L’onda lunga di Conte. Valanga M5S contro la destra e il Pd

Cambiano le città e le regioni ma non il copione con Giuseppe Conte accolto da folle oceaniche e bandiere M5S sventolanti.

IL PRESIDENTE DEL M5S GIUSEPPE CONTE A BARI

(Davide Ruffolo – lanotiziagiornale.it) – Prima Foggia e Bari, poi Catania e Messina, quindi Reggio Calabria. Cambiano le città e le regioni ma non il copione con Giuseppe Conte accolto da folle oceaniche e bandiere M5S sventolanti.

Insomma un bagno di folla dietro l’altro, reso ancor più evidente se confrontato alle piazze semi deserte del Pd, che dimostra come i pentastellati non siano affatto finiti e che, al contrario, sembrano in netta ripresa. Euforia crescente che lo stesso Conte percepisce tanto che da Catania ha affermato: “Ci insultano, ci aggrediscono, ma voi ci state restituendo una forza politica incredibile. Non ci siamo disperati quando tutti ci davano in picchiata e non ci esaltiamo adesso che ci segnalano un trend in risalita: a noi interessa il voto del 25 settembre”.

Insomma dopo tante tensioni e una dolorosa – ma necessaria – scissione, la musica per i Cinque Stelle è cambiata. “Sul M5S circolano sondaggi pazzeschi, il sistema sta tremando. Siamo scomodi” insiste Conte che spiega le ragioni del successo pentastellato: “Abbiamo fatto alzare il tetto dell’impignorabilità a mille euro, chi guadagna meno non potrà avere pignorato nemmeno il quinto dello stipendio, ma questa notizia non la troverete sulla stampa. I soldi vanno presi alle grandi aziende e agli speculatori, non ha chi ha poco”.

Per questo assicura che difenderà le misure a sostegno dei più deboli, ammettendo di indignarsi ogni volta che “Meloni e Renzi parlando del reddito di cittadinanza lo definiscono un metadone di Stato”.

Una giornata che inevitabilmente, alla luce di quanto successo nelle Marche, è iniziata con un pensiero rivolto alle popolazioni colpite. “Siamo in Sicilia ma siamo vicini assolutamente a tutti i familiari delle vittime delle Marche e alle comunità locali per questa tragedia che ancora una volta ci dice che dobbiamo contrastare i cambiamenti climatici e che dobbiamo sistemare il nostro territorio perché il dissesto idrogeologico diventa un rischio per l’incolumità nostra e delle nostre famiglie” ha spiegato Conte che ha sempre fatto della tutela dell’ambiente il punto distintivo di M5S.

E proprio in questa direzione è tornato a dire “No” al rigassificatore di Piombino, tra l’altro mettendo a tacere le recenti polemiche sui pentastellati rei di aver votato alla Camera l’ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa per realizzarlo. Come spiegato dall’avvocato del popolo si sarebbe trattato di errore materiale e per questo anticipa che “sarà presentato, nel passaggio definitivo al Senato del dl Aiuti bis, un Ordine del giorno” per dire “No a scelte calate dall’alto su Piombino”.

Ma Conte al Sud ha affrontato anche il tema della lotta alla mafia. “Tiberio, Angela e tutti coloro che si ribellano alla criminalità organizzata devono sapere una cosa: non sono soli. Letteralmente. Il M5S è al loro fianco nella battaglia quotidiana per la legalità. Oggi a Reggio Calabria, insieme a Federico Cafiero de Raho, abbiamo ribadito questo impegno a tutti i cittadini e i commercianti: non facciamo un passo indietro. Avete la nostra parola, continueremo a stare dalla parte giusta” ha spiegato il leader M5S.

Lo stesso sentendo il vento in poppa, tanto che ha detto che non si sorprenderebbe se dopo il voto del 25 settembre si dovesse scoprire che i 5S sono il primo partito al Sud, ne ha davvero per tutti, a partire dal Pd. A chi gli chiedesse se esistono margini per riallacciare i rapporti con Enrico Letta, ha spiegato che “non reagiamo per un calcolo politico o per orgoglio, ma con questi vertici del Pd c’è poco da lavorare insieme, visto che si sono rivelati completamente inaffidabili e scorretti nell’attribuirci responsabilità e colpe”.

Questo perché, precisa, era evidente come “dietro c’era un disegno molto chiaro cinico e opportunista di emarginare il M5S e dividersi il consenso elettorale residuo. E per fare questo hanno costruito alleanze che poi sono fallite, sottoscritte e poi stracciate, ad esempio, con Calenda, con Tabacci, con chiunque, meno che con il M5S”.

Ma la stoccata più dura è quella che Conte ha rifilato alle destre con Lega e Fratelli d’Italia che nel Parlamento Ue hanno votato contro la dichiarazione che accusava l’Ungheria di “non essere più una democrazia”. Da cittadino, prima che da politico, dico che o la Giorgia Meloni e Matteo Salvini fanno marcia indietro e riconoscono pubblicamente di avere sbagliato su Orbán, oppure dico che sono inidonei a governare l’Italia”.

