La tv che russa

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Dopo che Michele Santoro e il ministro Lavrov (uno dei due è russo, ma non ricordo quale) avevano descritto i media italiani come megafoni della propaganda Nato, mi sono accostato alle tv di Putin con tanta voglia di imparare. Ho avuto fortuna, perché il primo programma in cui mi sono imbattuto era condotto da un signore elegantissimo – giacca, cravatta e garofano all’occhiello – che parlava di argomenti scientifici con la competenza tranquilla di un Piero Angela. Potete immaginare la mia sorpresa quando alle sue spalle è apparsa l’immagine di un drone sottomarino e il divulgatore, dopo averne illustrato coscienziosamente le caratteristiche tecniche, ha cominciato a spiegare come l’esplosione di quel siluro al largo delle coste inglesi avrebbe prodotto uno tsunami radioattivo alto fino a 500 metri, cancellando per sempre la Gran Bretagna dalla faccia della Terra.

Ho cambiato genere, buttandomi sul reality: almeno la frivolezza sarà uguale in tutto il mondo, ho pensato. Quanto mi sbagliavo. Il reality si intitolava «Non sono gay» e lo trovate anche su Youtube: otto concorrenti maschi chiusi in una casa di campagna e sottoposti a una serie di prove. Alla fine di ogni puntata viene eliminato il meno virile. Ho visto solo la sigla iniziale, con la voce fuori campo che dice: «Trovare un gay in Russia è difficile come trovare un Mc Donald’s aperto». A quel punto sono tornato sulla tv italiana e ho chiesto asilo politico a «Un posto al sole».

46 replies

  1. E’ difficile esprimere, per quanto mi riguarda, il senso di disgusto, di disdoro e di inverecondia che mi provocano i pistolotti di questo servo sciocco del giornalismo. Possibile che non provi mai, neppure per un secondo, un senso di vergogna per quello che scrive?

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  2. lo ammetto sono parziale, mi è bastata la prima frase, una riga, lo spirito di corpo, il rispetto verso i colleghi va a pu…..e, poi ci mettiamo il servilismo, ordini superiori, cosa resta di voi, consiglio: trasporto di terra bagnata con carriola avente ruota quadra

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  3. Gramellini ormai è irrecuperabile.
    Nel suo universo calvinista non c’è posto per chi coltiva il dubbio o cerca di vedere al di là del tam tam mediatico che, come una nebbia sottile, avvolge tutto il nostro comunicare.
    Non sempre sono d’accordo con Santoro , ma trovo disgustoso chi lo attacca a prescindere senza neanche ascoltarlo.
    Gianni

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  4. Grazie Gramellini per difendere la democrazia occidentale, sempre più minata da ex personaggi famosi come Santoro che per tornare ad avere visibilità sposano una ideologia che dovrebbe essere soli confinata in Corea del Nord e invece è in Europa

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    • Scusa, tutte le opnioni sono lecite, ma da quello che scrivi mi sembra che il tuo modello di democrazia occidentale non sia altro che credere, obbedire, combattere (e dare la caccia al sabotatore)

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    • Intesa come nel portare avanti un’idea di pace che nel caso di questa guerra può solo essere piena di ipocrisia dato che il contesto oramai è al di fuori di una “pace” ma può solo essere un cessate le azioni momentaneamente. Il signor Putin diceva che doveva difendere la minoranza russofona, perché ha attaccato dappertutto? Perché continua ad insistere su tutta la costa? Come si fa a credere ad una sola parola che dicono i russi?

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      • Per esempio se ti volessi dare un pugno in faccia ma tu hai il viso protetto dalle mani ti farei la finta di darti un calcio così abbasseresti le mani per proteggerti dal calcio e cosi raggiungerei lo scopo di farti arrivare il pugno in faccia come mi ero promesso di fare.Sostituisci la tua faccia con il DonBass e capirai di più Putin

