Non voglio vederlo

(Toni Capuozzo) – Mi trattengo. Come tutti posso commettere degli errori, ma ci sono errori che so di non voler fare. Ho davanti un video, girato nei dintorni di Bucha, di un’imboscata ucraina a un gruppo di soldati russi in ritirata. I soldati russi sono a terra, e dalle pozzanghere di sangue e dalla gola di qualcuno si capisce che sono stati sgozzati. Gli ucraini si aggirano tra loro, uno a terra muove un braccio, gli sparano. E’ la scena di un piccolo crimine di guerra. Che senso ha mostrarla ? Entrare nella curva delle tifoserie contrapposte ? Far vedere che gli ucraini, per quanto aggrediti, non sono dei boy scout ? Bilanciare il piatto dei crimini commessi ? Lo conservo, quel filmato. perché si vedono i volti degli autori, fieri, mentre dicono “Gloria all’Ucraina”, e magari un giorno ci sarà una piccola inchiesta (il video è loro, non è rubato, è esibizione tronfia). No, non aggiunge nulla che io già non sappia: la guerra peggiora tutti, giorno dopo giorno, e anche se agli ignoranti sfugge, in guerra i nemici tendono ad assomigliarsi, alla fine: odio e paura, vendetta per l’amico ucciso, perdita dell’innocenza.

Non mi trattengo, invece, dal fare altre domande. Perché non è stata coinvolta, sulla scena del massacro di Bucha, la Croce Rossa Internazionale ? Lo sanno tutti che è il primo passo per denunciare un crimine, fare i rilievi, raccogliere testimonianze indipendenti. Una svista ? Il timore che vedessero, ad esempio la scena che vi ho descritto prima ? O che facessero domande indiscrete ?

Ho postato ieri il giornale ucraino che il 2 aprile annunciava un’operazione dei corpi speciali per stanare sabotatori e collaborazionisti dei russi. Com’è finita ? I giornalisti andati sul posto lo hanno chiesto, se lo sono chiesti ? Nessuno risponde-

C’è una documentazione, piuttosto sofisticata, che circola in rete che dimostrerebbe che la famosa foto satellitare del New York Times sarebbe stata scattata il 1 aprile. Non mi interessa molto perché se pure fosse stata scattata il 19 marzo non esiste che dei corpi restino all’aperto per quasi quindici giorni conservati in quel modo. Il New York Times fa il suo mestiere. Lo fa anche il Corriere della Sera. Non gli passa per la testa che sia improbabile che i corpi siano rimasti in strada 15 giorni. Ma avete mai visto il luogo di un massacro, anche dopo soli 2 giorni ? Torno a domandare: dando per certo che i russi durante l’occupazione di Bucha hanno ucciso e commesso crimini, testimoniati dalle fosse comuni, dove i cittadini di Bucha hanno sepolto i loro morti sfidando l’occupante, perché improvvisamente, all’inizio di aprile, i morti per strada non vengono più sepolti, in quelle fosse ? Se hai sfidato l’occupante nel gesto pietoso di seppellire, perché non lo fai più quando Bucha è libera ? Erano morti altrui ? Il primo fotografo giunto sul posto raccontò a Repubblica di aver visto in una cantina vittime con il bracciale bianco, collaborazionisti. Poi quel dettaglio è sparito. Lo intervistano, non glielo chiedono più. E lui, dovendo lavorare sul posto, non si dilunga.

Ho sentito e letto di Bucha come spartiacque valicato, di punto di non ritorno. Se cercavano un’autorizzazione a procedere sulla via della guerra, l’hanno trovata.

Non lo so se dietro quella strage ci siano menzogne o altro, so che, alla fine, è stata una strage, chiunque fossero quei morti e chiunque li abbia uccisi. Ma so che perfino lo spostamento di un corpo da esibire ai fotografi mi fa una pena infinita. Lo stesso morto, ma cambiamo la posa.

77 replies

  1. “Far vedere che gli ucraini, per quanto aggrediti, non sono dei boy scout?”

    scusa Capuozzo, ma lo è o finge di esserlo?

    lo hanno postato loro per vantarsene non è che i russi lo hanno girato di nascosto
    ed ora lo ripropongono per accusare, loro sanno già con chi hanno a che fare

    quindi giri la domanda sul perché l’hanno fatto, gli omicidi e la loro ripresa video con successiva diffusione,
    a quelli che qui, pure da lei, vengono definiti non nazisti perché non tedeschi

    ecco, immagini cosa possono fare su civili considerati ‘collaboratori’ in una cittadina da cui si sono
    appena allontanate le truppe russe
    (che tra l’altro leggo essere quelli arrivati dalle regioni asiatiche della federazione, o di quelle cecene o
    dei terribili Wagneriti e che avrebbero compiuto una strage che avvantaggia solo gli ucraini dato che in
    questo modo posso aumentare l’attrattiva da martire)

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  2. io l’ho visto

    Si tratta di paracadutisti russi sdraiati a terra, sono caduti in un’imboscata mentre si ritiravano il 30 marzo.
    Quindi sono stati tenuti prigionieri, legati e poi gli ucraini si sono tagliati la gola, ecco perché puoi sentire quell’orrendo rantolo.
    Dopo di che i delinquenti ucraini stavano prendendo in giro i prigionieri di guerra indifesi ascoltandoli ansimando per aria attraverso le gole aperte e solo dopo li hanno uccisi con una pistola.
    t.me/RVvoenkor
    t.me/RVvoenkor
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  3. Porsi della domande non è solo LEGITTIMO, ma è DOVEROSO quando si hanno di fronte gli storici bugiardi angloamericani che sulle bugie hanno costruito pretesti per scatenare guerre con centinaia di migliaiai di morti.

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  4. Gad Lerner:
    “Davanti alle immagini del massacro di Bucha c’è come sempre chi alza il sopracciglio: “E se fosse una messinscena? A chi giova?”. Dosi abbondanti di garantismo a beneficio dei carnefici. Era l’incubo ricorrente di Primo Levi: “Io racconto le atrocità subite, ma nessuno mi crede”.
    Viva Toni Capuozzo, e il suo sopracciglio, SIEMPRE.
    Ma leggete anche Lerner, che nessuno, credo, può’ definire “servo degli Usa”.

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  5. MINISTRO DI MAIO, QUALE SARA’ IL PROSSIMO PASSO?
    Pubblicato 05/04/2022
    26
    DA REDAZIONE

    Una lista dei diplomatici russi espulsi in giro per l’Occidente dal 24 febbraio in avanti.

    Danimarca: 17
    Italia: 30
    Montenegro: 1
    Slovacchia: 3
    Lituania, Lettonia, Estonia: 10 (la Lituania anche l’ambasciatore)
    Polonia: 45
    Belgio: 21
    Olanda: 17
    Rep.Ceca: 1
    Irlanda: 4
    Germania: 40
    Svezia: 3
    Stati Uniti e UK già nel 2018 ne avevano espulsi 60 e 23.
    Anche la Francia sta prendendo un provvedimento analogo che arriverà nelle prossime ore.

    Prendete un libro di storia qualunque di quinta elementare e scoprirete il protocollo di base di tutte le escalation: prima si chiudono canali diplomatici, poi si richiamano gli ambasciatori, infine è la guerra.

    Siamo appena entrati nella Fase 1.

    Daniele Dell’Orco

    La Nato invita a prepararsi a una lunga guerra , la propaganda pro guerra . la cappa del pensiero unico
    a chi giova la guerra e le domande senza risposte

    Subito dopo la diffusione della notizia la Russia ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu una immediata indagine per appurare l’accaduto. Richiesta alla quale la Gran Bretagna ha apposto il veto.

    PERCHE?

    Divieto a giornalisti freelance di recarsi a Bucha

    PERCHE?

    La squadra investigativa inviata dall’UE non agirà come un’entità indipendente, ma assisterà le autorità ucraine nella raccolta di prove in loco

    PERCHE’ ?

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  6. Che i fatti di Bucha siano una messinscena montata ad arte da ucronazi diretti da Cia/m16
    Oramai lo hanno capito anche i più ottusi, poi c’è ottuso e più ottuso e ultras tifoso da curva nord.

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  7. Ho già avuto modo di postare questa notizia certa su facebook che riguarda i prigionieri russi.
    Per legge i prigionieri di guerra devono essere portati e tenuti in un posto dove non si combatte, quindi sono stati portati ad Odessa e affidati al monitoraggio della Croce Rossa che li scheda, ed ha anche il compito di avvertire le famiglie.
    Molti militari tutti giovanissimi presentavano evidenti segni di torture, alcuni erano stati gambizzati, gli avevano sparato ai ginocchi, tutto ciò dopo essere stati fatti prigionieri, è di ieri la notizia che gli ucraini non hanno voluto fare lo scambio di prigionieri perchè i russi, loro prigionieri forse non erano ancora presentabili…

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  8. Alessandro Longo
    ” Le immagini satellitari pubblicate dal New York Times sono di società private Usa, la Maxar Technologies Inc, sede Colorado, e la Planet Inc. La partnership strategica avviene tramite una società ucraina Eos Data Analytics. Satelliti di aziende private americane che fanno da intermediari dei fatti…..La realtà storica richiede un lavoro di scavo, analisi e documentazione più articolati rispetto a quello che si può fare con immagini fornite da aziende satellitari, immagini che risalirebbero al 19 marzo, questo secondo il governo ucraino avallato dagli Usa. …..Solo un’ inchiesta internazionale seria ed indipendente potrà accertare cosa sia accaduto a Bucha.”
    Siccome ad ognuno di noi preme che i responsabili siano condannati e puniti, il passaggio necessario è che indagini ed accertamenti in merito siano svolte da chi è realmente indipendente ed imparziale, questo non può pertanto riguardare né società private statunitensi, né i paesi direttamente coinvolti nel conflitto, visto che la propaganda di guerra viene esercitata da entrambi i governi, ucraino e russo! Le sentenze di condanna per essere giuste ed implacabile, necessitano di imparzialità e certezza, prove inoppugnabili fornite da organismi indipendenti, mentre ora siamo ancora nella fase di accertamento ,dove ogni dubbio e domanda rappresentano un percorso cautelativo per non commettere errori, questo nel rispetto delle vittime che meritano la condanna dei loro carnefici! Accertare le vere responsabilità non è schierarsi,a prescindere, o sobillare complotti, ma sgombrare il campo da ogni condizionamento per poter giudicare da giusti, senza faziosità, ostacolo principale a verità e giustizia, in ogni vicenda, a maggior ragione di fronte a questo orrore!

