Atto unico della solita sceneggiata politica siciliana

(Dott. Paolo Caruso) – Mancano ormai appena 72 ore al fatidico giorno delle consultazioni amministrative in cui i cittadini di tante città italiane andranno al voto per rinnovare l’amministrazione comunale, e tra queste spicca per la sua peculiarità la città di Palermo. Così la quinta città del Paese si appresta ad esercitare il diritto di voto, un voto in una atmosfera resa ancor più pesante dalla cappa ingombrante della mafia. Proprio oggi si ha notizia dell’arresto del candidato forzista al consiglio comunale di Palermo Pietro Polizzi e di Agostino Sansone esponente mafioso di primo piano, arresti legati ad un vero e proprio accordo elettorale che probabilmente si sarebbe protratto fino alle prossime consultazioni regionali. Ecco che in questa torrida e fiacca campagna elettorale ritorna in auge dopo i casi Cuffaro e Dell’Utri il teorema del rapporto sempre vivo tra politica e mafia. L’ex senatore di Forza Italia e l’ex governatore, pagato il conto con la giustizia, sono ritornati a giocare un ruolo importante nella politica siciliana, condizionando le scelte dei candidati come quello dell’ex assessore regionale Lagalla candidato unico del centro destra palermitano e probabilmente anche a indirizzare il voto degli elettori. E pazienza se Paolo Borsellino ha detto che ” I partiti politici non devono soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati”. Figuriamoci poi in questa occasione….In Sicilia cambieranno le amicizie ma non tutto il resto, i legami e gli attori sono sempre gli stessi e del cambiamento gattopardiano non c’è neanche la parvenza. Del resto a Palermo c’è sempre chi strizza l’occhio a personaggi condannati per mafia e gli va dietro, se li contende e li sostiene spinti dalla sete di potere. L’aria che si respira tra la gente è quella di grande delusione, in una città frustrata dai tanti problemi che l’assillano, da risultare pure tra le ultime per vivibilità.  Nonostante tutto, ancora oggi, tra personalismi, sterili polemiche e schermaglie da prima repubblica, viene a mancare un serio programma per Palermo. Un vero programma di rinascita per questa città distrutta da anni di incuria, una città in ginocchio violentata da tempo da una politica fallimentare. In questa competizione elettorale, a poco più di tre giorni dal voto amministrativo, si assiste ad un continuo susseguirsi di argomentazioni spesso ripetitive senza alcun distinguo tra i candidati, un copia e incolla di progetti sbandierati da tempo, affossati sempre dall’inerzia deplorevole dei partiti. Una calma piatta investe le forze politiche, un tragico vuoto di idee all’interno dei diversi schieramenti che di sicuro lascia poco spazio alla speranza. La città oggi appare come una cartolina dai colori sbiaditi, uno scrigno di tesori ricoperto da una fitto strato di polvere che ne offusca totalmente lo splendore. Così Palermo si appresta ad esercitare il diritto di voto, un voto  che tutti i cittadini si augurano possa presto far ritornare la città agli antichi splendori. I cumuli di rifiuti in strada e soprattutto la vergogna del camposanto dei Rotoli  bruciano più di tutto nell’animo dei palermitani, una ordinaria e cronica inefficienza, la punta di un iceberg che nasconde nell’abisso politico i mali di una città al collasso. Lo scenario che si presenta agli occhi di tutti è quello di una città che affonda sempre più nell’incuria e nella colpevole indifferenza dei cittadini, abbandonata al proprio destino di città disordinata e priva di regole. Un gioiello urbanistico cristallizzato in una rigida gabbia di cemento frutto di anni e anni di speculazione selvaggia, una città ferita e costretta a vivere nella costante precarietà, dai servizi alle infrastrutture, soffocata dal caotico traffico urbano e dalla mancanza di parcheggi, con vie costellate da innumerevoli buche e marciapiedi fatiscenti. Uno spettacolo indecoroso che affonda le sue radici nell’immobilismo politico del passato ma che oggi al momento del voto riemerge in tutta la sua gravità. Una città martoriata da anni di incuria, attualmente preda della febbre elettorale, in cui risalta  l’esclusiva  mediocrità dei candidati, molti dei quali responsabili dei disastri di Palermo. A tre giorni dal voto la frammentarietà e le divisioni nei diversi schieramenti sono sempre più palesi, mentre la mancanza di programmi concreti per la rinascita di questa città danno l’idea esatta di quanto la politica sia assente e lontana anni luce dai reali problemi della gente. E’ opportuno che proprio in questi momenti di difficoltà prevalga da parte degli elettori la consapevolezza dell’importanza del voto evitando di ricorrere al semplice e sempre più diffuso astensionismo, o al solito deleterio voto clientelare, indirizzando il proprio consenso a individualità di spicco capaci di amministrare con assoluta correttezza e illuminata intelligenza la cosa pubblica.  A guadagnarci così sarà la buona politica e soprattutto la città. 

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2 replies

  1. Ma il famoso O’ Sindaco che fine ha fatto?

    E le mille bare insepolte?

    La gente quanto può sopportare prima di ribellarsi?

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