Chi vuole fare chiudere Vissani?

(Michele Serra – la Repubblica) – La mia bolletta della luce è triplicata, come quella del ristorante di Gianfranco Vissani e come quella di tutti. La differenza, evidente, è che la bolletta di Vissani riguarda un’impresa, e dunque posti di lavoro; la mia riguarda solo il mio bilancio familiare. Questo rende socialmente più rilevante il malumore di Vissani, che rispetto.

Quello che non rispetto, e per giunta non capisco, è l’irritata e irragionevole conclusione che il celebre cuoco appone al suo grido di dolore: “Se ci vogliono far chiudere basta che ce lo dicano”. Chi vuole fare chiudere Vissani?

Il governo? Il suo fornitore di energia elettrica? Putin? Il Pd? I cinesi? Draghi? La concorrenza? Il Papa? McDonald’s? Esiste forse una volontà specifica, un soggetto identificabile, che abbiano progettato la triplicazione delle bollette allo scopo di colpire Vissani e affossare l’economia?

E se non esiste, che senso ha la frase “se ci vogliono fare chiudere ce lo dicano”, ritornello banale quanto sciocco quanto insopportabile di questi ultimi, pessimi anni, nei quali pare che lo scopo della vita sia individuare un “loro” (il governo, i poteri forti, i poteri occulti, le banche, la finanza ebraica, tua sorella) al quale attribuire ogni malefatta, ogni disgrazia, ogni rovescio della sorte?

Io non sono contento di pagare bollette triplicate, e sono in ansia, come tutti, per l’inverno che ci aspetta. Ma non credo che nessuno “voglia farmi chiudere”. Credo che si debba rimanere calmi, tenere forti i diritti, forti i doveri, e quanto più benestanti si è (parlo di Vissani), tanto più si debba dare il buon esempio, moderando i toni, ragionando bene, evitando di dare la colpa a “loro”. “Loro” non esistono.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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50 replies

  1. Insomma, per Serra i “poteri forti” sono un’invenzione. Per poi magari arrivar anche a dire che il Climate Change sia un’invenzione pure quello…? Chissà?
    Fatto sta che per la demenza dei boss europei – almeno quanto per la sudditanza ai desideri dello scorreggione ammarigano – col gas siamo messi come stiamo messi, e non è certo per un caso fortuito o una incredibile serie di incresciose circostanze.
    Serra lo sa, che è il frutto del pensiero dei fenomeni in Europa se il gas è decuplicato? I quali volevano tanto partire per andare a piegare le reni a Putin e a cantargliele con la voce grossa, ma se ne tornano a casina in barella moribondi, tutti belli suonati… Anzi, ce ne torniamo “noi” pezzenti morti di fame, poiché presumo che “loro” abbian abbastanza soldi per pagare, seppur tra una imprecazione e l’altra, bollette triplicate. Doccia fredda e “Putin prendi questo!”, sì, ma solo per i miseri popolani. Mica per le Von der Leyen e gli altri genii della geopolitica internazionale, eh…

    «Ma non credo che nessuno “voglia farmi chiudere”…»

    Ecco, considerate le cose scritte, penso che a qualcuno l’idea stuzzichi pure.

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    • ..chiedetevi solo perchè il filosofo del nulla Serra il “maitrè a penser ” della povera sinistra(?) sic si scaglia contro l’affermazione di Vissani….queste nullità vendute ali Poteri Forti ( chi sono i Poteri forti domanderà l’ineffabile Serra) sono i veri cani da guardia dello sporco sistema che ormai sta affamando anche il ceto medio…..

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    • Mi sa che non è mai stata una questione di pace, ma di come riuscire a creare le condizioni affinche questa potesse esistere.

      Europa e America non sono proprio state capacissime da questo punto di vista, considerando che le sanzioni non hanno portato a quel (più volte preannunciato) completo sfacelo Russo.

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    • Gia’, l’ineffabile Draghi, con una delle frasi piu’ stupide del millennio:
      “volete la pace o il condizionatore acceso”… frase che ha marchiato per sempre (ben piu’ che “whatever it takes”) il Migliore anzi il piu’ Grande dei Peggiori…

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      • Draghi è the best in the town ! Tutti lo vogliono per” levargli le castagne dal fuoco ” che tutti i convinti guerrafondai hanno appiccato * na banda di ricchi che non avevano idea di cosa stavano facendo ! Una banda di idioti totali che ci stanno massacrando da anni ! Con capofila la Francia che sta massacrando l europa ! E volete ancora l europa unita?

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  2. Peseranno 300 kg tra lui e suo figlio. Lui è un condannato per evasione fiscale a cui i giornali mainstream danno lo stesso il microfono per sparare a zero contro il RDC. E intanto Conte sale nei sondaggi

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  3. Esatto, “loro” (colpevolmente) non esistono.
    Dovrebbero essere in grado di leggere il presente e avere quel pizzico di capacità predittoria che si confà agli uomini/donne alla guida di un paese.
    Ma “loro” non esistono. Purtroppo.