Questo perché, conclude, siamo “di fronte a una relazione documentata, non a un documento politico” su cui non si può tergiversare in quanto “certifica la svolta autocratica di Orbán che ha messo sotto di sé il potere giudiziario, ha messo il bavaglio ai giornalisti, e costringe e tortura le donne che vogliono interrompere la gravidanza costringendole ad ascoltare il battito del feto”.

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28 replies

  1. I video delle piazze confermano la popolarità e il forte consenso al M5* e a Conte. A me fa solo piacere. Mi auguro che poi si faccia buon uso dei voti raccolti tra otto giorni, e mi riferisco in particolar modo a future alleanze. 🤐

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    • Da notare, inoltre, che non sta avendo bisogno alcuno di portarsi dietro Grillo (con le sue tipiche performance) per riempire le piazze. Anzi, mi permetto di suggerire, di non cercare di trascinarselo dietro fino alla fine della campagna elettorale. Ligio alla norma che prendo in prestito dal mondo del calcio: SQUADRA O TATTICA VINCENTE NON SI CAMBIA! E che il cielo lo protegga da tentazioni… inquinanti!
      Intelligenti pauca, dicevano gli antichi. Nessuna offesa. Tradotto vuol dire semplicemente: a poche parole, buoni intenditori!

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      • A mio parere, Conte ha due grossi avversari davanti a sé:
        – Grillo che ha costretto i 5stelle ad appoggiare Draghi ( salvo quei 34 che andarono via, Barbara Lezzi in testa )
        – la grande maggioranza dei percettori del Reddito di cittadinanza che non vota o vota diversamente dai 5stelle. I poveri, spesso purtroppo, vogliono gli aiuti di Stato ma li considerano DOVUTI e non li apprezzano come sforzo economico/sociale/ideologico della collettività, voluto da qualcuno.

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    • Giusto. Dato che il 51% non è possibile, se i numeri lo permetteranno il 5S dovrà dettare le condizioni per un’eventuale alleanza di governo con un pd delettizzato e derenzizzato del tutto, rimanendo intransigente sul perseguimento del programma.
      Spero solo che piazze piene non equivalgono a urne vuote e che gli indecisi facciano lo sforzo di andare al seggio

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  2. Su Facebook, sotto il video di Conte a Gela, è passato un messaggio: “Il m5s è al 19%”
    Non so chi l’abbia scritto e se sia attendibile…ma non stento a crederci.
    Avevo detto 2punti a settimana… Ma se la notizia è vera …🤫 🤞🏻🤞🏻🤞🏻✌🏻

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    • Lo do vincente su Letta 1 a 2. Nel senso che se si piazza prima (come prevedo), mi danno un euro. Se invece sarà secondo, darò io 2 euro. Peccato che si tratti solo di euro virtuali. Avrò vinto a mani basse ma rimanendo con le tasche vuote. ‘azz !
      PS
      L’immagine di Letta che, rosicando, si prende a morsi i pugni… mi manda in visibilio!

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    • Per come viene attaccato pervicacemente da tutti ,a partire dal “Migliore” , credo che ne vedremo delle belle, e non mi sorprenderebbe un risultato ben oltre le più rosee previsioni .

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  3. Ho avuto modo la scorsa settimana di fare due chiacchiere (in una riunione tecnica) con il senatore 5S che si presenta nel mio collegio, gran brava persona (basti solo che ha votato NO all’ingresso nel governo Draghi), alla mano e preparata, e che non ha avuto problemi a “perdere” un paio d’ore del suo prezioso tempo con una decina di persone, anche a raccontare un bel pò di aneddotica sui cinque anni passati a Roma.
    In coda al tutto, gli è sfuggito che il MoV, secondo sondaggi da loro commissionati, era (la settimana scorsa) ad oltre il 16% a livello nazionale, trend in crescita.

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  4. Ha votato per l’invio delle armi, ha votato Draghi PDC, ha votato le sanzioni, ha votato green pass e i peggio DPCM e questo lo renderebbe diverso da Letta, Salvini, Meloni, Berlusconi?
    Che memoria corta che avete. Vi meritate il peggio.

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  5. Un M5stelle al 15% su scala nazionale sarebbe un successo ( visto che tutti i media 2 mesi fa lo davano a una percentuale ad una cifra). Oltre sarebbe un trionfo. Vedremo se il consenso crescente di Conte, nelle piazze, si tramuterà in voti. Ma sono fiducioso. Dai voti del 25 settembre si riparte. E il Movimento dovrà fare una buona opposizione al centrodestra ( che comunque vincerà) ma anche una netta separazione di progetto e obiettivi dal PD. Che è il cancro da sconfiggere. Molto più della Meloni.

