I 5s ne approfittino: possono lasciare l’esecutivo e rilanciarsi

(Moni Ovadia) – Di Maio e i suoi seguaci, alcuni dei quali – va ricordato – al secondo mandato – hanno trovato un’occasione per ricollocarsi altrove: li rivedremo presto in Italia Viva o magari nel Pd. È stato un gioco di una pochezza desolante, soprattutto per chi aveva creduto nel Movimento di cui era capo Di Maio. Ora però il M5S potrebbe approfittare di questa scissione per riprendere il proprio cammino uscendo da questo governo. Anche perché i temi su cui farlo ci sono: si può porre con forza in una posizione che abbia il coraggio di respingere la guerra e la sua gestione da parte dell’esecutivo, basata esclusivamente sugli ordini degli Stati Uniti. Lo potrebbero fare praticando, ovviamente, una opposizione responsabile, ma che ricordi il fatto che siamo in una Repubblica parlamentare, dunque c’è un ruolo centrale delle Camere che non può essere sacrificato. Avranno la forza per farlo e rilanciarsi? Non lo so. Forse una figura come Di Battista, unita a Conte, aiuterebbe.

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15 replies

    • e di tanti espulsi delle prima ora, quelli che si opponevano alle nefandezze del binomio Cazzaro verde – Di Maio. Per esempio l’ammiraglio De Falco.

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  1. “Avranno la forza per farlo e rilanciarsi? Non lo so. Forse una figura come Di Battista, unita a Conte, aiuterebbe.”

    Sì, certo, Di Battista si è addormentato e Gonde non si è mai svegliato…

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  2. Io sono invece ottimista, con un occhio alla tempistica, credo che Conte porterà il M5S dove sarebbe dovuto stare fin dall’ inizio del governo Draghi, cioè all’ opposizione! Siccome in democrazia il ruolo dell’ opposizione è fondamentale, va ricostruito su un progetto politico e sociale non limitato alla guerra, ma che guardi al significato stesso di democrazia, a partire dall’ informazione fino al valore del parlamento, che dovrebbe venire prima del capo di governo, che si chiami Draghi o Pinco! Svilire il ruolo del parlamento in una democrazia parlamentare, per la prassi storica della sudditanza all’ unto del signore di turno, è una coazione a ripetere di una democrazia monca che ci portiamo dietro da un secolo. ……

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  3. Io le capisco le sette fatiche di Conte, le sue contorsioni e i suoi tentennamenti.

    Uscire dal governo in questo momento vuol dire sì accontentare l’anima intransigente del movimento che rappresenta, ma vuol dire anche mettersi nelle condizioni di non poter più incidere nemmeno per un nulla nelle scelte che, in questo ultimo scorcio di legislatura, per esempio, il guerrafondaio Draghi andrà a fare in ossequio alla sua deferenza alla Nato che sta giocando con l’Europa sul filo della 3a guerra mondiale.

    Ieri, mentre guardavo Conte dalla Gruber, provavo a chiedermi quali parole avrei voluto sentire da lui per definire un distinguo, un’impronta particolare (nel dopo Di Maio) alla forza politica che rappresenta.

    Ebbene: solo frasi fatte, tipo quelle che si sta nel governo per affrontare i problemi degli italiani.

    Ok. Però tirane fuori uno di questi problemi, dal cilindro.
    E spiega come tu lo affronteresti. Metti dei paletti.
    Dicci qualcosa di concreto, illumina…
    Sei in una coalizione!
    Conti anche tu qualcosa Conte…

    Oppure.
    Non sai ancora bene se quel che pensi tu sia condiviso dal tuo gruppo parlamentare (ora che sino partiti gli opportunisti della poltrona), o dai tuoi elettori in generale?
    Di alla Gruber che convocherai gli stati generali del tuo partito e che da lì uscirà una linea.
    Magari su temi importantissimi come la guerra.
    E che sulla base di quelli indicazioni sarete battaglia…
    Fai qualcosa, Conte… Non aspettare Grillo che è cotto…
    Così sembrate dei moribondi in mestissima aspettativa di tirare le cuoia…

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    • Gsi, Conte ha effettivamente parlato di “sentire gli iscritti”, ma in modo generico, senza incisività, né precisa direzione.
      Caffè, guaranà, coca cola? Dai ché ti vogliamo più scattante…puoi farcela.

      È a lento rilascio, come certi farmaci…o forse sta solo prendendo bene la mira e calcolando i tempi? 🤔

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  4. Aspettarsi uno scatto da velocista dal bradipo Mr.tentenna brancaleon giuseppi è aspettarsi che domani arrivi la prima navicella con a bordo il primo ambasciatore marziano sulla terra.

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  5. Apprezzo Moni Ovadia cosi come apprezzo ogni singolo pacifista di questo Paese.
    Però non si può riscaldare una minestra all’infinito.
    È importante tenere e recuperare gli elementi validi e le idee che hanno costruito il movimento, ma il nome e il simbolo vanno gettati in spazzatura perchè non sono più credibili e creano solo confusione e dispersione di voti.
    Manco a farlo apposta stamattina sono andato a Messa a e il Vangelo di oggi ricordava simpaticamente che non si può mettere il vino nuovo in un otre vecchio perchè l’otre vecchio si romperebbe e il vino nuovo andrebbe perso.

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  6. >Forse una figura come Di Battista, unita a Conte, aiuterebbe.

    No, signor Ovadia: senza “forse”! 😎

    Signor Conte, la porta è infine aperta: sta a lei decidere di varcarne la soglia! Suvvia! Forza & Coraggio, che c’è un annetto scarso! 💪🏼

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    • @Cekko
      Conte nel Movimento ci sta alla grande….ma mi sembra che abbia abbondantemente dimostrato di essere troppo incline ai compromessi e quindi secondo me come “capo carismatico” ormai si ė bruciato.
      Ci fa molto comodo come avvocato ( che in politica serve sempre) ma è troppo moderato per essere paragonato al Grillo ( del tempo che fu ) che con la sua dialettica e la sua faccia di palta ė riuscito a trasformare una generica protesta in un partito politico da 33% o più……
      Purtroppo il tempo è veramente poco ma se non si riesce a convogliare tutti i pacifisti sotto la stessa bandiera gli squali come draghi ci fregheranno sempre.
      Il tempo del 33% è stato un buon inizio ma non basta.
      Il continuare ad alimentare la guerra in Ucraina dà il voltastomaco a tanta gente che farebbe carte false per votare un partito che faccia del pacifismo la propria immagine , gente che però non voterebbe 5s nemmeno con una pistola puntata alla tempia.
      Bisogna tenere duro con le idee ma staccarsi da un nome e un simbolo ( luigino docet) che ormai hanno perso la fiducia di quasi tutti quelli che nell’ultimo decennio l’hanno sostenuto in buona fede e adesso purtroppo ( ma li capisco) non ci credono più.
      Adesso o raggiungiamo ( da soli ) il 51% o tanto vale lasciare tutto in mano a draghi e aspettare pazientemente ( ma neanche troppo ) che i missili di Putin ci cadano sulla testa.

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  7. Di Battista entra nel M5S solo se quello al governo passa all’opposizione. E anche se fosse sia Conte che il Di Battista sono fuori dai palazzi.
    Per farlo cadere i numeri/voti del m5s dimezzato sarebbero sostituiti dagli oppofinti fd’i

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