Ho sognato che Pannella prendeva tutti a pedate

Ho fatto un sogno: Marco Pannella che torna sulla Terra e prende a pedate in quel posto i presunti discepoli che hanno ridotto l’istituto del referendum un insignificante relitto. Intendiamoci, non ci siamo mai uniti alla santificazione del personaggio […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ho fatto un sogno: Marco Pannella che torna sulla Terra e prende a pedate in quel posto i presunti discepoli che hanno ridotto l’istituto del referendum un insignificante relitto. Intendiamoci, non ci siamo mai uniti alla santificazione del personaggio che nel 2013 si fece bocciare dalla Cassazione ben sei quesiti sulla Giustizia (con incorporati i limiti alla custodia cautelare e la sempiterna separazione delle carriere) che non raggiunsero il quorum delle 500mila firme valide (senza contare l’inciucio elettorale, a buon rendere, con Silvio Berlusconi). Ma, almeno, Pannella ha saputo valorizzare questo fondamentale strumento della democrazia diretta e, soprattutto, non era un incapace. Infatti, a parlare di “fallimento” della consultazione, perché organizzata in modo “estemporaneo e improvvisato” , di “atto politico avventato”, non è stato qualche magistrato giustizialista amico del Fatto. Bensì, l’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere Penali, un campione del garantismo più puro, che in una intervista al Corriere della Sera esprime sgomento davanti a tanto dilettantismo. Ma c’è di più, perché Pannella sapeva indossare come pochi le vesti del martire perseguitato dalla feroce partitocrazia (tranne quando si batteva per ottenere i finanziamenti pubblici a Radio Radicale). Mai però quello della vittima frignante. Invece di andarsi a nascondere, o magari di presentarsi davanti alla stampa per ammettere di avere sbagliato tutto ma proprio tutto, dall’altra sera i trafelati nipotini di Marco stanno dando vita a un insopportabile piagnisteo. E addossano la colpevole catastrofe, nell’ordine, alla scarsa copertura della Rai, alla indifferenza della carta stampata, alla Consulta che ha cassato i quesiti più trainanti (eutanasia e cannabis), alla giornata estiva, alle cavallette. Chiedere scusa, no? Anche se la vetta abissale di tutta questa tarantella è stata raggiunta dall’imprecisato “comploddo” evocato da Roberto Calderoli. Perlomeno imprudente l’uscita del senatore leghista, poiché l’unico complotto riscontrabile è stato ordito da chi, per protagonismo, insipienza o chissà cos’altro, ha sferrato una tremenda picconata a un istituto costituzionale che appartiene a tutti gli italiani e non a una ristretta lobby di unti del Signore. Per questo motivo ho pure sognato Umberto Bossi che entrava nella sede della Lega (da lui fondata, e affondata dai Salvini e dai Calderoli) calzando dei robusti scarponi chiodati.

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5 replies

  1. Eh, signora mia!! non ci sono più i politici di una volta!!!! anche se a dirla tutta tanti danni hanno fatto pure loro!!

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  2. Beh evocare quel fantasma corrotto di Umberto Bossi non è proprio il massimo, anche se è vero che la Lega è creatura sua

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  3. Quale Pannella?
    Quello anni ’70 ,e tutti lo ricordiamo per le battaglie di civiltà , o quello anni ’90 ,pappa e ciccia con Berlusconi?

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