M5S, se non ci crede più neanche Grillo perché dovrebbero farlo gli elettori?

(Matteo Macor e Matteo Pucciarelli – la Repubblica) – La domanda a questo punto sorge spontanea: se non ci crede più neanche il creatore, fondatore e garante, perché dovrebbero farlo gli elettori? Sì, perché Beppe Grillo domenica scorsa non è andato a votare il Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali. Nel seggio 617 di Genova, quello dove si recano i residenti della bella collina a ridosso del mare di Sant’ Ilario, tra gli otto voti ai 5 Stelle (ovvero il 2,5 per cento delle preferenze in quella sezione) non c’era il suo. Il comico da giorni è fuori città e a confermarlo, più o meno direttamente, sono gli stessi portavoce locali del M5S.

Cinque anni fa Grillo si presentò fuori dall’istituto di agraria non molto distante dalla sua villa in scooter, assieme alla moglie Parvin Tadjk; plateale come sempre, entrò nella cabina elettorale col casco in testa. «Invito tutti ad andare a votare: è importante!», scrisse quel giorno sui social. Nel 2017 il comico fece un comizio davanti a Palazzo Ducale, ma soprattutto intervenì direttamente sulla competizione genovese quando d’imperio decise di annullare il voto online delle comunarie perché aveva vinto una candidata sindaca non di suo gradimento, Marika Cassimatis.

Un protagonismo anche eccessivo, con quel colpo di spugna che in un tratto solo cancellò tutte le ripromesse sulla democrazia diretta della rete. Ma comunque, nel frattempo è cambiato qualcosa, anzi parecchio. Come detto ne sono accorti gli stessi attivisti locali del Movimento: Grillo in campagna elettorale non s’ è mai fatto vedere, neanche quando Giuseppe Conte e il presidente della Camera Roberto Fico, nella sua prima e vera uscita pubblica non istituzionale di questi mesi, sono venuti a Genova per tirare la volata alla lista.

Oggi il candidato scelto nel 2017 al posto della candidata sindaca nominata dalla base sul blog e destituita da Grillo, cioè Luca Pirondini, è rimasto l’unico reduce in Consiglio comunale, l’ultimo nella città del (fu) “elevato”: «Beppe non ha votato? Il problema è un altro – taglia corto sul tema, senza smentire la notizia sul voto mancato del garante – Mai come ora ci serve con urgenza questa benedetta riorganizzazione sul territorio del Movimento, sennò saremo condannati a dire per sempre che le amministrative non sono il nostro terreno elettorale più adatto, e commentare sconfitte».

In alleanza con il Pd, nella tornata appena conclusa i 5 Stelle sostenevano la corsa di Ariel Dello Strologo, il candidato sindaco scelto in accordo con i dem per allargare e testare il fronte anche in vista delle Politiche del prossimo anno. È andata parecchio male: il sindaco uscente del centrodestra Marco Bucci ha vinto al primo turno, e il M5S ha racimolato il 4,4 per cento, sorpassato anche da Europa verde- Linea condivisa di Ferruccio Sansa (5,2 per cento).

Certamente almeno al momento del voto l'”uno vale uno” per davvero e quindi la preferenza di Grillo avrebbe cambiato di niente l’esito finale, ma in fondo Genova non è più la città culla del Movimento ormai da tempo. A raccontarlo, in questi anni, è stata anche la diaspora continua dei parlamentari di casa, passati – tra espulsioni e fuoriuscite, le ultime dopo la nascita del governo Draghi – da otto a tre. Come dimenticare l’addio di una delle preferite di Grillo, la ormai ex plenipotenziaria Alice Salvatore che fu candidata alla presidenza della Liguria nel 2015? Oppure quello di Paolo Putti, exploit alle Comunali del 2012, poi transitato nella sinistra radicale?

Così oggi la valenza della diserzione del fondatore, proprio in una tornata che certifica l’affossamento elettorale delle cinque stelle nelle varie salse, è tutta politico-simbolica. Nonostante l’accordo da 300 mila euro l’anno con il suo (?) M5S per veicolare attraverso beppegrillo. it materiali politici e di propaganda proprio del M5S, il fondatore pare freddo rispetto al cosiddetto nuovo corso. “Corea del Sud: sempre più aziende sostituiscono i lavoratori con i robot”, è l’ultimo articolo pubblicato sul blog. Prima ancora, altri post su pannelli solari, fertilizzanti e «il controllo di dispositivi tramite segnali elettrici del cervello».

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

15 replies

  1. Giuseppe Conte ha potenzialità per fare politica ma con una sua lista personale.
    Gran parte del misero consenso attuale del (fu) m5* deriva dalla sua figura, il che segnala un fallimento totale della strategia politica in essere.
    Il (fu) m5* deve tornare in mano a un soggetto molto bene identificabile dagli elettori della prima ora, con una lista Conte a supporto.
    Il campo largo progressista segnerà la fine di ciò che resta di un moVimento nato con ambizioni rivoluzionarie.

