Allarme rosso, la Cina arma la Serbia

L’incendio appiccato da Vladimir Putin e alimentato da Usa e Ue rischia di allargarsi. Xi Jinping ha spedito sei aerei carichi di moderni sistemi missilistici al rieletto presidente Aleksandar Vucic, molto vicino a Mosca. Però l’Occidente continua ad alzare i toni e a snobbare la via diplomatica. Persino due americani su tre bocciano la strategia adottata da Joe Biden nella crisi ucraina.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Un sondaggio di Cbs news, uno dei grandi network televisivi degli Stati Uniti, segnala che il 55 per cento degli americani disapprova l’operato di Joe Biden per quanto riguarda la guerra in Ucraina. Tuttavia, all’inquilino della Casa Bianca va anche peggio quando si parla delle ricadute del conflitto, ovvero dell’inflazione in crescita e in particolare dell’aumento del prezzo della benzina. Il 69 per cento degli intervistati ritiene che Sleepy Joe stia sbagliando l’approccio e solo un terzo condivide le sue decisioni. Certo, i sondaggi valgono fino a un certo punto. Però segnalano una tendenza e cioè che la maggioranza degli americani guarda con preoccupazione alle mosse del suo commander in chief. E, per quanto ci riguarda, non possiamo che darle ragione. Nella speranza di recuperare un po’ di consenso, che da quando è stato eletto pare in caduta libera, Biden è alla ricerca di una visibilità internazionale che faccia riconquistare agli Stati Uniti un prestigio che, dopo la fuga dall’Afghanistan, hanno perduto. Per lui è fondamentale riprendere quota e, soprattutto, riprendersi la Camera con le elezioni di midterm. Ma invece di risalire nel gradimento, il presidente sembra avere imboccato una strada senza uscita. O meglio: un percorso che pare portare in una sola direzione, ovvero verso un conflitto mondiale.

Sin dal primo momento, ovvero da quando l’Occidente non si è limitato a tentare una soluzione diplomatica, ma ha deciso di inviare armi a Kiev, la nostra principale preoccupazione è stata l’estensione della guerra. Mettere a disposizione degli ucraini un arsenale può certo aiutarli a respingere i russi, ma considerando che questa è una battaglia che Vladimir Putin non può perdere, pena un indebolimento di Mosca sul piano internazionale, concedere missili e lanciarazzi all’esercito di Volodymyr Zelensky non può che portare a un prolungamento del conflitto e renderlo estremamente pericoloso. A un mese e mezzo dall’invasione, la contabilità dei morti non è nota, perché dall’una e dall’altra parte tendono a nascondere le perdite. Tuttavia, è evidente che le vittime sono diverse migliaia e tra queste si tratta in maggioranza di civili. Intere città sono rase al suolo e nelle prossime settimane, con l’offensiva finale nel Donbass e nel Sud del Paese, potrebbe andare anche peggio.

Josep Borrell, capo della politica estera della Ue, di fronte all’inasprimento dello scontro ha risposto promettendo armi pesanti e lo stesso hanno fatto Biden e Johnson. Insomma, America ed Europa si preparano a sostenere ancor più decisamente la resistenza ucraina, inviando nuovi mezzi e questa volta non più allo scopo di difendere il Paese dall’invasione. Ovviamente, i russi non l’hanno presa benissimo, al punto che il ministro degli Esteri di Putin, Sergei Lavrov, ha alzato i toni, dicendo che le decisioni degli Stati Uniti e della Ue cambiano le regole del gioco. Il messaggio è chiaro: se fino a ieri, pur appoggiando Kiev, la Nato si era tenuta fuori dal conflitto, giorno dopo giorno è sempre più coinvolta. In pratica, siamo sull’orlo della guerra. L’Europa si arma e si prepara ad accogliere nell’Alleanza atlantica Svezia e Finlandia, un gesto non proprio di pacificazione nei confronti di Mosca. E il ministro degli Esteri austriaco, in vista di un incontro fra il premier del suo Paese e Putin, gli ha recapitato un pizzino a mezzo conferenza stampa che può grosso modo essere riassunto così: «I russi hanno moralmente perso la guerra». Ma le cose stanno davvero così e il mondo – e dunque anche gli italiani – può dormire sonni tranquilli?