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  4. Salvatore Carollo, ex dirigente dell’ENI, sul rapporto tra guerra e prezzo del gas:
    “Fondamentalmente la guerra con il prezzo del gas non c’entra nulla, perché non c’è stato un solo metro cubo di gas che è mancato a causa della guerra, ovvero abbiamo avuto sempre LA STESSA QUANTITÀ allo STESSO PREZZO.
    L’unico luogo dove il prezzo del gas è cambiato è stata la Borsa di Amsterdam, ma abbiamo deciso noi italiani di usarla come riferimento per la vendita di gas al consumatore italiano, è stata una SCELTA POLITICA.
    Il giornalista: “Allora ENI, ENEL, EDISON comprano a 100 e rivendono a 500?
    Carollo: “Come esempio si, ma i numeri esatti si dovrebbero verificare. Dovrebbe essere lo Stato italiano a chiedere trasparenza su questi numeri, chiedere trasparenza alle aziende che importano gas, altrimenti gli tolgo la concessione. Ed essendo il prezzo del gas una scelta politica, lo Stato dovrebbe dire cambio il prezzo.”
    Queste cose Putin le aveva dette da tempo, ma è stato censurato. In compenso hanno ultizzato questa guerra per coprire le speculazioni miliardarie sul prezzo dell’energia (gas, luce e petrolio).
    E tutto questo è stato fatto con la complicità di uno Stato e di un Governo che doveva controllare, reprimere, denunciare ….. e non ha fatto niente. Anzi, ha mentito spudoratamente per permettere queste truffe ai nostri danni.
    E adesso chiedono alla Russia di mettere un tetto, quando loro hanno distrutto le intere fondamenta dell’approvvigionamento energetico dell’intera Europa.”

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    • Bravissima Tracia,
      Salvatore Carollo è in pensione per cui non temi ripercussioni.
      anche per qiesto articolo.
      https://www.rivistaenergia.it/author/salvatore-carollo/

      io lo sostengo da Febbraio che avrebbero dovuto nazionalizzare la produzione e vendita dell’energia, e tornare agli anni 80.
      Se è un’ emergenza, si prendono decisioni di emergenza, per tutelare i cittadini e lo stato!!
      Ma hanno avuto paura, ha avuto paura (Draghi) delle reazioni lobbistiche dei produttori e distributori dell’energia, stato nello stato.

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  5. Michele pel il semplice fatto che scrivi su Elkann, dovresti essere serrato con
    un Branco di gorilla di montagna,
    anzi rinchiuderei anche il gingillo, perché siete 2 facce della stessa medaglia, tu centri poco con gli utenti comuni e “gourmet”
    è agli antipodi di un autentico imprenditore

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    • Bentrovata Capannelle!

      Quando l’allievo non apprende c’è una probabilità molto Alta che l’insegnante sia Ciuccio! 😂 🤣 😂 🤣

      Non so perché ma percepisco che stai un tantino Incazzata!

      … tanto più e dovrei essere io quello INC.
      in quanto me l’hai fatta solo sniff, ma si può sempre rimediare, 🤣😂🤣 se stai a Torricella.
      Ah, oggi il cielo è coperto…..

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      • Non sono inc manco per niente, sto qua sul divano a guardare giggino e questa tia con lgi occhiali di tartaruga sottosegretario all’economia che ha difficoltà ad esprimersi in italiano.

        No, sono a Roma, da mò. Quest’anno vacanze brevissime.
        Sabato prossimo vado a un matrimonio al Grillo: pieno stile anni 80, ma mi hanno detto che ora è un posto quasi stellato.

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      • Perfetto, io sono stato sabato scorso a Roma per un evento

        Quando avrai tempo, poi, mi spiegherai quello che non capisco mai niente😂🤣😂

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  6. “Ma non credo che nessuno “voglia farmi chiudere” “; la questione è mal posta: il problema non riguarda il ” farti chiudere”, ma il “rinchiuderti”, allora temo che da bessuno si passerebbe a molti che lo vorrebbero fare.

    “ ‘Loro’ non esistono.”, ma noi abbiamo una fede incrollabile, caro Lei…

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  7. Il problema, Tracia e Adriano, è ancora peggio di così. E’ una sovversione sistematica del mondo così come lo conosciamo.

    On August 22 the exchange-traded market price for natural gas in the German THE (Trading Hub Europe) gas hub was trading more than 1000% higher than a year ago. Most citizens are told by the Scholz regime that the reason is Putin and Russia’s war in Ukraine. The truth is quite otherwise. EU politicians and major financial interests are using Russia to cover what is a Made in Germany and Brussels energy crisis. The consequences are not accidental.

    It is not because politicians like Scholz or German Green Economy Minister Robert Habeck, nor EU Commission Green Energy Vice President Frans Timmermans are stupid or clueless. Corrupt and dishonest, maybe yes. They know exactly what they are doing. They are reading a script. It is all part of the EU plan to deindustrialize one of the most energy-efficient industrial concentrations on the planet. This is the UN Green Agenda 2030 otherwise known as Klaus Schwab’s Great Reset. ……….

    ………Closing EU Pipeline Gas
    With full EU backing for the new gas wholesale market, Brussels, Germany and NATO began systematically to close stable, long-term pipeline gas to the EU.

    After she broke diplomatic ties with Morocco in August, 2021 over disputed territories, Algeria announced the Maghreb-Europe (MGE) gas pipeline, which was launched in 1996, would cease operation on October 31, 2021, when the relevant agreement expired.

    In September 2021 Gazprom completed its multibillion dollar undersea Nord Stream 2 gas pipeline from Russia across the Baltic Sea to northern Germany. It would double the capacity of Nord Stream 1 to 110 billion cubic meters annually, allowing Gazprom to be independent of interference with gas deliveries via its Soyuz pipeline going through Ukraine. The EU Commission, backed by the Biden Administration, blocked opening of the pipeline with bureaucratic sabotage, and finally German Chancellor Scholz imposed sanction on the pipeline on February 22 over Russian recognition of Donetsk People’s Republic and Luhansk People’s Republic. With the growing gas crisis since, the German government has refused to open Nord Stream 2 despite the fact it is finished.

