Guardia Sanframondi: “I competenti sciccosi”

(Raffaele Pengue) – Negli ultimi tempi sembra quasi che i guardiesi si sono abituati allo scicchismo. Guardia è piena di sciccosi. Li incontrate al bar, sui luoghi di svago e di lavoro. Se poi aprite Facebuk rischiate di venire sommersi dalle loro battute: il Super Sciccoso Show va in rete a tutte le ore, praticamente a reti unificate. Ma chi sono gli sciccosi guardiesi? Guardatevi attorno: di sicuro ne conoscete anche voi qualcuno. Guardate, ad esempio, i vecchi e “nuovi” amministratori. Come si muovono, come stringono le mani, come sono garbati e sornioni, come ascoltano i cittadini con compostezza e gravità, con incoraggianti cenni di testa. Astuzia e sfrontatezza sono negli occhi e nella bocca. Sono chic. Sono quelli del cambiamento. Sono quelli che hanno sempre la verità in tasca. Quelli che ieri come oggi sono in cattedra. Che vi spiegano che cosa bisogna fare. Come bisogna farlo. Parlare di scicchismo oggi designa un atteggiamento che, in sé, definisce una pseudo-classe moderata, che incarni decenza e bellezza. Che sfocia in un ottimismo da ottimati, in un’estensione democratica del privilegio di vedere e contemplare il bello. Questa pseudo-casta non è una casta anche se conserva i suoi privilegi attraverso la contiguità coi cosiddetti poteri forti del progressismo, a livello locale e nazionale – l’estesa rete di conoscenze e contatti di cui è fatta consente ai suoi figli (alla faccia della meritocrazia) di scegliere i lavori migliori o più adatti al proprio sentire -, è una élite fondata e confermata dallo stile di vita e del gusto, dall’agricoltura cool, che a parole non pone nessun veto alla condivisione del bello con tutti gli strati del popolo, ma in cuor suo sa che il popolo è grezzo, incolto, che ragiona con la pancia. È chic. A parola è inclusiva, libertaria, popolare. È una aristocrazia democratica. Ce ne sono dappertutto nella società civile guardiese. Sono i competenti, gli sciccosi che da mane a sera, dopo aver sbagliato per decenni tutto quel che era possibile sbagliare, oggi vi spiegano come rilanciare Guardia mentre la stanno devastando e continuano con sicumera a spiegarvi che cosa fare per non sbagliare. Sono competenti, loro. Come non fidarsi? In effetti: gli incompetenti in genere fanno danni. Ma, vi assicuro, mai quanto i (falsi) competenti. Il fatto è che gli incompetenti almeno li riconosci subito. Li puoi evitare. Li puoi isolare. Li puoi non votare. I (falsi) competenti, invece, sono più pericolosi perché si presentano sotto mentite spoglie. Sono quelli bravi. Poi magari sono solo bravi a prendersi il potere. O a occupare una poltrona. O nell’arraffare i soldi pubblici. Ma è difficile riconoscerli perché vestono la maschera di chi la sa lunga. Sbugiardare i competenti sciccosi a Guardia non è stato facile perché galleggiano sulle onde del pensiero unico. La corrente generale li protegge. Li sorregge. Li spinge avanti. In questa comunità usciamo da decenni di impressionante conformismo delle idee. Che ci hanno regalato la moltiplicazione dei pappagalli. E chi, in questo periodo, ha osato uscire dal sentiero tracciato è stato demonizzato, criminalizzato. Come dicevo: Guardia, purtroppo, si è abituata a lodare i competenti sciccosi. Ma sì, insomma: che cos’è questa pretesa dei cittadini guardiesi criticare il loro operato e di voler contare? Di dire la loro? Questa è l’epoca degli incontri in piazza d’armi. Degli uomini e delle donne della Provvidenza. Non disturbate i manovratori. Vietato contraddire i competenti. Fateci caso, però: dopo le grandi speranze di cambiamento, nutrite solo due anni fa, grazie proprio ai competenti è tornato tutto come prima. Anzi, peggio di prima. C’è da fidarsi? Io penso di no.

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