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  9. A me la primissima cosa che viene in mente ogni volta che si tocca questo argomento è: povera gente.
    In tutta franchezza, provo un certo disgusto per la mancanza di umanità di chi non ha questa come prima reazione.

    Poi si può anche discutere di come questa ennesima porcheria abbia potuto accadere, ma una cosa è sicura: se Vlad l’Avvelenatore non avesse varcato i confini, un mese e mezzo fa, quelle persone sarebbero ancora vive.

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    • Certo, ma ti ricordo che noi non stiamo armando “Vlad l’Avvelenatore”, ma i “buoni”.
      Se poi i “buoni” non sono tali, allora che sia un errore armarli fino ai denti con la migliore tecnologia non è più opinione ma certezza.

      Spero che non mi dirai che quelle armi servono per difendere i civili dal presunto piano di genocidio in corso, di cui il tizio nel video

      si dice certo e cerca di farlo credere ai beoti di mezzo mondo che non fanno uno straccio di ragionamento e verifica di altre fonti.

      Mia opinione personale: son convinto che se avessero chiesto al popolo ucraino se preferivano cedere/riconoscere la Crimea o piuttosto la guerra, questi avrebbero risposto in larga maggioranza che della Crimea non gliene frega un cazzo!

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      • @Guido che sa tutto
        Il tuo amico Putin la Crimea se l’era presa già da un pezzo.
        L’avvelenatore seriale però, vuole anche tutto il resto, compreso lo scalpo di Zelensky.
        Mia certezza personale: il popolo ucraino preferisce, a quanto pare, resistere fino alla morte.

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      • “Mia certezza personale: il popolo ucraino preferisce, a quanto pare, resistere fino alla morte”

        Mai vai a cagare!

        “Zelensky, all’inizio del conflitto, ha ordinato che nessun connazionale di età compresa fra i 18 e i 60 anni possa andarsene liberamente, tranne coloro in possesso di permessi speciali. Molti ragazzi giovani, però, hanno deciso di lasciare il Paese ugualmente, perché non vogliono immolarsi per difendere il Paese” https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/08/ucraina-non-solo-combattenti-per-la-patria-le-testimonianze-degli-uomini-che-scappano-per-non-morire-a-causa-del-dittatore-putin/6518142/

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      • E’ una parodia di questo: https://www.youtube.com/watch?v=eZP_Rv-mBwU
        Qui la canzone in palcoscenico e con vestiti: https://www.youtube.com/watch?v=tp7mxL6vLRI Lo si vede insieme al pelato qui, sempre nudo: https://www.youtube.com/watch?v=A7GA3VSVDv8

        Se e’ vero quello che ho letto la fece molti anni fa al tempo della sua fama con il gruppo Kvartal 95. Per tutti quelli che dileggiano Zelensky e – come me al tempo – spuzzano la sua idea di darsi alla politica, dovete imparare un paio di cosine sul Gruppo Kvartal 95 per contestualizzare la persona, il proprio passato e il momento corrente.

        Se invece volete leggere qualcosa di brutto brutto su Zelensky, poiche’ pure lui ha i suoi lati oscuri, qui avrete la vostra soddisfazione: https://www.butac.it/ucraina-bianchi/

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      • Ingenua creatura… Si tratta di una parodia di questo: ttps://www.youtube.com/watch?v=eZP_Rv-mBwU (qui in teatro col tipo pelato: ttps://www.youtube.com/watch?v=A7GA3VSVDv8) ai tempi di questo: ttps://progresja.com/en/events/kwartal-95/
        Per dire fregnacce di Zelensky, o per spuzzare come feci io il suo ingresso in politica, basta restare ignoranti sul significato e la lunga attivita’ teatrale satirica di quell’ensemble

        Questi te li regalo io: ttps://www.theguardian.com/news/2021/oct/03/revealed-anti-oligarch-ukrainian-president-offshore-connections-volodymyr-zelenskiy ttps://www.unian.info/politics/10558200-co-founder-of-studio-kvartal-95-appointed-zelensky-s-chief-assistant.html cosi’ ti masturbi in santa pace

        E con questo pauso ancora fino al trasloco.

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      • “Come te lo spieghi?”
        —————————–

        Non capisco che c’azzecchi la domanda nella discussione, ma soprattutto perchè chiedi pareri a chi consideri “amico di Putin”, che immagino stia a significare di parte per ignoti motivi.

        Comunque sia, ti rispondo che sta cosa che i russi pensavano di conquistare TUTTA l’Ucraina (grande il doppio dell’Italia) in pochi giorni è una leggenda metropolitana.
        Vado a memoria, gli americani prima di mettere la bandierina su Bagdad l’han bombardata per 42 giorni con più di 100k bombardamenti. Questo è il modo meno rischioso per invadere una nazione.
        Possiamo dare tutte le colpe che vogliamo a Putin, ma di certo non ha cominciato questo conflitto con l’intenzione di spazzare via tutto, e soprattutto non c’è nessun piano di genocidio, parola che viene usata da chi vorrebbe confutare chi ritiene illogico per i russi giustiziare coloro che han scelto di non essere loro nemico (fascia bianca). Rispondono che lo farebbero per genocidio, e con questa parola non devono più rispondere del non senso e della sconvenienza nel giustiziare chi non ti è nemico.

        A scanso di equivoci, io non ho certezze su cosa sia accaduto a Bucha, ma difendo chi viene additato come visionario per la “colpa” di avere dei DUBBI, a mio parere sacrosanti.
        Tutto qua.

        p.s.: siccome arriverà l’intelligentone che dirà che io facevo lo stesso con i dubbiosi dei vaccini, rispondo già da adesso che è una menzogna. Io ho sempre risposto cordialmente a chi poneva dubbi senza provocare, a differenza di chi sparava presunte certezze provocando o insultando, e soprattutto non ho mai preteso la censura di chi aveva critiche da fare sui vaccini.

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      • Vedere il Pajasso redivivo (ma come: un cancro e via, già dimenticato?) che sfancula Guido&Sbando con BUFFAC è IM-PA-GA-BI-LE!!!!

        AHAHAHAH…

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    • Jonny dio sei proprio proprio sicuro?
      O come paola bl con il veneto morto non volendo vedere chiude nullità oppure sempre paola bl : è colpa di putin nel 2014, lui ha infiltrato corpi russi inscenando resistenza nel donbass spacciandola per ucraini filo russi?
      Egregio Jonny dio, parlando con la compagna di mio fratello, scappata dal donbass( sangue e origini russe) putin dal 2014 al 2022 non ha ucciso nessuno e più di 14000 persone sono scomparse!!!
      Tu puoi vederla così : oggi senza l’invasione i morti non ci sarebbero stati, io dico invece che ce ne sarebbero stati altri molto più subdoli… Che a te e ad altri, faceva piacere e non interessava sapere….
      Saluti
      Il lupo perde il pelo, non il vizio e trovare a difendere nel 2022 un ebreo filonazista è da vomito

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      • @ Fabio: non è che non mi interessasse (che mi facesse addirittura piacere non ti permettere neanche di pensarlo, se vuoi ancora avere a che fare con me), è che non lo sapevo, come oggi non so di mille altre tragedie che accadono alla povera gente in buona parte di questo buco di culo dell’universo, che nessuno si degna mai di pulire e che chiamamo mondo.
        Tu, grazie a tuo fratello, magari avevi informazioni di prima mano, io dico solo che non si ripara ad una tragedia con un’altra più grande, ci sono anche altri modi.
        E non difendo nessuno, solo mi si stringe il cuore per della povera gente, che non si potrebbe tacciare di “filonazismo” nemmeno se il loro presidente fosse il redivivo Baffo in persona (ok, magari in quel caso sì, piccola battuta noir per stemperare un attimo, ma direi che non è questa la realtà).
        Saluti anche a te, stay human.

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      • “Tu, grazie a tuo fratello, magari avevi informazioni di prima mano, io dico solo che non si ripara ad una tragedia con un’altra più grande, ci sono anche altri modi.”: tipo?

        Non sterminate la gente del Donbass, su da bravi, altrimenti lo dico alla strega cattiva?

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      • Ciao felide, scusa ma oggi non sono in vena di cazzate, se per te quello era l’unico modo, affar tuo.

        Visto che hai ancora voglia di scherzare (beato te), come procede la dittatura sanitaria? E’ stata rovesciata dalla rivoluzione silenziosa?

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    • Quindi, J.D., il disgusto per la mancanza di umanità deve appartenere solo a chi guarda gli effetti e non a chi si interroga sulle cause di questa guerra?

      Tra poco si arriverà al punto di negare la possibilità di parlare di pace a tutti coloro che non si allineano alle narrazioni di guerra fornite della Nato perché solo loro sono umani. Tutti gli altri sono subumani privi di sentimenti.