In realtà a noi non sembra. Forse l’armata russa ha dovuto ripiegare sul Donbass, rinunciando alle mire su Kiev e all’idea di sostituire Zelensky con un presidente del Consiglio fantoccio (anche se le strategie del Cremlino non sono mai chiarissime). Ciò nonostante, più Putin pare messo con le spalle al muro e più, a nostro parere, i pericoli di un’estensione del conflitto aumentano. Nessuno è infatti in grado di calcolare quale possa essere la sua reazione in caso di un rovescio militare. Ma soprattutto, nessuno è davvero in condizione di prevedere che cosa potrebbe fare la Cina. Finora tutti si sono consolati all’idea che Xi Jinping non sia certo pronto a morire per Putin e questo è senz’altro vero, fosse solo per il fatto che il mondo occidentale, comprando prodotti made in China, contribuisce a tenere in piedi il Pil di Pechino. Però, allo stesso tempo, la tigre asiatica non può certo rimanere a guardare mentre gli Usa si rafforzano o riaffermano il loro ruolo di superpotenza. Stare al balcone mentre la Russia viene umiliata potrebbe voler dire rinunciare alle pretese su Taiwan e sulle isole Senkaku, oggi territorio giapponese, ma ultimamente nel mirino di Xi Jinping. Sarà un caso, tuttavia sabato mattina a Belgrado, uno dei pochi Paesi che solidarizzano con la Russia, sono atterrati sei aerei carichi di sofisticati sistemi antiaerei. Ufficialmente si tratta di missili di difesa. Ma da chi deve difendersi la Serbia? Di certo non da Mosca. Forse dalla Nato, che oltre 20 anni fa la bombardò?

5 replies

  1. ORSO GRIGIO
    Quello che penso sulla guerra l’ho già detto, più volte e piuttosto chiaramente. Ripetermi non mi piace, anche perché, dato il rincoglionimento incipiente, capita già di suo.
    Tuttavia farò volontariamente un’eccezione.
    Inviare armi è solo un modo di sbattersene i coglioni ed evitare di risolvere il problema per via diplomatica. L’unico risultato sarà quello di prolungare l’agonia e il massacro di quel popolo. Mi pare talmente evidente che dovrebbero capirlo perfino i capi di Stati. Infatti lo capiscono.
    Il fatto è che questa guerra loro la vogliono.
    La vuole la Russia, e sul putin feroce dittatore mi pare che abbiano già detto e dato. La vuole l’America, che l’ha cercata e provocata in tutti i modi, facendo credere all’attoruncolo di essere un premio Oscar, e anche questo dovrebbe essere piuttosto chiaro. E purtroppo la vuole anche l’Ucraina, vittima del suo orgoglio nazionalista e della follia narcisistica del suo presidente che non parla nemmeno più di trattare ma solo di vittoria come unico risultato possibile chiedendo ossessivamente armi e sanzioni come un bambino piccato, che tanto lui a morire non ci va, impegnato com’è nei suoi teatrini, e il gas dalla Russia se lo compra lo stesso. Magari è convinto di essere ancora in una serie tv, e che alla fine gliene faranno interpretare un’altra su misura per lui, ovviamente dal successo planetario. Intanto però la sua gente muore e del suo paese resteranno solo macerie fumanti.
    Ora, visto che i protagonisti di questa tragedia sono loro tre e che a farla finita non ci pensano proprio, ognuno convinto di vincere e con l’America che fa il gioco più sporco di tutti perché da una parte evita accuratamente qualsiasi soluzione diplomatica e dall’altra si nutre del sangue e del dolore degli altri per espandere il suo potere (esattamente come putin), che se la smazzino fra loro.
    Perciò, se è comprensibile che zelensky chieda armi, gliele mandi biden, fra un pisolino e una scorreggia, come del resto il suo paese fa da anni, e non solo a lui, e si faccia aiutare dal suo maggiordomo johnson che tanto ha le frontiere chiuse e gli importa ‘na sega di accoglienza e tutto il resto dei problemi.
    E l’Europa faccia l’Europa, quella che ci avevano promesso che dovesse fare, non la filiale filoamericana della Nato. Una cosa è essere fedeli al Patto Atlantico, altro è trasformarsi nella servitù più pavida e vigliacca ai diktat americani.
    Noi italiani poi, i servi più giulivi di tutti, guidati da un banchiere che sa di politica come io di filosofia quantistica dematerializzata, anche se già piegati dagli aumenti di energia e materie prime, non abbiamo ancora la più pallida idea di quello che ci aspetti.
    Qualche segnale della catastrofe annunciata però si vede già. La Colussi di Assisi, per esempio, ha messo in Cassa Integrazione trecento operai, praticamente tutti, perché non riesce più a pagare la bolletta del gas. Perciò se a Nostra Immensitudine Galattica venisse in mente, dopo la cazzata dei referendum fra pace e condizionatori, di proporci i biscotti al posto del pane, sappia che sono finiti anche quelli.
    Intanto, per dimostrare quanto i nostri politici siano fuori da qualsiasi mondo conosciuto, il Parco di San Rossore, una delle zone più belle e incontaminate del pianeta verrà deturpato da una nuova base militare costruita con i fondi del PNRR. Tre miserie in una, la contaminazione, la base militare e l’utilizzo di soldi che avrebbero dovuto avere ben altra destinazione. Ma per le altre destinazioni ci sono solo tagli, come per l’Istruzione, per la quale i fondi destinati scendono dal 4% al 3,5% del Pil. Hai visto mai che cominciassimo a capire qualcosa e li mandassimo tutti in culo!
    Due provvedimenti questi, la nuova base militare e i tagli, approvati nel silenzio muto e servile dei partiti.
    Come l’invio delle armi, del resto, vera apoteosi della maggioranza bulgara che si appresta a impadronirsi del paese.
    Ciliegina sulla torta, vi propongo questo tweet di quel buontempone di letta.
    Costui, prendendosela con la destra che starebbe montando una campagna propagandistica su aumenti inesistenti, mette le mani avanti sentenziando che il rischio di subire aumenti ha per unico responsabile putin e la sua guerra. Quindi ammonisce di non provare a rivoltare la frittata perché non lo consentiranno.
    Ora, che le tasse aumentino, direttamente o di riflesso, più che una montatura mi sembra un dato di fatto che condivido anch’io che di destra non sono certamente, quel ‘rivoltare la frittata’ è un’espressione così ridicola che non la sentivo dal pleistocene ma dà l’idea del personaggio, e al finale poi, quel ‘non lo consentiremo’, così perentorio e definitivo, confesso che mi sono un po’ cacato addosso terrorizzato.
    Vedi però come funziona. Non solo hanno sempre bisogno di dare la colpa a qualcun altro, ma l’emergenza gli serve come scusa, ne hanno bisogno per poterci nascondere dentro qualsiasi schifezza commettano, tanto ce la spacceranno per provvedimento inevitabile.
    La guerra la vogliono tutti.
    Lo so che anche questo l’ho già scritto un paio di post fa, ma ormai dico sempre le stesse cose. Un po’ per il rincoglionimento di cui parlavo all’inizio e un po’ perché non le dice nessuno.
    Nemmeno quelli che le pensano.

