Monica Guerritore: “La guerra ci fa salire tutti sul ring”

“Il conflitto in Ucraina ci ha riportati indietro, dividendoci e impaurendoci”… Durante la pandemia, quella restrizione collettiva ci aveva impauriti ma non piegati, avevamo subito il dolore ma eravamo pronti a ripartire. Credo che ci fosse più ottimismo e anche la prova di una solidarietà mai conosciuta bene prima […]

(DI ANTONELLO CAPORALE – Il Fatto Quotidiano) – Monica Guerritore, questo nostro tempo a volte sembra un film e pure abbastanza spaventoso.

Ricordo invece il clima di attesa, la voglia di ricominciare che si era fatta largo durante la pandemia. Quella restrizione collettiva ci aveva impauriti ma non piegati, avevamo subito il dolore ma eravamo pronti a ripartire. Credo che ci fosse più ottimismo e anche la prova di una solidarietà mai conosciuta bene prima e soprattutto mai frequentata così assiduamente come durante gli orribili mesi di una malattia che bussava alle porte di ogni casa. Aspettavamo il vento buono per riprendere il cammino ed essere migliori, andare più forte.

È invece arrivata la guerra.

E l’attesa si è spenta, è arrivata la grande gelata. Una gelata nei sentimenti, nel confronto pubblico, nell’economia. La guerra ci ha riportati all’indietro, dividendoci e impaurendoci più di prima e adesso costringendoci a fare i conti con una realtà che ci tramortisce. La crisi economica sarà più violenta, la democrazia più infragilita, la nostra forza piegata.

Siamo regrediti, viviamo col coltello in bocca, abbiamo il nemico davanti a noi a ogni ora del giorno.

La narrazione della guerra, la necessità di renderla televisivamente ammiccante nella sua enorme crudeltà, ci travolge. Siamo spettatori di un ring brutale, dove la colluttazione è elemento ispiratore del sistema. La guerra ci fa tremare, balbettare. E ci fa odiare. Ci invita a sfregiarci.

Le colpe dei russi, la disperazione degli ucraini, gli interessi degli americani, le ambiguità dell’Occidente.

L’atto criminale di Putin dovrebbe essere usato a grande metafora di quel che può accadere – in formato mini – in casa nostra. Non solo il grande sopruso ma la violenza di taglia inferiore, l’illegalità enormemente più piccina, più modesta. Bisognava usare il sopruso dello zar di Mosca come parametro dell’espressione della violenza domestica come ordine nuovo.

In Italia ci sono posti in cui l’aggressione anche violenta è sistema conosciuto e quasi legittimato.

Ecco, quando lo Stato adotta quel sistema cosa succede? Nell’Ucraina dovevamo specchiarci noi, senza dividerci tra filo questo e filo quello. Dovevamo fare l’analisi logica della realtà. Mi ha colpito l’epiteto di un passante verso Giuseppe Conte: l’ha definito pagliaccio. Quando Conte si è fermato e gli ha chiesto di spiegare le ragioni di quel giudizio, il cittadino è rimasto senza parole, senza voce. Non ha cioè saputo spiegarne la logica.

Nota anche lei il declassamento di alcune grandi questioni che prima ci avrebbero fatto indignare, indispettire?

Noto un’acquiescenza, quasi una estraneità, un disinteresse a temi che prima ci appassionavano. Detto questo avverto però nella società fenomeni e atteggiamenti molto positivi. È che sono ignorati, non suscitano interesse pubblico, non hanno valore civile purtroppo.

Lei è sempre impegnata nel dibattito pubblico. In Italia il mondo dello spettacolo ha invece difficoltà a farsi coinvolgere.

Negli Usa le star sono grandi aziende, hanno una relazione e una consuetudine con le battaglie civili e politiche più consolidata che da noi.

Il sistema statunitense è più forte.

Più forte e più ricco. Questo non significa che da noi non esistano colleghi, cantanti o attrici, che si danno sempre tanto da fare. Penso, su tutte, a Fiorella Mannoia e Sabrina Ferilli.

Lei quando si è sentita coinvolta nel discorso pubblico?

Quando la Lega è andata al governo e ha mosso l’Italia contro l’Europa. Mi sembrava una sciagura e ho pensato di avere il dovere di dirlo.

Ecco.

Ma sempre con ostinato ottimismo.

6 replies

  1. Guerritore: non sarebbe stata affatto una sciagura muovere l’Italia contro l’Europa. Anzi! Essere vincolati a questa Europa atlantista, serva degli USA e senza timone, questa è la sciagura. E la Lega ora tace.

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  2. Per tessere sempre le lodi a questa Europa in fin dei conti su cosa si basa questo ragionamento?
    Sotto quale aspetto la nostra vita è migliorata sotto lo scudo europeo?
    I grandi esperti economisti ci dicono che saremmo stati spazzati via senza di essa,ma sono anni che si parla solo di recessione ,Italia fanalino di coda nella crescita,Italia primato del deficit,Italia salari bassi,Italia disoccupazione giovanile record etc etc…
    Quindi passa il messaggio che già siamo sempre messi male,ma senza l’UE saremmo falliti.
    Chiedo se tra un agonia lenta e interminabile sia meglio una morte rapida e magari una rinascita in condizioni differenti.
    Vale il rischio di mandare aff…..o questi burocrati con teste di legno e vedere che succede?
    Probabile che senza la tanto criticata Italia cada tutto il castello di carta di questo (secondo me)inutile mostro burocratico.

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