Non gioire troppo del caos a sinistra, occhio al possibile diversivo: marciare divisi per colpire uniti dopo il voto, quando entrerà in gioco la regia del Colle

(di Andrea Venanzoni) – Il film poliziesco del 2006 “Slevin – patto criminale” ha reso celebre la mossa Kansas City, in origine una truffa di qualche successo che consisteva nello sviare l’attenzione del truffato fino a convincerlo di avere a che fare proprio con un truffatore e spingendolo quindi a rovinarsi con le proprie mani.
Nella pellicola, Bruce Willis, in una stazione degli autobus, racconta a un ragazzo una lunga storia di violenza e criminalità, ne carpisce la fiducia e poi, d’improvviso e senza apparente ragione, gli spezza il collo.
Una traduzione criminale del principio bellico formulato da Sun Tzu ‘attraversare il mare senza che il cielo lo sappia’, una distrazione, una diversione dal reale centro di gravitazione del campo di conflitto. Detto in altri termini: se tutti guardano da una parte, il vero evento sta avvenendo dalla parte opposta.
La “rottura” Pd-Calenda
E per questo, nonostante l’hype e l’attesa semi-messianica che ha circondato la partecipazione di Carlo Calenda, dopo il momentaneo voto del silenzio sui social, alla trasmissione di Lucia Annunziata, il centrodestra farebbe bene a tenere alta la guardia e a non gioire troppo per la grande confusione che sembra regnare nello schieramento di sinistra.
È di tutta evidenza infatti come la tentazione di utilizzare le proprie energie per maramaldeggiare il divisissimo, caotico e confusionario polo progressista sia forte, quasi irresistibile.
Dopo l’annuncio calendiano della rottura dell’accordo con il Pd e il fuoco di fila dei parlamentari del Nazareno contro il loro ex alleato, accusato ormai di fare l’involontario gioco della ‘peggiore destra di sempre’, molti appartenenti al centrodestra non hanno resistito e hanno ironizzato sulla endemica litigiosità dei loro avversari.
Comprensibile e, se limitato temporalmente al fatto in sé, nulla di male: malissimo invece se da questo episodio si dovesse maturare l’idea che la coalizione di sinistra perde pezzi e quindi forza elettorale e che la vittoria sia sempre più certa.
Attenzione soprattutto al post-elezioni
La legge elettorale è quel che è. Questo è ed è stato il refrain ripetuto in modalità mantrica dalle parti del Nazareno e pure da parte di Azione per spiegare la apparentemente innaturale alleanza.
Con questa legge elettorale è o sarebbe necessario assemblare il maggior numero possibile di forze e sfumature politiche al fine di rendere davvero contendibili il maggior numero possibile di collegi. Una strategia squisitamente elettoralistica, empirica e quantitativa, a dispetto di programmi, idee e soprattutto futura governabilità.
Se questa è la premessa, sembrerebbe davvero una ottima notizia per il centrodestra poter assistere al depezzamento di singole parti della gioiosa macchina da guerra progressista.
Il punto però è che, superata la tornata elettorale, arriverà il momento strategico e complesso delle consultazioni, quel tornante storico-istituzionale in cui entrano in gioco le raffinate e bizantine tattiche parlamentari e di diplomazia con il Quirinale, un momento che, la storia recente ce lo insegna, ha visto il Pd essere insuperato maestro.
Il rischio, con un Pd partito di maggioranza relativa, è che a dare le carte sia proprio il partito del Nazareno, nel suo tentativo di scompaginare il centrodestra e assemblare una maggioranza di alto profilo istituzionale che prosegua l’agenda Draghi, leggasi maggioranza Ursula.
Ma per fare questo e affinché il Pd possa sperare e pensare di essere davvero primo partito e che le altre forze ad esso fedeli abbiano sufficiente vigore per sostenerne una maggioranza, servono i numeri. E qui entra in gioco la mossa Kansas City.
La mossa Kansas City del Pd
Mentre l’opinione pubblica, i commentatori, i semplici elettori e anche i maggiorenti dei partiti del centrodestra assistono divertiti alla telenovela di questa pazza campagna elettorale agostana, con l’attenzione ben appuntata su giravolte, accordi, patti, disaccordi, fughe, beghe, battute, lo scenario che si profila potrebbe essere ben diverso da quello caotico e confusionario descritto sin qui.
