Meloni, l’album di famiglia

La premier rimaneggia una serie di fotogrammi pieni di omissioni, da Gladio alla P2 alle stragi di mafia. Però arrivano le lodi della stampa. E il lavoro di Draghi può proseguire. Fortuna ha voluto che nei dibattiti sulla fiducia a Giorgia Meloni, mercoledì al Senato, intervenisse per il M5S Roberto Scarpinato […]

(DI BARBARA SPINELLI – Il Fatto Quotidiano) – Fortuna ha voluto che nei dibattiti sulla fiducia a Giorgia Meloni, mercoledì al Senato, intervenisse per il M5S Roberto Scarpinato, ex magistrato, per parlare non tanto del ventennio fascista, ma della nostra storia recentissima e di quel che il neo-fascismo ha detto e fatto per decenni dopo l’avvento della Repubblica, in combutta con segmenti oscuri dello Stato e parte dei poteri forti.

L’ex magistrato ha ricordato le trame nere, la cui esistenza non è oppugnabile, e il ruolo svolto dai neofascisti nella strategia della tensione (strage di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, del treno Italicus, di Bologna). Ha connesso il presente col passato tutto intero. Ha ricomposto una biografia della nazione che per due giorni, in Parlamento, era stata presentata da Meloni come storia a pezzi, simile alla guerra mondiale a pezzi descritta da Papa Francesco.

Si può capire l’ira di Meloni, che s’esprime volentieri col linguaggio urlante del corpo (movimento della bocca che scaglia improperi, sguardo fosco). Lo squarcio inferto al velo nel quale s’avvolge l’ha visibilmente seccata. Tanto è bastato perché il microfono venisse spento nell’attimo in cui Scarpinato, evocando i legami fra destre eversive e mafia, pronunciava il nome di Marcello Dell’Utri. Abbiamo notato stizza nei banchi di destra, silenzio nel Pd ancora draghiano, applausi solo di 5 Stelle e Giuseppe Conte, che oggi appare l’unico vero leader dell’opposizione. La storia a pezzetti si è così scontrata, per qualche minuto, con un discorso di verità. Accadde qualcosa di simile quando Rossana Rossanda, il 28 marzo 1978, nel pieno del sequestro Moro, lanciò un macigno nello stagno del Pci: “In verità, chiunque sia stato comunista negli anni 50 riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l’album di famiglia”. Ancora aspettiamo chi, a destra, sfogli il proprio album di famiglia e smetta di tacere sul neofascismo postbellico nell’ora in cui quest’ultimo si presenta – parla ancora Scarpinato – come “l’ultimo travestimento che nella patria del Gattopardo consente al vecchio di celarsi dietro le maschere del nuovo, creando l’illusione del cambiamento”. Da quando ha giurato sulla Costituzione, Meloni è circondata da sorrisi e acclamazioni fin qui riservati a Draghi (è impressionante il trasformismo di una stampa dimentica del proprio mestiere di cane da guardia). I sorrisi di Mattarella e Draghi innanzitutto, talmente larghi da divenire sospetti (perché è donna? giovane? underdog “meritevole”?). “Una cosa emotivamente un po’ impattante” è stato per lei il salire le altrui scale a Palazzo Chigi, al termine delle quali l’attendeva raggiante il predecessore, insigne rappresentante in Occidente dei poteri forti. Sono emotivamente impattati anche i commentatori: ecco infine una donna, addirittura una “fuoriclasse”, modello di passione mescolata a competenza, e magari il Pd ne avesse una così. I Gattopardi s’affollano sulla scena e dietro le quinte.

Intanto il capo di governo annuncia false “rivoluzioni copernicane”, quasi tutte nel segno della continuità: in politica economica (condoni, indulgenza verso gli evasori), sull’energia, l’ambiente, il lavoro (strali contro il Reddito di cittadinanza). E in politica estera – fedeltà atlantica incondizionata nella guerra in Ucraina, attacchi alla Cina, sostegno ai maxi-profitti delle industrie militari – tanto da suscitare il fondato sgomento di Conte: “Ma non è che alla fine l’agenda Draghi, presidente Meloni, la vuol scrivere Lei?”. È fondato lo sgomento, perché in filigrana già s’intravedono futuri possibili: crisi della coalizione di destra, alleanze con i draghiani Renzi e Calenda.

