Giorgia Meloni: “Draghi ha chiesto pieni poteri: pericolosa deriva da autocrazia. Elezioni subito”

(Marta Vigneri – tpi.it) – “Draghi arriva in Parlamento e di fatto pretende pieni poteri, sostenendo che glielo hanno chiesto gli italiani. Ma in una democrazia la volontà popolare si esprime solo con il voto, non sulle piattaforme grilline o con gli appelli del PD”, lo ha dichiarato Giorgia Meloni dopo il discorso pronunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi in Senato per spiegare i motivi delle dimissioni rassegnate venerdì scorso e chiedere ai partiti di rinnovare con convinzione il patto di fiducia per andare avanti.

Secondo Meloni “sono le autocrazie che rivendicano di rappresentare il popolo senza bisogno di far votare i cittadini, non le democrazie occidentali”. “Fratelli d’Italia non intende assecondare questa pericolosa deriva.  Decidano gli italiani del proprio futuro, non questo Parlamento delegittimato e impaurito. Elezioni subito”, ha scritto la leader di Fratelli d’Italia sui social.

Nell’intervento di oggi il premier ha ribadito i paletti imprescindibili che dovrebbero continuare a tenere in piedi l’azione dell’esecutivo per arrivare alla fine della legislatura senza ricorrere al voto anticipato: convinto atlantismo, sostegno all’Ucraina tramite l’invio di armi, rigassificatore per mettere in sicurezza il Paese dagli shock energetici ma anche transizione ecologica. Su alcuni dei punti materia del contendere con il M5S – salario minimo e reddito di cittadinanza – il premier ha mostrato una certa apertura ribadendo però che la misura di sostegno alla povertà varata dal governo giallo-verde dovrà essere rivista per “ridurre gli effetti negativi sul mercato del lavoro”. Diversi anche i riferimenti alle richieste della Lega.

Draghi ha sottolineato come negli ultimi mesi l’intesa trovata a marzo 2021 si sia sgretolata su alcuni nodi centrali: le concessioni balneari, le pensioni, le discussioni sul sostegno militare all’Ucraina e infine il dl aiuti. Ma per il premier “all’Italia non serve una fiducia di facciata che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi”, serve cioè un sostegno convinto da parte di tutti i partiti, che devono accettare di stare al governo solo se intendono seguire la roadmap tracciata nel corso dei mesi e illustrata oggi in Senato.

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9 replies

    • La cosa che mi ha fatto incazzare di più è stato sentire draghi dire che è tornato perchè gliel’hanno chiesto gli Italiani.
      Quando?
      C’è stato per caso un referendum e me lo sono perso?
      Per sapere VERAMENTE cosa pensano di draghi gli Italiani basterebbe intervistarli quando hanno appena fatto benzina o dopo aver pagato la spesa e le bollette.
      In quel caso il suo gradimento sarebbe vicino all’1%……vale a dire i pochi benestanti rimasti.
      L’ha detto lui stesso:
      100.000 Italiani mi hanno chiesto di restare.
      E hai ragione caro bimbo draghi……ma se la matematica non è un’opinione, ciò significa che 59.900.000 Italiani non vedono l’ora che tu te ne vada ( e non dico dove perchè è una parolaccia).

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  1. “Draghi arriva in Parlamento e di fatto pretende pieni poteri, sostenendo che glielo hanno chiesto gli italiani.”

    La signora Meloni è sbalorditiva tanto quanto è una brava arringa popolo e brava leader di partito. Ma più sbalorditivi sono quelli che credono a questa scemenza.

    Anzitutto, ci sarebbe da ricordarsi la differenza che c’è tra un signore che, piaccia o meno per come è e per quello che è e fa, non ha mai strizzato l’occhio a fascisti e tiranni tanto quanto fa/ha fatto lei che, tra l’altro, ha l’aggravante di guidare un partito dentro il quale i simpatizzanti/nostalgici del fascio e dei relativi modi sono ben più che uno o due sparuti reduci. Quindi, che lei parli di pieni poteri con questi sottintesi è come il bue che dà del cornuto all’asino (e a proposito: non è lei che ha per compagno di strada certo Salvini che di pieni poteri s’intende o sbaglio?) .

