D’Orsi: “Totalitarismo morbido: il popolo così è ignorato e le Camere disprezzate”

“Renzi&Calenda chiedono pieni poteri per Supermario. Uguali a Salvini”. “Col governo Draghi abbiamo fatto un passo avanti dalla post-democrazia al totalitarismo morbido”. Angelo d’Orsi, 75 anni, salernitano ma torinese d’adozione, storico del fascismo, studioso di Antonio Gramsci, candidato sindaco […]

(DI GIAMPIERO CALAPÀ – Il Fatto Quotidiano) – “Col governo Draghi abbiamo fatto un passo avanti dalla post-democrazia al totalitarismo morbido”. Angelo d’Orsi, 75 anni, salernitano ma torinese d’adozione, storico del fascismo, studioso di Antonio Gramsci, candidato sindaco nel 2021 a Torino con Rifondazione comunista raccogliendo il 2,5%, ha interrotto la collaborazione con La Stampa lo scorso marzo in polemica con le posizioni del quotidiano sulla guerra in Ucraina. “Totalitarismo morbido significa che puoi parlare, ma devi stare all’angolo, sbeffeggiato e svilito”.

“Draghi non tratti con nessun partito, prendere o lasciare. In Parlamento metta tutti di fronte alle proprie responsabilità. Facciamola finita con il populismo cialtrone di destra e di sinistra”, Carlo Calenda. “Draghi porti in Parlamento lista priorità del governo. Prendere o lasciare, altrimenti elezioni”, Matteo Renzi.

Potremmo dire che sono simili al Salvini che chiedeva “pieni poteri”. Qual è la differenza? Ci era riuscito Mussolini, benché pronunciò alla Camera la famosa frase: “Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”… la stessa Camera concesse pieni poteri in stragrande maggioranza, popolari compresi, con l’opposizione di socialisti e comunisti. Draghi ha mostrato totale disprezzo per il Parlamento mentre deputati e senatori, con qualche rara eccezione, si prostrano volentieri. E Draghi non potrà, se oggi rimarrà in sella, che aumentare il suo disprezzo per il Parlamento. E, aggiungerei per il popolo, la cui maggioranza è critica nei confronti della politica di guerra del governo. Ma di cenni alla volontà popolare non se ne parla, fanno finta di prendersela con i populisti per prendersela con il popolo.

Professore siamo, però, pieni di appelli pro Draghi di manager, imprenditori… la “razza padrona” per dirla col compianto Eugenio Scalfari. Eppure Graziano Delrio del Pd qualche giorno fa sul Corriere della Sera ha sostenuto che se Draghi cadesse a pagare sarebbero i poveri…

È una buffonata che sembra quasi una minaccia. Sono molto colpito da alcuni appelli pro Draghi, non quelli della razza padrona che sono molto indicativi per capire chi beneficerebbe dall’ulteriore permanenza di questo governo. Ma rimango esterrefatto quando leggo gli appelli, appunto, del Terzo settore, dall’Arci a Libera, alla Legacoop sociali… È incredibile. Vorrei addirittura dire, sottovoce, che Giorgia Meloni ha ragione quando sostiene che si stanno trasformando istituzioni come quelle rappresentate da sindaci e presidenti di Regione in dependance del governo. Anche i loro di appelli sono totalmente fuori luogo. Si dimentica una cosa fondamentale: siamo una Repubblica parlamentare, Draghi non è neppure stato sfiduciato, ma se la maggioranza ritiene che la formula politica è cambiata può, essendo ancora maggioranza, fare un altro governo. Non si capisce perché dopo Draghi ci dovrebbe essere il diluvio.

“Se la politica non esprime una forte capacità di direzione si determina un vuoto che viene riempito dai centri economico-finanziari che hanno un peso rilevante nelle attività editoriali, giornalistiche e sono orientative del costume e della vita pubblica”. Chi lo ha detto?

Potrebbe essere stato anche D’Alema…

Arnaldo Forlani, nel febbraio del 1989 a Mixer, appena rieletto segretario della Dc.

C’è quasi da rimpiangere Andreotti. Quei politici, molto discussi e discutibili, avevano un certo rispetto per le istituzioni. Ma è colpa nostra, abbiamo sottovalutato un processo che è in atto dalla fine degli anni Settanta: dalla democrazia (in cui si conservavano le forme previste dalla Costituzione del 1948) si è passati alla post democrazia (con fior fior di teorici della Costituzione materiale) per arrivare oggi a questa forma di totalitarismo morbido a cui il governo Draghi sta dando un importante contributo. Forlani aveva ragione da vendere, pensi per esempio sulla guerra in Ucraina, ma non solo, a CorriereStampa e Repubblica: sembra di sfogliare lo stesso giornale.

La vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, sostiene che Draghi deve restare “così vinceremo la guerra”. Invece, il premier russo Medvedev ha esultato…

Le pressioni internazionali, in un senso o nell’altro, andrebbero rispedite al mittente, non mi risulta che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio lo abbia fatto. La prima affermazione fa ridere. E Medvedev è un ubriacone che gioca a spararle sempre più grosse.

2 replies

  1. ““Totalitarismo morbido significa che puoi parlare, ma devi stare all’angolo, sbeffeggiato e svilito”.”
    Esatto.

    Ottimo articolo. 🌟

    Ps Meglio gli Orsi e gli Orsini che i Draghi… (Che scemenza🤭🙄)

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  2. UBI MINOR , MAJOR VINCIT naturaliter. E’ un certificato di morte dei partiti.C’è qualcuno che pensa esistano ancora ?

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