Non che siano scomparsi dubbi e sospetti sul passato di Fratelli d’Italia, anzi: fioriscono, i dubbi, sotto forma di copiose produzioni di libri su Mussolini e Marcia su Roma, nel caso li avessimo scordati. Per la verità non abbiamo dimenticato, non c’è bisogno che nei talk ci ripetano un giorno sì uno no (Sapevatelo su Rieducational Channel!) che la Marcia fu un abominio. Si sta bene quando la storia di una nazione o un individuo si riduce a una serie di fotogrammi rimaneggiati – prima il Risorgimento, poi la Marcia e le leggi razziali, poi l’America che ci libera e resta unica perenne stella polare visto che antifascismo e Resistenza non sono nominati, infine la palingenesi con il duetto La Russa-Liliana Segre accampati sugli schermi che chiudono il cerchio. È come se tra la fine della Repubblica di Salò e oggi ci fosse il nulla, e non: le congiure e i tentativi di colpo di Stato, Portella della Ginestra, assassinio di Mattei, Gladio, Piano di rinascita democratica della P2, assassinio di Moro, stragi di mafia, ecc. Quanto all’antifascismo, Meloni l’ha evocato solo per ricordare gli “anni più bui della criminalizzazione e della violenza politica, quando nel nome dell’antifascismo militante, ragazzi innocenti venivano uccisi a colpi di chiave inglese”. Già, questo fu l’antifascismo, non ci avevamo pensato: ammazzamenti con chiavi inglesi. Non c’è da stupirsi se questa riscrittura della storia, che implicitamente riconosce solo agli Stati Uniti il merito di Liberazione dai nostri mostri, sia perfettamente funzionale ai dogmi neoliberisti e neocon, in continuità gattopardesca col governo precedente e il volere dei mercati. Anche questo governo rallenterà le trasformazioni ecologiche, e per questo incorpora ex ministri come Cingolani, che oltre al nucleare difende il fossile, il carbone e il gas liquido Usa da comprare a caro prezzo (esentandolo da rigidi tetti del prezzo: mica è gas russo!) proprio quando il rapporto Onu pubblicato mercoledì certifica che il riscaldamento terrestre sta toccando il punto di non ritorno. Impossibile che il pianeta fronteggi un simile disastro quando infuria una guerra per procura tra Occidente e Russia e s’infiamma il conflitto Usa-Cina.

Come neoliberista/illiberale, infine, il capo del governo teorizza il laissez-faire, le deregolamentazioni, e una democrazia non più “interloquente ma decidente” (“Il motto di questo governo sarà: ‘Non disturbare chi vuole fare’”). Motto plurisecolare, che Keynes criticò fin dal 1926: “(Il laissez-faire) presuppone che non vi sia grazia né protezione per quanti indirizzino il loro capitale o il loro lavoro nella direzione sbagliata. È un metodo che porta verso l’alto i ricercatori di guadagno a cui arride il successo, grazie a una spietata lotta per la sopravvivenza, attraverso la quale si seleziona il più efficiente per mezzo del fallimento del meno efficiente. (…) Se lo scopo della vita è quello di cogliere le foglie dagli alberi fino alla massima altezza possibile, il modo più facile di raggiungere questo scopo è di lasciare che le giraffe dal collo più lungo facciano morire di fame quelle dal collo più corto”. È passato quasi un secolo e ancora c’è – da Meloni a Renzi a Calenda – chi difende le giraffe con collo più alto.

La guerra contro i poveri è cominciata e la chiamano Ritorno della Politica e Meritocrazia.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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19 replies

  1. … e quindi?
    Colpo di stato per rovesciare un governo democraticamente eletto o opposizione in Parlamento nel merito dei singoli provvedimenti e nel frattempo un sincero esame di coscienza riguardo al fatto che il “popolo sovrano” abbia premiato una “fascista” nonostante la presenza di “Migliori”, “Sinistri” e Movimenti che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno?

    Non comprendo per quale ragione si insista così: a me la Destra non va certamente bene, ma il fatto che tanti cittadini l’ abbiano premiata dopo essere stati disattesi per troppo tempo da tutti gli altri non fa proprio sorgere neppure un dubbio?
    Dove si vuole andare a parare con degli articoli come questi, che si moltiplicano? Guerra civile? Tanto meglio tanto peggio? Nuove elezioni? Sicuri che le vinciamo?
    Mah.

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    • “Colpo di stato per rovesciare un governo democraticamente eletto?”, abbi pazienza: che emerita sciocchezza.

      “Dove si vuole andare a parare con degli articoli come questi” denota un semplice rifiuto a leggere quel che vi è scritto. “Che si moltiplicano?” è un’altra sciocchezza: quelli qui esposti dalla Spinelli sono FATTI, evidenti per tutti (se non è cosí gradirei leggere di commento il perché non lo sono), e se ne leggi di eguali, magari a centinaia sulla Stampona Ufficiale mainstream per favore fammelo sapere, perché a parte giornalistri Sinistri che slinguano la Destra con boiate varie a base di signor ministro o signora ministra o giuli novelli che stanno lavorando di brutto in tivvú e altrove per rendercela magicamente potabile io non ho letto moltissimo altro.

