Cremlino, domani l’annessione dei territori ucraini

 (ANSA) – ROMA, 29 SET – La cerimonia di firma dei trattati sull’annessione di nuovi territori alla Russia si terrà domani alle 15 ora locale al Cremlino e vi prenderà parte il capo di stato Vladimir Putin. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, come riporta Ria Novosti. “Domani alle 15.00 (le 14 in Italia) nel Gran Palazzo del Cremlino, nella Sala di San Giorgio, si terrà una cerimonia per firmare gli accordi sull’ingresso di tutti e 4 i nuovi territori ucraini in cui si è tenuto il referendum nella Federazione Russa. In questo evento ci sarà un corposo discorso del presidente Putin”, ha detto Peskov.

(ANSA) – MOSCA, 29 SET – I deputati della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, sono stati invitati al Cremlino domani per un “evento” con il presidente Vladimir Putin. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti. Il presidente, secondo diversi osservatori, potrebbe annunciare l’annessione alla Russia dei territori ucraini in cui nei giorni scorsi si sono svolti i referendum. Sulla Piazza Rossa è stato eretto un palco con le scritta ‘Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson, Russia, insieme per sempre’. L’evento è previsto per le 15 ora locale (le 14 in Italia). In contemporanea saranno chiuse diverse strade del centro di Mosca.

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23 replies

  1. “Stiamo perdendo, al diavolo l’esercito”. Le telefonate a casa dei soldati russi
    Il New York Times ha pubblicato alcune conversazioni private tra i militari e i loro parenti a casa dove emergono i fallimenti sul campo.

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    AGI – “Ciao mammina, siamo nella città di Bucha”, scrive Evgenij, “Siamo in una situazione di stallo, perderemo questa guerra”, aggiunge Sergey. “Metà del nostro reggimento è distrutto”, sottolinea Andrej. “Ci hanno dato l’ordine di uccidere tutti”, dice un secondo Sergey. “Quando ritorno a casa voglio smettere. Al diavolo l’esercito”, scrive invece Vlad mentre Alexandr confessa: “Putin è uno stolto. Lui vuole prendere Kiev, ma non c’è modo di poterlo fare”.

    Sono, queste, alcune delle telefonate a casa ad amici e parenti dei soldati russi che hanno fornito prove circa i loro fallimenti sul campo di battaglia e anche delle esecuzioni dei civili, criticando il loro leader a poche settimane dall’inizio della campagna per conquistare Kiev, secondo quanto riporta il New York Times in un ampio servizio.

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    Secondo il quotidiano americano dalle trincee, dai rifugi e dalle case occupate intorno a Bucha, “i soldati russi hanno disobbedito agli ordini e hanno fatto delle chiamate non autorizzate dai loro cellulari a mogli, fidanzate, amici e genitori in gran numero dalla prima linea”. “La capitale ucraina doveva cadere nel giro di pochi giorni” scrive il Times, ma “afflitto da errori tattici e dalla feroce resistenza ucraina, l’avanzata distruttiva del presidente Putin si è rapidamente bloccata e le sue forze si sono impantanate per la durata della maggior parte del mese di marzo alla periferia della città”.

    Il Times ha ottenuto le registrazioni in esclusiva dalle forze dell’esercito ucraino che le ha intercettato le conversazioni per tutto il primo mese di guerra. “I giornalisti hanno verificato l’autenticità di queste chiamate – scrive il giornale – incrociando i numeri di telefono russi con le app di messaggistica e i profili dei social media per identificare soldati e familiari” e ci sono voluti “quasi due mesi per tradurre le registrazioni, che sono state modificate per motivi di chiarezza e lunghezza”, avverte la testata newyorkese.

    Nel corso delle telefonate fatte da “dozzine di soldati delle unità aviotrasportate della Guardia nazionale russa”, i soldati del 331° reggimento “si lamentano di errori strategici e di una grave carenza di rifornimenti”, confessando “di aver catturato e ucciso non combattenti”, cioè civili, e ammettono apertamente “di aver saccheggiato case e aziende ucraine”. Secondo il Times, molti di loro dicono anche di “voler rescindere i loro ingaggi militari e mettono in discussione la propaganda trasmessa dai media russi con la cruda realtà della guerra che li circonda”.

