Marine Le Pen e gli elettori logorati dalla guerra

Leggiamo che questa volta Marine Le Pen potrebbe anche farcela a conquistare l’Eliseo sull’onda del crescente malcontento dei ceti medio bassi francesi devastati dalla crisi e sempre più indifferenti a una guerra che non sentono […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Leggiamo che questa volta Marine Le Pen potrebbe anche farcela a conquistare l’Eliseo sull’onda del crescente malcontento dei ceti medio bassi francesi devastati dalla crisi e sempre più indifferenti a una guerra che non sentono la loro (anche perché la signora della destra ha una coda di paglia che arriva fino a Mosca dove Putin non le ha mai fatto mancare il suo “sostegno” concreto). Questo perché il problema che assilla le democrazie occidentali non sono “i condizionatori” (in alternativa alla “pace”) bensì le bollette del gas, l’inflazione, la ricerca del lavoro, il futuro sempre più incerto per i propri figli (come sa perfettamente Mario Draghi che non ha saputo resistere a uno slogan orecchiabile). Non si tratta di essere anti o filoputiniani (dicotomia che manda in un brodo di giuggiole il bullismo da talk) ma di prendere atto che la grande maggioranza dei cittadini europei (e dunque anche italiani) “è disponibile ai sacrifici ma limitati nel tempo” (Alessandra Ghisleri sul Fatto).

Un’attesa sempre più nervosa che dall’opinione pubblica non tarderà a scaricarsi sui partiti, con effetti presto visibili sulla tenuta della maggioranza di governo in assenza di sostanziali novità positive dal fronte ucraino. Dove non v’è chi non veda che il tema dei negoziati è completamente scomparso dall’orizzonte (e dalle agende dei leader) spazzato via dalla prevalenza dei falchi da combattimento su entrambi i fronti. Infatti, mentre al Cremlino Mad Vlad medita la spallata finale sul Dombass (dicono per celebrare degnamente, il prossimo 9 maggio, la Giornata della Vittoria sulla Germania nazista), a Kiev, più baldanzoso che mai, il premier britannico Boris Johnson, latore di un gradito cadeau di armamenti pesanti, sfila accanto a Zelensky. Così, mentre le figure dei “mediatori” sfumano nei cieli dell’improbabile (come quell’inguaribile pacifista di Erdogan o come il premier israeliano Bennett adesso alle prese con il terrorismo interno) la vera alternativa diventa non pace o condizionatori, burro o cannoni ma: missili anticarro o testate nucleari?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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7 replies

  1. Se le prospettive sono queste anzi è solo questa, cosa facciamo Padellaro?
    Tiriamo a campare o scendiamo a Roma e la mettiamo sotto assedio?
    Forse è meglio se aspettiamo x vedere cosa fanno gli studenti!
    Anche perché caro Padellaro siamo un po’ vecchiotti.

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  2. Ormai il Parlamento italiano non ci rappresenta più da tempo.
    Rappresenta gli interessi privati e personali di ognuno dei nostri eletti.
    Rappresenta i vantaggi molto privati di 900 soggetti che di politico non hanno più niente.
    Rappresenta gli utili finanziari e di impunità di alcuni enti chiamati partiti.
    Rappresenta la manfrina con molte banche e speculatori di Borsa.
    Rappresenta l’arricchimento e lo strapotere del Governo americano.
    Rappresenta i legami poco puliti e scorretti con alcuni magnati come gli Agnelli o alcune multinazionali del farmaco o della guerra.
    Ma non rappresenta ormai da troppo tempo i valori, il bene, il futuro del popolo italiano.

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  3. Strano paese il nostro. Secondo editorialisti noti e politici di lungo corso, in Italia vi sono milioni di Putiniani. Eppure non vi è,se questi milioni fossero veri, nessuno a rappresentarli. Vi è stato uno,dico uno solo ,giornalista a prendere posizioni apertamente a suo favore ? No. Anche chi riconesce le colpe dell’occidente, deve far precedere le sue affermazioni con una o più reprimende contro Putin. Io non sono putiniano perchè non sono un cultore delle personalità, sono amico della Russia che ha ragione da vendere non solo in questo conflitto, preparato ad arte dagli amerikani e del quale il popolo russo avrebbe volentieri fatto a meno e che tuttavia dallo stesso non ha potuto sottrarsi,ma per tutto quello che ha dovuto subire nell’ultimo quarto di secolo,ben descritto da Orsini nel suo scritto odierno sul F.Q.

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    • È vero, Cesare… trovo insopportabile dover stare a sentire le dichiarazioni di fede anti Putin che DEVONO precedere ogni discorso critico.
      E baaastaaaa!!!
      Io mi rifiuto di recitare questa specie di “Credo” per poter avere IL PERMESSO di esprimere la mia opinione.
      Ma dove siamo finiti? Poi criticano la mancanza di libertà delle dittature, solo perché le nostre democrazie sono più furbe e sottili.
      Non ti impediscono di parlare? Nooo: se non ti ignorano, ti isolano, ti deridono, ti tappano la bocca con etichette gratuite, ti distruggono l’immagine e qualsiasi capra ignorante ti può attaccare impunemente.
      Negli USA, poi ti “incidentano” o ti danno 170 anni di galera, perché hai fatto la spia sui loro misfatti.
      Sei una SPIA, quindi, letteralmente🤦🏻‍♀️
      Non so se hai visto 8 e mezzo, ieri.
      Una vergogna.
      Prima invitano una giornalista russa, poi, ad ogni cosa che raccontava (aveva girato filmati, con interviste, a Mariupol), la Gruber le faceva sapere che la sua era SOLO propaganda russa.
      Perché cavolo la chiamate, allora?
      Come se le nostre fossero verità sacrosante, poi!
      Si fanno fare i servizi sul Donbass da Leopoli e Kiev- non calcolando di striscio gli inviati di guerra VERI, sul campo da anni – e ce li vendono come attendibili, mentre quelli, al massimo, “sanno” le cose per sentito dire da ucraini & Co.
      (Tanto vale che chiedano direttamente a Giletti😆)
      Versioni per niente di parte, quindi. E così nascono i massacri in contumacia di Bucha, il missile RUSSO che però era ucraino…
      Comunque, io, al posto della tizia, me ne sarei andata subito… mi chiamate per mettermi alla berlina?
      Andatevene affnkl ‘tutti quanti siete’ (all’unisono)!
      Disgustosi. 😖

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  4. No no, quello è ciò che piace dire alla Ghisleri, gli italiani non hanno intenzione di accollarsi altri sacrifici nemmeno nel breve periodo , perché è nell’immediato che si sta rischiando, che non si pagano le bollette, che si resta disoccupati, che si chiudono le aziende. Chi può sostenere il sacrificio ideologico sono i redditi garantiti, come quelli degli elettori del PD, forse. Che andate blaterando

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  5. “Leggiamo che questa volta Marine Le Pen potrebbe anche farcela a conquistare l’Eliseo”

    Partirà il de-nazificatore con i 10.000 neonazi del Wagner anche alla volta della Francia?!?

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