      Non so a te, ma a me del “fatto che tanti cittadini l’ abbiano premiata” non puó fregarmene de meno, per il semplice fatto che secondo me i suddetti cittadini hanno preso una decisione del menga: basta rivedere l’intervento di Scarpinato per farsi rinfrescare un pó la memoria (specie quella storica) o inanellare sul dito medio i carpiati meloniani anche solo degli ultimi due giorni per rendersi conto che l’Agenda Dragonera, come si dice o meglio si canta, va avanti da sè. Li ha fatti fessi, questo è il succo.

      Altro che “scatolette di tonno” – presa per il julio dimentica di TUTTO quel che i 5 stelle son riusciti a strappare anche e soprattutto all’ostruzionismo di gente come il nuovo PdC, e che anche Gioggia si è divertita a blaterare – salvo, ora, praticarla lei, con la sua finta opposizione di neofassi, che durante il peggio della crisi pandemica e oltre se ne è semplicemente la-va-ta le ma-ni!, e atteso paziente e stipendiata il voto dei fessi, che è arrivato puntuale e dimentico del fatto che il nostro, ehm, presidente della Repubblica illo tempore si produsse in un appello ben preciso per un governo di “unitá nazionale”: ed è chiaro a tutti che se il m5s non avesse risposto a quell’appello sarebbero stati a dir poco massacrati dagli stessi che ora dipingono quella di Manganelli d’Italia come coerenza (ma de che) e pregio. Oggi quando la riceve Lui è tutto un Sorrisone, ma c’è da capirlo: il m5s stelle è ora in terza fila, l’Agenda procede spedita, e la regina Marioletta aspetta sorniona che lui le passi il trono (tenuto appositamente al caldo per lui), quindi tutto va a gonfie vele. E domani è un altro giorno, etc.

      A me va benissimo che la stampa libera faccia le pulci a chi governa. “Dove si vuole andare a parare”? A esporre questo miserabile governicchio di riciclati per quel che è. E scusate se è poco.

      Ciao e buona giornata.

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      • Certamente sono “fatti”. Do una notizia: la destra ha vinto: si pensava annunciasse obiettivi di “sinistra” quando la “sinistra” si è ben guardata da attuarli? (e di tempo ne ha avuto…)
        Ripeto la mia domanda: “E quindi?”

        Leggo la Spinelli da tempo immemore, quando scriveva sulla vecchia Stampa. Vedo con piacere che ha perso un poi’ del delirante “biblismo” con cui condiva tanti suoi pezzi per altro pregevoli, poi, alla prova dei fatti, non ha mollato la poltrona per nessuna ragione. Per chi non lo ricordasse, linko da un giornale “gradito”:

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/08/lista-tsipras-la-decisione-della-spinelli-spacca-la-base-in-ue-grazie-allo-ius-sanguinis/1018815/

        Abituata a giudicare “i fattti”, cerco di non farmi più intortare dalle parole: ciascuno di noi sarebbe bravissimo a farsi applaudire, basta conoscere il parterre e raccontargli quello che vuole sentirsi dire: non costa niente e applausi assicurati.
        Ci provi anche lei e vedrà quanti like…

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      • Mm… no, non ha davvero risposto, ma me l’aspettavo.

        “E quindi?” puó ripeterlo fino a farsi seccare la lingua, ma non significa nulla. Quelli esposti nell’articolo sono fatti, se non vuole commentare nel merito, padronissima.

        Il link sui fatti del 2014. E quindi? 😄 Non ha nulla a che vedere col contenuto dell’articolo: è solo deflezione.

        Sí, il Fatto è gradito. Non va bene? Che c’è, non abbastanza mainstream? Me ne devo vergognare? Siccome si tratta di un articolo pubblicato dal Fatto ci credo e basta? Una di queste o tutte insieme? Non capisco, ma non importa: sciocchezzina di infimo calibro, mi è rimbalzata addosso.

        Se è abituata a non farsi intortare dalle parole le consiglio di includere anche le sue nell’equazione. Inoltre la informo che c’è parterre e parterre: tipo quello di chi va cosí tanto controcorrente da finire inevitabilmente in mare aperto… e rimanerci. Con o senza làicche, di cui non potrebbe fregarmene di meno.

        Auguri.