    Then on May 12, 2022 although Gazprom deliveries to the Soyuz gas pipeline through Ukraine were uninterrupted for almost three months of conflict, despite Russia’s military operations in Ukraine, the NATO-controlled Zelenskyy regime in Kiev closed a major Russian pipeline through Lugansk, that was binging Russian gas both to his Ukraine as well as EU states, declaring it would remain closed until Kiev gets full control of its pipeline system that runs through the two Donbass republics. That section of the Ukraine Soyuz line cut one-third of gas via Soyuz to the EU. It certainly did not help the EU economy at a time Kiev was begging for more weapons from those same NATO countries. Soyuz opened in 1980 under the Soviet Union bringing gas from the Orenburg gas field.

    Next came the Jamal Russian gas pipeline through Belarus and through Poland to Germany. In December 2021, two months before the Ukraine conflict, the Polish government closed the Polish part of the pipeline cutting Gazprom gas delivery at low prices to Germany as well as Poland. Instead Polish gas companies bought Russian gas in the storage of German gas companies, via the Polish-German section of the Jamal pipeline at a higher price in a reverse flow. The German gas companies got their Russian gas via long-term contract for a very low contract price and resold to Poland at a huge profit. This insanity was deliberately downplayed by the Green Economics Minister Habeck and Chancellor Scholz and German media, even though it forced German gas prices even higher and worsened the German gas crisis. The Polish government refused to renew its gas contract with Russia, and instead buys gas on the free market for vastly higher prices. As a result no more Russian gas to Germany via Jamal is flowing.

    Finally gas delivery via Nord Stream 1 undersea pipeline has been interrupted because of needed repair of a Siemens-made gas turbine. The turbine was sent to a special facility of Siemens in Canada where the anti-Russian Trudeau regime held it for months before finally releasing it on request of German government. Yet they deliberately refused to grant the delivery to its Russian owner, but instead to Siemens Germany, where it sits, as the German and Canadian governments refuse to grant a legally binding sanctions exemption for the transfer to Russia. By this means Gazprom gas through Nord Stream 1 is also dramatically reduced to 20% of normal.

    In January, 2020 Gazprom began sending gas from its TurkStream pipeline through Turkey and on to Bulgaria and Hungary. In March 2022 Bulgaria unilaterally, with NATO backing, cut its gas supplies from TurkStream. Hungary’s Viktor Orban, by contrast, secured continuation with Russia of TurkStream gas. As a result today Hungary has no energy crisis and imports Russian pipeline gas at contract very low fixed prices.

    By systematically sanctioning or closing gas deliveries from long-term, low cost pipelines to the EU, gas speculators via the Dutch TTP have been able to use every hiccup or energy shock in the world, whether a record drought in China or the conflict in Ukraine, to export restrictions in the USA, to bid the EU wholesale gas prices through all bounds. As of mid-August the futures price at TTP was 1,000% higher than a year ago and rising daily. (da SouthFront)

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    • Chi causa del suo mal ..e i cogl a s2guire ! Avete voluto provare il freddo della Siberia! Eccovi serviti!! Avete votato una banda di co che vogliono.una una guerra con l armata russa, andate tutti a casa di Biden e fatevi riscaldare ! Poi se non v iaccolgono con pietas ?

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    • @Sparviero
      There’s no need to post such long articles
      The journalist in question is a sun of bitch.
      No doubt abouts that.

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  8. Molto interssante un articolo (di una settimana fa!) tratto dal link segnalato da Adriano:

    “In Italia abbiamo il modo di intervenire con provvedimenti amministrativi semplici e immediati.

    Anzitutto disporre della piena trasparenza dei prezzi di acquisto del gas relativi ai contratti di lungo periodo, che sono decisamente ordini di grandezza più bassi del TTF. Abbiamo due grandi operatori nazionali quotati in borsa, ===> il cui azionista di maggioranza è il Ministero dell’Economia.Negli USA, il paese modello del libero mercato, lo Stato pretende la trasparenza.Perché noi invochiamo il libero mercato ma non accettiamo i principi che lo regolano?.Non può succedere che il Ministro della Transizione, Cingolani, dichiari di aver chiesto il prezzo di acquisto del gas alle società di cui lo Stato è azionista di maggioranza e di aver ricevuto un netto rifiuto..Esiste una soluzione semplicissima che si potrebbe adottare domattina.
    … segue qui:
    https://www.rivistaenergia.it/2022/08/svincoliamoci-dal-ttf-una-proposta-semplice-e-immediata-per-non-aggravare-la-crisi-gas/

