Telefonata Draghi – Putin: cosa si sono detti in 59 minuti?

È più grave che un italiano su quattro non creda agli orrori perpetrati dai russi (“propaganda di Kiev”)? O che un italiano su due ritenga che su quanto accade in Ucraina la maggior parte dell’informazione, in Italia, sia […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – È più grave che un italiano su quattro non creda agli orrori perpetrati dai russi (“propaganda di Kiev”)? O che un italiano su due ritenga che su quanto accade in Ucraina la maggior parte dell’informazione, in Italia, sia “distorta e pilotata”? Il sondaggio di Ilvo Diamanti su Repubblica non fa che confermare il protrarsi di una guerra al buio, dove tutti si muovono come fossero bendati in una stanza oscura, assordati da rumori terrificanti e attirati da voci ingannevoli. Tutti tranne uno. Si dirà che è il destino delle guerre moderne dominate dalla comunicazione in forma di propaganda (o il contrario), con gli inviati al fronte impegnati a schivare le bombe e la disinformatia prodotta in quantità industriale dai due schieramenti. Che fine hanno fatto i “sessanta chilometri di blindati”, segnalati sulla via di Kiev nei primi giorni di guerra e poi dissoltisi nei tg? Si sono inabissati nel fango con equipaggi, generali e tutto il resto? O ci ha pensato la popolazione ucraina “a fermare gli invasori con le bottiglie molotov e i cavalli di frisia fabbricati ammonticchiando i guardaroba”? Sulla Stampa, Domenico Quirico ha provato a elencare alcune delle leggende di cui ci siamo nutriti volentieri nella speranza che a liberare Mariupol piombasse il Settimo cavalleggeri Azov. Infatti, aggiunge Quirico, “a noi piace credere che la guerra finirà il 9 maggio” . Così come abbiamo creduto che l’affondamento dell’ammiraglia russa Moskva potesse segnare l’inizio della fuga ingloriosa della flotta putiniana. Della sollevazione delle truppe contro il tiranno, tipo Corazzata Potëmkin. Il cuore si apre quando apprendiamo che per la governatrice della Banca centrale dalle sanzioni occidentali possono derivare danni “strutturali” all’economia di Mosca. Poi si richiude, non solo perché secondo Putin le cose vanno benone, ma immaginando la povera Elvira Nabiullina rinchiusa all’alba nelle segrete del Cremlino. Perché, appunto, c’è uno solo che mostra di muoversi con criminale disinvoltura in questo horror, il solo a conoscerne la fine. Costui sembra lieto di non parlare più con nessuno, ma ha fatto un’eccezione con Mario Draghi, nel corso di una telefonata di circa un’ora di cui il premier ha riferito sul Corriere della Sera. “Quando vi vedete con Zelensky? Mi ha risposto: ‘I tempi non sono maturi’. Decidete un cessate il fuoco? Ancora: ‘No: i tempi non sono maturi’”. Resta da capire che cosa si sono detti nei restanti 59 minuti.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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13 replies

  1. Si saranno dati alternativamente del “cornuto”. Bue e asino in fondo… che altro vuoi che si dicano?

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  2. Egr.Padellaro Le fake news sono anche certi editoriali autoreferenziali che diffondono notizie su interpretazioni di altri giornalisti.. come una sorta di catena di sant’antonio .Anziche fare mea culpa si rilancia articolo amico di una certa stampa. Domanda anche gli oligarchi russi piangono? sara vero? “Il 90% dei russi sono CONTRO la guerra”. A scriverlo oggi su Telegram è il banchiere russo Oleg Tinkov, in uno dei più espliciti messaggi contro l’invasione dell’Ucraina da parte dell’elite russa, riporta il Guardian.”Non vedo alcun beneficio da questa guerra folle! Persone innocenti e soldati muoiono. I generali si svegliano con i postumi di una sbornia e si rendono conto di avere un esercito di m… Come può fare bene l’esercito, se ogni altra cosa nel paese è una m.., nel pantano del nepotismo e il servilismo?”, scrive Tinkov in russo.Quanto a chi scrive in giro la Z, “i cretini in ogni paese sono il 10%, il 90% dei russi è contro la guerra”. Passando all’inglese, Tinkov si rivolge all’Occidente: “Per favore – chiede – date a Putin una chiara uscita perché possa salvare la faccia e fermare il massacro. Per favore siate razionali e umanitari”. Tinkov era diventato uno degli uomini più ricchi della Russia con la sua banca digitale Tinkoff, quotata alla borsa di Londra. Ma la guerra ha fatto crollare le sue azioni e il governo britannico ha varato sanzioni nei suoi confronti. Il suo patrimonio è calato di cinque miliardi di dollari e ha perso il suo status di miliardario.