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  2. IN PALESTRA!-ORSO GRIGIO

    Ho seguito tutto: la campagna elettorale, il voto, le promesse a salve di chiunque, le minacce di qualcuno, il teatrino dei renzenda, il suicidio del Pd, il martirio di Di Maio, la trombatura di Sgarbi.Mi sono inebriato delle paturnie di B, meravigliato della ricomparsa di fenomeni scartati già trent’anni fa e adesso riciclati e promossi a ministri.
    Ho pensato che nel frattempo potrebbero essere migliorati, ma ho concluso che no, siamo rincoglioniti noi. Mi sono financo chiesto come abbia fatto l’umanità ad evolversi prima dell’avvento di Licia Ronzulli. E mi sono risposto che infatti non si è evolta neanche un po’.
    Lo so che si dice evoluta, lo so, è una licenza. Per una come la Ronzulli si può.
    E poi, finalmente lei: le sue reazioni giulive al tintinnare gaio della campanella, gli sguardi languidi e complici con Draghi. E ho ascoltato i suoi discorsi, la declamazione del menu delle cose da fare tipo Salvini, altrettanto scontate e anch’esse senza indicare soluzioni, e dove sono previste sono quelle sbagliate, come togliere il reddito di cittadinanza o proporre le solite sanatorie che andranno a premiare quelli di sempre. Ma non ho sentito di diritti, in quelle liste, non c’era il lavoro, non c’era la solidarietà, non c’era la giustizia sociale. E non c’era nemmeno la pace, ma solo una stucchevole overdose di zucchero atlantista da mandare direttamente in coma diabetico. Bizzarro, per una che viene dall’opposizione proporre una versione dell’Agenda Draghi peggiore e ancora più draghiana dell’originale.Vuoi vedere che anche Draghi era di destra?
    Ho seguito tutto, e senza emozionarmi neanche un po’, nemmeno quando la signora ha preso le distanze dai sistemi dittatoriali e perfino dal fascismo. Non sono rimasto abbacinato da cotanta dichiarazione: nessuno, in quella circostanza, avrebbe detto cose diverse, nemmeno La Russa, che anzi avrebbe perfino portato dei fiori alla Segre… ah già.
    Capisco che i suoi atteggiamenti, o certe sue frasi, o solo il fatto che sia donna siano bastati per far vibrare cuoricini più sensibili del mio, come quelli di Ilaria D’Amico e Concita de Gregorio, e che siano sufficienti a convincere truppe cammellate di giornalai e opinionisti a riposizionarsi sul nuovo carro, come l’intera redazione dell’Istituto Luce, per es., ma d’altra parte quella di essere la Voce del Padrone è la loro vocazione naturale. Li chiamano apposta, se ne servono per venderci la loro democrazia tagliata male. Non è la mia, però.
    Io mi sforzo di valutare le persone per la loro storia, per quello che sono, che dicono e che fanno, o che hanno fatto: uomini, donne, o marziani che siano. E per me la Meloni resta quello che era.
    Ma ho visto anche un sacco di altre cose.L’ho vista ridacchiare con quell’altro gran genio di Tajani e sussurrare parole non proprio d’amore mentre parlava Conte, in un arrogante sperculare finalmente adeguato al suo personaggio, al quale però alternava chiare smorfie di insofferenza, tipo guardare gli arazzi del soffitto, che nemmeno ci sono, ogni volta che veniva messa in difficoltà sui problemi veri.Insomma: non proprio splendida, la fenomena, se colpita nel vivo.E Conte l’ha ‘toccata’ due o tre volte, con classe, dimostrando che quei colpi ce l’ha nel repertorio.
    Letta invece non l’ho ascoltato, ho solo sentito il rumore della sua voce che esalava le solite parole, scontate come e più di sempre, a parte qualche innegabile quanto inutile acrobazia oratoria. E mentre non lo sentivo guardavo però le facce intorno a lui: Serracchiani, Madia e tutti gli altri. “Le solite facce e i soliti accordi…”, per citare il grande Jannacci, come se la musica fosse ancora quella, come se il disastro dentro quel partito non li riguardasse. E in quel rumore indistinto ho intrasentito qualche ciancia su quanto sarà dura l’opposizione che faranno. Loro, che l’opposizione non sanno nemmeno come si faccia, visto che non l’hanno mai fatta e hanno preteso di governare, di fatto riuscendoci, anche senza il voto degli elettori.
    Invece che star qui a pascolare, lorsignori e lordame, avrebbero dovuto stare tutti a casa, a prendersi un tè caldo nel mentre che si trastullavano con figli e nipotini davanti alla tv, magari guardando Peppa Pig. E invece.