    Per il giornale, insomma, a due settimane dall’invasone “i soldati sembrano già rendersi conto che Kiev non è a portata di conquista” e “che la strategia militare sta fallendo” esprimendo sorpresa per le capacità “professionali” delle forze ucraine. Un soldato di nome Yevgeniy, riferisce il Times, “ dice senza mezzi termini: ‘Stiamo perdendo’”. Adoratori dell’amico del cazzaro verde e della mummia di forza Italia armatevi e partite il vostro amato zar vi aspetta.

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  2. Cioè io devo credere che un soldato che abbia appena trucidato dei civili ucraini, o si stia apprestando a farlo, o che sia in rotta con l’esercito, e magari stia per disertare, chiami la mamma esordendo al cellulare con un “Ciao mammina” e spifferandogli tutto???????????
    Io cerco di essere oggettivo e non credo all’evidente propaganda russa, ma nemmeno a quella contraria.
    Ma porcaccia la miseria, c’è un limite a tutto e per quanto mi riguarda sono stufo di vedere la mia intelligenza continuamente offesa. Ma il prossimo step ora quale sarà? Farci credere che Putin si sia dato una martellata sui c@glioni distruggendo per sempre il gasdotto Nord Stream e che gli USA non c’entrino un c….. come dichiarato ufficialmente dal Pentagono?

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      • Chi ha esperienza nello studio dei troll e nelle interazioni con simili personaggi afferma che è impossibile battere un troll, sia nella realtà virtuale che nelle discussioni online. Un troll non ammetterà mai di aver sbagliato, ricredersi sul suo comportamento e rimediare all’accaduto. Dunque, dopo aver ricevuto un affronto da un troll invece di fumare dalla rabbia e reagire di istinto sarebbe bene ignorarlo completamente. È ovvio che questo è molto difficile perché siamo naturalmente inclini a reagire agli impulsi e siamo portati al contrattacco.
        Un consiglio per prevenire e gestire i segnali di sfida di un troll:

        Prevedere con lungimiranza: durante un attacco di un troll provare a chiedersi quale potrà essere il risultato di un’eventuale risposta. Per dare una risposta è necessario mettere in pausa il gioco, respirare e capire il significato di quell’attacco al nostro ego. Perché ci stiamo sentendo colpiti e arrabbiati? Abbiamo già visto un simile comportamento in altri scenari? Il commento ricevuto contiene degli elementi validi? Questi piccoli particolari devono influenzarci nel renderci conto che ogni nostra risposta non cambierà la mente del troll, ma anzi potrà nutrirlo.

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      • @Serpe. Capisco e in parte condivido le sue osservazioni a proposito dei troll che imperversano sui forum dei social (e qui), che siano animati da convinzioni spontanee, odio o rabbia, o teleguidati da qualcuno o prezzolati. Certo è impossibile “batterli” o cambiare le loro convinzioni reagendo ai loro insulti e post aggressivi con repliche risentite e/o argomentate. Ma credo sia anche opportuno ogni tanto replicare per far loro sapere che non sono “padroni del campo” come vorrebbero, non fanno paura e non convincono nessuno (che non sia già convinto) e levargli l’illusione di onnipotenza e impunità di cui si nutrono.

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    • Già… perché mai andarsene da chi ti bombarda da 8 (otto) anni, a titolo gratuito. Perché mai?
      Continui a dormire il sonno dei giusti.