      Siamo all’assurdo che solo estimatori di guerrafondai cronici con curriculum di guerre e lutti da far accapponare la pelle sono i soli abilitati a poter parlare di pace e umanità.

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      • Senti, per come ti conosco possiedi sufficiente discernimento per vedere da solo che non ho detto nulla di quanto vorresti attribuirmi.

        Per me, di pace e umanità ne può parlare chi, come, quando e quanto vuole, se poi qualcuno vuole anche metterlo in pratica, ancora meglio.
        Il “curriculum di guerre e lutti da far accapponare la pelle” ce l’hanno un po’ tutti, sia tra le parti in gioco in questo caso che altrove, per cui è come se non ce l’avesse nessuno (eventuali distinguo, pur veri e doverosi in ambito di raccolta e analisi, risultano inutili ai fini del discorso che facevo io: servono solo a giocare a chi piscia più lontano, e oggi perdonami ma non sono proprio dell’umore adatto, sarà per un’altra volta).

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      • Anch’io J.D., per come ti conosco,
        non credo tu volessi andare oltre quel primo concetto che hai espresso secondo cui l’umanità e l’empatia per le vittime dovrebbe essere al primo posto in una discussione su una guerra.
        Concetto che condivido.

        Ma la tua associazione di quella mancanza di umanità e empatia, alle colpe di chi ha scatenato la guerrra non mi sembra all’altezza di quel tuo accorato rilievo.

        Trovo che, scritta cosi, serva più che altro ad indicare nemici e, conseguentemente, ad alimentare quegli odi che producono quella disumanità che ti disgusta.

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      • Il mio primo sentimento è quello, dopodiché ci si può fare forza, se non per ricostruire tutto il puzzle, almeno per stabilire qualche punto fermo. Ma il mio intento non è certo quello di distribuire colpe, dato che, come quasi sempre accade, vari livelli di responsabilità esistono un po’ da tutte le parti, però questo non vuol dire che queste debbano anche essere in egual misura.

        Funziona come in una rissa: si parte con le occhiatacce, poi volano le parole, ad un certo punto qualcuno muove le mani, ma è sempre e solo uno quello che le muove per primo. Quello è il punto di non ritorno, il famoso momento in cui si passa dalla parte del torto, ed è incontestabile che a varcare questa soglia sia stato Putin. Nessuno l’ha obbligato.

        Fosse ancora lì sull’uscio, avrebbe ancora qualche ragione, Travaglio potrebbe fare della grassa ironia sull’attesa dell’estate, e noi pagheremmo ancora la benzina 1,60. Ah, ci sarebbero milioni di profughi in meno, e tanta brava gente starebbe ancora continuando una vita semplice, invece che essere costretti a dare un sì triste spettacolo di sé, e miserabile per tutto il genere umano.

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      • Il punto è proprio questo, caro J.D.
        Chi ha cominciato per primo.

        Perché noi (e i nostri mezzi di imformazione) siamo arrivati sul posto quando la rissa era già iniziata.
        Iniziata ben prima di aver visto il reprobo russo alzare le mani e, conseguentemente, aver subito puntato dito su di lui.

        Sinceramente, invece, per quanto mi rigurada, mi è bastato sentire la prima uscita di Zelensky che auspicava l’intervento diretto dell’Occidente (fregandosene del pericolo di una 3ª guerra mondiale) e poi di Biden, per rendermi conto che la rissa non era cominciata il 24 febbraio per una mattana di Putin, ma era gia in atto da tempo e che era chiaro che c’era un disegno della Nato per provare, attraverso l’Ucraina, l’assalto alla Russia.

        Miei personali convincimenti? Vedremo.

        Ma, intanto, è proprio su queste interpretazioni di quanto si sta avvenendo, che ci si divide, purtroppo, anche tra chi ha sempre professato ideali di pace e non di guerra.
        Così è.

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      • Non sono d’accordo, caro Gsi, e provo a spiegarmi. Questa non è una rissa da bar, è una rissa in casa di qualcuno, e per entrare in casa di qualcuno bisogna necessariamente varcarne l’uscio: quello è il grande punto di non ritorno, il momento dopo il quale vale tutto (botte, coltellate, colpi bassi, vendette e tutto l’armamentario delle infinite miserie umane), l’istante in cui l’essere umano abdica alla propria umanità per scatenare i suoi istinti primordiali, e sappiamo tutti chi ha compiuto questo passo.
        Poi, possiamo pure discutere per i decenni a venire sul contesto, le ragioni storiche e quelle meno nobili, ivi comprese provocazioni ed opportunismi più o meno subdoli delle tantissime parti in causa (che, evidentemente, non sono solo quelle più direttamente esposte e coinvolte), ma esiste comunque un momento preciso, evitabile fino all’istante precedente, in cui qualcuno ha deciso di saltare il fosso e passare dalle parole ai fatti, questo è incontestabile (praticamente, il solo punto fermo di tutta questa ignobile vicenda, come lo fu l’invasione della Polonia nel 1939: prima, erano volate solo parole, pesanti finché si vuole ma solo parole).

        Riguardo alla Nato e alle sue provocazioni (alle quali ricordo che si può sempre non cedere, basta volerlo), fa solo il suo interesse e quello del suo membro più ingombrante (però qualche vantaggio negli anni l’ha pure portato, non facciamo i santerellini ma nemmeno gli “anti” a prescindere), francamente sarei decisamente più stupito del contrario.

        Ma tutto questo assume un aspetto quasi marginale di fronte alla tragedia di un popolo, che potrebbe presto trasformarsi in quella di un intero continente (a cui noi tutti siamo particolarmente legati) per cui, tolta la naturale necessità di fare un po’ d’ordine, dal mio punto di vista la comprensione degli eventi è un aspetto ampiamente secondario, e non perché non sia importante, ma per il suo scopo, che in un attimo si trasforma nell’essere un puro distributore di colpe, immediatamente seguito dallo schieramento in opposte fazioni, per infine cominciare a scannarci anche tra di noi, come avvenuto anche nel caso del covid (tanto per citare l’esempio più recente).
        Io non mi sottraggo all’analisi, ma rifiuto questa logica miserabile da dividi et impera, anche se non è facile e ogni tanto capita anche a me di scivolarci dentro e sporcarmi.

        Le cause m’interessano fino ad un certo punto, quello su cui dovremmo scannarci (e non tra di noi, ma come popolo unito che chiede risposte ai propri governanti) sono le soluzioni, ma di queste non vedo discutere mai nessuno, mentre a mio avviso questo dovrebbe essere l’obiettivo numero uno, dato che è un problema che riguarda tutti, possibilmente prima che la faccenda si faccia davvero irrisolvibile.
        Io la mia “soluzione” l’ho proposta da tempo, e l’ho ribadita anche in questo thread nei commenti all’utente Alessandra, qua sotto. Personalmente, ritengo che il riconoscimento da parte occidentale dell’indipendenza del Donbass sia il compromesso migliore per evitare quanto più possibile ulteriori sofferenze ai popoli, altrimenti destinate ad espandersi su scala sempre più ampia. Non permette a nessuno di cantar vittoria, ma nemmeno di uscirne completamente sconfitto. Il passo successivo dovrebbe essere provare a discutere su quale sia la maniera migliore di attuare questa o eventuali altre soluzioni (ma parlo di soluzioni vere, di reale compromesso, quelle poche ascoltate finora, più che soluzioni sembrano solo ulteriori provocazioni).

        Ti saluto e ti ringrazio per la chiacchierata, ormai riuscire a scambiare opinioni civilmente e senza escalation di accuse sta diventando sempre più raro.

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      • Un solo appunto J.D.,
        L’atto del varcare l’uscio è sufficiente per tranciare un giudizio definitivo su quanto avviene e respingere rigidamente ogni altra interpretazione? Ti sembra sufficiente quell’atto, per giudicare marginale e secondario tutto quanto sta intorno e a monte di quell’atto?
        Sicuro?
        Se si… Credi davvero che questo atteggiamento di chiusura netta verso chi la pensa in un altro modo possa servire alla causa della pace e non, forse, di quella di chi, quella guerra, la sta alimentando?

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      • Finché ci si limita alle occhiatacce o all’insulto, ciascuna delle parti può essere responsabile di calunnia, diffamazione o minacce. Quando si passa alle vie di fatto, la cosa cambia: nell’esempio della rissa, ciò che prima avrebbe potuto essere una potenziale causa per diffamazione ora diventa un processo per lesioni, nel quale le minacce e il resto assumono un significato diverso, che può essere aggravante o attenuante a seconda delle parti.
        L’atto del varcare l’uscio è importante perché determina l’identità dell’imputato, ed è giusto che sia così. Dopodiché si possono considerare le attenuanti, possono emergere imputazioni anche a carico della vittima, e tutto l’infinito armamentario di accuse e controaccuse, ma non si può giungere a processare la vittima sostenendo che ha dato una facciata sull’altrui pugno, mentre stava dentro casa.

        Questo è uno dei pochi punti fermi (forse l’unico, di questa sordida vicenda nella quale, direttamente o indirettamente, mezzo mondo è coinvolto): il fatto che esistano un aggressore e un aggredito (e nulla giustifica questo: tutto il corollario, che io non ho mai messo in dubbio, serve a spiegarlo in maniera più o meno credibile e dettagliata, ma non può mai e poi mai giustificarlo). Tutto il resto è o può essere messo in discussione, a seconda degli elementi che, mano a mano, possono emergere.
        Ma per questo ci sono gli storici, così come per i singoli episodi di questa sporca guerra ci saranno commissioni d’inchiesta nelle quali emergeranno, ne sono sicuro, atti raccapriccianti da ambo le parti (ma, una volta scatenata la rissa, al posto degli insulti non volano solo pugni, ma anche coltellate, morsi, dita negli occhi, calci nei cosiddetti, stivalate in faccia su chi è già caduto, mobili rotti, di tutto di più e soprattutto per davvero: quando prevale l’animale, ogni lume della ragione si spegne e a quel punto non esiste più limite all’abisso).