    Ho sentito Monti, l’Alpestre della Provvidenza che si esibì su questi palcoscenici qualche anno fa in duo con la Fornero, e che oggi vagola stancamente ad annunciare tempesta, dichiarare di condividere molto delle idee della Meloni. Pensa te, ma chi l’avrebbe mai detto?!?
    Però ho sentito anche Scarpinato. Vedi, a volte, la differenza?
    E intanto, fuori, in piazza, la Polizia ci ha messo un attimo ad adeguarsi alle nuove abitudini. Come se non aspettasse altro.
    Ho assistito perfino alla disputa epica e fondamentale su ‘il’ oppure ‘la’, se fosse meglio ‘presidente’ o ‘presidenta’, e ho concluso che uno ‘esticazzi’ bisex ci sta sempre bene e dirime qualsiasi questione.
    Però c’è anche una bella notizia, almeno in parte: Grillo ha sentenziato che non parlerà.Anche se, dicendolo, per me avrebbe parlato già troppo.
    Ho seguito tutto, insomma.L’ho fatto con l’entusiasmo di chi aspetta il risultato di un referto medico vitale e sa già che sarà negativo.Con la stessa rassegnazione.
    Adesso vorrei fare con voi qualche altra riflessione, però.
    In materia di diritti civili siamo terrorizzati, o almeno spero, da quello che potrà fare la Meloni ma siamo fermi al palo più o meno dai tempi dell’aborto. Fermi i diritti relativi al genere, al sesso, alla famiglia, all’eutanasia e a tutto il resto. La sola volta che siamo andati vicino a ottenere qualcosa con la legge Zan, e c’era una maggioranza per farlo, hanno frenato tutti, compreso quelli del Pd, nel rispetto dell’articolo zero della nostra Costituzione, quello non scritto: “L’Italia è uno Stato a sovranità vaticana”.
    Oggi sento confermare fedeltà assoluta e incondizionata al patto Atlantico, ma questa stessa sudditanza c’è stata in ogni nostro governo, e l’inchino è andato sempre ben oltre i 90 gradi, smentendo le regole della goniometria stessa.
    Genuflessione che si è sempre manifestata anche nei confronti dell’Europa, come se noi fossimo sempre i figli del Poro Schifoso, come se dovessimo vergognarci di qualcosa o farci perdonare per aver rubato la marmellata.Dignità zero.E questo fin da quando la Meloni era solo una simpatica ragazza un po’ fascista.
    Sui diritti sociali poi nemmeno a parlarne, ci siamo rimangiati conquiste costate lacrime e sangue ai nostri nonni.
    Le diseguaglianze sono aumentate a dismisura permettendo a pochi straricchi di accumulare ricchezze quanto tutti gli altri messi insieme e di fatto cancellando quella classe ‘media’ che teneva in piedi il paese garantendo equilibrio a tutto il sistema. Oggi ci sono punte di miseria e ricchezza che non c’erano mai state e questo sfacelo è progredito continuamente senza che nessun governo intervenisse.Gli stipendi, quando ci sono, sono i più bassi d’Europa, i diritti dei lavoratori evaporati come i lavoratori stessi, e nessun governo inverte questo sfacelo da almeno trent’anni.In conclusione i governi che si sono succeduti, da B in poi, hanno adottato politiche di destra. Tutti: sia quelli di destra dichiarata che quelli di destra uguale, nei fatti.
    Una volta era colpa della crisi, un’altra dei sacrifici richiesti dall’Europa, un’altra ancora del tordo che tarda, ma il risultato è sempre stato quello.
    Perciò l’opposizione a questo governo della peggior destra, che se non potrà definirsi proprio fascista di sicuro non starà certo dalla parte dei diritti e dell’equità sociale, dovrà essere durissima e senza cedimenti, e questo esclude già che a farla sia il Pd, ma dovremo anche pretendere da chi si propone di essere alternativa, il Movimento e chi ci vorrà stare, idee chiare, programmi certi e definiti che vadano nella direzione esattamente opposta da quella che stanno prendendo.
    Dobbiamo pretendere lealtà, credibilità e coerenza, da chi ci rappresenta e da noi stessi.Senza sconti né compromessi.
    Su questo dannato ring delle nostre vite e del nostro futuro dobbiamo giocarcela a testa alta.
    Certo, loro sono più grossi di noi, sono più forti, hanno quasi tutto il pubblico e i media dalla loro parte, ma la ragione ce l’abbiamo noi.
    E a Kinshasa, nel ’74, vinse Ali.
    Al tappeto ci andò Foreman.

