranza dei casi rimarranno lettera morta: l’1% circa ha speranza di trasformarsi in legge.

Ma tant’è: l’altro azzurro Dario Damiani vuole inserire, tra le materie scolastiche, l’educazione finanziaria. Pietro Lorefice, dei 5 Stelle, propone la protezione degli insetti e la promozione dei santuari dell’acqua. Nel Pd, il tesoriere Walter Verini si è speso per cortei in costume e giochi storici, il ras laziale Bruno Astorre briga per l’istituzione del Parco archeologico culturale del Tuscolo, l’ex presidente Matteo Orfini per la distribuzione gratuita dei profilattici. Ma c’è pure chi, come Andrea Giorgis, ci riprova con l’obiettivo di ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti abolito nel 2014 con una legge rivendicata dal segretario Enrico Letta: grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente.

Una proposta di legge non si nega a nessuno, anche perché talvolta serve solo a fare testimonianza. In altri casi può fare curriculum se è vero che Matteo Salvini in vista delle elezioni, sicché i posti erano pochi, aveva chiesto ai peones che aspiravano alla ricandidatura di dare prova della loro produttività. Sarà per questo precedente che i leghisti ci stanno dando dentro presentando proposte nuove o riciclando quelle delle legislature precedenti. Eccone un piccolo saggio.

Massimiliano Panizzut insiste per far diventar legge la promozione della mototerapia, perché l’adrenalina farebbe tanto bene alla salute e allo spirito e non solo dei crossisti acrobatici. Il suo collega Alberto Gusmeroli, invece, vuol metter mano al Codice della strada, ché ragioni di sicurezza rendono indispensabile l’obbligo del casco fino a 14 anni per chi va in bici. Se Domenico Furgiuele propone agevolazioni fiscali per i matrimoni (ma solo con rito religioso), Vanessa Cattoi spinge per la valorizzazione delle attività culturali collegate alla presenza storica del castagno sul territorio.

Per tacere del florilegio di feste da istituire o memorie da onorare: dalla Giornata dell’agricoltore a quella da dedicare alla memoria dei caduti del “Grande Torino”. Ma gli altri non sono da meno: Maurizio Gasparri di Forza Italia, oltre alla Giornata della vita nascente a tutela dei feti sin dal concepimento, vuole ripristinare la festa delle forze armate del 4 novembre in memoria della vittoria della Grande guerra. Mentre il Pd rintuzza con la proposta di Stefano Vaccari di rendere Bella Ciao il canto ufficiale del 25 Aprile. Se chi c’ha mamma non piange, alla fine potrebbero però spuntarla i papà con la festa di San Giuseppe, di cui Renate Gebhard del Gruppo misto chiede il ripristino. E allora i Marò? Sono anni che il neo viceministro agli Esteri, Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, chiede una commissione d’inchiesta sulla gestione da parte della Farnesina: i due fucilieri hanno fatto in tempo a tornare dall’India e far causa all’Italia. Pardon, alla Nazione.

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4 replies

  1. Quando leggo proposte del genere dico sempre “Meno male che è passato il referendum sul taglio dei parlamentari”.

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  2. Non sono tutte idee balzane: quella dei piatti vegetariani (e lo dico da onnivoro radicale) e del “dopo di noi” per gli animali domestici non sono da buttare.

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