Prezzi alle stelle, la top ten dei rincari alimentari

La “blacklist” di Coldiretti: in testa l’olio di semi, con un aumento del 68,6 per cento. Seguono burro e farina.

(tag43.it) – Mangiare costa sempre di più in Italia e non al ristorante. Anche a casa. Colpa del caro-prezzi, dovuto ai rincari dei costi energetici e di produzione, alimentati dalla guerra in Ucraina. Sulla base delle rilevazioni Istat sull’inflazione a giugno 2022, che ha raggiunto il record dal 1986 con i beni alimentari in aumento dell’8,8 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, Coldiretti ha stilato una “blacklist” degli aumenti di prezzo al supermercato.

Rincari beni alimentari, a guidare la classifica sono gli oli di semi

In cima alla classifica dei rincari, con un grandissimo margine sugli “inseguitori”, ci sono gli oli di semi (+68,6 per cento), soprattutto quello di girasole che risente del conflitto in Ucraina. Al secondo posto il burro: +27,7 per cento. Segue la farina, con prezzi in salita del 20,5 per cento, spinti in alto dagli aumenti del grano.

Prezzi alle stelle, la top ten dei rincari alimentari sugli scaffali del supermercato. La classifica di Coldiretti.

Rincari beni alimentari, gli effetti della crisi del grano

Per lo stesso motivo il rincaro è notevole anche per la pasta: +18,3 per cento. Al quinto posto c’è la margarina (+16,8 per cento), seguita dalla carne di pollo (+15,1 per cento). Al settimo posto il riso, sul cui costo incide la siccità, che sta tagliando i raccolti.

Prezzi alle stelle, la top ten dei rincari alimentari sugli scaffali del supermercato. La classifica di Coldiretti.

Rincari beni alimentari, costeranno oltre 8,1 miliardi 

Rincari a doppia cifra anche per le uova (+13,6 per cento), seguite da patatine fritte (+13,5 per cento) e gelati, un must dell’estate, che costano il 13,4 per cento in più rispetto allo scorso anno. Il nuovo balzo dei prezzi aggrava una situazione che, secondo una stima Coldiretti, costerà nel 2022 alle famiglie italiane oltre 8,1 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare. A fare le spese dell’inflazione, ovviamente saranno le categorie più deboli.

4 replies

  1. Vorrei sapere se il giornalista ci è, o ci fà. L’inflazione all’8% è una favoletta che ci racconta il governucolo dei miei stivali. Forse l’articolista voleva dire: l’inflazione è all’8% giornaliero. Ecco, le cose stanno cosi. L’inflazione è all’8% di aumento al giorno, e fra poco non potremo comprare nemmeno l’aria per respirare. Grazie nato, grazie usa, grazie pagliaccio zelenski, grazie, graziella e graziarcaz

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  2. Al settimo posto il riso, sul cui costo incide la siccità, che sta tagliando i raccolti.

    Non diciamo puttanate: la siccità inciderà sul riso che troveremo nei supermercati il prossimo anno, quello che troviamo ora mica è quello che sta patendo adesso la siccità? Cos’è, riso col dono dell’ubiquità?

    Il problema è il trasporto… i costi dei carburanti aumentano i costi di distribuzione.

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  3. io compro la carne per i miei cuccioli, gliela preparo io non compro le crocchette,
    fra i quali ho sempre comprato anche la fesa di tacchino intera sottovuoto.
    In 9 mesi il prezzo è raddoppiato.
    Mio figlio ha un’auto bifuel metano/benzina, prezzo al Kg 0.960 settembre 2021, oggi 2,199
    e così via….
    chi è che va a fare le rilevazioni dei prezzi? i bambini dell’asilo?
    l’inflazione all’8 % è una presa per il QULO

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  4. Il problema è il trasporto?
    Sicuri?
    Guardiamo quanto costano le banane e gli ananas, e guardiamo quanmto coistano le pesche – piccoline, di frigo, che marciscono prima di maturare – prodotte sotto casa ( non è un albero che necessita di particolari cure come ad es, il kiwi ) e raccolte da immigrati a due tre euro all’ ora.
    E’ la speculazione bellezza.
    Vi siete mai fatti mandare piccoli accessori da Amazon Prime o dalla Cina ( del costo 1 euro o anche meno?) Non è il trasporto che incide, tutte scuse.

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