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  3. Quando un articolo è ben fatto, scorrevole e specchio non ingannevole della realtà , lo si legge tutto d’un fiato .
    Davvero brava Barbara Spinelli.
    A proposito di Tolkien e la nuova destra della fiamma….
    Ho paura che Giorgia stia dalla parte di Sauron e Saruman.

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  4. AL BANDO LA CULTURA RUSSA E QUELLA CINESE
    Pubblicato 28/10/2022

    DI GIUSEPPE SALAMONE

    È stata messa al bando la cultura Russa e bruciati i libri, molti artisti non hanno potuto esprimersi liberamente, tanti sportivi sono stati esclusi dalle competizioni internazionali. Nel frattempo si normalizzavano personaggi e battaglioni che giravano con le svastiche naziste in bella vista rivendicandole con orgoglio.

    Dopo l’intolleranza invadente per il Russo adesso spunta l’intolleranza per il Cinese, basta vedere ciò che sta succedendo in Gran Bretagna dove il nuovo governo ha deciso di chiudere gli Istituti di Confucio nelle università. Il nuovo Premier ha detto che farà chiudere 30 Istituti culturali Cinesi. E siccome noi siamo “Atlantisti”, a breve questa “Cinofobia” arriverà anche da noi. Anzi, a sentire la nostra Premier ci siamo già quasi arrivati.
    Se avete taciuto davanti a tutto ciò, evitate di strumentalizzare il centenario della “Marcia su Roma”. Se dovete usare questa brutta e terribile pagina di storia facendolo con ipocrisia, meglio tacere. Fascismo è intolleranza, fascismo è il contrario di cultura, fascismo è ricerca del “diverso” e la sua demonizzazione, fascismo è non accettare le opinioni altrui.

    Fascismo è sentirsi superiori e detentori della verità assoluta. Non usate la parola antifascismo dopo che vi siete resi responsabili della normalizzazione di comportamenti fascisti soprattutto negli ultimi mesi. Evitate per favore perché già la parola antifascismo l’avete svuotata abbastanza. Risparmiatevi e risparmiateci quest’altra vergogna!

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    • Concordo, ma purtroppo anche oggi non siamo ai tempi della politica ma ai tempi della “fede”. Novax/ si va, putiniani/ bideniani , fascisti/ comunisti., per Conte o per Salvini, ecc…
      Ci si nasconde dietro al “fascismo” per non parlare di totalitarismo, che assume sempre le medesime sembianze: pulizia ideologica, censura, demonizzazione del nemico, liste di proscrizione, Autori ” proibiti”, coercizioni di vario tipo sempre eticamente supportate, disprezzo per chi non si adegua, pretesa superiorità morale ed intellettuale, vilipendio del dubbio dei ” disfattisti”.
      Per citare il Poeta : God on our side.
      Nella storia il totalitarismo ha sempre il medesimo volto, comunque lo so chiami.

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  5. Farei leggere nelle scuole, e imparare a memoria, il discorso di Scarpinato, come un baluardo nella vita dei nostri ragazzi, un lampo di speranza e una preziosa ancora di possibile salvezza. Grazie a persone come Segre,Scarpinato, Conte, Speranza…Continuate voi.

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    • “Grazie a persone come Segre,Scarpinato, Conte, Speranza…Continuate voi.”

      Dobbiamo anche continuare? ‘Mazza oh! Levando Scarpinato (staremo a vedere quanto dura vergine…), continuare dopo Speranziello, la vedo assai dura, ma dura.

      Marina Gaddi e l’ItaGlia di quelli con la coscienza a posto.

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  6. 1) Per quello che si sa (poco) Enrico Mattei è stato ucciso da una bomba collocata su un aereo in cui viaggiava con un giornalista americano (e il pilota), ma non sono stati scoperti nè gli esecutori nè i mandanti di quel delitto.
    2) La loggia P2 non ha mai cospirato contro lo Stato: lo hanno stabilito la Corte d’assise di Roma, nel 1994, e la Corte d’assise d’appello nel 1996. Altro non era che una cricca di affaristi (strutturata in modo mafioso) che volevano sempre più potere.
    3) Il delitto Moro è stato compiuto dai brigatisti (che c’azzecca il neofascimo, per una volta?). Chi sostiene il contrario si divide in due categorie: la prima riguarda quei simpatizzanti di sinistra che non riescono a mandar giù il fatto che le Br avevano la loro stessa matrice politica, la seconda riguarda i simpatizzanti brigatisti che volevano che lo Stato si calasse le braghe, liberando l’ostaggio con una trattativa dopo aver ammazzato tutta la scorta. Poiché le istituzioni scelsero la linea dura – e la mantennero nonostante molti tentennamenti – la cosa non gli va giù e allora iniziano a fare della patetica dietrologia, parlando di zone oscure, misteri da accertare ecc.
    4) Come scrisse Indro Montanelli nella sua rubrica sul Corriere, «terrorismo nero e terrorismo rosso non si sposarono né collaborarono mai, e in comune ebbero una cosa sola: quella di essere entrambe delle schegge impazzite: l’uno della Destra, l’altro del Pci dai quali vennero entrambi rinnegati e scomunicati». Fonte: La stanza di Montanelli, 28 dicembre 1998, p. 31.
    5) Per quanto riguarda Gladio, dipinta come qualcosa di losco, altro non era che una misura di legittima difesa presa dagli Stati occidentali europei per impedire un colpo di Stato o un’invasione comunista, che fece scandalo quando fu scoperta, nel 1990, perché fu usata come arma di distrazione di massa per coprire lo sfascio del comunismo nell’Europa orientale. Lo stesso Montanelli scrisse, anni dopo: «Era stato istituito in quasi tutti i Paesi che facevano parte della Nato, e per volontà della Nato, consapevole che i suoi soci europei non avrebbero potuto resistere all’attacco di una Potenza superarmata qual era l’Unione Sovietica: avrebbero dovuto aspettare, per la riscossa, l’intervento dell’America. Lo dimostra il fatto che quando questo piano fu rivelato, nessun altro Paese trovò nulla da ridirne. Solo noi italiani […] ne facemmo materia di scandalo e pretesto di “gialli” che tuttora trovano credito […]». E concluse: «Anch’io mi sento scandalizzato, e un poco offeso. Ma solo dal fatto che nessuno mi abbia sollecitato l’adesione al Gladio: l’avrei data con entusiasmo». link: https://web.archive.org/web/20150623163829/http://archiviostorico.corriere.it/1997/giugno/07/Avrei_dato_con_entusiasmo_adesione_co_0_97060710388.shtml