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  9. 1) Vissani, condannato in via definitiva per evasione fiscale, è un cialtrone abituato a surfare, anzi galleggiare per ‘olezzo tipico, sulla politica. Da qualche anno è diventato groupie di Salvini e la sua ammuina è funzionale alla propaganda del noto figlio di Putin.
    2) ENI è una multinazionale che vede come azionista di riferimento lo Stato italiano, che è però di minoranza,ma fa valere la Golden share, cioè la possibilità di mettersi di traverso a qualsiasi tentativo di scalata ostile.
    La maggioranza delle azioni è sul mercato e nei forzieri di giganteschi fondi d’investimento e istituzioni finanziarie,compresi fondi sovrani degli stati del Golfo, della Norvegia, cinesi e soprattutto americani. Ciò vuol dire che è partecipato dai suoi fornitori,che in tal modo si garantiscono un cliente sicuro e affidabile.
    3) Lo stato italiano,ogni anno, mette a bilancio i copiosi utili che ENI gli gira. Parliamo di miliardi,non briciole.
    4) Oggi il prezzo del gas, che si riflette sulle bollette, viene stabilito dalle quotazioni alla Borsa Energetica di Amsterdam.
    Esso si basa sui contratti Future,per loro natura strumenti speculativi slegati dal sottostante reale che dovrebbero rappresentare.
    Finora è stata in atto una speculazione rialzista,che si autoalimenta.
    Il meccanismo prevede la sottoscrizione di contratti per la fornitura ad una determinata data futura e ad un determinato prezzo, indipendente dalla disponibilità del bene a quella data.
    Finora il prezzo di consegna a scadenza 2023/24 è stato un crescendo. Finora….
    5) Giusto per facilitare la comprensione della “Finanziarizzazione” in atto dell’economia reale, posso tirare fuori come esempio quello relativo al mercato dei cereali che, nell’ultimo anno ha registrato una movimentazione di contratti Future per un totale pari a 5 volte gli scambi reali fra paesi produttori e paesi acquirenti consumatori.
    Quella “Pora Stella” di Putin ha ben donde di protestare, perché il prezzo attualmente alto potrebbe cominciare a virare in picchiata verso il basso, per ragioni proprie ed esclusive degli speculatori.
    Funziona così:
    Non ho i titoli per operare
    Me li faccio prestare da un’istituzione finanziaria
    Li vendo un po’per volta a 100,90,80..50,40.
    Arrivato il prezzo a 30 li compro realmente e li restituisco a chi me li aveva prestato.
    Ovvio che tale prezzo inficerà pure quello applicato dal produttore.
    E con la UE sganciata dalla Russia Putin si troverebbe contemporaneamente ad aver perso il più grosso cliente e con prezzi di vendita estremamente bassi.

    Cari trolletti,la finanza speculativa non segue i ritmi di un blog preferendo la tecnica di soffocamento del boa, che ti soffoca e ti stritola poco per volta fino ad ucciderti e a papparti.
    Avete indovinato cosa vorrà papparsi il boa USA?

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      • A furia di defecare sulle ortiche sei diventato tonto, come se non bastasse l’ignoranza che ti ha sempre contraddistinto.
        Oggi cosa ti passa Putin, crocchette o zuppa di cavolo amari??

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    • Lei è una persona di un livello superiore,( largamente superiore alla media del forum…lasciamo stare quei personaggi di livello infimo)
      Mi sarebbe piaciuto leggere i confronti tra lei e Carlgen.
      L’unico appunto che mi permetto di muoverle è che anche lei parteggia(come i suoi detrattori)con la bandiera in mano;
      L’essere di parte inquina un po’ quello che dice(seppur ottimo)
      Dovrebbe invece fare l’osservatore distaccato e aumenterebbe di tanti punti il valore delle sue argomentazioni.
      Comunque complimenti ( mi sembra che li avesse ricevuti anche da Carlgen in una sua precedente analisi economica)

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      • Con Carlgen ero, sono, d’accordo perché lui ragiona senza abbandonarsi alla propaganda.
        Questo è un punto da sottolineare, su questo blog scrivono profili fake, creati dalle centrali propagandistiche messe in piedi dai russi nel corso degli anni.
        Sragionamenti e link di fonti russe o complottiste di complemento.
        Poi ovviamente ci sono pure gli utili idioti, che forniscono gratuitamente il loro didietro alla grande madre russa.

        Non capisco l’appunto sulla mia presunta partigianeria. Non sono mai stato un acritico sostenitore di qualcuno, delle domande me le pongo sull’eventuale collasso della Russia attuale, guardo però ai freddi numeri. Questi ci raccontano che negli ultimi 20 anni l’Italia è stata un sostegno dell’economia russa e della cupola clepto-mafiosa che la governa.
        Per ogni Euro di prodotti che gli vendiamo ne a abbiamo acquistato 10 di fonti fossili.
        Nella mia visione geopolitica la Russia sarebbe dovuta diventare il più stretto alleato della UE.
        Invece il suo sanguinario dittatore si è fatto prendere la mano dalle fregole imperialiste ed ha sbarellato.
        Oggi si ritrova impantanato in una costosissima e sanguinaria guerra di aggressione ad uno stato sovrano e indipendente con cui condivide gran parte dei confini terrestri.
        Fino al 25 febbraio in Europa si discuteva sul futuro della NATO, se sciogliere il patto, o allentarlo, con gli USA per virare su un modello di difesa comune europeo.
        Ma se Putin si è mosso sull’Ucraina intimando, con linguaggio tipicamente mafioso, agli altri stati di voltare lo sguardo e a farsi i caxxi propri ha ottenuto l’effetto opposto.
        Dopo questa guerra gli altri stati vicini si sono sentiti minacciati, e chi lo negasse è intellettualmente disonesto, rinsaldando come non mai la NATO e ottenendo la richiesta di adesione pure di Finlandia, Svezia e Svizzera, nazioni storicamente neutrali.
        Ecco perché la propaganda russa è stupida e inquinata, non avendo calcolato gli effetti della scelta bellica.
        Nella mia personale visione vedevo la UE come baricentro democratico del pianeta, entità capace di guardare da pari a pari gli altri giganti come Cina, USA e Russia, invece di spingerci tra le braccia dello zio Sam.
        Ribadisco che il prezzo alto dell’energia è transitorio. Se la speculazione virasse al ribasso Putin sarebbe finito.
        E comunque dopo oltre 6 mesi di guerra il suo esercito è impantanato, sempre più vittima della guerriglia e del crescente bombardamento missilistico americano via Ucraina.
        Putin È INAFFIDABILE. Ricordo che un mese prima dell’invasione aveva intrattenuto un colloquio con tutti i maggiori manager italiani in campo finanziario e industriale, per sviluppare ulteriormente gli interscambi e le partnership tra i due paesi, assicurando al contempo di non avere alcun piano di guerra verso i vicini, nonostante truppe e mezzi venissero ammassati.