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      • @Paola
        Consiglio anche a te, come fatto con altri, la lettura di un pezzo di Lerner sul FQ di due giorni fa. Ne posso trascrivere solo la metà. Se riesci trova il resto, anche se questo penso possa bastare. Io mi sono riconciliato con lui.
        Gad Lerner:
        “Nel mondo in guerra che si rattrappisce e si volta all’indietro in cerca della sicurezza perduta, accade che la storia venga stiracchiata e manipolata per ricavarne vantaggi propagandistici. La cosiddetta “denazificazione” dell’Ucraina appartiene a questa produzione di falsi miti, invenzioni con cui si vorrebbe spacciare come buona causa, sacra missione, quella che è solo un’aggressione militare. Se il ministro Lavrov, politico di lungo corso, per denigrare Zelensky ha pensato di poter ricorrere a un grossolano paragone con Hitler, è perché sapeva di trovare orecchie sensibili anche nelle opinioni occidentali. Soprattutto fra coloro che individuano nella resistenza ucraina all’invasione russa la minaccia principale alla propria sicurezza e al proprio benessere. Per via del sostegno che quella resistenza riceve dalla Nato. Non è certo sfuggito a Lavrov che anche sui nostri media ormai è frequente imbattersi nell’equiparazione ucraini=nazisti, per quanto oscena e inverosimile essa sia. In fondo è l’antica storia del lupo e dell’agnello che si ripropone in una forma aggiornata: il classico vittimismo degli aggressori. Così i presunti “denazificatori” scommettono di potersi impossessare anche delle vittime di ieri, cioè di milioni di ebrei sterminati nei luoghi in cui oggi di nuovo si combatte… La questione ebraica viene brandita strumentalmente da più parti, dacché ha avuto inizio l’invasione russa. Lo stesso Zelensky è stato oggetto di dure critiche per il suo improprio paragone con la Shoah. Sbagliato, certo, ma meno offensivo dell’accusa di nazismo rivolta al governo di Kiev o addirittura all’insieme della resistenza ucraina da parte di tifoserie ignoranti che ingigantiscono e mistificano il ruolo della Brigata Azov. Il nazionalismo ucraino ha matrici reazionarie che permangono, minoritarie, al suo interno. Ma non c’è un pericolo nazista in Ucraina – è perfino imbarazzante doverlo precisare – più di quanto non vi sia un pericolo fascista in altri Paesi Europei, compreso il nostro…”
        (Continua)

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      • Dimostrazione lampante della malafede di Gad Lerner in ogni caso.

        Il FQ ha bisogno di un pagliaccio che non fa ridere?

        Santo, proponiti, magari ti trovano meglio di Lerner.

        Ah, come è la storia degli 11 partiti di opposizione azzerati dal Clown di Kiev?

        E la fine dell’informazione ucraina, trasformata in un unico trombone del potere centrale?

        Ah, non pervenuti.

        Azov, Pravy Sektor, Svoboda.

        Mai sentiti nominare.

        Garantisce Lerner, in Ucronazinia non esitono nazisti. Solo Ucronazisti.

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  5. La pochezza del Gramella e’ sempre piu’ disarmante. Siamo ormai al livello dell’asilo… ovviamente se il paragone e’ la Russia, tutti i nostri scempi sono piu’ che accettabili. Non usiamo i cattivo esempio per elevarci ma per lavarci la coscienza e prepararci a fare peggio domani. Complimenti vivissimi!

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  6. Mi diverto da matti a leggere i commenti sui pezzi di Gramellini. Perché il pensiero unico dilaga a piene mani. Potrebbe anche scrivere che la Russia è il regno felice in cui tutti sognano di andare a vivere, sarebbe lo stesso coperto di insulti per il solo fatto di essere Gramellini. Figuriamoci se scrive ovvietà, ma VERE, come quelle di oggi.

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    • “Potrebbe anche scrivere che la Russia è il regno felice in cui tutti sognano di andare a vivere, sarebbe lo stesso coperto di insulti per il solo fatto di essere Gramellini”:

      bravo, LoGuasto è esattamente quello che succederebbe! Però non per il fatto stesso di essere Gramelot (cit), ma perché avrebbe detto un’altra delle sue inutili balle che non corrisponde affatto a quello che tu credi sia la convizione dei suoi detrattori, in riferimento alla Russia-Bengodi.

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  7. “Dopo che Michele Santoro e il ministro Lavrov (uno dei due è russo, ma non ricordo quale)”
    Ha fatto la BATTUUUUUTAAA!!!
    Ma vai a fare la cacca nel vasino, Gramo.
    Non hai visto l’evento (se l’hai visto, la patologia è più grave), ma ti contorci d’invidia.
    Vai, corri… ci sono le case di Santoro (& Co) da spicciare…

    Ps che tristezza d’individuo: un nome, una garanzia.
    Penso ogni volta che non abbia margini di peggioramento, ma riesce a smentirmi regolarmente.

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  8. Ma la mattina con che veleno fate colazione?visto che il 90% di voi poi lo sprizza da tutti i pori. A prescindere da quello che scrive Gramellini e company.

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  9. E mentre questi illuminati scribacchìni e volti tv a regime santificano gli eroi nazi, con un’operazione maquillage che cambia proprio il senso profondo delle realtà, piegata al loro scopo narrativo, anche in Italia i sorci escono dalle fogne si sentono leoni:
    https://www.ilrestodelcarlino.it/padova/svastica-piazza-volontariato-1.7631209?utm_source=msn&utm_medium=rss-feed&utm_campaign=msn-feed

    E tra poco il Green Pass diventerà Nazi Pass, e anche questa volta si potrà manifestare tutta la propria fedeltà e il proprio patriottismo. Ecco, a differenza del Green, in assenza del Nazi Pass ci fucileranno direttamente e immantinente mettendoci al muro.

    A tutti i sorci nazi: magari è vero che l’ordine del Potere è che stia tornando il vostro momento, ma non è questo il giorno, tornate nelle fogne; non siete eroi, siete solo pazzi, governati da pazzi.