        E’ un gioco davvero triste quello di litigare su ogni singolo episodio, mettere in dubbio ogni foto, analizzare ogni sillaba, farne un caso e su quello cominciare a scannarsi tra opposte tifoserie, non fa per me. Io dico solo che l’unica cosa sicura è che se Putin fosse stato capace di tenere le mani a posto (e ripeto che nessuno l’ha obbligato) si sarebbero risparmiate delle sofferenze inumane a tanta povera gente, milioni di esseri umani che, fino a due mesi fa, conducevano esistenze del tutto analoghe alle nostre (il che aggiunge un tocco di raccapricciante: se domani, puta caso e Dio non voglia, eleggessimo la Meloni, saremo da “denazificare” anche noi, che in Parlamento abbiamo avuto pure la Ducia?), per tacere di tutta una serie di effetti collaterali che, con le dovute proporzioni, per forza di cose ricadono su una platea infinitamente più vasta di persone (altre decine, se non centinaia di milioni), ognuna delle quali stava sicuramente meglio prima, fosse anche per una banale bolletta meno cara.

        Guarda che non sono nato ieri, lo so anch’io la guerra non conviene a nessuno ma fa comodo a tanti. Mi sono documentato sulla storia ucraina recente e meno recente, so delle elezioni, dell’Azov, del Donbass (e di come e perché esista una sua componente russofona: a sentire qua in giro pare che sia sempre esistita e i problemi siano iniziati solo col 2014, ma non è così), so della Crimea, degli interessi della Nato, degli Usa e dei suoi lacché, di quelli personali della famiglia Biden, e so anche un paio di cose su Putin, sia personali che riguardo al modus operandi, suo e del suo regime (quella sì, una vera dittatura ventennale; curioso che, di solito, a non vederla sia proprio chi ha passato l’ultimo biennio a denunciare quella che avremmo in casa, mi scuso per la piccola divagazione sarcastica).
        Per un interlocutore che pretenda d’informarsi e/o discutere seriamente dell’argomento, trovo avvilente il prendere un solo elemento di questo bel quadretto (il cui titolo è: “l’umana miseria”) e farne elemento di disputa, come se cambiare una o due pennellate potesse modificare significativamente il quadro d’insieme.

        Sull’argomento credo d’aver detto tutto, o almeno io meglio di così non riesco a spiegarmi, ma prima di salutarti avrei anche una cosa personale da dirti, ma per brevità e chiarezza lo farò nel post successivo.

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  10. La povera gente se non fermiamo la guerra, diventeranno milioni di povera gente…..c’è stato un reale e serio impegno per la pace? O si sta andando dritti verso un massacro annunciato? Quella povera gente forse chiede ed aspetta questo, e la mia umanità è che coloro che sono fortunatamente ancora vivi, lo restino! Dubito che l’ impegno in campo vada in quella direzione, se viene bloccato ogni canale diplomatico ed ogni tentativo per arrivare ad una tregua ed aprire negoziati e trattative, per evitare ulteriori vittime, questa sarebbe l’ unica priorità umanamente umana!

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    • Qua, oltreché malcelati tentativi di giustificazione (non è il tuo caso, altrimenti neanche ti considererei) si leggono tante analisi, ma nessuna proposta, che dovrebbe invece essere il naturale sbocco della fase di esame.
      La tua soluzione quale sarebbe? Io la mia l’avevo esposta fin da subito, un mese e mezzo fa, sotto all’articolo in cui Travaglio ancora si permetteva di ironizzare sul’invasione “rinviata causa bel tempo” (se ti interessa, te la linko per facilitare la ricerca: https://tinyurl.com/br6z2jfr ), e la ritengo ancora valida.

      Tieni presente che, finché Vlad ritiente di potersi prendere tutta la torta, non ha motivo per negoziarne quanche fetta con chicchessia. Il motivo delle sanzioni è che se vuole la torta magari finisce che deve rinunciare al formaggio, anche se la puzza ce la teniamo noi, mentre le armi agli ucraini fnora sono servite a prendere tempo, provando a rendergliela più indigesta del previsto.

      Dopodiché, conati a parte, so bene che è inutile e irrazionale mettersi a giocare alle verginelle in un mondo schifoso come quello in cui viviamo: ognuno cerca di fare il suo sporco gioco, e visto che il più pulito ha la rogna è quasi stucchevole fare tutte le volte l’elenco.
      Gli unici che sicuramente rimarranno a guardare dalla finestra, perché hanno solo da guadagnarci se gli altri si indeboliscono, sono i cinesi.

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      • Le possibilità del prima non esistono più , perché le variabili in una guerra corrono veloci e la difficoltà sta tutta nel dosare gli elementi in campo, avendo ben in mente l’ obiettivo, ecco a me sfugge l’ obiettivo forse perché ognuno fa il suo sporco gioco……Se la strategia è mettere all’ angolo Putin, la stessa dovrebbe prevedere anche una via d’ uscita non umiliante, questo errore è stato già commesso dopo la prima guerra mondiale…..Evidentemente c’è qualcuno che confida e lavora per questo errore, così da arrivare alla terza guerra mondiale che sarebbe un crimine contro l’ umanità da sommarsi in maniera definitiva agli attuali! Inoltre non sopporto l’ ipocrisia di chi ora si straccia le vesti, mentre dichiarava fino a pochi mesi fa “ con i dittatori dobbiamo parlare “ ecco allora parlaci, per salvare le persone, e non solo per equilibri/vantaggi economici, il senso di realtà in uno sporco mondo dove i dittatori sono interlocutori per interessi politicoeconomici, ma indegni di qualsiasi dialogo per evitare ulteriori vittime ed una catastrofe umanitaria mondiale! Anzi ora l’ impegno dovrebbe essere maggiore, perché non è a rischio solo l’ Ucraina, stiamo andando dritti verso la terza guerra mondiale per gli stessi interessi che hanno benedetto ogni tipo di rapporto ed interlocuzione con la feccia del mondo, ad est come ad ovest, dai democratici guerrafondai….

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      • Non c’è un obiettivo generale, ci sono solo interessi che confliggono (perlopiù tutti sporchi e illegittimi, ma prendiamoci un imodium e sorvoliamo per un istante su questo punto, visto che l’unica legge davvero in vigore al mondo è quella del più forte, e non ci si può fare niente).

        Per forza di cose, visto che ci vorrebbe un discorso dal vivo o un libro, molto della grossa la cosa si può riassumere così: Putin vuole ripristinare la vecchia Urss (il Donbass o il denazificare non sono altro che scuse), Zelensky non solo non vuole cedergliene un millimetro, ma vorrebbe anche indietro la parte di cui, nei fatti, Putin si era già appropriato (nell’indfferenza complice del resto del mondo), Biden, come tutti i Potus, vuole fare il poliziotto fico del mondo (spargendo zizzania, ma sempre ben lontano dai patrii confini) e nel frattempo magari piazza anche un po’ di gas e di armi, l’Europa (ammesso che esista, andrebbero fatte distinzioni almeno per Francia, magari post-voto, Germania, tutti gli altri, e non si sa bene come considerare l’Uk da questo punto di vista) fondamentalmente non vuole rotture di cazzo, tipo profughi e materie prime alle stelle. Questi i protagonisti, poi c’è sempre il convitato di pietra (anzi, direi di porcellana) che tra i litiganti, gode, ed infine ci sono anche gli amici degli amici, e sono tanti, per tacere della doppia veste di chi è anche membro Nato.

        L’hai letto bene quello che scrivevo all’epoca? Perché dici che le possibilità non esistono più? Io trovo che rimandare a casa il cagnaccio con l’osso del Donbass da poter sbandierare sia ancora praticabile, bisogna solo trovare il modo di convincere il poliziotto fico a chiudere un occhio, per questa volta. Certo che a mani vuote non ce lo puoi rimandare, sarebbe la sua fine, e questo non è necessariamente un bene, perché, fra le altre cose, rischi di ritrovartelo sostituito con qualcuno per cui lui era un pericoloso moderato, rammollito dai 200 miliardi e passa che si è imbertato e senza i coglioni per premere davvero il bottone rosso. Il presunto nazi dovrà finire per farsene una ragione, visto che non potrebbe fare altro e che questo sarebbe il modo per risparmiare più sofferenze possibili, ai suoi e non solo. L’amico “Ping” (di dimaiana memoria) si sposterà dal davanzale, che anche lui ha altro a cui pensare (tipo una partita a Shangai).

        Che poi tanti parlino di pace per pura immagine, ma avendo in mente o addirittura sperando in tutt’altro, è inutile che stiamo a raccontarcelo, siamo tra gente di mondo, però la terza guerra mondiale ancora non conviene a nessuno.

        Con stima.

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      • Uno di mondo come il dittatorello da strapazzo dovrebbe sapere che è la follia che scatena le tragedie, non la convenienza!

        E poi non saresti in vena di sparar cazzate?

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      • @ Gatto: se lo dici tu.
        Preciso che non sono in vena di dar rette alle TUE, di cazzate, che tanto sono le solite di sempre. Un’altra volta, volentieri.
        Ti consiglio di rientrare nei nei ranghi, che la Brigata Canepa mica si è ancora sciolta: ora c’è Blondet da difendere, un essere secondo cui Bucha è “una fake” (dopo averlo scritto, probabilmente vomiterò sulla tastiera, per cui passerò il resto della giornata a pulirla, e niente link).