        Un’altra balla che viene ripetuta continuamente su queste pagine riguarda i 14.000 morti nel Donbass dal 2014.
        La cifra è numericamente vicina alla realtà, ma si tratta di vittime per metà militari e metà civili, per metà ucraine e per il restante numero russofili.
        Invece i troll russi affermano di trattarsi di vittime della solo loro parte. Vittime concentrate fino al 2018. Da allora ad oggi i morti si contano soprattutto in Crimea, a causa delle mine lasciate dai russi.
        La Russia è membro permanente del consiglio di Sicurezza dell’ONU e in tale sede NON HA MAI DENUNCIATO l’esistenza di un genocidio nel Donbass.
        PERCHÉ??

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      • Letta la sua replica,
        Mi rimangio le parole e chiedo scusa.
        In altri post avevo avuto un altra impressione
        Buona giornata

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      • “La Russia è membro permanente del consiglio di Sicurezza dell’ONU e in tale sede NON HA MAI DENUNCIATO l’esistenza di un genocidio nel Donbass.
        PERCHÉ??“
        Mi pare ovvio,anzi mi è sempre parso ovvio
        Che i motivi che hanno innescato questa guerra siano ben altri,economici e geopolitici in primis: intendo sia le provocazioni americane che le reazioni russe.
        A Putin della gente che vive nel dombas è sempre interessato poco o nulla,mi pare evidente(con buona pace dei giornalisti,stimabili,come Bianchi Giorgio.)
        A Putin interessa il Dombass come regione strategica per molti altri motivi.
        Allo stesso modo interessa agli usa che non la prenda.
        Signor Jolly Boy,converrà con me,credo e lo spero,che la prima guerra mondiale non sia scoppiata in seguito “ all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, avvenuto il 28 giugno 1914 a Sarajevo per mano di Gavrilo Princip”,ma per ben altre ragioni.
        Va bene essere ingenui,ma fino ad un certo punto.
        Comunque credo che stiamo dicendo la stessa cosa partendo da presupposti diversi.

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      • “La Russia è membro permanente del consiglio di Sicurezza dell’ONU e in tale sede NON HA MAI DENUNCIATO l’esistenza di un genocidio nel Donbass.
        PERCHÉ??”.

        “Nazi states
        Date: 24 Novembre 2015Author: ilsimplicissimus

        Straordinario. Mentre l’Occidente è attraversato dalla nube tossica delle guerre di civiltà fabbricate ad arte dall’industria dell’informazione, Stati Uniti, Canada e Ucraina hanno votato contro una risoluzione Onu volta a combattere la glorificazione del nazismo e tutto ciò che contribuisce ad alimentare le forme contemporanee di razzismo, di discriminazione razziale, di xenofobia e di intolleranza. Sono gli unici voti contrari (assieme a quello delle isole Palau che vivono di turismo Usa). Mettiamoci anche questo nella difesa dei nostri altalenanti valori che funzionano ormai come un titolo di borsa.

        Certo , non c’è da stupirsi più di tanto visto che gli Usa sono pienamente impegnati nel sostegno ai nazisti ucraini, manovalanza del golpe di Kiev e spina dorsale del governo fantoccio di Poroshenko e che gli europei non osano sottrarsi a questo gioco al massacro. MA IL FATTO CHE LA RISOLUZIONE SIA STATA PRESENTATA ALLE NAZIONI UNITE DALLA RUSSIA, non fornisce un’attenuante al niet statunitense o alle pavide astensioni europee, non lo derubrica a semplice dispetto verso Putin e a pragmatico sostegno dei neo nazi ucraini, anzi lo aggrava dimostrando come nello “stile di vita” occidentale e negli usi e costumi del paese eccezionale vi sia la doppia morale, il cinismo senza limiti, l’egoismo e la noncuranza verso le idee che diventano semplice pedina del gioco di potere.

        Quindi mi sento autorizzato a dire che sarò costretto a estrarre la pistola tutte le volte che sento parlare di guerra di civiltà, sapendo che sarà un atteggiamento ampiamente apprezzato da almeno una delle due presunte civiltà, quella che i famosi valori li tira fuori solo quando conviene.”.

        https://ilsimplicissimus2.com/2015/11/24/nazi-states/

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      • “All’Onu si sdogana il revisionismo
        Date: 23 Novembre 2014Author: ilsimplicissimus

        E’ accaduto anche questo: che Usa, Canada e Ucraina (ça va sans dire) abbiano votato contro una mozione dell’Onu volta alla condanna della glorificazione del nazismo oltre che del negazionismo ipocrita che regolarmente vi si accompagna. E che l’Europa si sia astenuta. Niente male per un impero che ha lucrato proprio sul ruolo di libertador la sua primazia mondiale e vergogna per il gregge europeo ormai incapace di esprimere persino la sua teorica ragion d’essere. LA CIRCOSTANZA CHE IL DOCUMENTO FOSSE STATO PRESENTATO DALLA RUSSIA non è una scusante, ma un aggravante perché dimostra come gli affari di bottega, gli interessi dell’impero e dei suoi famelici lupi finanziari vengono anteposti a qualsiasi altra considerazione, a qualsiasi coerenza o forma di dignità morale e intellettuale.