    Tutto questo per la precisione.

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  7. @zumbeld

    Certamente che lo ripeto: “E quindi?”
    Dopo che avremo passato mesi a ricordare pedissequamente più e più volte il fascismo di Meloni e C: a cosa servirà?
    Cosa faremo, concretamente? Pensa sia davvero tanto difficile per chi in tutta la vita non ha fatto altro, confezionare un articolo condivisibile dal parterre ( dei buoni , degli intelligenti, dei giusti…) e ritrovare così una nuova verginità dopo la sputtanata conclamata di qualche anno fa: prima metterci il “nome” spergiurando di lasciare il posto e poi rimanere attaccata alla poiltrona come una cozza? E per la lista Tsipras, quella dei “poveri Greci spolpati dall’ Europa”, ricorda?

    Eh, no, troppo facile così: chissà perchè pretendiamo coerenza solo dai “fascisti”, ai nostri perdoniamo la qualunque, anzi, dimentichiamo subito: basta ripetere le solite cose, mille volte sentite, che sono musica per chi ama suonare sempre lo stesso disco e certamente mai risponderà alla domanda che riporta alla realtà” E quindi? Preso per l’ ennesima volta atto di tutto questo, che si fa?”. O per dirlo con Crozza: “Manca sempre il foglio del come”.
    Ma è così bello farsi cullare dalla stessa musica… come fumarsi uno spinello… Come siamo intelligenti, e buoini, e bravi, noi sì…

    Proprio per questo si perdono le elezioni. Ma vuoi mettere essere “nel giusto”…

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  8. @Carolina

    Ma certo, lo puó ripetere quanto le pare, del resto la lingua ha un’altissima percentuale d’acqua, quindi prima che si secchi ce ne vuole…

    Di nuovo, non mi interessa la cronistoria di una persona che mai avrei votato comunque: “i nostri”, guardi, proprio non so di chi parla. Per sua informazione, io ritengo che il partito democratico (pippiriddí) sia il peggiore partito d’Italia, anche peggio di Manganelli d’Italia, della Legaiola, o del Forca Italia del Papi. Nel m5s, assieme alle conquiste a livello sociale non sono mancati i mal di pancia, vedi Grillo, Di Mangio, perció….

    Mi interessano i concetti espressi, e l’ho scritto precedentemente in replica a “dove si vuole andare a parare”? A esporre questo miserabile governicchio di riciclati per quel che è. È importante, perché senza è il Truman show. È importante, perché senza c’è solo Giornalonia e basta: sempiterno mangime per le masse. È importante perché senza memoria siamo fregati tutti.

    No, non è questione di spinello o di annebbiamenti vari: solo della bontá o meno delle proprie convinzioni. Parlo delle convinzioni del singolo.

    Senza la stragrande maggioranza dei votanti, le elezioni in questo nostro disgraziato Paese nei fatti si perdono o si vincono a seconda dei rosatelli cincischiati lí dall’ultimo miserabile, con la complicitá di quasi tutti gli altri, ecco come.

    Ma no, si deve stare zitti. E fare le cose “concretamente”. Di queste cose in mille righe lei non ne ha detta una.

    Au revoir.

