Alessandro Di Battista: “Sarà un autunno difficile. Per tutti, tranne per i produttori di armi”

(Alessandro Di Battista) – Nello stomachevole teatrino al quale stiamo assistendo (alleanze, veti, contro-veti, auto-candidature, speranze per poltrone che arrivano e depressione per poltrone che irrimediabilmente se ne vanno) più o meno tutti gli attori della politica si riempiono la bocca con queste parole: “volontà popolare”. Dicono di voler ascoltare i cittadini, di sostenere le loro istanze. Letta, eccitato come non lo si vedeva da tempo per il prossimo abbraccio con un pezzo del berlusconismo, sostiene che le strategie del PD siano condivise dagli elettori. Ma quando mai?

Quando Draghi se ne è andato (perché se ne è andato lui) questi sepolcri imbiancati si sono strappati le vesti sostenendo che fosse stata violentata la volontà popolare. Evidentemente per loro contano solo i desiderata di Confindustria o quelli del Gruppo GEDI (a proposito, ieri Molinari, “il social media manager di Biden” che all’occorrenza fa anche il direttore di La Repubblica mi ha definito “uomo di destra”. Per lui sostenere la causa palestinese è di destra, mentre stare dalla parte dell’esercito di occupazione israeliano è di sinistra, o liberal, o cool). Al contrario, milioni di italiani che non votano più (i non votanti saranno milioni anche tra due mesi) non sono un problema. Anzi, per i politici professionisti sono un’opportunità.

I primi a violentare la volontà popolare sono coloro che la tirano in ballo solo quando gli conviene. Prendiamo le questioni armi in Ucraina e corsa al riarmo. La maggiora parte degli italiani è contraria. Lo era 5 mesi fa e lo è ancor più adesso. Inviare armi in Ucraina non serve a porre fine alla guerra, serve ad iniziare una nuova corsa al riarmo. Le armi che inviamo verranno ricomprate con denaro pubblico. E’ la richiesta della NATO in fondo. Aumentare la percentuale del PIL in armamenti. Il tutto in uno dei momenti più drammatici dal punto di vista sociale dal dopoguerra.

Sapete quali sono le prime 6 aziende produttrici di armamenti al mondo? Lockheed Martin, Raytheon Technologies, Boeing United States, Northrop Grumman, General Dynamics e BAE Systems. Le prima 5 sono USA, la sesta è britannica. Stranamente Stati Uniti e GB sono i due paesi che più spingono sull’invio di armi in Ucraina e sulla corsa al riarmo.

Su questo tema la volontà popolare viene ascoltata? Quanti partiti o movimenti hanno nel loro programma come primo punto lo stop all’invio di armi e lo stop all’incremento delle spese militari? In tutto ciò fior di procuratori antimafia e reporter liberi sostengono che molte della armi arrivate in Ucraina nei prossimi mesi finiranno nel mercato nero. Verranno dunque acquistate da gruppi criminali e gruppi terroristici.

“Sarà un autunno difficile” ha commentato ieri Draghi. Per tutti, tranne per i produttori di armi.

11 replies

  1. Si Dibba…..
    Lo sappiamo.
    Però tieni presente che anche la meloni che stava all’opposizione è più che favorevole all’invio delle armi.
    Quindi ( please ) torna in gioco al più presto possibile altrimenti le armi continueranno a partire indipendentemente dal vincitore delle elezioni.

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  2. Concordo,ormai deve decidere cosa fare,se il mov.gli sta stretto, c’è sempre alternativa (se poi si dovessero raccogliere pure le firme è meglio che si sbrighi)

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  3. Siao solo agli inizi di questa campagna elettorale ma vedo tanta incertezza nel campo m5s. Si aspetta da parte di qualcuno ancora un ripensamento del pd (incredibile !)invece di “sfruttare” il dissenzo maggioritario verso la guerra e la crisi economica conseguente . È li che bisogna battere il ferro per zio !

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  4. Il pregio di Di Battista è che le cose che scrive per me sono giuste.Il limite o difetto è che è incapace di mediare perché ritiene la mediazione il cedimento sui principi.Purtroppo per lui e per tutti noi in Italia è impossibile che una forza progressista conquisti la maggioranza assoluta quindi bisogna riuscire a mediare salvando i principi.Quello che in Itslia dal dopoguerra a oggi non è mai riuscito a nessuno

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  5. “Inviare armi in Ucraina non serve a porre fine alla guerra, serve ad iniziare una nuova corsa al riarmo”.

    Bravo putinaro, agli ucraini niente armi, lasciamole tutte a Putino che ne fa buon uso.

    “Quanti partiti o movimenti hanno nel loro programma come primo punto lo stop all’invio di armi e lo stop all’incremento delle spese militari?”

    In Itaglia c’e’ il Dibba e il pacifista Salvoino, ovvero la filiale itagliana di Russia Unita. Poi ci sono pure le frattaglie rosse, quelle che erano ne’ con lo Stato ne’ con le BR da giovani e che adesso sono con Putino da vecchi rimbambiti, altro che Biden.

    “In tutto ciò fior di procuratori antimafia e reporter liberi sostengono che molte della armi arrivate in Ucraina nei prossimi mesi finiranno nel mercato nero. Verranno dunque acquistate da gruppi criminali e gruppi terroristici.”

    E certo, allora c’ho la soluzione, il Dibba molla il tour di tutte le Russie organizzato dall’FSB e segue i carichi di armi come reporter putinista indipendente, cosi’ ci dice a quali gruppi terroristi finiscono, puo’ essere che ci siano pure gli amici suoi di Hamas cosi’ non tutto il male viene per nuocere.

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  6. Alessandro, occorre che tu ti metta in pista con un tuo movimento. Perché in mancanza di un nuovo soggetto politico dovrò votare M5S, ma quando in televisione vedo Crippa e anche Grillo (lui non l’avrei mai creduto) mi viene il mal di stomaco. Ho bisogno di un’alternativa e chissà, forse non sono nemmeno l’unico.

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    • L’Ayatollah Di Battista per molti è santità abbocchi sempre all’amo le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso chi vi credete che noi siamo per i capelli che portiamo noi siamo delle lucciole viviamo nelle tenebre up patriots to arms engagé vous la musica contemporanea mi butta giù.
      Per quanto riguarda Grillo sono d’accordo con te.

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