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    • Cara Viviana, il problema è che l’EU dovrebbe rivendicare il giusto peso che si merita nell’Alleanza atlantica, per poterne condizionare le scelte. Ma per fare questo, dovrebbe pesantemente mettere mano al portafogli, dato che il 70% del bilancio NATO è a carico degli US, che pertanto si permettono di spadroneggiare.
      Siamo disposti?
      L’alternativa è creare un’organizzazione difensiva europea, ma se non si è riusciti in trent’anni a darsi neanche una politica fiscale e del debito comuni, forse una cosa del genere la vedranno i nostri pronipoti, se saranno bravi.
      Un’altra alternativa è sciogliere tutto ed andare ognuno per sé, magari tutti contro tutti come cent’anni fa, per la gioia di tutti i Putin del mondo, e probabilmente sarebbe la scelta per noi più catastrofica.
      Tu per cosa opteresti?!?

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  2. Se Putin e l’esercito russo sono con le spalle al muro perché la nato manda avanti degli idioti nella fornitura di ferrivecchi e qualche baulierata di sistemi anticarro e antiaereo che immancabilmente cadono in mano russa?

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  3. “sostituire Zelensky con un presidente del Consiglio fantoccio”

    Qualcuno mi deve spiegare come farebbe un “presidente fantoccio” messo da Putin a governare L’Ucraina.
    Per cercare di non essere fatto fuori dovrebbe muoversi con un carro armato ed indossare sempre giubbotto antiproiettile. Senza contare che anche la sua famiglia rischierebbe la vita. Dubito che esista un essere umano disposto a fare da “presidente fantoccio” in Ucraina per conto di Putin.

    Questa cosa del “presidente fantoccio” non è realizzabile.

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  4. Belpietro deve decidersi : o dice chiaramente dove sta la causa giusta o ritirarsi a vita privata. Io condivido parte dei suoi ragionamenti , però non capisco come fa a restare in bilico e per quale motivo. Non gli sta bene che il nostro governo sia succube degli Usa, ma neanche che prendano una posizione alla Orban. Non bisogna appoggiare le pretese cinesi ma neanche quelle filoamericane. E allora ? Berlusconi ha un ruolo nel posizionamento del suo giornale ? Che cosa vuole essere carne o pesce ?

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