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      • Togliti di dosso quell’arietta (puzzolente) da “Dio”: sei solo un poveraccio, con un buon italiano, ma solo un poveraccio fatto e finito.

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      • TU non leggi nessuna proposta.

        A parte che qui non siamo l’assemblea ONU, a parte che non ci sono ambasciatori come il tuo GIGGINO (quello che non arrubba lo stupendio come gli altri)…

        Le proposte sono molto semplici per chi le vuole capire e sono quelle che ha dato Scholz a Zeze 5 giorni prima della guerra: No alla NATO e Ucraina neutrale.

        Non mi pare difficile, ma per gli ipocriti luridi e sociopatici come te è difficile capirlo.

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      • Ragazzi, così mi lusingate!
        Ogni contro-insulto, oltre a non essere nel mio stile, sarebbe perfettamente inutile: mostrandovi per degli accattoni morali, siete già un insulto all’intera specie dei primati.
        Bacini bacioni.

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  11. Ci vuole la migliore mano ferma del chirurgo per operare un paziente che è venuto a casa tua per ammazzarti. E che, dal letto della degenza, farnetica frasi del tipo «vi dobbiamo uccidere», «siete tutti nazisti», «i vostri figli e le vostre donne meritano la morte». Ma tra Putin e Zelensky vince comunque Ippocrate, e un dottore è sempre un dottore. Ha giurato di salvare ogni essere umano, qualsiasi sia il lato del fronte da cui spara. All’ospedale militare di Zaporizhzhia curano i soldati russi insieme ai soldati ucraini. E ci sono giorni che ne arrivano talmente tanti che gli infermieri sono costretti a scrivergli il nome sulla fronte per non confonderli nella concitazione del momento.
    Dal 24 febbraio ad oggi, nella clinica sulla riva sinistra del Dnepr sono stati portati 600 feriti. Quando sono più di venti alla volta, prendono il pennarello nero e usano la pelle della fronte come bozza di cartella clinica. La guerra costringe ad arrangiarsi, fanno così sia con gli ucraini (il 90 per cento dei ricoverati) che coi russi.
    I pazienti sono reduci della linea del sud. Combattevano a Mariupol, nei villaggi nella regione di Zaporizhzhia, a Cherson, a Mykolaiv, poi sono stati fermati da una granata, un mortaio, una fucilata o uno degli altri mille modi in cui si può morire da queste parti. Il tenente colonnello Viktor Pysanko, 38 anni, scorre sul telefonino le foto di corpi aperti, arti mozzati e membra carbonizzate.
    «Arrivano così, è orribile». Pysanko, direttore sanitario e traumatologo, ha già visto l’orrore, era in missione in Kosovo e in Congo. Non è uno che si impressiona facilmente. Tuttavia, ancora non si è abituato a ciò che i militari russi più giovani, appena ricuciti e rammendati, ripetono con cieca convinzione sul letto della degenza. «Non provano rimorso, non sanno cosa sia la pietà. Solo un ufficiale quarantenne era dispiaciuto e a disagio per essere stato mandato da Mosca a invadere un Paese senza sapere neanche il motivo. Gli altri, invece, duri e impassibili» I feriti dell’armata di Putin li tengono tutti in un reparto protetto, che chiamano “la stanza dei russi”.
    Le finestre non hanno le inferriate, ma ci sono delle guardie che li controllano. «Ci occupiamo di curarli e stabilizzarli, poi li affidiamo al ministero della Difesa e ai servizi segreti».
    Sono già prigionieri di guerra a tutti gli effetti, però, appena estratti dal campo di battaglia, ricoverati e non ancora sottoposti a interrogatori, carcere e quel che di altro può capitare a un nemico catturato, si trovano in uno stato emotivo di sincerità assoluta che di lì a poco perderanno. Dicono quello che pensano. E pensano cose terribili.
    Lipatov è un diciottenne russo trasportato su una barella dalla zona di Huljajpole. È un coscritto, aveva la gamba sinistra squarciata. La volontaria Oksana Korchynska, che prima faceva l’amministratrice delegata di una società di produzione, lo ha seguito durante la convalescenza post-operatoria. «Dove stava combattendo lui, alcune donne coi figli che stavano cercando di fuggire sono state colpite a morte. Mi ha detto, con sufficienza: “E allora? Qual è il problema?”. Ho chiesto a quell’uomo così giovane di spiegarmi perché avessero sparato a civili inermi.
    Ha risposto: “Anche i bambini sono nazisti. Siamo venuti qui perché siete il male e vi dobbiamo eliminare tutti”. Ho insistito, volevo sapere che cosa è per lui il nazismo e quali caratteristiche definiscono un nazista. È stato zitto. Il nostro chirurgo gli aveva salvato la gamba e lui balbettava concetti atroci come uno zombie. Ho pensato che era sotto l’effetto di droghe, non riuscivo a credere a ciò che stavo sentendo». Le analisi del sangue non hanno rilevato tracce di droghe né di alcool.
    Il sottotenente Pysanko si è confrontato con un ventiduenne proveniente dalla Russia orientale che pensava di aver trovato l’America in Ucraina. «Mi ha spiegato che l’obiettivo datogli dai suoi superiori è distruggere gli Stati Uniti. Al che sono sbottato e gli ho chiesto: “Dove lì hai visti i militari americani in Ucraina?”. Risposta: “Sono qui per annientare gli Stati Uniti”. Poi me l’ha fatta lui una domanda: “Sono sorpreso, perché mi avete salvato?”». La maggior parte dei chirurghi e degli anestesisti dell’ospedale militare di Zaporizhzhia ha un parente o un amico morto in guerra. «Nessuno ha mai esitato a curare un soldato russo », sostiene con orgoglio il tenente colonnello Viktor Pysanko. «Ma se avessero dubitato, avrei compreso».

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    • “Viktor Pysanko, 38 anni, era in missione in Kosovo e in Congo” ???
      qualcosa non torna
      guerra del Kossovo 28 feb 1998 – 11 giu 1999
      22 anni fa lui aveva 16 anni circa
      che faceva in missione?

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  12. Me lo disse Shimon Peres vent’anni fa: “La vera arma di distruzione di massa è l’informazione”. È appena tornato da Bucha, dove i crimini commessi dalle truppe russe sono “incontrovertibili”, Giovanni Porzio, sul campo in Ucraina dal quinto giorno d’invasione. L’ex giornalista di Panorama, il 1º aprile scorso, ha firmato insieme ad altri 11 storici corrispondenti di guerra italiani, una lettera aperta su come “viene rappresentato il conflitto in Ucraina, il primo di vasta portata dell’era web avanzata. Osservando le televisioni e leggendo i giornali ci siamo resi conto che qualcosa si sta muovendo piuttosto male”. Da Alberto Negri, ex Sole 24 Ore, a Giuliana Sgrena del manifesto: hanno sottoscritto l’appello anche Massimo Alberizzi, ex Corriere della Sera, Remigio Benni e Angela Virdò ex Ansa, Vanna Vannuccini e Giampaolo Cadalanu di Repubblica, Tony Capuozzo ex Tg5, Renzo Cianfanelli del Corriere della Sera, Cristiano Laruffa fotoreporter, Amedeo Ricucci della Rai, Eric Salerno ex Messaggero, Claudia Svampa ex Il Tempo”.

    Da Kiev al telefono risponde Porzio: l’appello “era solo un richiamo ai principi fondamentali del giornalismo: verifica delle fonti, separazione dei fatti dalle opinioni, evitare una descrizione in bianco e nero. Ma abbiamo fallito. La nostra lettera, invece di suscitare dibattito, ha solo sollevato gli istinti peggiori del Paese: in Italia tutto diventa scontro politico, dal calcio alla guerra, e siamo stati chiamati anche bastardi filo-Mosca. È un clima avvilente. Ho firmato per riportare l’attenzione sul ruolo dell’informazione, fondamentale, come in tutti i conflitti. Oggi il dibattito è a senso unico e non si indaga, ci si limita a una descrizione superficiale e impressionistica”. “Gran conformismo nella copertura” lo denuncia anche Tony Capuozzo: “Ci stanno preparando a sostenere una guerra destinata a durare a lungo”. Gli organizzatori del Premio Ischia hanno rifiutato ieri di ritirare il premio conferito all’inviato speciale nel 2011: ne richiedeva la revoca, perché contro le sue posizioni critiche, l’associazione Pan assoverdi. Nell’arsenale degli Stati in conflitto da sempre ci sono soprattutto le parole. Una delle firme all’appello è quella storica dell’inviato di Repubblica, Giampaolo Cadalanu: “In guerra – per definizione il contesto più tragico possibile – l’informazione, più potente degli armamenti tradizionali, va verificata 50 volte. Questo era il senso della lettera. Ogni guerra è nebbia e il nostro compito è contribuire a disegnare un’immagine di quello che succede. Il motivo di questo richiamo firmato collettivamente non era scegliere da che parte stare – stiamo dalla parte di chi viene massacrato –: si poneva il problema dell’approccio”.

