Matteo Bassetti: “Disponibile a fare il ministro della Salute”

L’esperto ha anche elencato le sue priorità qualora dovesse diventare l’inquilino di via Ribotta, dalla campagna vaccinale ad una nuova politica di convivenza con il Covid. 

(Debora Faravelli – tag43.it) – L’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti ha dichiarato che sarebbe «onorato, lusingato e a disposizione» se qualcuno gli chiedesse di fare il ministro della Salute del prossimo governo. Le sue parole arrivano dopo alcune indiscrezioni secondo cui il centrodestra starebbe pensando di puntare anche su nomi di outsider e tecnici per la formazione di un eventuale esecutivo.

Matteo Bassetti disponibile a fare il ministro

Intervistato dall’Adnkronos Salute, l’esperto ha confermato la sua disponibilità come tecnico all’interno del ministero della Salute. Con che ruolo, se di titolare, sottosegretario o altro, verrebbe stabilito solo una volta avviata la trattativa. «Amo il mio lavoro e penso di conoscere abbastanza la materia della sanità, essendomi laureato più di 25 anni fa, lavorando nel Servizio Sanitario Nazionale da oltre 20 anni, essendo direttore di una Struttura operativa complessa di un ospedale dal 2011 e facendo il professore universitario», ha spiegato per avvalorare la sua competenza in materia.

Un elemento chiave che deve possedere il titolare della Salute, a suo dire, dato che «non c’è tempo di aspettare che qualcuno si impratichisca». Già negli ultimi tre anni, ha osservato Bassetti, quello di Viale Ribotta è diventato un ministero strategico dove si tende a mettere dei tecnici: «Poi, chiunque sarà, andrà bene». Intanto lui la sua disponibilità l’ha offerta, forte di due anni di esperienza al fianco di Giovanni Toti nella gestione delle politiche sanitarie regionali legate al Covid.

Le priorità dell’infettivologo

Quanto a ciò che farebbe una volta arrivato al Ministero, ha elencato diverse azioni che ritiene prioritarie. Tra queste un restyling della riforma della sanità, la campagna vaccinale contro il Covid, quella per il vaiolo delle scimmie e l’elaborazione di una nuova modalità di gestione del coronavirus all’insegna di una convivenza con esso. «Sono tante le cose che possono essere migliorate rispetto a quanto fatto fino ad oggi», ha concluso.

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14 replies

  1. E Burioni, lo scienziato degli scienziati, niente?
    Per una volta che l’ aveva detta giusta:

    https://it-it.facebook.com/robertoburioniMD/posts/luigi-di-maio-solo-4-vaccini-obbligatori-e-se-ci-sono-epidemie-ne-inseriamo-altr/2509086309316537/niente?

    Magari in coppia col collega del San Raffaele, altro pozzo di scienza e di modestia:

    https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/virus_morto_zangrillo_allarmismi_ultime_notizie-6093631.html

    (Lo sappiamo, al San Raffaele non muore nessuno: ci vanno solo i ricchi. Si muore sempre altrove, dove il virus , clinicamente… campa benissimo…)

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  2. Vedo che non compare più il post sul sito Twitter di Burioni in cui lo “scienziato” prendeva in giro Di Maio che ventilava la possibilità di vaccinazioni obbligatorie dicendo, con evidente disprezzo, che “Vaccinare con la pandemia in corso è come mettersi la cintura di sicurezza dopo che si è avuto un incidente”. E che l’ obbligatorietà sarebbe stata solo solo un fatto politico sconosciuto nei Paesi più evoluti che non ne hanno alcun bisogno.
    Infatti, pochi mesi dopo…Dava il “buon esempio” vaccinandosi tra i primi in piena pandemia. Che l’ “incidente” gli abbia dato alla testa, dato che si stava mettendo la cintura solo dopo?

    In che mani siamo ( e saremo, purtroppo…)

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  3. Ma voi credete non ci sia nessuna relazione tra le ultime prestidigitazioni del mago Bassotto, che estrae dal cilindro notizie del genere e la sua autocandidatura a Ministro della salute? Io no…

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