La coscienza sporca del soldato Letta

Il leader del Pd chiede di rinunciare a gas e petrolio russo, cosa che farebbe crollare l’economia. Ma lui non può non saperlo. Forse vuole pulirsi la coscienza per essere stato, nel 2014, l’unico leader occidentale a far visita allo zar isolato durante i Giochi.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – «Rinunciare al gas e al petrolio russo credo sia una priorità assoluta. E andare in questa direzione significa accelerare tutto. Significa accelerare la fine della guerra. Significa accelerare i processi di pace. Significa togliere risorse alla Russia di Putin e alle sue follie». Da giorni Enrico Letta bombarda i giornali con le sue dichiarazioni. Una volta sgancia i suoi diktat con un’intervista all’Avvenire, un’altra colpisce dalle pagine del Foglio, quindi trasferisce i lanciarazzi su Twitter, inondando di imperativi le redazioni. Sì, da quando ha messo l’elmetto, il segretario del Pd non perde occasione per sparare a zero. Da subito mi sono chiesto le ragioni di tanto attivismo. Certo, non capita tutti i giorni che la Russia invada un altro Paese. E nemmeno succede di frequente che i carri armati e i missili provino a radere al suolo intere città per conquistarle. Tuttavia, Letta pare più in trincea di tanti altri leader. Non penso a quelli di casa nostra, che tranne qualche eccezione si sono dimostrati prudenti, ma a quelli europei, i quali pur condannando l’invasione e attaccando Putin fino a chiederne a volte l’incriminazione davanti al tribunale dell’Aja, si dimostrano cauti quando si tratta di parlare di gas o di petrolio. Accusare la Russia è un conto, chiudere il rubinetto del metano e del greggio un altro. A differenza di quel che crede qualcuno, e tra questi anche il segretario del Pd, non si tratta di rinunciare a qualche grado dentro casa, indossando una maglia di lana. Né si tratta di andarci piano con l’aria condizionata anche se l’estate è torrida. Fare a meno del gas e del petrolio russo come propone Letta, significa accettare che alcune aziende smettano di produrre perché private dell’energia necessaria a far funzionare gli impianti o in quanto non sono più in grado di pagare bollette per il prezzo del gas e della luce ormai alle stelle. Staccarci da Mosca, infatti vuol dire questo: accettare che l’economia crolli sotto il peso della carenza di fornitura energetica, adattarsi a un costo degli idrocarburi che potrebbe essere il doppio di quello attuale. Lo capisce anche un bambino che se l’offerta di gas diminuisce perché un soggetto tra i più importanti è tolto dal mercato, il prezzo sarà destinato a salire. Sono le leggi che regolano l’economia: meno merce circola, più aumenta la richiesta e dunque il costo per aggiudicarsela. Non serve essere uno scienziato per comprenderlo e nemmeno aver diretto il centro studi economici fondato da Beniamino Andreatta, come ha fatto Letta. Il quale sa che il gas russo vale il 40 per cento del nostro fabbisogno e anche più per la Germania, per non parlare di altri Paesi come Austria o Olanda.

Dunque, la domanda che mi sono fatto è la seguente: perché un uomo senza dubbio competente come il segretario del Pd insiste con il blocco dell’importazione di metano e greggio da Mosca? Non può non aver calcolato quali sono gli effetti collaterali e non può non sapere che le fonti rinnovabili o il contenimento dei consumi non sarebbero in grado di sostituire per intero l’energia che ci verrebbe a mancare. Perciò, per quale ragione continua a chiedere sanzioni durissime, quando sa che la maggioranza dei Paesi europei non ha alcuna intenzione di seguirlo su questa strada? Masochismo? Voglia di fare il Pierino sapendo che tanto ciò che reclama non gli verrà concesso? Forse entrambe le risposte hanno un fondamento. Ma è probabile che i motivi siano più dovuti ai sensi di colpa. L’altro giorno Daniele Capezzone ha ricordato che quando era presidente del Consiglio fu Letta ad accogliere Vladimir Putin srotolando il tappeto rosso e sottoscrivendo 28 accordi commerciali. Certo, lo zar del Cremlino non aveva ancora invaso la Crimea, ma i venti di guerra già spiravano e il clima non era dei migliori. C’è di più. All’inizio di febbraio del 2014, pochi giorni prima che Putin si prendesse con le armi la penisola nel mare di Azov, Enrichetto premier volò a Sochi, in Russia, per le Olimpiadi invernali. All’epoca, tutti i leader occidentali avevano già voltato le spalle allo zar del Cremlino, boicottando l’inaugurazione della manifestazione sul Mar Nero. Non ci andò Obama, ma disertarono pure Hollande, Merkel, Cameron e declinò l’invito perfino il presidente tedesco Gauck. Vi chiedete il perché di tante defezioni? Ufficialmente nessuno motivò l’assenza, ma stretti tra una legge contro i gay e un clima già teso in Ucraina, tutti i leader dei Paesi democratici preferirono restare a casa.

Tutti, tranne uno: Letta, che fu ripreso sorridente mentre stringeva la mano di Vladimir Putin. A dire il vero, non credo che sia stato il solo a cui abbia stretto la mano, perché sul palco della cerimonia c’erano personaggi del calibro di Xi Jinping, Erdogan, del presidente tagiko Emomali Rahmon e di quello kirghiso Almazebek Atambayev, cioè tutte brave personcine, note per il rispetto dei diritti umani. Ecco, forse sarà il senso di colpa a far calare l’elmetto a Enrichetto. Il quale spera che gli italiani si dimentichino non solo del calore con cui accolse Putin, ma anche di quel volo che rese l’Italia l’unico tra i grandi Paesi europei a baciare la pantofola del dittatore russo a Sochi.

7 replies

  1. La risposta è solo una… Non è competente, nemmeno intelligente a dire il vero, un clamoroso caso di re nudo che ancora in tanti non vedono

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  2. Io chiedo di rinunciare a tutta la “classe” politica italiana per amore della patria, non voglio piu vedere o sentire questo Letta-Maio che ci massacra da decenni con i suoi squallidi sgherri, depensanti e disonesti.

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  3. LETTA non spera che gli italiani dimentichino. Agisce per impedire che qualche uomo libero ricordi ai senza memoria chi sono i sinistri italiani. Piazzano nei posti giusti tanti loro adepti che accusi o gli altri per il loro passato e bloccano, avendone il potere, chi non si è sottomesso al pensiero unico.

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  4. lettanipote di lettazio già braccio destro del criminale arcoriano che paga la mafia!!!
    é necessario aggiungere altro per capire quali sono i loro interessi?

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  5. Articolo discutibile, che rmprovera a Letta una cosa ragionevole che ottenne: accordi con Mosca, rompendo il cerchio in cui già all’epoca l’Occidente la stava stringendo. Strano che Belpietro alle volte se ne esca così male.

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