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  9. Le convinzioni , il singolo le ha senza bisogno di farsele dettare da chi, nei fatti, si è mostrato assai distante da ciò che predicava.
    Non sta a me dire come fare le cose concretamente ( sebbene lo abbia più volte proposto: agire sui consumi); io non mi propongo come “maestra di pensiero”, non sono un personaggio pubblico e non ho ricevuto alcuno stipendio nè poltrona da parlamentare. A ciascuno il proprio mestiere.
    Quindi, dato che nulla ricevo nè pretendo, da comune cittadina mi riservo il diritto di criticare i personaggi pubblici che predicano bene ma razzolano male.
    A differenza sua, io non ho mai offeso nè intendo offendere alcuno: ognuno è assolutamente libero di avere gli “eroi” che desidera. Mi limito solo a ricordare fatti che in molti hanno dimenticato fermo restando che ognuno è liberissimo di assolvere l’ operato di chiunque: Spinelli, Berlusconi, Renzi, Letta, Di Maio… anche del diavolo in persona.

    Le mia convinzione e quella di non avere “eroi” e di andare a guardare nel concreto i pregressi di personaggi pubblici che spargono a parole etica a piene mani, ma mai una volta che ci rendano edotti delle vigliaccate loro.
    Nell’ elenco delle pulci che la signora Spinelli fa a chiunque ci starebbe benissimo anche il suo comportamento simil Di Maio (la poltrona me la tengo anche se disattedo i patti: vi ho fregati!) nei comnfronti della lista Tsipras, ma ovviamente, i “giudicati” sono sempre gli altri.
    A lei, @zumbeld, ed a altri va bene leggere parole così lontane dai comportamenti? Si compra a scatola chiusa perche i “nostri” ( o che riteniamo tali) hanno sempre ragione? Non ci fermiamo mai a riflettere quanti di questi personaggi in qualche modo pubblici abbiamo fatto i soldi e ottenuto poltrone semplicemente individuando un parterre e ripetendo loro all’ infinito, quello che vogliono sentirsi dire? Possibile che i fedifraghi e gli approfittatori siano sempre e solo quelli del partito concorrente del quale nessuno si salva qualsivoglia cosa facciano o dicano?

    Del tutto legittimo. Come è legittimo però dissociarsi o mettere in luce omissioni e le criticità.
    Senza alcun bisogno di essere insultati o insultare perchè si pensa in modo differente (tutti i fatti che ho citato sono noti e dimostrati) : giusto così, per democrazia…

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  10. Ossignore: che marea di parole in insalatona mista. In soldoni: la Spinelli non le garba, perció quel che ha scritto è falso o inattendibile?… Sono fatti suoi.

    “Le convinzioni , il singolo le ha senza bisogno di farsele dettare da chi, nei fatti, si è mostrato assai distante da ciò che predicava”. Sciocchezze. Se Hitler ha detto che tre barattoli di mayonese al giorno fanno male alla salute io sono d’accordissimo, anche se Hitler continua decisamente a starmi qui. E non mi faccio dettare proprio un bel niente da nessuno, sappia: se è lei che si rifiuta o peggio fa sussiegosamente finta di capire il mio punto non è colpa mia.

    Insulti?… Patetico. Lei ha un’idea decisamente insulare di cosa è un insulto e cosa non lo è.

    Aspetto ancora di sapere come si fanno le cose concretamente, e cosa questo c’entri col contenuto dell’articolo della Spinelli. Sulla sua personale lavagna il cancellino sembra sempre freneticamente in attivitá, il gesso mai. Ma forse è meglio lasciar perdere.

    Buona domenica.

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  11. Correzione:

    Ossignore: che marea di parole in insalatona mista. In soldoni: la Spinelli non le garba, perció quel che ha scritto è falso o inattendibile?… Sono fatti suoi.

    “Le convinzioni , il singolo le ha senza bisogno di farsele dettare da chi, nei fatti, si è mostrato assai distante da ciò che predicava”. Sciocchezze. Se Hitler ha detto che tre barattoli di mayonese al giorno fanno male alla salute io sono d’accordissimo, anche se Hitler continua decisamente a starmi qui. E non mi faccio dettare proprio un bel niente da nessuno, sappia: se è lei che si rifiuta o peggio fa sussiegosamente finta di non capire il mio punto non è colpa mia.

    Insulti?… Patetico. Lei, @Carolina, ha un’idea decisamente insulare di cosa è un insulto e cosa non lo è.

    Aspetto ancora di sapere come si fanno le cose concretamente, e cosa questo c’entri col contenuto dell’articolo della Spinelli. Sulla sua personale lavagna il cancellino sembra sempre freneticamente in attivitá, il gesso mai. Ma forse è meglio lasciar perdere.

    Buona domenica.

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