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  6. Mi ripeto, vado a letto con una consapevolezza in più Il M5S supererà abbondantemente sia il pd che il 20% e non sarà il primo partito solo per l’egoismo ancora troppo radicato nelle regioni italiane del nord
    Egoismo inculcato dalla politica razzista della lega difatti la loro svolta “nazionalista” è solo la propaganda del cazzaro verde, basta ascoltare alcune esternazioni di zaia per rendersene conto

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  7. A me basterebbe che il M5S fosse di un punto percentuale sopra il PD. ….e forza politica determinante dell’ opposizione, perché il M5S si è dimostrato nella legislatura 2013-2018 l’ unico in grado di fare opposizione, occorre ricominciare da lì. Il PD non è mai stato in grado di fare opposizione, ne abbiamo avuto ampia dimostrazione quando contrastava i governi Berlusconi nei talk show a favore di telecamere per poi accordarsi nelle segrete stanze……un comitato di affari, perché il PD è questo, deve tutelare interessi particolari come quelli del suo primo tesserato, De Benedetti, e se un governo di destra favorisse interessi economici e sociali sovrapponibili, non sarebbe certamente il PD ad opporsi, perché referente politico di tali interessi ….per questo non può esistere alcuna possibilità di alleanza od accordo fra M5S e PD, non ci sono le condizioni politiche, perché la platea sociale di riferimento del PD è quella di FI, di Renzi e Calenda…..sono in realtà indistinguibili su tutto, dall’ economia alla giustizia, dal lavoro alla questione morale……Se la vittoria della destra può rappresentare l’ inizio di un nuovo ciclo storico con la dissoluzione del PD ,che è un inganno politico, alla fine forse era necessario questo passaggio, ed il M5S può diventare la reale alternativa, in contrapposizione ad un blocco politico unico di cui il PD ha sempre fatto parte!!! Parlare di alleanza tra M5S e PD non è solo politicamente inconcepibile, ma anacronistico. …..

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  8. Sembra evidente nei fatti prim’ancora che dalle opinioni più contrastanti (legittime come “sale della democrazia” anche se opposte tra loro, ma appunto: inesorabilmente: opinioni), e soprattutto dopo l’esperienza elettorale del 2018, che il governo M5S si trovi in nettissimo vantaggio movimentista di crescita rispetto ogni altra forza politica.

    E questo accade pur messo a durissima prova esterna: coalizioni programmatiche con mediazioni estenuanti, mediazioni ancor più estenuanti con l’etero-imposto governo-ammucchiata privo di esplicito programma di governo, se non “l’emergenza” – tipico alibi italico per far quello che si vuole avendo in mano la gestione…
    Ed interna: volubilità protagonistiche ed altrimenti interessate di fondatori o loro aventi causa, scissionismo opportunista ma purificatore di singoli o di gruppi.

    Parte dell’elettorato non andrà a votare, com’è fisiologico, ma chi andrà a votare o è già strutturato, perfino con giuste sue convinzioni, nelle proprie appartenenze partitiche o farà riferimento a quanto accaduto in questi (quasi) cinque anni.
    E al netto delle narrazioni più contrastanti con la verità dei fatti (non certo quella della Verità giornalistica specifica o affine) perché dovrebbe contraddire il voto “di ribellione” del 2018 dopo l’esperienza fattane, di gran lunga più dignitosa dei governi della ‘berlusconiana’ Seconda Republica?
    Le elezioni europee intermedie hanno forse prodotto risultati coerenti con le aspettative prodotte dal gran battage degli “economisti” leghisti e del loro buffonesco leader maximo, impegnato a polemizzare elettoralisticamente piuttosto che a fare il ministro dell’interno (ieri costoro potevano far tutti una certa qualche impressione positiva, oggi è tutt’altra sceneggiatura!).
    Quindi quegli ex-elettori del 2018 dovrebbero votare per gli allora nemici giurati della ventennale casta, che continua imperterrita a prendere per il naso coloro che votano sulla base di principi e di interessi concreti?!

    Oppure bisognerà prima o poi comprendere che, ieri come oggi, il sistema non solo è truccato ma soggetto alle sue stesse interne volubilità, inclusi i brogli di ieri e di sempre nei territori variamente “controllati”…
    E dunque che, ieri come oggi, il M5S di Conte, pur con varie sue discutibili incognite (e nel 2018 erano molte di più) può ancora portarsi in avanti come primo partito nazionale.

    Del resto chi vuol fare rivoluzioni elettorali, rispetto quanto sistematicamente preconizzato dal sistema, dovrebbe proprio e sempre raccontarlo in sondaggio o altrove al sistema stesso?!

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  9. N. B. :
    Il RdC – perfino con ogni stortura possibile da correggere – tanto criticato ingiustamente come principio e perfino per la sua presunta “demagogia contiana* non può diventare un modo per scardinare il sistema della compra a basso costo dei voti soprattutto nei quartieri più difficili delle città metropolitane? Non è questa una delle principali motivazioni della canea di coloro che ipocritamente gli si scagliano addosso – cfr. i miserabili 80 euro renziani e ogni varia promessa-elemosina da marcante dei nostri ladroni di stato – ben sapendo come così venga sempre più a mancare loro il deterrente più potente, “la carota da associare al bastone per il popolo asino”?

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