    Dopodiché non bisognerebbe intorpidire le acque con la meschinità propria di una signora alla quale prude andare alle elezioni quanto prima, in modo da capitalizzare il consenso (cosa di per sé legittima). In Italia, Draghi o chicchessia governa solo se il parlamento gli dà fiducia e gli vota i provvedimenti che propone sennò ciccia. Questa è la democrazia parlamentare. Certo, finché, non arriva uno che circa è come lei (Orban, Putin, Lukashenko e vi discorrendo) e guarda caso è proprio quello che poi cambia le regole in modo fascista per avere giusto famosi i pieni poteri.

    Quindi, altro che Draghi il quale bene ha fatto a dimettersi perché il problema di fondo è politico e non numerico. Averne di gente così che non si rotola nella melma per raccattare qualche “responsabile” solo per stare lì dov’è (o perché glielo ha suggerito Travaglio che, a giudicare dei risultati conseguiti come consulente politico, forse dovrebbe cambiare mestiere, magari potrebbe provare con il giornalismo …).

    È vomitevole il leccaculismo dei giornali nei suoi confronti, imbarazzante. Se ne stessero zitti gli farebbero un gran favore perché un conto è la cronaca politica che lo vede inevitabilmente giganteggiare per moralità e competenza su personaggetti di terza e quarta fila e un conto è l’adorazione spudorata che non si giustifica per nulla solo con la stima che si può provare nei suoi confronti. Ciò però non può far dimenticare la pochezza di chi lo critica così pretestuosamente da diventare ancor più vomitevole e imbarazzante dei giornali medesimi. La differenza che c’è tra lui e gli altri è enorme: ma solo perché gli altri sono di una miseria che non è ormai più misurabile tanto è grande. Se ci fossero più persona degne di nota, Draghi sarebbe più fisiologicamente uno tra tanti.

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    • Sul fatto che i partiti siano nulli, assieme ai loro leader, siamo d’accordo.
      Resta da capire se calare dall’alto un banchiere ogni decina d’anni ha migliorato la situazione, sia dei partiti che del paese. A me pare di no.

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    • Anziché attaccare la Meloni, bisognerebbe chiedersi come mai sia l’unica a parlare di democrazia. Il paradosso l’ha creato questo governo che ha manganellato e disperso le piazze quando il popolo ha manifestato contro la sua deriva autoritaria e ha portato in piazza Renzi, Calenda e la Boschi nella difesa del proprio potere (dei fantomatici sindaci a sostegno del governo, io ho letto solo due nomi)…Chiedersi e guardarsi le mani: sporche di sangue!

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      • @Majakovskij
        ( grande nick……De Andrè docet)
        Di che ti meravigli?
        Mattarella/Manganella
        A parte la sottile differenza tra un mattarello e un manganello direi che noi le botte le stiamo prendendo comunque……e da parecchio tempo!

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    • Mario se il solito draghiano di “sinistra” , neoliberista che pensa che Draghi sia una risorsa invece che un flagello. Ne parliamo tra qualche mese. Non bastano i danni quando svendette l’Italia negli anni 90, per non parlare della Grecia o della letterina scritta assieme a Trichet, attuata da quell’altro vampiro che come lui e come te si chiama Mario. Anche lui invocato come salvatore della patria, che invece di risolvere i problemi non solo li ha peggiorati ma ci ha resi ancora più poveri a scapito delle grandi corporazioni finanziarie. Per quanto riguarda la Meloni, non si capisce come mai anche lei non sia al governo, perché non noto molte differenze rispetto alla politica che sta attuando il tuo amichetto del pdc.

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      • Bravo Giulio!
        Non parliamo solo del draghi che ha rovinato ( per non essere volgare) l’italia da presidente del consiglio……parliamo anche dei danni che ci ha procurato quando era un anti-italiano alla guida della Bce.
        A questo punto vale la pena di mettere i puntini sulle “i”.
        Draghi vade retro.

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    • “Anzitutto, ci sarebbe da ricordarsi la differenza che c’è tra un signore che, piaccia o meno per come è e per quello che è e fa, non ha mai strizzato l’occhio a fascisti e tiranni tanto quanto fa/ha fatto lei”
      E la Trojka?
      Piaccia o meno, forse non si è reso conto che abbiamo a che fare con il fuhrer del signoraggio bancario, del debito da derivati ultra-tossici e del turbocapitalismo ordoliberista e germano-centrico.

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