    Un altro problema è lo spettacolo: “Questo è il primo conflitto raccontato con un profluvio di interventi sul web, che contribuiscono a una ricostruzione spettacolarizzata. Solo con termini emotivi, si fornisce un racconto incompleto e mi spaventa il clima di interventismo. Strumenti di verifica e ragionevolezza sono preziosi soprattutto in queste circostanze. Come siamo arrivati a questo scontro nessuno lo spiega. Soprattutto la tv favorisce la polarizzazione, non la comprensione. Sui giornali stranieri, anche quelli americani e inglesi, non c’è questo approccio ferocemente acritico a cui assistiamo nelle discussioni televisive”. Questa, come ogni guerra ma più delle precedenti, è la guerra dei freelance: “C’è un problema di editoria e lo riassumo con uno slogan: bisogna studiare. Per studiare e fornire racconti sensati, nel giornalismo e nei giornalisti bisogna investire” dice Cadalanu. “Dal Congo all’Eritrea alla Sierra Leone, ho seguito 20 anni di conflitti in Africa, pagato dal mio giornale. La situazione economica dei giornalisti indipendenti oggi è drammatica. Poi vedo dei talk, che costano poco, fatti con commentatori in poltrona”. Lamenta non critiche, ma insulti, per aver firmato l’appello, l’ex corrispondente del Corriere della Sera, Massimo Alberizzi. “Vengono diffuse immagini drammatiche, che sono un colpo allo stomaco, poi uno al cuore, ma non c’è nessuno che le analizzi. Oggi si criminalizzano i dubbi, ma il giornalista è un testimone, non un giudice. Un clima di radicalizzazione politica come questo, in Italia, non me lo ricordo”.
    Oggi si criminalizzano i dubbi. ….

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    • No, si criminalizzano i tentativi di dare ai dubbi risposte verificabili. Guai a toccare Blondet, guai a toccare BioBlu, guai a toccare ControTV, guai a toccare Cunial!

      Se sparavano fregnacce ieri *NON* possono non farlo adesso poiche’ i metodi sono gli stessi.

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      • “Se sparavano fregnacce ieri *NON* possono non farlo adesso poiche’ i metodi sono gli stessi.”…

        …Se… ‘Azz…

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    • Ti ho dato un like perché condivido ogni parola dell’articolo, ma avrei apprezzato – cosa che trovo doverosa quando si copiano e incollano testi altrui – che mettessi anche nome… e fonte della lettera di cui sopra.

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      • Mi scuso, nel copia ed incolla è sfuggito il nome dell’ autore dell’articolo: Michela Ag Iaccarino dal FQ del 7 aprile 2022.

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      • Concettualmente hai ragione, le fonti andrebbero sempre citate.
        Ad ogni modo, se hai questo dubbio, bastano tre secondi di tempo (almeno la prossima volta saprai farlo da solo):
        1. evidenzia la prima riga del testo;
        2. fai clic col tasto destro del mouse (su smartphone non saprei, ma ci sarà l’equivalente);
        3. selezione “cerca con Google”;
        Risultato: Fatto Quotidiano di oggi, autore Michela AG Iaccarino, articolo dietro paywall.

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      • @Jonny Dio. Hai ragione, ma la mancanza… rimane.
        Circa poi i metodi per risalire alla fonte di un articolo, credo di essere uno dei massimi esperti in tal senso, giacchè, non già su articoli scritti, ma tramite lutilizzo delle parole chiavi, nel 2006, ho passato lunghi tempi ad imbattermi in una lunga interminabile e ossessiva ricerca negli abissi di Internet volta ad acquisire “conoscenze” che se avessi dovuto cercarle in forma analogica non mi sarebbe bastata un vita.

        Grazie comunque per il suggerimento, davvero.

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      • Figurati. Ci vuole talmente poco per spiegare quelle che magari per me sono ovvietà o comunque automatismi, che vale sempre la pena farlo. Magari possono risultare utili anche per eventuali utenti che leggono ma non hanno mai commentato (non so qua, ma nel mondo dei blog di solito sono la maggioranza).

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  13. @LA COSCIENZA DI ZERO

    Parodia o non parodia, c’è ancora libertà di trovare di dubbio gusto la cosa?
    Chiedo per un amico.

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    • La coscienza ci ha appena rassicurato, le origini del successo politico di Zelensky partono da una società di intrattenimento Kvaral 95 del 2003, tv, fiction, spettacoli, ecc, Zelensky è socio e direttore artistico, con contorno di società off-shore e ville …..visto quello che è successo in Italia dalla discesa in campo, nel 1994, di un altro imprenditore di televisioni, cantore su navi e comico barzellettiere, siamo in una botte di ferro…..c’è su internet una foto ,non so di quale incontro, che ritrae Merkel, Putin, Zelensky e Macron…..Zelensky avrà espresso, come il suo corrispettivo italiano, con cui condivide lo spettacolo come volano di carriera politica, lo stesso giudizio sulle regali terga teutoniche?

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  14. Non so chi sia Blondet, non seguo Bioblu…..il problema è che qui siamo al festival delle fregnacce e quelli che dovrebbero avere l’ autorevolezza della realtà dei fatti, dell’ imparzialità ed onestà intellettuale sono i primi a spararle. ….ecco in questo falò di propagande, avere dei dubbi è l’ unica traccia di pensiero critico, che non pretende di dare o avere risposte inconfutabili, se mai arriveranno. …ma almeno la libertà di dubitare lasciatecela…..attaccare, denigrare, discriminare ed offendere chi si fa domande e coltiva il dubbio è un pessimo segnale per la democrazia, che andrebbe esercitata oltre che esibita nella retorica di convenienza!

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  15. @Jonny Dio

    Ho due dilemmi riguardo la strage di Bucha, te la senti di dirmi la tua?
    1) non riesco a capire perché i russi abbiano compiuto un crimine del genere per poi firmarlo. Mi spiego: uccidere i civili e lasciarli con le mani legate dietro la schiena equivale a dire ” siamo stati noi, li abbiamo giustiziati da inermi, inoffensivi”.
    2) ieri Mentana ha detto: “impensabile che un popolo si spari per poi poter dare la colpa ad un altro, è la mia opinione” ha concluso.
    Sono d’accordo, ma solo se Mentana e chiunque altro è pronto a mettere la mano sul fuoco, offrendo prove inconfutabili, che i contendenti sul campo sono due e solo due (esercito russo, esercito ucraino), senza alcuna ingerenza tipo mercenari o truppe paramilitari, cioè soggetti che possono in qualche modo agire in maniera autonoma o parzialmente fuori controllo.
    Che ne pensi dei miei dubbi, li trovi legittimi o filo putiniani?

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    • Li trovo legittimi, ma io non ho le risposte che cerchi. Ci sono i fact-checker, per questo (oltre a giornalisti indipendenti, inviati, testimoni: se mastichi un po’ d’inglese, anche appena più che scolastico, ti assicuro che aiuta molto).

      Nello specifico, potrei fare diverse ipotesi, tanto in un caso quanto nell’altro, ma dato l’argomento non me la sento di scadere pubblicamente nella dietrologia, dal mio punto di vista servirebbe solo ad aggiungere vilipendio allo schifo. Inoltre di solito, quando si fanno mille ipotesi, finisce sempre che quella giusta era la milleunesima, quella che non era venuta in mente a nessuno.
      A me, scusa se mi permetto, sembrano questioni interessanti fino ad un certo punto (il punto di vista dell’investigatore), ma umanamente le trovo al limite dell’irrilevante: come sempre, la guerra tira fuori il peggio, è pura follia, e la follia, più che di spiegazioni, necessita di rimedi.

      La verità assoluta non la conosceremo mai perché non ne esiste una, è un concetto puramente astratto.

      Personalmente, mi regolo così: quando un argomento m’interessa e mi tocca da vicino, come in questo caso (la guerra in Ucraina nel suo insieme, compreso il contesto, le cause e i retroscena, non il singolo episodio che potrebbe anche essere falsato), cerco sempre di informarmi nella maniera più imparziale possibile, e soprattutto senza partire da un preconcetto ma provando ad ascoltare le ragioni di tutti, prima di formarmi un’opinione.
      Per questo non sono qua a sentenziare dal primo giorno, come i tanti che in poche ore hanno tolto il camice da virologo per indossare l’alta uniforme, ma ho diradato di molto i miei interventi: non avendo ancora un’opinone precisa in merito, ho impiegato questo tempo per formarmene una.
      Una delle poche conclusioni a cui sono giunto l’ho spiegata e ribadita qua sopra: se Putin se ne fosse rimasto a ringhiare sull’uscio, l’umanità si sarebbe risparmiata l’ennesima sua negazione. Un’altra occasione mancata.

      Tornando ai tuoi dubbi, per informarsi su questioni internazionali (purché non riguardanti il mondo arabo, chiaramente), tra i più imparziali c’è sempre Al Jazeera (versione internazionale in inglese: sorprendentemente comprensibile, come ogni volta in cui è parlato in maniera grammaticalmente corretta da dei non-madrelingua), altrimenti la BBC inglese è sempre garanzia di professionalità (le trovi entrambe su Sky o gratuite su tivusat). In Italia, una delle testate migliori da questo punto di vista è senza dubbio il Post, sempre molto preciso e puntuale con link e fonti, loro un paio di giorni fa la vedevano così: https://www.ilpost.it/2022/04/05/bucha-prove-massacro/
      Probabilmente, nei giorni successivi emergeranno altri dettagli inquietanti, che non potranno mai fare piena luce sulla vicenda ma sicuramente aggiungeranno tasselli per chi ha il tuo tipo di dubbi.
      Per motivi sociologici e di diletto (da spettatore, non da infiltrato), seguo anche il mondo complottaro: tutto, senza eccezione alcuna nonostante la presunta allergia alle dittature (ma solo quelle sanitarie, quelle sanguinarie e/o illiberali le tollerano ancora) schierato come un sol uomo sulla linea del Cremlino (e molti non da ora, ma fin dai tempi di Ciuffettone), ovviamente per loro la propaganda russa è la sola verità; ma di questi, ne trovi ottimi esempi anche qui intorno.

      Spero di esserti stato utile.