        Intendiamoci fascisti e nazisti sono stati ampiamente usati nel mondo quando si è trattato di difendere gli interessi delle elite occidentali e recentemente sono stati essenziali per la riuscita del golpe ucraino, ma si è sempre cercato di nascondere la mano, di separare le responsabilità, di confondere le acque di non far apparire il Paese “eccezionale” come motore originario e ufficiale pagatore. Adesso siamo di fronte a un grande salto di qualità: quello in cui è caduta ogni discriminante ideologica. Naturalmente i giornaloni e l’informazione main stream non hanno dato la buona novella dello sdoganamento del nazismo all’Onu e non la daranno mai perché in effetti un po’ di vergogna sussiste e soprattutto potrebbe cominciare a far pensare un’opinione pubblica occidentale ormai confusa, impaurita e disposta a credere a qualsiasi panzana, anche la più evidente e solare.

        Si chiude così un ciclo storico iniziato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 quando in straordinaria sincronia con l’affermarsi delle tesi liberiste è nato il revisionismo, ossia una rivalutazione del nazifascismo in quanto strumento di una supposta guerra civile europea contro il comunismo. Per raggiungere tale scopo Ernst Nolte ( del resto allievo di Heidegger) non si è peritato di confrontare ciò che proprio non sta assieme, vale a dire il gulag e le purghe staliniane, con lo sterminio degli ebrei, degli zingari e i massacri eugenetici perpetrati in Germania, considerando i primi come più “originari” (i soliti termini onto -ambigui del maestro di riferimento) e anticipatori dei secondi. Con questo il pensiero unico in fase di affermazione voleva sostanzialmente affermare che va bene tutto, ma non il socialismo, che ogni cosa può essere utilizzata contro il nemico.

        Nemico che con l’eclissi dell’Urss è stato reincarnato nel più malleabile terrorismo, assai più gestibile sia per le guerre del petrolio e che per la riduzione dei diritti civili dei cittadini. Ora che la cosa sta mostrando la corda agli occhi di tutto il mondo salvo che a quelli dei degli ascari europei, che la posizione imperiale declina per la nascita di nuovi protagonisti, che lo stesso capitalismo di trova in una fase critica nella quale le sue contraddizioni tornano a pesare in maniera insopportabile, si torna alla tradizione e si sdogana il nazifascismo con un’operazione che è in sostanza una sorta di revisionismo non più verso il passato, ma rivolto al futuro.

        Tutto questo ci dice molto di più di quanto non appaia: ci dice che il capitalismo della fase finanziaria, in crisi epocale da molti punti di vista, comincia a temere una rinascita socialista sempre possibile visto che la crisi e la disuguaglianza stanno decostruendo i tradizionali assetti e comincia a fare i nomi dei proprio alleati, a liberarsi delle cautele legate al concetto residuale di democrazia. Ci dice anche che le elite occidentali piuttosto che veder vanificare i successi nella loro lotta di classe al contrario sono anche disposte alla guerra, visto che i tradizionali strumenti economici di pressione si stanno rivelando a doppio taglio e che vittime di sempre non hanno più intenzione di stare al gioco. E in questo senso dare appoggio morale alle squadracce ucraine non è che il primo passo.”.

        https://ilsimplicissimus2.com/2014/11/23/allonu-si-sdogana-il-revisionismo/

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  10. Cercano di soffocare i governanti russi, per impadronirsi delle immense risorse del paese, le conseguenze e la sorte dell’EU, sono solo effetti collaterali. Purtroppo per loro questo non è un gioco da tavolo, ci sono le reazioni degli uomini, che spesso sono imprevedibili e pericolose.

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  11. Facebook mi censura immediatamente questo articolo. Visto che non ha il tempo materiale di leggerlo e che avrà un algoritmo che blocca automaticamente se si usano certe parole, cos’è che posso cambiare delle parole che contiene per farlo passare?

    QUEL CHE NON SI FA È PERCHÉ NON SI VUOLE
    Se Draghi ha il compito di far fare profitti alle multinazionali deprimendo il popolo italiano, continuerà su questa strada e i partiti che si appoggiano a lui faranno lo stesso.

    “In Italia abbiamo il modo di intervenire con provvedimenti amministrativi semplici e immediati.

    Anzitutto disporre della piena trasparenza dei prezzi di acquisto del gas relativi ai contratti di lungo periodo, che sono decisamente ordini di grandezza più bassi del TTF.
    Abbiamo due grandi operatori nazionali quotati in borsa, Il cui azionista di maggioranza è il Ministero dell’Economia. (In Eni lo Stato è azionista per il 30,334%. In Enel lo Stato è il principale azionista con il 23,6% del capitale sociale. In Sorgenia il principale azionista è De Benedetti con il 51%…).
    Negli USA, il paese modello del libero mercato, lo Stato pretende la trasparenza. Perché noi invochiamo il libero mercato ma non accettiamo i principi che lo regolano?
    Non può succedere che il Ministro della Transizione, Cingolani, dichiari di aver chiesto il prezzo di acquisto del gas alle società di cui lo Stato è azionista di maggioranza e di aver ricevuto un netto rifiuto…
    Esiste una soluzione semplicissima che si potrebbe adottare domattina con una circolare di ARERA introducendo 1) trasparenza sul costo di acquisto del gas importato e 2) tetto massimo basato sul valore di Henry Hub.
    La domanda di gas è pressocché costante anzi forse in lieve diminuzione. Sul piano dell’offerta, mentre è stata riaffermata la necessità di avviare il processo di indipendenza dalla Russia, i flussi di approvvigionamento da Mosca sono stati pressoché costanti, salvo qualche momento di crisi, dovuto alle fermate temporanee del gasdotto Nord Stream 1 per problemi tecnici.