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  3. Il principale nemico di Putin è Putin.
    Non contento di aver provocato l’isolamento della Russia da parte della quasi totalità della comunità internazionale, per un’aggressione illegale ad uno Stato sovrano che aveva il pieno diritto di fare politiche interne ed estere senza dover dare conto alle ingerenze dei confinanti; non contento di aver provocato una massiccia serie di sanzioni economiche che stanno devastando l’economia russa; non contento di aver commesso con i propri nazi-islamo-mercenari ed avanzi di galera i peggiori crimini contro l’umanità in una guerra convenzionale come non se ne vedevano da decenni; non contento di aver deportato milioni di ucraini fra cui 200.000 bambini in Siberia; non contento di aver mandato al macello migliaia di giovani russi senza preparazione e con equipaggiamenti obsoleti, e con una catena di comando corrotta fino al midollo; non contento di aver preso schiaffi anche da cinesi, indiani e turchi, compromettendo relazioni internazionali che potevano fare la differenza nel riposizionamento multipolare del pianeta; non contento di tutto questo, ora manda al massacro anche la sua peggio società civile presa ai confini del suo impero, daghestani, tatari, buriazi, siberiani, oppositori politici arrestati per strada, mentre la meglio società fugge a gambe levate dal paradiso cui in tanti in occidente inneggiano (260.000 solo in Kazakhstan), creando danni irreversibili al tessuto sociale ed economico russo, dato che è gente che non potrà più tornare a casa, pena la fucilazione.
    Ed ora si appresta ad una grande e pericolosissima farsa sulla Piazza Rossa, una farsa che farebbe impallidire persino KimJongUn e ricorda, non troppo alla lontana, i comizi farsa di B. davanti ai palazzi di giustizia, davanti ad una folla prezzolata, in cui un pregiudicato sotto scorta pagata dallo Stato dava dei criminali ai propri giudici.
    Ma forse qui siamo oltre la farsa, siamo al sovvertimento totale della realtà ai meri fini della sopravvivenza di uno, a spese di tutti.

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    • Come mai non riesco a farmi una ragione di doverti accomunare ai vari pacefondai di Infosannio con lo scolapasta in testa?

      Tu che ti conosci presumo bene, me lo sai spiegare? Sarei pure disposto a fare uno strappo alla regola e incontrarti per una bevuta…

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      • Riconoscere e capire un troll è importante per potersi difendere o riuscire ad evitare di cadere nella sua provocazione. Ciò che spinge un troll a commettere simili comportamenti sono sostanzialmente riconducibili a due motivi: noia e richiesta di attenzione. Chi ha un hobby o un lavoro non ha il tempo per essere un troll: la noia nel mondo reale si trasporta in quello virtuale spingendolo a trovare sollievo nel danneggiare gli altri. I troll sono carenti di stimoli IRL (in real life), vuoi per scarse propensioni alle relazioni sociali, per pigrizia o semplice mancanza di interesse. Il risultato è quello di ricercare ed ottenere facilmente online ciò che invece potrebbe incentivare una vita reale. Dietro a questo genere di atteggiamento si nasconde una profonda insicurezza, quindi, indipendentemente dal mezzo con cui la risposta è ottenuta, il trolling acquisisce un senso quando qualcuno cede alla provocazione e reagisce.

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      • Gatto
        Semplicissimo, perché i leoni da divano di Infosannio io (non so tu) li vedo qui ben rappresentati.
        Sono tutti riconoscibilissimi, dalla signora logorroica al piccoletto con gli occhiali che guarda i cartoni animati.
        Con schiaffone morale finale.
        Insuperato ed insuperabile Albertone.

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    • Frankie siamo completamente d’accordo. E probabilmente l’elenco è ancora più lungo. Hai dimenticato la cosa più importante secondo me, e cioè che Putin, anche se morisse stanotte, ha compromesso i rapporti tra Russia e “mondo occidentale” permanentemente secondo me. Alla bene e meglio per 1 o 2 generazioni. Però visto che siamo italiani, più che elencare i problemi che ha creato Putin vorrei che qualcuno deputato a farlo risolvesse i nostri.

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    • ”Ma forse qui siamo oltre la farsa, siamo al sovvertimento totale della realtà ai meri fini della sopravvivenza di uno, a spese di tutti.”

      INFATTI, a leggere le sclerate di questo imbecille (frankie) sembra di vivere nel mondo all’incontrario di Paolo Rossi.

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  4. Referendum vergognosi, ca va sans dire.
    Ma poi, quel miserabile di SPUTIN non poteva organizzarli il 24 febbraio?

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