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      • “seguo anche il mondo complottaro: tutto, senza eccezione alcuna nonostante la presunta allergia alle dittature (ma solo quelle sanitarie, quelle sanguinarie e/o illiberali le tollerano ancora) schierato come un sol uomo sulla linea del Cremlino (e molti non da ora, ma fin dai tempi di Ciuffettone), ovviamente per loro la propaganda russa è la sola verità; ma di questi, ne trovi ottimi esempi anche qui intorno.”:

        fuffa di primissima qualità!

        Nel mentre qualcuno si toglie il camice per indossare l’alta uniforme (lui no, lo fanno solo gli altri…), lui quell’arietta da sboroncello dell’Olimpo ce l’ha sempre addosso, non riesce proprio a togliersela…

        Spera di essere stato utile anche, sennò si incazza.

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      • X Gatto:

        io no, ho appena iniziato a leggere il nostro ‘divino’.

        ”Ci sono i fact-checker, per questo (oltre a giornalisti indipendenti, inviati, testimoni: se mastichi un po’ d’inglese, anche appena più che scolastico, ti assicuro che aiuta molto).”

        Tipo Attivissimo, per esempio, che ha negato (appoggiato da un ricercatore estero) l’essenza nazista dell’Azov. Bei fake checker, non c’é che dire.

        ”La verità assoluta non la conosceremo mai perché non ne esiste una, è un concetto puramente astratto.”

        Sembra la giustificazione di un cornificatore al coniuge, quando è stato trovato a letto con un estraneo alla coppia. Complimenti, sei credibilissimo. Proprio mentre i fact checker e i vari giornalisti sono invece sicurissimi di avere la verità in tasca: ha stato Putin con le sue mani.

        ”’Personalmente, mi regolo così: quando un argomento m’interessa e mi tocca da vicino, come in questo caso (la guerra in Ucraina nel suo insieme, compreso il contesto, le cause e i retroscena, non il singolo episodio che potrebbe anche essere falsato), cerco sempre di informarmi nella maniera più imparziale possibile, e soprattutto senza partire da un preconcetto ma provando ad ascoltare le ragioni di tutti, prima di formarmi un’opinione.”’

        ”Una delle poche conclusioni a cui sono giunto l’ho spiegata e ribadita qua sopra: se Putin se ne fosse rimasto a ringhiare sull’uscio, l’umanità si sarebbe risparmiata l’ennesima sua negazione. Un’altra occasione mancata.”

        Quindi, non hai capito un ca22o di tutti i discorsi che Putin ha fatto per cercare di fermare l’espansionismo e le provocazioni NATO ad Est. Complimenti. Potevi anche restare zitto, ci facevi miglior figura, invece del solito iDIOta.

        ”’altrimenti la BBC inglese è sempre garanzia di professionalità (le trovi entrambe su Sky o gratuite su tivusat).”

        Certo, per fare i documentari è bravissima. Ma parlare di professionalità dei media di questi tempi fa ridere i polli visto lo schieramento compatto e eterodiretto dagli USA.

        ”’In Italia, una delle testate migliori da questo punto di vista è senza dubbio il Post, sempre molto preciso e puntuale con link e fonti, loro un paio di giorni fa la vedevano così: https://www.ilpost.it/2022/04/05/bucha-prove-massacro/”’

        Il Post che si rifà al NYT, trombone dei democratici USA, e a Bellingcat, sito aduso per la sola diffamazione russa/iraniana/siriana e perfetta marionetta della CIA?

        ”Per motivi sociologici e di diletto (da spettatore, non da infiltrato), seguo anche il mondo complottaro: tutto, senza eccezione alcuna nonostante la presunta allergia alle dittature (ma solo quelle sanitarie, quelle sanguinarie e/o illiberali le tollerano ancora) schierato come un sol uomo sulla linea del Cremlino (e molti non da ora, ma fin dai tempi di Ciuffettone), ovviamente per loro la propaganda russa è la sola verità; ma di questi, ne trovi ottimi esempi anche qui intorno.”

        Toh, e noi complottari pensavamo che fosse solo da una parte che ci fosse unanimità: quella degli atlantici, per esempio.

        ”’Spero di esserti stato utile.”’

        Un utile iDIOta, sicuramente.

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      • Vedo che le code di paglia che si riconoscono nella definizione abbondano, solita pesca miracolosa: un tonno ed un pesce gatto (ho come tanti deja vu tutti insieme).
        Non preoccupatevi Canepiani, le mie incazzature sono riservate solo a chi dimostra di meritarsele, per gli altri non spreco fiato né byte. Voialtri (che, a quanto vedo, andate sempre a due a due, come i coglioni), non correte certo questo pericolo.

        Rimarrebbe da capire che ci fa il gatto in perenne bivacco sotto i miei commenti, se poi dice di non sopportare le mie presunte “arie”, ma ognuno ha il diritto di scegliersi la forma di perversione che preferisce, ed io le rispetto tutte (finché sono innocue per il prossimo, tanto io ho le spalle larghe). Eventualmente, in futuro posso venire incontro mangiando asparagi (le castagne ormai sono fuori stagione).

        Per l’altro bevitore seriale di panzane fuffare, avesse la buona creanza di fornire almeno uno straccio di link dove Attivissimo avrebbe mai sostenuto una cosa del genere, cosa che a me non risulta assolutamente, altrimenti sappia che a furia di farla fuori dal vaso, stavolta potrebbe rischiare di doversela pulire da solo.
        Su Al Jazeera, niente da ridire? Eppure ti assicuro che racconta esattamente le stesse cose degli altri di cui ti fai tanto beffe, al solito con zero argomenti (a parte quelli contro di me, che mi fanno letteralmente il solletico, con tanto di risate, e che tanto spopolano tra i miei numerosi soci, quando gli narro dei miei “personal hater”). Non sarà mica perché la sua professionalità ed indipendenza sono tra le più specchiate e riconosciute al mondo?
        Te l’ho già detto, la sola cosa che sarebbe utile per te sarebbe uno bravo, o in alternativa un amico, ma capisco che ognuno riceve ciò che dà.

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      • “Rimarrebbe da capire che ci fa il gatto in perenne bivacco sotto i miei commenti, se poi dice di non sopportare le mie presunte “arie” …”:

        oltre al fatto che bivacco dove cazzo mi pare e piace (semicit.), questa è una cosa di cui potrebbe lamentarsi chiunque qui sul blog, visto che Pengue-Zeus dà l’opportunità di rispondere a tutti indistintamente, non essendoci una “carta oro” da conquistare per poter accedere alla possibilità di rispondere all’Olimpo dove bivaccano gli utenti di serie A come il coglione che non capisce. Su Infosannio, non c’è il periodo “togli la cera, metti la cera”, prima di permettersi di avvicinare i coglioni come te, ma lo si può fare d’emblée…

        Quindi, dicevo, al coglione non lo sfiora nemmeno il dubbio che il motivo del bivacco è proprio il fastidio che si prova ad avere in mezzo alle prugne dei falsi modesti, falsi educati, falsi filantropi, falsi… per cui diventa irresistibile mandarlo a fare in culo!

        Ma tu non eri quello:

        “Preciso che non sono in vena di dar rette alle TUE, di cazzate, che tanto sono le solite di sempre. Un’altra volta, volentieri.”?

        Com’è che allora bivacchi coi tuoi interminabili segoni inutili, sotto i bivacchi degli altri… che alla fiera mio padre comprò?

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      • X J. Dio,

        Ecco un esempio di cosa consideri affidabile:

        Parliamo della fonte dei fact checkers per eccellenza, ovvero Bellingcat.

        Finanziata da brutti ceffi:

        Bellingcat funded by US and UK intelligence contractors that aided extremists in Syria
        KIT KLARENBERG·OCTOBER 9, 2021

        Supposedly “independent” website Bellingcat raked in money from scandal-ridden Western intelligence firms that wreaked havoc – and reaped massive profits – in Syria. (articolo di Greyzone)

        Bellingcat Spies Feature Photo
        THE SPOOK TO BELLINGCAT PIPELINE
        How Bellingcat Launders National Security State Talking Points into the Press
        For a self-proclaimed citizen journalism outfit, an alarming number of Bellingcat’s staff and contributors come from highly suspect backgrounds, including high-level positions in military and intelligence agencies.

        by Alan Macleod (Mintpressnews.com)

        Vogliamo parlare di cose manipolate spacciate per vere? Parliamone.

        La strage fasulla (da wikispooks): 2016_Hurriyah_car_bombing_hoax

        CCTV footage
        The next evening a video was published which appears to be a hand held camera recording of CCTV footage of a bomb. This shows a man walking away from an empty, wrecked car and getting into a white truck, which drives away. A few seconds later the bomb explodes, and a few seconds later about a dozen men run to the scene and lay on the road apparently pretending to have been victims of the car bomb. A van then arrives, men get out and carry the “victims” into the it, as if they had been injured by the blast.

