Più che politica, follia collettiva verso l’autodistruzione

(Tommaso Merlo) – Ormai i politicanti sono inascoltabili, non sono invotabili. Dalle loro bocche non esce nulla di genuino e credibile. Non hanno nessuna visione alternativa e sembrano fatti con lo stampino. Stesse frasi fatte, stessi toni e atteggiamenti. Vittime degli stessi schemi mentali di categoria, sembrano marionette in balia del loro ego. Sfumature sbiadite dello stesso sistema neoliberista la cui vera matrice ideologica è l’egoismo. Una ideologia non scritta ma inconscia, che s’impossessa delle persone e quindi delle società portandole all’autodistruzione. Più che politica, follia collettiva. Egoismo è inconsapevolezza di chi siamo veramente. È illudersi di essere il proprio passato, i propri dati anagrafici, i personaggi che si recitano, come si appare. Illudersi di essere il proprio corpo o al massino la propria mente invece che la propria anima. Egoismo è separazione dagli altri e quindi conflitti sul nulla e odio. Egoismo è ambizione verso chimere materiali e deliri d’immagine. Se stessi prima di tutto e “di più” come sinonimo “di meglio”. Tutti che gridano, tutti che hanno ragione e intanto il pianeta sta diventando una discarica rovente e la vita dei poveri cristi insopportabile. Ma il cuore del neoliberismo è dentro di noi, non là fuori. È interiore, non politico. Il neoliberismo è la manifestazione collettiva dell’egoismo individuale. Per arginare la deriva neoliberista dobbiamo quindi cambiare prima di tutto noi e solo una volta liberi dal nostro ego potremo incidere sulla realtà che ci circonda e salvarci. La follia politica a cui assistiamo è una delle derive più palesi e imbarazzanti dell’egoismo imperante nella nostra epoca. Potere, visibilità e prebende attirano gli ego più tossici e ambiziosi. Personaggi e partiti sempre più insulsi che vittime dei loro deliri egoistici non si rendono conto di essere diventati ormai ridicoli e parte del problema invece che della soluzione. Personaggi e partiti che fan finta di scannarsi quando ci sono in ballo delle poltrone ma che sono sfumature dello stesso sistema neoliberista. Personaggi, partiti ma anche tifosi che gli danno ancora retta dandosele di santa ragione. Per sfogare le proprie frustrazioni, perché illusi che la soluzione sia sconfiggere qualche nemico immaginario, perché inconsapevoli di venire usati e poi gettati. Orbi che si affidano ad altri orbi, tutti diretti verso il burrone. Tutti che hanno ragione, che gridano, che attaccano gli altri e intanto il pianeta sta diventando una discarica rovente e la vita dei poveri cristi sempre più insopportabile. Dolore, povertà, ingiustizia sociale, vuoto esistenziale. Dipendenze per fuggire da se stessi e dal mistero della vita. Sostanze, lavoro, palchi. Perenni automatismi e feroci risse. Tutti in gregge verso l’autodistruzione nell’indifferenza e nell’inconsapevolezza generale. Più che politica, follia collettiva. Dobbiamo reagire ma servono persone consapevoli invece che vittime dell’ego. È questa la vera rivoluzione che ci attende. Una rivoluzione interiore prima che politica. Tornare consapevoli di se stessi e a quel punto smetterla di partecipare alla follia neoliberista e dare una mano per costruire un futuro migliore. Per cambiare il mondo dobbiamo cambiare prima di tutto noi stessi e a quel punto tornare democraticamente protagonisti del nostro destino comune. Il fatto che in Occidente fette crescenti di popolazione non votano e non s’informano più, è un segnale molto positivo e che dona speranza. Vuol dire che in molti non si riconoscono più nei deliri egoistici dei politicanti e vorrebbero una democrazia coerente con le proprie nuove consapevolezze. Altro che tutti in gregge verso il burrone. Altro che follia collettiva. In molti han capito che il cuore del neoliberismo è dentro di noi, non là fuori. E invece di continuare a puntare il dito, si guardano allo specchio. E invece di abboccare a qualche egocentrico ciarlatano, cambiano se stessi. Perché è lì la vera leva. Il neoliberismo non è altro che la manifestazione collettiva dell’egoismo individuale che domina la nostra epoca. Per arginarlo e salvarci dall’autodistruzione dobbiamo evolvere come esseri umani. Oltre l’ego.

6 replies

  1. Secondo un sondaggio pubblicato alla fine di luglio dall’Associazione delle Camere di Commercio e Industria tedesche, quasi un’impresa industriale su sei in Germania sta tagliando o chiudendo la produzione in risposta ai prezzi elevati dell’energia.
    E questi quaquaraquà, dal primo all’ultimo, venditori di pentole continuano a dibattere del nulla,

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  2. Andrew Bacevich, il capo del Quincy Institute, scrive :

    Qualcosa di molto più grande di POTUS – chiamatelo MIC o Deep State – ha de facto potere di veto su tutte le questioni relative alla sicurezza nazionale.

    Scrivendo sul New York Times , il corrispondente estero veterano Edward Wong riferisce che “l’approccio dell’amministrazione Biden alle priorità strategiche è sorprendentemente coerente con le politiche dell’amministrazione Trump”.
    Ciò che dovrebbe sorprendere in questo momento è la sorpresa di Wong.

    In pratica, il potere esercitato dall’uomo più potente del mondo risulta essere piuttosto limitato. Fattori in patria e all’estero limitano la libertà di azione presidenziale.

    Emergono due fattori, uno strutturale e l’altro ideologico.

    Il fattore strutturale si riferisce alle istituzioni il cui benessere dipende dal mantenimento di accordi che sono stati devoluti durante la Guerra Fredda e sono sopravvissuti alla morte della Guerra Fredda. Chiamalo come vuoi – il Blob, il Deep State, il complesso militare-industriale-congressuale – esercita un potere di veto de facto su tutte le questioni relative alla politica di sicurezza nazionale di base degli Stati Uniti.

    Il fattore ideologico si basa sulle affermazioni esplicite o tacite dell’eccezionalismo americano: che spetta agli Stati Uniti guidare il mondo, con la leadership che tende in pratica a diventare un sinonimo di primato globale e primato che tende ad essere espresso in termini militari.

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  3. Illudersi di poter ” governare” l’egoismo è un’antica chimera: le prime TRE parole che i bambini pronunciano sono:
    – mamma
    – papà
    – MIO

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