
(Roberta Labonia) – Dopo aver cercato invano uno straccio, un canavaccio, un abbozzo del suo programma di governo, a due mesi e spicci dalle prossime elezioni politiche ho provato, giuro, con onestà intellettuale, a farmi un idea di cosa significherebbe, oggi come oggi, votare Giorgia Meloni visto che ha concrete prospettive di porsi alla guida del prossimo governo. Più che un ipotesi, questa, oggi una quasi certezza, a leggere i sondaggi che la vedono svettare in testa a tutti i partiti e, nello specifico, sovrastare i suoi alleati di centrodestra Berlusconi e Salvini.
Perché è così quotata la Meloni? La risposta non è semplice, a ben guardare la Le Pen de noantri non vanta meriti e/o traguardi politici particolari anzi, da che, oltre un quarto di secolo, è a bustapaga di noi tutti contribuenti (dal 2016 doppia bustapaga essendo deputata e nello stesso tempo consigliera d’opposizione al comune di Roma, assenteista in entrambi i ruoli), si è limitata ad avallare tutte le “schifezze” dei governi di cui ha fatto parte, a cominciare da quelli di Berlusconi in cui ha votato sì a la qualunque: dallo spergiuro parlamentare “Ruby è la nipote di Mubarak” per salvare le terga a B, al MES grazie al quale la UE ha potuto strangolare la Grecia, al trattato di Dublino II, sempre a firma Berlusconi, che ha fatto dell’Italia l’imbuto dei rifugiati africani salvo poi, nel proseguio della sua carriera politica, disconoscerlo come farina anche del suo sacco e lanciare l’idea bislacca e impraticabile del blocco navale attorno alle nostre coste come unica risposta al tema immigrati.
E non è stata da meno, la Giorgia, nel governo tecnico Monti, nato per mettere una pezza ai disastri fatti dal suo pigmalione B e durante il quale ha votato a favore di leggi capestro di cui ancor oggi subiamo i danni come il fiscal compact (con annesso, famigerato e anticostituzionale pareggio di Bilancio), per non parlare della legge Fornero, che ha lasciato col cerino in mano centinaia di migliaia di lavoratori italiani. Anche questo si, pesante, la Giorgia “daa Garbatella” lo rinnegherà durante la campagna elettorale del 2018 in versione “sorella d’Italia” quando, in contrapposizione con i 2 governi Conte a trazione 5 Stelle, ha imparato a pronunciare la proposizione negativa “no”. Da li in avanti è stato tutto un fiorire di no da parte della Meloni: dal reddito di cittadinanza, al taglio delle pensioni d’oro, dalla legge spazzacorrotti al decreto dignità.
Quindi, quali sono i meriti ascrivibili oggi come oggi a Giorgia Meloni? A parte l’unico che le riconosco di aver dato il la alla legge sui l’obbligo dei dispositivi antiabbandono in auto per i bambini, più che per i suoi meriti Meloni ormai da tempo trae forza dai de-meriti e/o disgrazie dei suoi competitor politici e che ha saputo sfruttare con scaltrezza: il declino della Lega affossato dalle puttanate del suo frontman Salvini gli ha portato una valanga di voti; la deriva di un centro sinistra sempre più in crisi di identità, per finire con le spaccature dei 5 Stelle, usciti con le ossa rotte dall’esperienza Draghi, governo a cui lei ha opposto una finta opposizione ma di fatto ne ha avallato sottobanco tutte le puttanate iperatlantiste, in primis il riarmo .
Alla aspirante prima capo di governo italiana sono bastati questi ultimi 2/3 anni per arrivare in vetta ai sondaggi: mentre stringeva accordi con pezzi di estrema destra di tutta Europa, in patria si è fatta notare per le sue rumorose quanto velleitarie sceneggiate di piazza dove, a suon di slogan, ha solleticato la pancia del popolo su temi identitari di facile presa come patria, famiglia e religione (sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana…). Un concetto ristretto di società in cui si è rifugiato chi è scontento (tanti) e teme le complessità di una società aperta. Vota Meloni chi vede un nemico in chiunque sia portatore di diversità. La ragazzetta cresciuta a pane e fiamma tricolore sotto l’ala protettrice del missino Fini oggi, che è una donna fatta, fa al caso loro perché non fa prigionieri: dalle comunità gay, a cui non riconosce il diritto a formarsi una famiglia, ai malati terminali a cui nega il diritto di decidere della propria morte, ai difensori del diritto all’aborto che tratteggia come potenziali omicida, ai percettori del reddito di cittadinanza, colpevoli di essere poveri e di non accettare paghe da fame, al richiedente asilo, specie se di colore, corpo estraneo da espellere sempre e comunque (salvo non sia nobilitato dall’imprinting di rifugiato di un conflitto matrice U.S.A, of course….), per finire a chiunque sia portatore di una spiritualità diversa da quella cristiana, colpevole anche lui a prescindere.