    La campagna di ri-stoccaggio estiva è stata lenta e contradditoria (operatori hanno spesso esportato gas anziché metterlo a scorte, per lucrare sui prezzi alti).
    Siamo stati bombardati da messaggi tranquillizzanti circa le nuove fonti di approvvigionamento del gas, alternativo a quello russo, proveniente dall’Africa (Algeria e Libia, Nigeria) e dagli USA.
    In questo quadro il valore del TTF sopra i 300 €/MWh appare assolutamente privo di riferimento al mercato reale del gas e quindi essenzialmente il frutto di gigantesche speculazioni.
    Forse è arrivato il momento di dirci chiaramente che il vero elemento anomalo, malato, del sistema di formazione del prezzo del gas è proprio il TTF generato nella borsa di Amsterdam. Se non ci liberiamo di questo parametro finiremo con il subire una crisi generata artificialmente da un pugno di speculatori internazionali che giocano in una specie di fiera paesana, che usurpa il nome di Borsa del gas europeo.
    È come se volessimo misurare la temperatura corporea con un termometro guasto. Leggo 42 °C e chiamo l’ambulanza, ma in realtà ho solo bisogno di comprare un termometro nuovo.
    A Londra esiste la borsa del Brent, dove ogni giorno vengono scambiati contratti di acquisto e vendita di petrolio per un valore di circa 2.000 miliardi di dollari. Qualunque operatore petrolifero è in grado, in ogni momento, di effettuare acquisti e vendite nonché operazioni di copertura del rischio trovando la liquidità necessaria.
    Sebbene i volumi fisici di gas consumati siano paragonabili a quelli del petrolio, la cosiddetta borsa del gas di Amsterdam vede scambi di contratti per circa 1-2 miliardi di euro al giorno, ovvero migliaia di volte meno della borsa petrolifera.
    Non esiste alcuna possibilità per gli operatori di usare i tipici strumenti di risk management nella borsa di Amsterdam. Non c’è sufficiente liquidità e non ci sono volumi fisici a supporto dei contratti finanziari scambiati. Ad ogni richiesta aggiuntiva alla normale routine (fatta di pochi volumi) si verifica un impazzimento del prezzo. Non una borsa, quindi, ma un mercatino di paese.
    Sicuramente andremo incontro ad autunno-inverno difficile, dove potrà verificarsi un deficit dell’offerta di gas, ma certamente non abbiamo bisogno di autopunirci adottando come prezzo di riferimento al consumo un indicatore fasullo che amplifica ogni riduzione dell’offerta di 100/200 volte, creando situazioni di drammatica sofferenza a consumatori ed imprese ed opportunità di profitti smisurati agli speculatori.
    La crisi dell’offerta è reale, ma evitiamo di infliggerci altro danno evitabile
    In Italia abbiamo il modo di intervenire con provvedimenti amministrativi semplici e immediati.
    Anzitutto disporre della piena trasparenza dei prezzi di acquisto del gas relativi ai contratti di lungo periodo, che sono decisamente ordini di grandezza più bassi del TTF. Abbiamo due grandi operatori nazionali quotati in borsa, il cui azionista di maggioranza è il Ministero dell’Economia. Il Governo ha quindi il pieno diritto di conoscere il prezzo di acquisto del gas da parte di queste due compagnie. Negli USA, il paese modello del libero mercato, lo Stato pretende la trasparenza da parte di tutte le compagnie che operano nel paese. Perché noi invochiamo il libero mercato ma non accettiamo i principi che lo regolano?
    Non può succedere che il Ministro della Transizione, Cingolani, dichiari di aver chiesto il prezzo di acquisto del gas alle società di cui lo Stato è azionista di maggioranza e di aver ricevuto un netto rifiuto. Occorre che il Presidente del Consiglio governi la triangolazione con i due Ministri dell’Economia (azionista) e della Transizione (energia) perché la trasparenza sia assicurata ed i diritti dei consumatori garantiti.
    La piena trasparenza dei prezzi di acquisto consentirebbe la fissazione equa del prezzo del gas al consumo e la verifica della reale dimensione di ogni eventuale crisi.
    Soluzioni semplici e immediate
    Si è molto parlato del tetto al prezzo del gas, ma in modo astratto ed a volte fumoso. Esiste una soluzione semplicissima che si potrebbe adottare domattina.
    Il gas più caro che importiamo è quello liquido dagli USA. Si tratta di un prezzo, chiamato Henry Hub, che viene stabilito attraverso le transazioni che si effettuano al terminale di esportazione in Florida per tutti i volumi esportati verso tutto il mondo. Si può quindi ritenere un indicatore globale trasparente ed accettato in tutti i mercati mondiali. Tanto per essere chiari, in questa fase di crisi, il prezzo Henry Hub è circa 1/3 o 1/4 del TTF, nonostante sia gas liquido, più costoso.
    Se adottassimo il valore del Henry Hub come tetto massimo del prezzo del gas avremmo dei vantaggi indiscussi:
    Nessun rischio che il prezzo sia artificiosamente troppo basso scoraggiando alcuni fornitori internazionali dal vendere gas agli operatori italiani;
    Avremmo eliminato il TTF dal nostro paniere di riferimento dando un colpo pesante alla speculazione internazionale che opera nella borsa di Amsterdam;
    Eviteremmo che la speculazione sviluppata nel finto mercato di Amsterdam continui ad influenzare negativamente gli altri mercati mondiali (Henry Hub, vari indicatori asiatici);
    Diminuirà la spinta al rialzo del prezzo sui contratti a lungo termine che fanno riferimento anche al TTF.
    La soluzione potrebbe essere adottata immediatamente con un provvedimento amministrativo implementato con una circolare di ARERA, basata sui due capisaldi:

