Covid, De Luca: in Campania mascherine al chiuso fino a ottobre

«Emergono nuove varianti che possono riaccendere focolai». Bollettino: oggi in Campania 6.662 nuovi positivi e 7 vittime

(di Marco Santoro – corrieredelmezzogiorno.corriere.it) – «Il Governo si è orientato a mantenere l’obbligo della mascherina fino a metà giugno. Meno male, era il minimo che si potesse fare. Per quel che ci riguarda in Campania manteniamo la mascherina anche dopo metà giugno, sempre. Poi vedremo com’è la situazione a fine settembre- inizio ottobre, ma noi dobbiamo essere ancora più prudenti». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso della conferenza social del venerdì.

«Dobbiamo preoccuparci»

«I dati che abbiamo oggi – ha spiegato De Luca – devono un po’ preoccuparci: abbiamo ormai quotidianamente fra i 60 e gli 80mila positivi, molti di più di quelli che avevamo un anno fa quando viaggiavamo su 20-30mila positivi. La differenza è che oggi abbiamo molti più positivi ma molti più asintomatici. Tuttavia, avere ancora oggi a fine aprile fra i 60 e gli 80mila positivi è un dato che deve preoccuparci, ci deve ricordare che il Covid non è stato cancellato. L’altro dato che deve preoccuparci viene dalla Cina, che come sempre anticipa di qualche mese la diffusione del Covid. In Cina hanno cominciato la campagna di vaccinazione con un altro vaccino, perché l’effetto di protezione del vaccino cinese è scomparso. Il dato che ha un significato anche per noi è che emergono nuove varianti che possono riaccendere i focolai. Questo vuol dire che dobbiamo avere prudenza, in attesa di avere la disponibilità di vaccini che ci consentano di affrontare il Covid come si affrontano le influenze che arrivano di anno in anno. Ad oggi non abbiamo ancora questo vaccino, e quindi dobbiamo essere prudenti».

Il bollettino della Campania

Questo il bollettino di oggi per la Campania: i tamponi positivi del giorno sono 6.662 di 34.488. Sette le vittime, 4 nelle ultime 48 ore; 3 decedute in precedenza ma registrate ieri. Posti letto di terapia intensiva occupati: 40. Posti letto di degenza occupati: 726.

Figliuolo e il «metodo Astrazeneca»

«Come nostro contributo all’Ucraina potremmo mandare un nostro consigliere militare, un generale che abbiamo disponibile, già con tuta mimetica e anfibi. Sono sicuro che nel giro di una settimana la guerra in Ucraina finirebbe, perché potremmo esportare in Ucraina il metodo Astrazeneca». Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, fa anche considerazioni che lui stesso definisce «semiserie», mescolando il conflitto in Ucraina con il lavoro svolto per la campagna vaccinale dal generale Francesco Paolo Figliuolo, senza citarlo. «Ricordate che quando si pose il problema del richiamo per chi aveva fatto Astrazeneca? – dice – Si è aperto un dibattito incredibile. Se noi esportiamo questo metodo, nel giro di 48 ore in Ucraina non si capirà più niente. Vedremo ceceni che sparano ai russi, americani agli inglesi, Zelensky che si spara sui piedi. Vedremo cose che gli umani non hanno mai visto. Al punto in cui siamo, potremmo avere risultati insperati». De Luca usa l’ironia anche sulla «promessa di Putin di utilizzare armi mai viste». «Non ci ha detto quali – sorride il governatore – ci ha lasciato nell’angoscia. Viste le prove sul campo dell’esercito russo, ho immaginato che queste armi mai viste fossero la bomba Maradona, quella che si usa a Napoli a Capodanno».

1 reply

  1. Poi a Ottobre, quando ricomincia la grancassa dell’innalzamento dei contagi dovuto alla stagione fredda, che facciamo con le mascherine: le togliamo?

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