Il Corriere, il Superbonus, il Rdc e il cavallo sbagliato

(Roberta Labonia) – E ancora una volta il Corriere lavora di fantasia e butta fumo negli occhi alla gente. Dopo la figuraccia della lista di proscrizione, sbattuta in prima pagina, dei cosidetti “putiniani” d’Italia (dicevano di averli estrapolati da alcuni dossier dei servizi segreti i quali si sono invece dissociati dalla maggior parte di quei nomi), ieri è stata la volta delle truffe sul superbonus e il reddito di cittadinanza, le due misure bandiera del MoVimento 5 Stelle. Entrambi i provvedimenti pentastellati sono stati stroncati dai pennivendoli di quella che un tempo era la più prestigiosa testata italiana, come inefficienti e forieri solo di truffe ai danni dello Stato.

Il Corriere, quanto al superbonus, ha replicato lo stesso schema di Draghi e dei suoi fedelissimi fra cui il “ragionier” Franco al Tesoro il quale, avuta contezza dall’agenzia delle Entrate del totale delle truffe cumulate a tutto febbraio scorso sui bonus, ha definito il 110% Una “truffa con pochi eguali nella storia della Repubblica”.

I pennivendoli governativi del Direttore Fontana idem: hanno fatto di tutta un erba un fascio puntando il dito accusatore solo sul Superbonus 110 % . Puttanate! In realtà Il superbonus, sui totali 4,4 miliardi di tutte le truffe emerse su tutti i bonus a febbraio scorso, è pesato solo il 3%, mentre il bonus cosidetto facciate, fino al 2021 dato nella misura del 90%, senza limiti di importo e senza “asseverazione”, è pesato il 46%, cioè quasi la metà delle truffe totali.

Ma del bonus facciate è stato padre e ideatore il piddino Dario Franceschini e non è stato cassato in manovra, mentre il superbonus è stato silurato dallo stesso Draghi il quale, bloccando il meccanismo della cessione dei crediti fiscali (ora parzialmente ripristinato), ha rischiato di mettere sul lastrico oltre 30 mila imprese che si sono ritrovate con un monte crediti non più liquidizzabile. Decisione del tutto temeraria ed insensata, quella del “migliore”, tanto più che la misura del Superbonus, da sola, ha dimostrato di trainare il PIL italiano post pandemia più di tutti gli altri comparti economici (a tutto giugno ha generato ben 35 miliardi di nuovi investimenti edilizi!).

Idem per il reddito di cittadinanza, per commentare il quale i “corrierini” hanno rispolverato il trito luogo comune di quelli che se lo sono preso per stare sul divano o dei furbetti e carcerati vari che ne hanno usufruito senza averne diritto. Fateci caso, da che noi italiani detenevamo il triste primato dei falsi invalidi (eppure non è mai venuto in mente a nessuno di cassare le pensioni di invalidità), da qualche annetto sembra che le truffe su questa misura abbiano cessato di esistere mentre la realtà è che i media hanno semplicemente deciso di non parlarne più; troppo concentrati ad incanalare Il publico ludibrio verso due misure che hanno la sola “colpa” di essere state coniate da quegli incapaci dei grillini.

A costoro non sono bastati neanche i recenti dati scodellati dall’ISTAT la quale ha certificato che il Reddito di cittadinanza e quello di emergenza, durante la pandemia, hanno evitato la povertà assoluta ad oltre un milione di italiani.

Ai signori del Corriere suggerisco di stare a guardare: nei prossimi giorni potrebbero avere l’amara sorpresa di veder rifinanziate sia l’una che l’altra misura. Tante volte gli fosse sfuggito c’è un player fra i 5 Stelle che si chiama Giuseppe Conte e che in queste ore, a Draghi, lo ha messo con le spalle al muro. Se vince lui avranno puntato sul cavallo sbagliato.

6 replies

  1. Quelli del Corriere dormono sonni tranquilli: quante volte, prima dell’arrivo, sono state cambiate le regole della corsa?

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  2. Non è assolutamente necessario essere affiliato a una qualche organizzazione di qualsivoglia stampo per risultarne parte, è sufficiente perseguirne gli scopi/obiettivi per meritare la qualifica.

    Impedire la nascita (o distruggere) di qualsiasi forma politica frapposta a due poli era (è) uno degli obiettivi della loggia massonica deviata P2. Le modalità operative sono racchiuse nel documento sequestrato alla figlia di Gelli nel 1981.
    Chi cerca trova.

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  3. Ma soprattutto non si parla più di evasione fiscale, in un paese dove i gioiellieri dichiarono quanto un impiegato. La sociologa Chiara Sareceno a proposito del reddito di cittadinaza, più di un anno fa affermava sul Fatto Quotidiano : “Abbiamo più paura dei poveri che imbrogliano che dei ricchi che evadono”
    Il fatto è che i poveri che imbrogliano rubano poco mentre i ricchi che evadono rubano tantissimo, ma i ricchi sono allo stesso tempo editori di giornali e sponsor di partiti politici e quindi…

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  4. Brava Labonia! L’anno scorso quando i 5s sono entrati nel governo draghi i tuoi articoli non mi sono piaciuti. L’eccezione che conferma la regola. Ora sei uno spasso da leggere. Notevolissima.
    E credo che se Conte trovasse un compromesso con Di Battista, Raggi e Appendino, e avessero il coraggio qualora mr. Draghi rifiutasse l’ultima proposta scritta di Conte, di uscire dal governo credo che nel 2023 ne vedremmo delle belle…
    Alle amministrative è andato a votare il 40% degli italiani… I sondaggi sono fatti su quel campione e contano zero.
    Il coraggio di guardare in faccia con onestà, lealtà e determinazione quel 60 % manca
    Ecco io aspetto un gesto.. E guardo fuori….
    Attendo
    Saluti

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    • Analisi perfetta. Solo una leggera modifica. Quando Grillo e non Conte deciderà di uscire dal governo se ne vedranno delle belle.
      Non sto sminuendo Conte.

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