    a. trasparenza sul costo di acquisto del gas importato
    b. tetto massimo basato sul valore di Henry Hub

    staenergia.it/2022/08/svincoliamoci-dal-ttf-una-proposta-semplice-e-immediata-per-non-aggravare-la-crisi-gas/

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  12. Quale sia il piano lo si capisce chiaramente,ma non è detto che ciò vada a buon fine.
    Ciò che è sicuro è che per tentare di realizzarlo saranno sacrificati i nostri interessi e il nostro tenore di vita,ma il capolavoro è che molti sono anche d’accordo

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  13. “Questo è un punto da sottolineare, su questo blog scrivono profili fake, creati dalle centrali propagandistiche messe in piedi dai russi nel corso degli anni.”

    Scusa Geronimo, ma il 118 a Benevento è temporaneamente soppresso?
    No, chiedo per te.

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    • Ah ah ah!

      E quell’altra che risponde solo a quelli che vanno d’accordo con il Guru Carlgen, momentaneamente in ferie a Shamballa marittima?

      PS: lo so che sei arrabbiata, anche se non so perché, ma ti rispondo ugualmente, bypassando il permesso…

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  14. Ti sei sentita chiamata in causa?
    Di te avevo un’altra considerazione prima della sanguinosa aggressione russa all’Ucraina.
    Per puxxanate che scrivi potrei tranquillamente intrupparti tra i tardo reduci del brigatismo che fu.
    Non hai mai mostrato un briciolo di umanità, compassione e rispetto per le migliaia di vittime ucraine civili e innocenti. Solo tanta stupida e falsa retorica sulle vittime nel Donbass, per voi utili idioti da assegnare di default ai russofili.
    Io so solo che un ex presidente ucraino e filo russo, Janukovic, ordinò alla polizia di sparare sulla folla che protestava contro i suoi brogli elettorali e lo stop all’avvicinamento verso la UE.
    Quando la polizia passò dalla parte dei manifestanti, rifiutandosi di ucciderli, lui si rifugiò da Putin.
    E ricordo che il suo rivale ed ex presidente Juscenko era stato avvelenato con la Diossina, con danni permanenti sul viso.
    Quelle proteste furono sfruttate da Putin per lanciare un’offensiva sulla Crimea, col pretesto di proteggere la popolazione russofili, in spregio a qualsiasi rispetto del diritto internazionale.

    Tu sei succube e parte attiva di questo bestio assetato di sangue, di un traditore seriale della parola data, di una spia che continua ad applicare l’eliminazione di qualsiasi avversario, interno ed esterno, come arma di sopraffazione.
    Non mi lasci nulla di positivo.
    E per fortuna sei solo una macchietta da social.

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    • “Non hai mai mostrato un briciolo di umanità, compassione e rispetto per le migliaia di vittime ucraine civili e innocenti. Solo tanta stupida e falsa retorica sulle vittime nel Donbass, ”

      Non ti devi assolutamente permettere, hai capito?
      Io non ho mai e dico MAI mostrato alcuna compassione né vera né retorica né per ukraini né per le vittime del Donbass.
      Io mi sono solo espressa circa la netta superiorità di Dostoevskij su Tolstoj.
      Punto, stop!

      Il resto sono tue elucubrazioni (sai che dico elucubrazioni per gentilezza, vero?): la vita è dura, molto dura. In tanti hanno bisogno di credere in qualcos’altro per sopportarla: chi crede in Dio, chi crede negli alberi, chi nel buddah, tu hai deciso di credere nel complotto cinoturcosovietico.
      Non era meglio andare in chiesa a prendere la comunione invece di finire così?

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      • D’accordo su tutto grad e anche se a te non interessa né lo consideri un valore, sei perfettamente coerente con quello che hai sempre sostenuto.

        Solo un piccolo OT: credere in Dio, non è come credere agli alberi (qualsiasi cosa significhi), gli alberi non avendo affatto bisogno di essere creduti, visto che sono lì a testimonianza. Inoltre, non si crede in Dio per rendere più sopportabile la vita, ma è la vita che lo diventa perché si crede in Dio: sembra niente ma è esattamente scambiare l’effetto per la causa, tipico di quelli come te, e questo mi addolora, che non hanno mai né vogliono approfondire l’argomento, perché in tutt’altre faccende affacendati. Se non credi a me, dovresti almeno credere a Dostoevskij, visto la considerazione che hai di lui: mi pare inutile spiegarti il percorso spirituale che da nichilista l’ha condotto su posizioni radicalmente opposte.

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