    "Mi piace"

    • Scusa la mia ignoranza, ma non è conte il più accanito sostenitore del campo largo progressista insieme ai pdioti?
      Tanto vale che si faccia una lista all’ombra del
      pd-l suo campo naturale

      Piace a 1 persona

  2. Conte parla di campo progressista, e credo intenda pd, bersani, fratoianni.
    Letta parla di campo largo progressista, con la inclusione di calenda e renzi (altre ai sopracitati).
    In entrambi i casi il (fu) m5* sarà una semplice comparsa.
    E cmq è vero, Conte ritiene che il futuro sia lì, tra le grinfie di vecchie volpi abilissime a saccheggiare pollai.

    "Mi piace"

  3. L’articolo è degno del giornale che lo pubblica. Se si accaniscono tanto è perché temono come il vajolo (quello vero) chi possa mettere ostacoli alla continuità del/della… fate voi, perché non voglio querele. Però, mi avete compreso.

    Piace a 2 people

  4. C’è qualcuno che conosce la legge elettorale (credo ora sia la rosatellum) che sa quante firme servono per partecipare al voto alle politiche 2023? …perchè mi chiedevo per i fuoriusciti o chi non è mai entrato nel parlamento e vogliono fare un nuovo movimento quante firme occorrono?
    grazie

    "Mi piace"

  5. Intendiamoci, io intendo quel che posso e riesco e le mie interpretazioni sono setacciate dalle mie esperienze, non sul “campo”, ma da estrapolazioni di figure tratteggiate a puntini casuali, per cui Grillo che si è gettato a peso morto in politica non ha messo in conto la seria vacuità delle questioni e l’impossibilità ad avere situazioni e candidati perfetti che rientrino rigorosamente nel suo schema.
    L’ineffabilità di questa real politik sta nell’aver reciso le sue qualità umane in vari ambiti per intraprendere la strada dell’imprenditoria politica di cui Renzi , il Calenda , il Letta e il comparto berlusconiano della destra né sono le effigi più riuscite e se di imprenditoria politica si discute si dovrebbero discutere anche le questioni umane e morali che sono salite a galla insieme alle anco’re issate.
    Mentre la nave procede il suo lungo corso si stanno riannodando questioni cruciali lasciate languire nel carrozzone dove tutto si disperde e perde peso ma che si concretizzano di nuovo nelle decisioni circoscritte quanto circospette che attanagliano di dubbi.
    E se Grillo cade dal pero nella sua Genova, come un doge a cui qualcuno sta per togliere la corona il problema è quella invisibile corona che vede solo lui.
    Il M5S ha fatto tante cose buone rispetto ai volponi sempre nascosti dietro l’angolo e di questo ne dovrebbe andare fierio e guardare avanti per incidere ancora più profondamente nella vita dei cittadini a cui è stato tolto e taroccato ogni bene, materiale e immateriale.
    Questi retaggi medievali sono boomerang nella mente dei giovani perché lo sono già per gli adulti ..

    "Mi piace"

  6. Questo famoso campo largo … Progressista (??) Non sarebbe meglio sostituirlo con un campo stretto conservatore o fare un campo di medie proporzioni??
    Il campo largo progressista che sposta l’asse maggiore in direzione Ovest lascia dei profondi vuoti riempiti da figuranti contemporanei ripescati dalla Storia oltre a a questo il basso e infingardo livello richiesto per ottemperare a compiti anche istituzionali lascia perplessi per l’assenza di spazi di discussioni e dialogo , unico terreno per venirsi reciprocamente incontro e dal momento che la serrata e iper controllata configurazione della politica imprenditrice non lascia margine a quella diversità che darebbe un respiro di sollievo a molti mi chiedo la fine che potremmo fare.
    I campi agricoli sono abbandonati, le istituzioni sono al degrado ma vestirsi con abiti imperiali fa ancora il suo effetto e ciò dimostra la profonda distorsione in atto dei maggiori significanti che ci accomunano come popolazione, se non fosse per la lingua, mi sentirei perennemente uno straniero in patria.

    "Mi piace"

  7. Grillo ha amato e ama solo se stesso. Ha creato il movimento per dimostrare a Fassino e al PD che era capace di fare quello che, ironicamente, gli chiedevano di fare. Lui non ha creato quel sentimento popolare contro la casta, ma ha creato gli slogan intorno ai quali si è coagulato quel sentimento.
    Raggiunto l’obiettivo non aveva più alcun interesse a farsi maltrattare dai media, perciò doveva liberarsi di quel peso e alla prima occasione ha consegnato quel movimento nelle mani del PD attraverso uomini fidati espellendo chiunque non fosse d’accordo.

    Piace a 1 persona