Annessi e connessi

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Non so se il prof. Orsini sia putiniano, ma di sicuro Putin non è più orsiniano. Ha dimenticato di definire «annessione» l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, nonostante la prof.ssa Di Cesare gli avesse suggerito da tempo la risposta esatta. E ha persino negato che la scelta di campo di quei due Paesi rappresentasse di per sé un gesto minaccioso nei confronti del suo, smentendo clamorosamente la compagnia disarmante (a senso unico) dei talk show.

Putin allineato sulle posizioni dei «giornaloni»? In realtà si conferma il classico boss che rispetta soltanto chi non ha paura di lui, ma forse sta succedendo qualcosa. Il colonnello Mikhail Khodaryonok, analista militare del primo canale, ha ammesso che la guerra va male, la Russia è sempre più isolata e la situazione è destinata a peggiorare, rivelando un certo sprezzo del pericolo, ma soprattutto — e lo trovo imperdonabile — una scarsa conoscenza delle tesi del prof. Orsini sulla forza inarrestabile della macchina bellica russa e sul sostegno alla causa da parte di Cina, India e Repubblica Galattica di Star Wars. Con l’arietta tollerante che si respira da quelle parti, al colonnello catastrofista (probabilmente una spia di Biden o, peggio, di Caprarica) si consiglia comunque un periodo di digiuno precauzionale.

P.S. Lunga vita televisiva ai pacifisti strabici, a cui vorrei sommessamente ricordare che la critica non è censura
, nemmeno quando a farla siamo noi del «mainstream», che almeno per un giorno possiamo quasi dirci putiniani.

25 replies

  1. Effettivamente Gramellini sta diventando un caso di studio della facolta’ di Psichiatria. Ossessionato da Orsini. Probabilmente questa patologia che si sta diffondendo tra i giornalisti e commentatori “senza se e senza” verra’ classificata come “Sindrome da Orsini”

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  2. Più attaccano Gramellini sui capelli o altre amenità simili, più mi vien voglia di fondare un battaglione Azov in sua difesa.

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  3. Fossi in lui mi dedicherei a Nathalie Tocci che ci ha fatto due palle così da 3 mesi ed ora la sua ENI paga il gas in rubli in barba alle sanzioni e alla Commissione Europea con l’avallo del Governo italiano.

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    • Infatti mi chiedo perche’ tra tutti i zelanti giornalisti “duri e puri” nessuno le abbia ancora chiesto perche’ non si e’ dimessa da ENI, visto che l’azienda della quale e’ nel consiglio di amminastrazione fa ancora lauti affari con la Russia. Quando si dice la coerenza….

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  4. Se gramelot è il vostro eroe siete messi proprio male. Un giornalista che vive della banalità scrive articoli in cui divide i buoni dai cattivi. Un giornalismo fatto di buoni propositi zuccherini, che piace a quelli del partito spu (sacra poltrona unita), cioè il nulla assoluto.

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  5. Certo che i Putin trolls sono abbastanza inferociti… forse che con queste sanzioni i rubli non arrivano come prima? 🤔

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  6. E al viscido emulo di De Amicis si consiglia di non attaccarsi al fiasco troppo a lungo. Gli effetti sono disastrosi

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  7. Questo sterile teatrino è solo grasso che cola per i magnati di wall Street, in barba ad ogni buon tentativo di chiarificare e rendere chiaro una guerra che deve per forza fare spettacolo e ipietosire con le solite formule di rito stantie di cui se ne ha pieni i padiglioni auricolari.
    Gramellini più che giornalista politico è adatto alle cronache rosa e forse dovrebbe acellerare questo ‘aspetto magari trasformandosi in regista da buona scuola veltroniana e saviana .
    Auguri.

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  8. Rapido elenco dei cocktail al momento a disposizione, tutti a base di vodka, essendo i soggetti fissati unicamente su Russia e suoi derivati. Dunque abbiamo:

    Il Gramellini (classica vodka liscia con cetriolino finale, che non è il Gramellini stesso, ovviamente, e ci mancherebbe altro).

    Il long Gramellini (è un gimlet, una parte di vodka e una di succo di limone per allungare il brodo, anzi il cocktail, alla maniera del della Loggia).

    E ultimo arrivato, ma mi cascassero tutti i denti se è il peggiore, il big Gramellini! (monta la panna come pochi e quindi un white russian, quello che beveva il grande Lebowski, ma nel caso di Giuliano Ferrara ribattezzato white azovian!)

    ps + serio
    ma nella frase “sulla forza inarrestabile della macchina bellica russa e sul sostegno alla causa da parte di Cina, India e Repubblica Galattica di Star Wars” non c’è arietta di razzismo verso cinesi e indiani?

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  9. Ma vodka non l’hanno ancora bandita? Verrà fustigato chi ne verrà trovato in possesso?
    Sostituita dal Jack Daniel’s?

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    • No, hanno bandito la lettera V.

      Piuttosto:

      “Lunga vita televisiva ai pacifisti strabici, a cui vorrei sommessamente ricordare che la critica non è censura, nemmeno quando a farla siamo noi del «mainstream», che almeno per un giorno possiamo quasi dirci putiniani.”

      questa proprio non vi va giu’?

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      • La critica non è censura.

        Invece, caro cannato olandese, chiudere un programma solo perché ospita Orsini è democrazia liberale.

        Giusto pirlone?

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      • SceMo Sparviero
        La RAI non ha niente a che fare con la democrazia liberale. La RAI è un puttanaio partitocratico. E comunque: chi se ne frega di Orsini. Il professore troverà comunque spazio per dire la sua in TV. Venderà poi tanti libri, e riempirà teatri a 25 euro a biglietto. Auguri.

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  10. @Giansenio.
    Occorre spiegare ai “volontari”, “contrattisti”, “mercenari” che siano, e di qualsivoglia parte del mondo, che il loro lavoro – generalmente ben pagato o comunque liberamente scelto – consiste nello sparare, quindi ovviamente nel farsi sparare. Mi pare che gli “eroi” non abbiano letto bene il contratto.
    Altra cosa sono i coscritti, che per lo più di sparare e farsi sparare ne farebbero volentieri a meno.

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