Speranza non molla la mascherina. L’obbligo resterà anche per i mezzi

Lo stop all’imposizione è fissato il 15 giugno, ma il ministro è deciso a prorogarlo su autobus, treni, aerei e navi. Costretti a imbavagliarsi pure gli alunni durante gli esami. Possibile la fine dell’imposizione in cinema e teatri.

(Patrizia Floder Reitter – laverita.info) – Parole che promettono nulla di buono. Sulla completa eliminazione delle mascherine dal prossimo 15 giugno, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto sapere che «sono tutte valutazioni ancora da compiere e non c’è nessuna decisione già assunta».

Come dire, mettetevela via che tanto ho altre sorprese in serbo per voi. Non bastasse l’antifona, ha poi aggiunto: «L’esperienza di questi anni ci dice che l’estate è sempre stato il momento più facile da gestire, per la maggiore permanenza all’esterno delle persone, ma dobbiamo comunque restare preparati».

Preparati significa con il bavaglio sempre appresso? Tra una decina di giorni dovrebbe cadere l’obbligo dei dispositivi di protezione facciale in cinema, teatri, spettacoli al chiuso e sui mezzi di trasporto pubblico, ma è quasi certo che li manterremo ancora quando viaggeremo in treno, bus o aereo. Walter Ricciardi, consigliere di Speranza, lo dà per scontato: «La mascherina sui mezzi di trasporto rimarrà. Penso che seguiremo la Germania che ne ha prorogato l’uso fino settembre in questo ambito».

Dopo mesi passati a tirare il freno a mano in un percorso verso la normalità già ostacolato da continui rallentamenti, figuriamoci se Ricciardi si lasciava scappare l’occasione ghiotta di smorzare un po’ di sano entusiasmo per la fine dell’obbligo di mascherina. Restrizione che in ogni caso resterà pure in ospedali e Rsa.

A scuola, purtroppo, prima della conclusione degli esami di maturità non ci sarà modo di far ossigenare i poveri studenti, costretti a restare mascherati per ore in aula, con temperature estive, nell’assoluta indifferenza per la loro salute in un periodo di studio molto impegnativo e di abbondante stress.

«Gli esami sono un momento di passaggio e vanno vissuti con entusiasmo. Quando sarete grandi li ricorderete con molto affetto», è stato solo capace di dire il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel suo messaggio agli studenti. Più che di retorica, avevano bisogno di un segnale di rispetto per il loro sforzo finale, un riconoscimento che la mascherina ormai non serve più. Peggio, affatica, quindi nuoce.

Come si può pensare di sostenere, senza base scientifica, che preserva dal contagio, quando fuori dalla scuola i ragazzi si incontrano a volto scoperto, trascorrendo insieme, a stretto contatto, la maggior parte del loro tempo?

Il sottosegretario all’Istruzione, Barbara Floridia, afferma di essere d’accordo «con Pierpaolo Sileri sulla possibilità di far tenere gli esami di terza media e di maturità» senza obbligo, ma Bianchi la pensa esattamente come Speranza e la decisione è già stata presa. Fino alla fine dell’anno scolastico non ci saranno ripensamenti.

Forse cambierà qualche cosa per i lavoratori del privato, se a fine giugno le parti sociali decideranno, d’intesa con il governo, di non rendere più vincolante chirurgica o Ffp2 sul luogo di lavoro. Ai primi di maggio, dopo l’incontro virtuale tra sindacati e imprese, era stato deciso di mantenere il protocollo di sicurezza varato nel 2020 e rinnovato un anno fa, conferma che stanno scontando migliaia di lavoratori con mascherina pure all’aperto. Se il protocollo non verrà modificato, li attende un’estate di autentica sofferenza.

Nel pubblico, la circolare del ministro Roberto Brunetta, si era limitata a raccomandare la mascherina, benché nella stragrande maggioranza di enti, Comuni, Regioni, la cautela si sia tradotta in obbligo per dipendenti e collaboratori. All’agenzia delle entrate si devono tenere la Ffp2 addirittura fino al prossimo 30 settembre, quindi non se la toglieranno mai, perché in autunno ripartirà la giostra varianti e misure necessarie per contrastarle.

Sarà dunque un giugno ancora pesante, sul fronte mascheramenti, e con tante incognite sul fine misure. Qualcuno si consola sapendo di poter viaggiare, dal primo di questo mese, senza dover presentare il green pass al rientro in Italia. Fine obbligo certificazione verde, ottenuta tramite vaccinazione, guarigione o test negativo, che dopo lo stop del 28 aprile al Passenger locator form, il modulo con tutte le informazioni necessario alle autorità sanitarie per localizzare il viaggiatore in caso di eventuale contagio, lascia finalmente liberi di muoversi all’estero senza tante documentazioni.

Sarà una tregua solo estiva, sospettano in molti, intanto il turismo ha bisogno anche di questo. Aspettano, invece, con ansia il 15 giugno gli over 50, che non saranno più obbligati a vaccinarsi, ad eccezione del personale sanitario per il quale la sospirata scadenza è il 31 dicembre.

9 replies

  1. Non lo so……
    Ci stiamo dimenticando che tutto il terzo mondo non è vaccinato e in genere vive nelle condizioni perfette per permettere alle varianti di sbizzarrirsi come più gli pare.
    Teniamo presente che i media sono passati nel giro di un paio di giorni dal tediarci parlando solo di covid al quasi dimenticarsi che esiste, facendo passare gli stessi identici numeri dai caratteri cubitali delle prime pagine a una didascalia con dimensioni simili a quelle dedicate ai risultati di un campionato di serie b di uno sport minore.
    O ci stavano prendendo in giro prima o lo stanno facendo adesso, ed esattamente come non mi fidavo degli eccessivi allarmismi non mi fido adesso del loro minimizzare ad ogni costo.
    Ma qualcosa di equilibrato mai??????

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  2. Ho viaggiato recentissimamente in treno,obbligo di mascherina,ripetuto almeno 60 (di numero) durante il viaggio.
    Va bene tutto o forse no,ma con quale criterio siamo obbligati a tenerla e nello stesso tempo,viaggiamo su treni con quasi il doppio dei passeggeri consentiti?
    Secondo l’illustre ministro dovremmo tenere mascherina e distanziamento?
    Mi si risponderà che a maggior ragione serve la mascherina in questi casi,ma io credo che sia più comodo mantenere questo collare e far fare cassa,in questo caso alle ferrovie.
    Per la cronaca,il treno 2495 Milano Rimini del 2 giugno era un carro bestiame,l’ho abbandonato a Piacenza .
    Penso che anche a molti di voi sia capitato

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  3. Attendo luglio, in Val Padana si toccheranno punte di 43 gradi, sugli autobus stipati come carri bestiame, voglio proprio vedere chi rischierà di prendersi un pugno in faccia da chi, ansimante, stanco e madido non vorrà indossare la mordacchia. Mi auguro non ci saranno malori tra chi, in affanno da caldo e difficoltà a respirare con la mascherina, dovrà viaggiare, sostenere esami, attendere diagnosi e cure.

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  4. Come, un “altlantico” come lei non sa come si scrive nella lingua universale? Non sarà mica sovranista?

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