Cambierà la “musica”… l’aria si è fatta elettrica

(Dott. Caruso Paolo) – Mentre mancano poco meno di sessanta giorni al voto del 25 settembre per il rinnovo del parlamento nazionale, il clima politico si fa via via sempre più incandescente. In questa torrida estate i partiti alla ricerca della propria identità e di una collocazione all’interno delle coalizioni, che appaiono oggi sempre più fluttuanti e dai contorni indefiniti, sembrano usciti da un ginepraio in cui le idee risultano confuse e affastellate senza alcun ordine. Tutto questo la dice lunga sullo stato di mediocrità della classe politica e di grande sofferenza in cui versa la democrazia italiana. Di contro l’ammucchiata governativa con il Premier Draghi procede ormai verso la realizzazione finale dei compiti legislativi più urgenti. L’aria che si respira tra la gente è quella di distacco e disincanto, essendosi venuti a evidenziare i soliti aspetti negativi dei partiti legati a subdole lotte personali e appiattiti quasi sulle stesse identiche posizioni di programma. La disillusione è tanta anche per la percezione che hanno i cittadini del disinteresse dei partiti e della posizione di secondarietà in cui vengono posti i reali e gravi problemi del Paese. La ricerca dei collegi sicuri da parte delle segreterie per i propri aficionados e lacchè è la conferma di una legge elettorale “porcata” dove i cittadini sono esclusi dalla scelta dei candidati e dove i futuri rappresentanti del popolo non sono altro che dei Nominati dai capibastone dei partiti. Sono venuti meno così i legami con il territorio e il potere del popolo è scemato ormai da tempo. Ovvio che le candidature alle prossime elezioni politiche saranno una carneficina vuoi per la legge che riduce il numero dei parlamentari vuoi per il crescente astensionismo. La credibilità delle Istituzioni e dei Partiti in un Paese veramente democratico passa infatti dalla legge elettorale. Emerge ancora una volta il trionfo della vecchia politica e il servilismo all’interno dei partiti che privi ormai di ideologie restano solo vuoti contenitori lontani anni luce dalla gente. E’ opportuno che la politica si chieda una buona volta quanto sia responsabile del dissesto del sistema democratico del Paese e quanto incida nella crescente disaffezione al voto da parte dei cittadini. Anche il comportamento dei media ricco di silenzi, omissioni, fake news rende sempre meno credibile l’informazione che servile al potere manifesta la sua opera deleteria nei confronti delle pluralità democratiche. Oggi nel guscio della protervia politica di Sistema come un plotone di esecuzione le lobby editoriali hanno alzato il tiro contro il presidente Conte e il movimento 5 Stelle, cioè contro le vere forze anti sistema. Del resto non è una novità che dietro il mondo dell’informazione si annidano i poteri forti, le lobby dell’editoria e del sistema imprenditoriale a tutela dei propri esclusivi interessi economico finanziari. Una vera apoteosi delle falsità che relega l’informazione italiana nelle ultime posizioni dell’apposita graduatoria. Il tempo ormai si è fatto tiranno e il tempo delle vane promesse è ormai andato, ma per i partiti questa è un’altra storia… mentre cresce sempre più il malessere sociale e il disamore per la politica. 

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