Potrebbe darsi, invece, che, maturato il convincimento che una alleanza così tanto eterogenea e contraddittoria avrebbe finito per abbassare le quotazioni e l’appeal stesso del centrosinistra, sia nata l’idea di polarizzare l’attenzione di votanti e avversari politici per far credere loro che la vittoria del centrodestra sia davvero a un passo.
Torna l’idea del terzo polo
Scorporare Calenda dall’alleanza organica con Fratoianni, Bonelli, Di Maio, finirà per rinfocolare l’idea di un terzo polo liberal-social-democratico, vero e autentico erede dall’agenda draghiana.
La apparente autonomizzazione di Azione e la sua inserzione nel terzo polo, a questo punto non più limitato al solo duo Renzi-Pizzarotti e quindi quantitativamente potenziato, finirà per operare come magnete per quella non necessariamente piccola quota di elettori moderati e liberali di Forza Italia.
Allo stesso tempo, il Pd accoglierà a braccia aperte il figliol prodigo Conte, come ha spiegato con lucidità Gianfranco Rotondi, secondo cui l’accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle è siglato da tempo.
Allo stesso tempo, la mossa dovrebbe conciliare una certa stasi nel centrodestra, convincendolo di una vittoria graniticamente certa. Una simile convinzione porterebbe ad abbassare la guardia e a perdere tempo ed energie nel fantasticare di nomi per i vari ministeri senza più curare in maniera idonea la campagna elettorale.
A questo punto avremo da un lato una riproduzione plastica del Conte 2, con al centro il Partito democratico, un terzo polo renziano-calendiano che guarderà agli elettori di una certa parte centrista del centrodestra e infine il centrodestra, tronfio e iper-galvanizzato.
In questo contesto, alleandosi con il M5S il Pd ne guadagnerà senza dubbio alcuno in alcuni collegi uninominali del Sud, e limiterà la sconfitta nel resto d’Italia anche grazie all’opera di interposizione ‘moderata’ operata dal terzo polo.
Occhio alle consultazioni
Arriverà quindi il post-elezioni e il già richiamato momento delle consultazioni. Difficile immaginare che le forze coalizzate attorno il Pd e quelle del terzo polo, magari con il prezioso ausilio di responsabili distaccati da Forza Italia, e con il benevolo placet del Quirinale decidano di mettere in piedi, numeri consentendo, un governo? Non mi sembra così difficile, a dire il vero.
Perché al di là delle schermaglie, dei toni offesi, delle polemiche, delle dichiarazioni ultimative che chiamano in causa la parola data e l’onore, quando sarà arrivato il momento della verità e sotto il grave richiamo istituzionale del difficile periodo economico, sociale, finanziario, con spruzzata di geopolitica e obiettivi Pnrr, tutte le divergenze e le antipatie, vere o presunte, verranno spazzate via.
E perché, in fondo, il Pd rimane la matrice comune a tutti. Letta, Calenda, Renzi. E proprio tutti, da Letta a Renzi, da Calenda a Conte, passando per Speranza, Bonelli, Fratoianni e Di Maio, quasi magicamente e avendo i numeri, magari sotto la rigorosa matematica quirinalizia, decideranno di governare assieme.
Per altissimo senso di responsabilità istituzionale, chiaramente. Sennò arrivano le destre.
Nel mio piccolo lo vado dicendo da tempo,ma non ci sarà Conte
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Per rimanere nel nostro paese, evitando le “citazioni americane”, sarebbe sufficiente ricordare il film “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” del grande Nanni Loy. Comunque attribuire una “mossa astuta a Letta” è chiaramente un ossimoro!
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Ci sarà un motivo se molti elettori superstiti il dubbio de l’hanno, temono che Conte non saprà dire di no, prima o dopo il 25, al riabbraccio fatale con Letta, significa che nessuno può scommeterci con certezza, “l’altamente improbabile” di Conte non è No, sarà per questo che non vuole imbarcare Di Battista, non vuole prendere impegni definitivi sul suo grande amore politico. Ma se la campagna elettorale dovesse andare male, gli chiederanno da più parti le dimissioni, comprese quelle decine di migliaia di iscritti ormai dormienti che nemmeno votano più sulla piattaforma. Qualcuno glielo spieghi, a Conte
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Ma perché continuare a dire che Conte non vuole imbarcare Di Battista?