Se a vincere le elezioni sarà lei, si salvi chi può.
Apprezzo sempre Roberta Labonia, ma da lei non mi aspettavo 《la proposizione negativa “no”》
Non è una prEposizione e soprattutto non è una prOposizione, ma è un avverbio!
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1. Parola olofrastica equivalente a una proposizione negativa.. Treccani
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A parte che Treccani fa schifo, NO è un avverbio e non È una proposizione. Nell’uso può essere equivalente, ovvero “vale come”, non è. Come X dollari VALGONO come Y euro, ma non sono euro.
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Treccani fa schifo.. ah vabbè!!
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Sulla qualità potremmo non essere d’accordo, essendo le nostre opinioni soggettive che sicuramente possiamo giustificare.
Per l’interpretazione invece spero siamo allineati: EQUIVALENZA non è UGUAGLIANZA! Una proposizione è una frase. Certo, è possibile fare una proposizione con un solo avverbio, ma questo avverbio resta.
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Per esempio, lo Zingarelli che io considero il migliore tra quelli che ho avuto modo di consultare estensivamente, riporta 6 significati per l’avverbio, 2 per il sostantivo (es.: ha ricevuto un no come risposta) e 1 per l’aggettivo invariante (es.: una giornata no).
Ecco come viene descritto il primo dei significati:
no
♦no 1 🔊 / nɔ* / o tosc., enfat. nòe nel sign. A 1
[ stessa etim. di non ☼ av. 1250 ]
☞ Flessione ☞ Sinonimi
A
avv. (V. nota d’uso ☞ accento)
1
❖ si usa come negazione di ciò che viene domandato o proposto, ed ha valore olofrastico, cioè equivalente al significato di un’intera frase: ‘hai risposto alla lettera?’ ‘no, ma lo farò subito’; ‘li avete avvertiti?’ ‘no, non ancora’; ‘oggi potresti uscire?’ ‘no, non ne ho voglia’; ‘accetti la mia offerta?’ ‘no!’
❖ con valore intens. accompagnato da rafforzativi: proprio no; certamente no; no certo; no di certo; no di sicuro; no davvero; oh no!; no e poi no; no, no e poi ancora no; ma no!
●
forse (che) sì, forse (che) no, può darsi (come risposta che esprime incertezza)
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più sì che no, probabilmente sì
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più no che sì, probabilmente no
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dire, rispondere, accennare, fare di no, negare, rifiutare, fare segno di negare: ha fatto di no con la testa; devi dirmi o sì o no
●
non dico di no, lo ammetto, posso anche ammetterlo: l’impresa era difficile, non dico di no
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non sapere dire di no, concedere, consentire sempre, non sapere rifiutare nulla: a sua figlia non sa dire mai di no
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pare di no, sembra che non sia vero
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speriamo di no, speriamo che non sia vero, che non sia così, che non accada
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come no!, perché no?, certamente!: ‘vieni al cinema?’ ‘perché no?’; ‘vuoi aiutarmi?’ ‘come no!’
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se no, altrimenti, in caso contrario: affrettati se no perderai il treno; che la cosa non si ripeta, se no, … poveri noi! (V. anche ☞ sennò)
●
anzi che no, V. ☞ anzichenò
Vedi come spiega bene il valore olofrastico?
Spero che ciò basti a farti capire la differenza tra il Treccani e un dizionario serio.
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Grazie rassegnato 💝.. apprezzo sinceramente il tuo approfondimento..
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E questa ci dovrebbe governare? Mi auguro che gli italiani si risveglino dal torpore che li sta offuscando.. mi sono chiesta perché si dovrebbe votare una così? La risposta è: per tutto l’elenco scritto dalla Labonia, non si deve votare una così senza se e senza ma!! Punto!
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Mokj, condivido. Mi chiedo solo quanti elettori conoscano o ricordino alcuni punti dell’elenco.
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La Meloni è un problema di chi vota a destra, che fortunatamente ha diverse opzioni , una per ogni sensibilita’. A sinistra invece, dove gravitano dieci milioni di astenuti, l’offerta politica e mediatica è ai minimi storici, con PD-SI in cui si scontrano l’agenda Draghi ed.i cocomeri, ed un M5S che ha nel suo DNA la mancanza della politica con la P maiuscola. Capisco i 10 milioni di astenuti:l’unica seria speranza è quella di votare inutilmente per quei partitini excomunisti dello 0,5%
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in caso di vittoria della ” signora” , il giorno dopo, in quanto donna, sarebbe riposta sotto il sottoscala a rammendare le calze.
Questi i “valori” (sic) del DNA del suo “partito”.