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    • Elena, 😱
      “Il Comune si è già messo al lavoro per cancellare la svastica, ma il gesto brucia. “Non so e non voglio sapere se si sia trattato di una bravata da parte di un ragazzo. La svastica comparsa sulla nuova piazza del Volontariato è un’onta indecente per tutta Padova, un’offesa a chi ha combattuto le ingiustizie più di 70 anni fa in Italia e a chi oggi difende la democrazia in
      Europa, consapevole di poter perdere tutto, beni materiali, stile di vita, la sua stessa vita, ma non disponibile a barattarle con la libertà”. Lo afferma l’eurodeputata veneta Alessandra Moretti (Pd), commentando quanto avvenuto in piazza del Volontariato a Padova.”

      Ma con quale faccia, Moretti, questo stravolgimento della realtà?
      Equipara la lotta al nazismo di 80 fa (non 70) alla lotta attuale per la democrazia e la libertà… in difesa degli STESSI nazisti?
      🥴 Ecco che cosa succede quando ci si ostina a tapparsi gli occhi col negazionismo…

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  10. e anche oggi la pagnotta sul tavolo è assicurata. Un consiglio grame: se vuoi approfondire gli effetti di una bomba atomica su popolazione civile ti posso consigliare un viaggetto sola andata in giappone.
    solo disprezzo

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  11. Non sono pirla, fanno i pirla.

    “I media, la scuola e la cultura popolare devono essere tenuti separati: alla classe politica e a chi gestisce il potere devono garantire un certo senso della realtà (non eccessivo), ma anche trasmettere le giuste convinzioni. A questo proposito esiste un tacito presupposto (e anche gli uomini responsabili devono scoprirlo da soli) sul modo di raggiungere la posizione che conferisce l’autorità decisionale: il solo modo, naturalmente, è servire chi detiene il potere reale, un gruppo molto ristretto di persone. Se un membro della classe specializzata si fa avanti e dichiara: “Sono in grado di servire i vostri interessi” entra per certo a far parte del gruppo decisionale. Ma affinché questo sia possibile deve avere interiorizzato le dottrine e le ideologie che serviranno gli interessi del potere privato. Se quest’uomo non ha tale capacità, non entrerà a fare parte della classe specializzata. Dunque c’è un sistema scolastico destinato agli “uomini responsabili”, che dovranno essere profondamente indottrinati sui valori e sugli interessi del potere privato e del legame tra stato e affari che lo sostiene. Così si diventa membri della classe specializzata. Il resto della popolazione dev’essere principalmente distratto. Bisogna sviarne l’attenzione, distoglierlo dai guai, assicurarsi che rimanga il più possibile spettatore dell’azione, permettendogli di tanto in tanto di appoggiare l’uno o l’altro dei veri leader tra cui gli è consentito scegliere.” (Noam Chomsky)

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  12. E’ molto difficile distinguere tra “il ci sono ” e il “ci fanno” ( o meglio: “ci siamo” o “ci facciamo”). L’ un modo e l’ altro di comportarsi (parlare, scrivere…) sortiscono il medesimo risultato, quindi il quesito, oltre ad essere irrisolvibile, è irrilevante.

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  13. Vabbè, ormai è tifo da stadio. Però da asilo.
    E nella giornata mondiale della libertà di stampa, o ti fai un fegato tipo sasso, o ti vien da ridere. O fors’anche entrambe le cose.

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  14. Mica è così irrilevante. Tra un fesso nato fesso e uno che fa il fesso per tenerti al suo livello una differenza c’è. Se non altro perché il secondo è un progetto.

    Detto questo, la possibilità che il Gramellini appartenga davvero al primo gruppo è alta!

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  15. Permettetemi
    A Gramellini piacerebbe lavorare per il governo di Kiev e, magari, avere i “ragazzoni” eroi come dirimpettai di pianerottolo. Tanto, nella lista online di quelli da liquidare, quelli come lui non ci finirebbero di certo. Da nessuna parte si venissero a trovare.

    E permettetemi ancora
    Gente troppo loquastra per essere vera, mi parrebbe tutto fuorché passata di qui per caso.

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  16. uno dei due è russo, ma non ricordo quale

    si vede che la Littizzetto gli ha dato ripetizioni.
    ma sia il maestro, pardon maestra, che l’allievo
    sono notevolmente scarsi

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  17. Sembra impossibile che gramellini venga retribuito per scrivere simili scempiaggini!!! Sono convinta che siamo di fronte al classico “Idiota di successo “ per favore perché non prendere in considerazione di non inserire più i suoi sproloqui in questa bella rassegna stampa ?

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  18. Non capisco l’articolo.
    C’è una critica ai media italiani.
    Granellini parla di quelli russi. Siccome quelli fanno schifo (in verità fa solo 2 esempi.. Il particolate per il tutto..) allora quelli italiani vanno bene. La logica va a farsi benedire.
    Se non riesce ad argomentare alcunché, stai zitto per cortesia.
    Possiamo ben dire che quelli che criticano i media italiani hanno ragione!!

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