È LUI che non si è voluto reiscrivere e partecipare alle parlamentarie!
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Fantapolitica
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Che nel dopo elezioni si tenteranno tutte le strade per mettere su una maggioranza “draghiana” è fatto noto ed assodato. Che l’alleanza tra Pd e M5s è già stata costituita è una stupidagine agostana del fantasista interessato Rotondi, peraltro già smentita da Conte.
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Smentita per la campagna elettorale, quell’accordo non c’è perchè Letta non lo vuole, ma alla domanda dopo il 25 Conte ha risposto “Alleanza con il Pd dopo il voto? Mi sembra improbabile”… mi ricordavo altamente improbabile, ma ricordavo male, nemmno altamente improbabile, è solo improbabile. Capito? Mai dire Mai
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I governi nascono solo con una maggioranza in parlamento. M5S ha dovuto cercarla ricorrendo a quelle forze politiche che aveva osteggiato in modo anche verbalmente violento. Ora, non si può escludere che ciò avvenga di nuovo almeno che non si opti per un governo in cui M5S abbia ottenuto dal voto la maggioranza assoluta.
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Io credo che il giornalista abbia una fantasia immensa. Qui la mossa kansas city non la farà nè Letta nè alcun altro, qui la gente si è rotta i maroni .Un personaggetto come Calenda vale poco e solo ai Parioli. Per me il Calenda ha un forte disturbo bipolare, è un inaffidabile totale. In ogni caso queste saranno le elezioni della ASTENSIONE MASSICCIA. Gli italiani medi sono stanchi delle bagattelle, delle storielle, delle favole. Il csx prenderà una mazziata epocale, ma non per merito del cdx, che ha idee balorde.
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Io vorrei proporre un patto a Carletto:
se mi organizzi una cosa a tre con la Gelmini e la Carfagna ti voto.
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Facciamo 4, io gli faccio anche campagna elettorale 😂🤣
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Si scherza Anail;parlando per me,alla mia veneranda età (71) si può fare solo questo
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Tu sei un maniaco. Ormai è assodato.
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Sparviero hai pessimi gusti. Sono due grandi racchie. Come fai?
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In ogni modo sareste messi meglio voi maschietti, visto l’avvenenza di Letta, Draghi, Renzi,Calenda, Salvini…
Pensandoci mi viene un dubbio: molte parlamentari sono giovani e carine.
Che sia solo un caso?
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X Carolina: NO. Berlusca mica si confonderebbe con la Bindi.
X Giorgio: de gustibus, ma secondo me dovresti cambiare gli occhiali qualche volta.
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Siamo alle solite ovvietà.
Se dopo il 25 /9 si materializzasse un’ipotetica maggioranza numerica comprendente i 5 stelle, Conte potrebbe riproporre lo schema dei suoi 2 governi precedenti: chi ci sta a fare “queste cose” insieme a noi ?
Capisco bene i malpancisti.
Ma per la situazione del paese che dovrà affrontare il nuovo governo dal prossimo autunno val bene anche un’ulcera.
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Potrebbe sempre restare all’opposizione come la Meloni e, come ha fatto lei, recuperare un bel po’ di voti “gratis”…
Non è proprio il caso di andare al governo di questi tempi…
Ma all’ opposizione da solo, senza dare ascolto nuovamente alle sirene distruttive e fagocitatrici del PD che romperà i cabbasisi col solito “fascismo alle porte” ( altri argomenti non ha…) Sarà servita la lezione?
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Conte non è il tipo che fa le cose per recuperare voti “gratis”.
Lui penserebbe esclusivamente al bene del paese, pur perdendoci elettoralmente.
È questa la sua grandezza.
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Nient’altro da aggiungere
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Se vince la “destra” nei fatti saranno tutti al governo. Non si pensi che, con il fiato degli US sul collo, si possa fare alla Orban.
Ci sarà Forza Italia( quindi il Nazareno) a fare da garante: come scrive Cardini sul suo blog ( in cui sconsiglia la Meloni dal candidarsi,), basterà una stella di David sulla porta di una sinagoga e scoppierà l’inferno
E una stella gialla sono capaci tutti di disegnarla.
Quindi una opposizione ci vorrà, e non sarà certamente gratis. Ormai ce la siamo dimenticata una opposizione ” vera”…
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