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Tutto chiaro e soprattutto vero. Ma la sinistra dove era tutto questo tempo? Chi ha colpa dei suoi guai pianga se stesso diceva mia nonna. Ecco inutile attaccare la Meloni, che dopotutto, a parte urlare sciocchezze e assurdità non ha fatto niente. Prendiamocela con la cosiddetta sinistra che invece tutto ha fatto meno che la sinistra. Ecco dove sta il problema. Se così non fosse la statista della Garbatella starebbe raccattando voti per superare la soglia di sbarramento. Come diceva il grande Battiato: Povera patria.
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Da uomo di sinistra non ho capito però chi le dovrebbe vincere le elezioni ? Non certo il PD che non è di sinistra e non si capisce perché venga posizionato lì. Il PD che ha votato tutto Monti tutto Draghi e poi di suo con Renzi a capo del partito ha dato il meglio di se contro i lavoratori.
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Elementare Watson, il M5S.
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Ho un problema insormontabile a votare chi ha votato per il green pass lavorativo. Una porcata senza se e senza ma inaccettabile.
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E allora Sinistra Italiana, ma sarebbe come votare PD, quindi fai tu.
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“Se a vincere le elezioni sarà lei, si salvi chi può.”
Togli pure il se e comincia a metterti in salvo.
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Da persona di sinistra non accetto il ragionamento per cui l’unica scelta e’ il M5S che, lasciatemi dire, si e’ sempre definito ne’ di destra ne’ di sinistra lasciandosi le mani libere di fare quello che vuole (ed infatti i parlamentari se ne vanno in giro tra le varie forze politiche). In termini di onesta’ il M5S e’ due spanne sopra a tutti gli altri, dal punto di vista politico preferisco votare uno dei tanti partitini di sinistra che ruotano intorno al 0.5 . Mi interessa poco seguire il gregge
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Ma, da sinistra, guardi il nome, il simbolo, le vecchie dichiarazioni… O i programmi?
Boh.
Quell’altro che va a guardare il green pass per i lavoratori.
Posto che il green pass in sé sia più o meno opinabile, non ho mai capito perché doveva “proteggere” (partiva da quel presupposto) tutte le categorie, MENO i colleghi di lavoro…
E baaasta. Con tutti i provvedimenti presi dal m5s, andare ad eccepire proprio su quello.
Poi quando dico “fissati” non ho ragione?
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Tu sì che sei una che ci vede lontano… Tipo Di Maio, per dire, o Il M5S che sei arrivata, forse, a votare dopo che è vaporizzato: un genio delle intuizioni…
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Peggio di Renzi, difficile.
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Articolo eccellente, della Labonia. Avrei personalmente cambiato il secondo “puttanata” in “bojata” o “carognata” (o perfino “merdata”, tanto ormai la forma è andata a farsi friggere e alla panza bisogna sapersi rivolgere in maniera adeguata, perlapèppa!), proprio per una questione cacofonica, evitando così una palese ripetizione.
Sul concetto del perché la Balilla della Garbatella (cit.) vinca, ricordo sempre che non sia merito suo proprio: è una schizofrenica malata di mente, è sempre stata al servizio di qualcuno che le desse la giusta paghetta, si sa. Non è merito suo, appunto: è demerito della sinistra, che ormai fa la destra e vien votata dagli stessi che voterebbero lei, ma l’hanno in dran dispetto (perché comunque è una buzzurra becera d’una antipatia unica, sorpassata solo da Renzi e Kalenda). Ma siccome lei “è cristianaaaah, è madreeeeh, è giorgiaaaah” eccetera, e non adora certamente determinati diritti civili – mentre Letta dice di sì (poi va visto: ne dice tante) – allora entrambe le basi elettorali son contro l’un l’altra a prescindere. Quando però in realtà son la stessa me… lma.
E chissenefrega dei diritti sociali: quella è roba per morti de fame e pezzenti, il popolo-bove, mica per chi ha le ville in città oltre che al mare, figurarsi. Con tutto che l’unica forza politica che si occupa di ‘ste robe da poveracci è il Movimento Cinque Stelle, oh… ma guarda un po’.
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In effetti nell’altro schieramento c’è solo la destra – estrema destra (o qualcuno pensa che Forza Italia sia di centro ?).
Tanto acclarato, sono d’accordo che la Meloni non abbia il controllo di quelli/e che le stanno intorno.
Questo potrebbe essere un grande grande grande problema.
Tuttavia, credo anche che la democrazia sia ben radicata in questo “….” paese.
Altresì, credo che c’è parecchia gente disposta a difenderla, anche con le armi.
A buon intenditor …
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Mai nessuno che si chieda come mai la Meloni prenda i voti di un “popolo” che dovrebbe essere bacino elettorale della sinistra:? Un po’ di autocritica, mai?
Chi è causa del suo mal… è inutile che elevi grida manzoniane ed insulti poi… Ci fa solo la figura del…
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