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  3. E questo sarebbe un premier?
    A me sembra più un ritardato mentale.
    Ho sempre pensato che il draghetto fosse cattivo ma mi sbagliavo……è solo INCAPACE di intendere e di volere.

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    • @Silvio
      Un banchiere che non capisce un meccanismo bancario, che ho capito persino io(!), lascia perplessi e sconfortati.
      “Ma è del mestiere questo?!”
      La famosa domanda di Zalone sorge spontanea…

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  4. “Da quello che ho capito” il cambio euro oppure dollaro contro il rublo in Russia è fissato da quel governo e non dal mercato internazionale. Come ai tempi dell’URSS. In altre parole non puoi raccogliere rubli in Occidente fissando un cambio sfavorevole e poi consegnarli per ottenere il gas.

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    • e che importanza avrebbe?
      il prezzo è stato fissato a priori del cambio e quindi è fisso
      che 1.000 euro diventino 85.272 rubli (cambio attuale) o 100.000 (cambio di fantasia) sempre 1.000 euro rimangono

      quello che fatica ad entrare nella testa di molti è che quei soldi devono passare per banche non sottoposte
      ad embargo e quindi non possono essere bloccati, cosa che avvererebbe se provassero a passare
      attraverso i classici canali

      infatti le attuali obiezioni EU/diMaio non si focalizzano sul fattore cambio, ma su quello dell’aggiramento
      delle sanzioni in essere

      avviso
      chiunque ricandidasse Di Maio il mio voto se lo può scordare – in eterno
      e non è una minaccia, ma una promessa

      purtroppo è molto probabile che, in ogni caso, approfitterà di una qualche porta girevole
      schiusagli per riconoscenza

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      • Egregio Marco Bo, senza polemica, qualche fatto:
        – Putin disse: ” mi pagate in rubli”
        – se l’occidente va a Zurigo dove per 1 euro compro – per dire- 100 rubli è una cosa
        – se l’occidente si fa trasformare gli euro al cambio ufficiale russo a 1 euro = 85 rubli è un’altra
        – negli anni ’80 ( quando c’era l’URSS) si
        compravano rubli a Zurigo e a Porta Portese a Roma al cambio di 1 rublo = 50 lire. A Mosca il cambio ufficiale era di 1 rublo 350 lire. Per questo era vietata l’importazione di valuta Sovietica.
        – il discorso di ieri vale per l’oggi
        – Di Maio è meglio che taccia su qualsiasi argomento. Anch’io ho formulato la stessa promessa.
        Un saluto

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  5. Lui parlava in russo mentre il nostro pdc l’italiano per questo sono stati un’ora a non capirsi. Infatti Draghi lo ha detto pure in conferenza stampa che gli era parso di capire ma che non era sicuro.

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    • Si appunto.
      Mi era parso di capire ma non sono sicuro.
      Questa frase potrei dirla io fraintendendo un appuntamento con un amico…..Non un premier a un colloquio ufficiale con un altro premier,oltretutto in un momento così delicato per tutti.
      Che se ne tornasse a fare il nonno a tempo pieno.
      Di danni in questo Paese direi che ne ha già fatti abbastanza.

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  6. Sono rimasto esterrefatto dal video di Crozza, sopra, postato da Silvio. Non avevo visto la conferenza stampa di Draghi sulla telefonata (di cui al video), assieme a tutte le altre, perché quel burattino lo odio e mi infastidisce a livello epidermico. Questo video sembra una barzelletta, e giustamente ci si diverte Crozza, ma qui siamo alla malattia mentale. Ho sempre ritenuto Draghi un incapace, proprio un suonato, uno di quei fulminati che non gli daresti neanche le chiavi della bici che ti han rubato sedici anni prima, e dopo la minkiata di “guerra-condizionatori” pensavo che lo avrebbero seppellito sotto una montagna di “vaffanculo imbecille”, e son rimasto deluso anche allora perché continuano a chiamarlo “migliore” ancora dopo quindici mesi e nonostante le bojate gigantesche che spara tutto felice praticamente ogni volta che apre bocca.
    Ma questa del “non ho capito bene” della chiamata con Puzin… è davvero una barzelletta. Cioè, se fosse una barzelletta ci sarebbe da ridere, mentre questa è la triste realtà di un momento delicatissimo della storia dell’umanità, e questo risponde che non è sicuro di aver capito bene la faccenda dell’acquisto in una valuta diversa.
    Eh, ma ci rendiamo conto?! Ma quando ci svegliamo per scoprire che stavamo sognando? Quando finisce questo incubo?

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  7. e pensare che é stato alla guida della bce…!?!?!
    ma a quale “famiglia di meritocratici” appartiene per essere arrivato dov’é arrivato?

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