Uranio impoverito, Elkann arricchito

(Enrico Mingori – tpi.it) – Leggendo la consueta lettera annuale agli azionisti di Exor,  si apprende che la famiglia Agnelli-Elkann si è lanciata in un nuovo business: dopo automotive, calcio, editoria, moda, assicurazioni, armamenti, ora ecco anche il nucleare.

Il presidente John Elkann ci fa sapere infatti che la holding di casa è diventata azionista di due importanti aziende produttrici di uranio: la Cameco e la NexGen Energy, entrambe canadesi.

“Riteniamo che l’energia nucleare sarà determinante per affrontare la triplice sfida di ridurre la povertà energetica, elettrificare le applicazioni industriali e sostituire i combustibili fossili., spiega il presidente agli azionisti.

Cameco è la più grande società di uranio quotata indipendente al mondo: Exor ad oggi ne possiede il 2,4%, una partecipazione che vale circa 200 milioni di dollari. Non si conosce invece il valore della quota detenuta in NexGen, società che, dice Elkann, «sta sviluppando il più grande progetto di uranio a basso costo a livello globale».

Nella lettera agli azionisti, il presidente di Exor sottolinea come Cina e Stati Uniti puntino forte sulle centrali nucleari per ridurre le emissioni di gas serra e come la Commissione europea abbia incluso questa forma di energia tra quelle finanziabili nell’ambito della transizione ecologica.

«Sebbene il quadro della domanda sia più brillante che mai, l’industria dell’uranio è in un deficit strutturale dell’offerta», dice Elkann agli azionisti. «Tuttavia, a nostro avviso, i prezzi dovranno aumentare ulteriormente per incentivare nuovi progetti, a vantaggio dei nostri investimenti poiché godono di consistenti riserve a basso costo».

Dopo il rosso da 30 milioni di euro patito nel 2020 causa emergenza Covid, nel 2021 Exor – sede ad Amsterdam – ha registrato un utile consolidato di 1.7 miliardi di euro e ha visto crescere del 30% il valore patrimoniale netto per azione. In qualità di presidente. John Elkann ha percepito un compenso pari a 3,6 milioni di euro, in calo rispetto ai 4,6 milioni del 2020.

Categorie:Cronaca, Inchieste, Interno

Tagged as: , ,

6 replies

  1. Inizia a allargare le narici di Lapo: è lí che ti metteremo l’uranio!

    No Nucleare ☢️!!!!!
    Vogliamo comunità energetiche basate su rinnovabili, pianificazione e risparmio.
    Vogliamo riforestazione.

    Gli Agnelli vadano a farsi tosare dai Benetton!
    Potremmo organizzare un bel razzetto di Musk e spedirli tutti in qualche galassia lontanaaaaaaaaa

    "Mi piace"

  2. Quando gli italiani saranno alla canna del gas, per i costi esorbitanti di gas, appunto, ed energia ci faranno ingoiare pure il nucleare! !! La domanda sarà volete morire di fame o volete il nucleare…che poi è la vera evoluzione del volete il condizionatore o la pace? I referendum non contano un ca@@o perché le persone ed i popoli non contano un ca@@o, sacrificabili per il dio denaro che parla una sola lingua……

    "Mi piace"

  3. “Ho sempre considerato Giovanna Maria Vittoria Alberti senatrice Casellati, fresca di candidatura al Quirinale per conto della Destra patriottica, una risorsa della Repubblica. Fonte di buon umore nei momenti più cupi. E anche stavolta – nel pieno del massacro in corso – non ci ha deluso. Anzi si è superata, quando ha celebrato, con qualche lacrima, Giampaolo Pasolini, autore delle “Ceneri di Giangi”, sommo intellettuale dell’altro secolo, ma così sommo che se lo avesse mai incontrato una sera a Padova, certamente avrebbe chiamato aiuto e forse anche i carabinieri.

    Ascoltando la sua bella prolusione, mi sono ricordato della mia amica Mara che in quanto a non sapere nulla del mondo e vivere contenta, mi sembrava, fino a ieri, insuperata e insuperabile. Vi racconto. Non avendo mai letto un libro intero in vita sua, la mia amica Mara, signora d’attico romano, esperta d’aperitivi e chiacchiere, si mise in testa di iscriversi a un corso di teatro contemporaneo per diventare attrice. Al saggio di ammissione portò una poesia che aveva sentito una volta a scuola e che lesse con voce tonante, come immaginava si dovesse fare. Diceva così: “Eì fu. Siccome immobile/dato il mortal sospiro/ stette la spoglia immemore/orba di tanto spiro/così percossa, attonita/la terra al nunzio sta”. Eccetera.

    A fine recita, tra risatine, colpi di tosse e occhi al cielo, i commissari le chiesero come mai, carissima signora, portava proprio quel bagaglio di poesia risorgimentale al saggio di teatro contemporaneo. E lei, che non sapeva niente di niente, sciaguratamente rispose: “Mi ha incuriosito perché è dedicata a Manzoni”. “In che senso dedicata”? E lei: “Alla fine della poesia c’è proprio la dedica: A Manzoni”. Due starnuti e un piccolo applauso salutarono la rivelazione. “C’è il punto!”, esclamò il più impaziente tra i commissari. “Che punto?” “Dopo la A maiuscola c’è il punto!”. “E allora?” chiese lei irritata dal trascurabile dettaglio. “Allora quella A col punto sta per Alessandro. Il nome del poeta”. Mara sbalordì, arrossì, uscì. Per entrare direttamente negli annali.

    Toccherà anche alla nostra Nicoletta Letizia Alata Alberti senatrice Casellati. Peccato che neanche gli occhi sbarrati di Tracia Maraini, vedova di Agostino Moravia, amica di Giampaolo Pasolini, le abbiano suggerito di fermarsi, respirare, trovare il modo di arginare la sua stessa rovina con le scuse e la fuga. Invece niente. Imperturbabile è rimasta. Cocciutamente ignara. Come fu ai tempi in cui proclamò che davvero Ruby Rubacuori era la nipote di Mubarak, guadagnandosi la medaglia di “Zia di Ruby”. O quando venne pescata a volare sui voli di Stato, usati come suo personale vaccino anti Covid, per andare a casa o al mare senza incontrare l’odioso virus e i monatti al seguito. Sarebbe bello, se mai si riuscisse di trovare un suo portavoce non ancora licenziato (ne ha fatti fuori sette) per chiedere un appuntamento e presentarle Mara. Diventerebbero amiche al cento per cento: lo so, ma non ho le prove.”
    Di Pino Corrias, anzi Beppino Corrias, dal FQ……scusate non sono in tema, salto di palo in frasca da oliompionica medaglia d’oro, ma l’ articolo era troppo divertente! Se questa è la seconda carica dello Stato, non oso pensare alle seconde, terze e quarte file. …..

    "Mi piace"

  4. Immagino che ora assisteremo ad una escalation dei suoi media per osannare le centrali nucleari. Cingolani sarà contento.
    E Grillo pure.

    "Mi piace"