        Altro casus belli contro la Russia: l’avvelenamento della Skripal family:
        “This is a carefully constructed drama as part of the propaganda campaign that has been building now for several years in order to justify the actions of NATO, Britain the United States, towards Russia. That’s a fact. The whole role of Porton Down has been integral to the Cold War apparatus of this. And this is so dangerous, with Russia being effectively pushed into a corner with these accusations, it’s part of a propaganda campaign. I can tell you that, I’m a journalist who has spent almost all my career working in the mainstream media in Britain. This is a propaganda campaign promoted specifically in the media and in the Government.” Journalist John Pilger[2]

        Bellingcat che si contraddice da solo:

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      • @ Gatto: ah, io sarei quello in mezzo alle prugne? Ma và a ciapa’ i ratt, che l’è anca el tò mestée, avrò postato (si e no) cinque commenti, nell’ultimo mese! Comunque ti ringrazio, alla fine ce l’hai fatta a farmi venire l’umore adatto, onore al merito.
        Per me sei liberissimo di fare quel cazzo che ti pare, come sempre e come tutti. Non mi pare di aver detto nulla di diverso: solita presbiopia ad intermittenza? Io, che ti sono amico, faccio solo umilmente notare che potresti tranquillamente ignorarmi se non ti vado a genio, ma evidentemente per te non esistono mai altre opzioni.
        Io mica sto sempre a leggere tutti quelli che non sopporto per poi lagnarmene (vabbé che lamentarsi è il solo vero sport nazionale), mica ne faccio tante: salto e basta, che si fa molto prima, altrimenti, oltretutto se reiterato (come fai tu), sarebbe quasi un comportamento da subnormali (e sono ancora elegante): se a te non dà fastidio passare per minorato psichico, il problema non si pone.
        Se è per quello, non sarebbe nemmeno la prima volta, ma ho comunque specificato che io rispetto ogni forma di perversione individuale, purché non danneggi il prossimo non consenziente (ma io te lo consento, stai tranquillo, e lo faccio perché la cosa mi diverte assai, me e non solo: un giorno forse ti renderò partecipe di quanta gente siete lo zimbello, te e soprattutto quell’altra macchietta che ti segue come un cagnolino al guinzaglio, ma non è questo il giorno).

        @ SM: prima devi ancora rispondere su dove avresti letto la solenne minchiata che hai incautamente sparato su Attivissimo: ti sfido a farlo, se hai le palle (ma ne dubito), fino a quel momento ogni altra cosa che dirai, per me è solo un’altra delle tue tante stradimostrate minchiate, sulle quali ormai non vale più la pena di perdere nemmeno un microsecondo.
        Inoltre, se davvero pensi che mi metta a farti da debunker personale sui papiri che copincolli dalle mejo plurisputtanate carte moschicide della rete che sei solito frequentare, con me hai proprio sbagliato film (tra l’altro, questo Bellingcat è la prima volta che lo sento nominare, dunque me ne frega ancora meno che di te, figurati).
        Invidio sinceramente il tuo consulente d’investimenti (se ce l’hai), per il resto provo pena per chi ti sta accanto, devi essere davvero pesante da sopportare.
        A nanna, bimbo (minkia), la tua infinita bulimia di attenzione è stata soddisfatta abbastanza, per oggi.
        No, non serve che mi ringrazi, lo faccio di cuore.
        P.S.: vedo che stavolta ti sei scordato di darmi dell’ipocrita, banale dimenticanza o non sarà mica che… ti sei deciso a studiare e hai finalmente appreso il significato di quella parola? Non sia mai, una cosa del genere, non sarebbe da te (aspetta un attimo, non sarai mica un suo fake, o un clone fatto coi sieri magici, vero? Gombloddo!).

        @ Cip & Ciop (dei poveri): sicuri che non volete chiamare anche qualche altro della vostra risma per darvi manforte? Sembrate due pugili suonati. Che fine ha fatto l’altro soldato della Compagnia Ombra, quello con più nickname che idee? Ho latitato per un po’ e già l’avete perso? Caduto (inciampato) sulla via della Verità, troppo lastricata dalle sue stesse cazzate? Soffocato dai suoi stessi link? S’è offeso perché, tolto me, non lo cagava più nessuno? O… non si sarà mica… VACCINATO?

        Saluti gente, continuate così che un lavoro ce l’avrete sempre assicurato (al circo).

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      • Ma per essere in mezzo alle prugne, quanti commenti occorre superare? Se un gatto ti artiglia i coglioni (vabbè, l’esempio non è dei migliori…), quante volte lo deve fare prima che te lo levi di dosso, sei volte nell’arco di un mese? E visto che a te pare proprio così strano che uno risponda a un altro che non sopporta, mentre è proprio questo che ne giustifica l’azione, chiedo: come mai non mi salti come dici di fare, ma reiteratamente mi rispondi facendo la figura del subnormale (e sono ancora elegante), passando così per un minorato psichico? Tu mi dici: “perché mi diverto!” Bene: posso divertirmi anch’io dunque, o puoi solo tu? Pensi che non potrei rendere partecipe anche te di altrettanta gente di cui sei lo zimbello (ma non è questo il giorno)? Te l’ho già detto: levati quell’arietta da gnostico dei miei coglioni, ché, nonostante i tuoi sforzi nel simulare modestia, modesto, per non dire dozzinale, nonostante la tua fuffa tuttologica, lo sei per davvero, ci sei nato e ci morirai.

        Poi, per carità, anch’io ti do il permesso di fare quel cazzo che ti pare, come sempre e come tutti, ci mancherebbe: siamo in democrazia e giggino non arrubba… Sta per scatenare la terza guerra mondiale, ma almeno non arrubba…

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  16. «Anche il meteo attesta che Bucha è una strage nazista

    La strage di Bucha è un assurdo logico: i russi si sarebbero ritirati da un sobborgo di Kiev in seguito ad accordi presi durante i colloqui di pace in Turchia e prima di andarsene ammazzano 60 persone e lasciano i cadaveri per strada. Che una tale assurdità possa essere creduta o anche solo ipotizzata sulla base di discorsi piuttosto vaghi tipo, “in guerra tutto può succedere”, è solo una dimostrazione del declino intellettuale e morale dell’occidente che anche quando riconosce l’impossibilità di una tesi del potere non ha il coraggio di dirla con la limpidezza necessaria . La stessa sequenza temporale dimostra che si tratta di una narrazione senza capo nè coda. Ma ecco che per tenere in piedi questa macabra azione di falsa bandiera intervengono le foto satellitari quelle che immancabilmente da Sebrenica in poi costituiscono la prova provata di ciò che non è avvenuto e dell’inganno perpetrato: infatti nessuno può controllare come e quando siano state prese effettivamente tali foto che anche un ragazzino può creare al computer facilmente. Si tratta dunque di informazioni incontrollabili e spesso fasulle.

    Ad ogni modo in questo caso l ‘ultimo sforzo dei media occidentali per negare le confutazioni russe è l’affermazione che le foto satellitari mostrano che i corpi sono rimasti lì per settimane. Tuttavia le immagini diffuse dalla Maxar Technologies, importante appaltatore della Nasa e ovviamente parte integrante del complesso militare-industriale della Nato, lungi dal “dimostrare” la narrazione nazi occidentale sollevano ancora più dubbi su di essa. Per esempio esse mostrano alcuni corpi, ma non mostrano nemmeno alcun segno delle auto bruciate che sono una caratteristica così importante delle foto e dei video a terra. Dobbiamo credere che questi veicoli siano stati guidati con cura e posizionati tra i cadaveri dopo le sparatorie?

    Tuttavia il fatto centrale è che le immagini satellitari che ci sono state vendute come verità mostrano tali corpi in date che vanno dal 9 all’ 11 marzo e questo già dovrebbe far venire più di un dubbio: possibile che i cadaveri si siano conservati per tre settimane senza essere ormai in avanzatissimo stato di decomposizione? A questo punto la narrazione si affida alle scarse conoscenza generali del cittadino occidentale il quale pensa che in Ucraina vi siano temperature polari in marzo e associa il tutto all’inverno russo. Tuttavia, uno sguardo ai dati meteorologici di Kiev per marzo 2022 rivela che non c’è stato un solo giorno in città (di cui Bucha è un sobborgo) con temperature sotto lo zero dall’11 marzo. La temperatura media giornaliera negli ultimi giorni del mese è stata di 6 gradi centigradi, la stessa di molte città dell’Europa continentale. Quella media a sua volta ovviamente include i massimi sotto il sole primaverile. Il grafico meteorologico di Kiev dell’ultima settimana di marzo mostra la situazione molto chiaramente, con temperature fino a 15 e 17 gradi: del tutto impossibile che i cadaveri si siano conservati per tanto tempo e che sia possibile maneggiarli senza nemmeno una maschera per proteggersi dall’odore. Man mano che sono emerse queste evidenze , l’evidente freschezza dei cadaveri, lasciando credere che siano il risultato dell’arrivo di Azov, sembra aver indotto una revisione delle date del presunto “strage russa”. Entro il 5 aprile, ad esempio, l’ articolo principale del Daily Mail britannico affermava che le foto satellitari che mostravano i corpi sulla strada erano state scattate il 19 marzo. Nessuna spiegazione è stata data per il cambiamento di dieci giorni delle famose foro satellitari che immagino a questo punto possano essere datate come si vuole. Ma anche accettando la nuova data non è possibile che non vi siano danni, per esempio procurati da uccelli ed altri animali che sono una caratteristi tipica dei corpi in decomposizione in qualunque ambiente, compreso quello urbano.

    Tornando al tempo, c’è stata ovviamente pioggia durante le tre settimane in cui si suppone che i corpi siano rimasti in strada a decomporsi. Osservando il cartone delle scatole verdi dei pacchi di aiuti alimentari che giacciono vicino ad alcuni dei cadaveri (chiaramente freschi), è evidente che non hanno subito il maltempo. La presenza di quei pacchetti è anche, ovviamente, un altro importante indicatore della verità in questa materia, perché sono russi . Quindi, per credere alla narrativa della propaganda occidentale, dobbiamo ingoiare ancora un’altra favola: gli “analisti” hanno passato l’ultimo mese a ripetere che l’esercito russo non può nemmeno rifornire le proprie truppe di carburante o cibo, ora vorrebbero farci credere che si sono presi la briga di portare grandi quantità di pacchi alimentari di emergenza nei sobborghi occupati di Kiev, distribuirli ai civili e poi fucilarli prontamente? Questo aggiunge alle numerose prove del falso: il sindaco di Bucha che non menziona la strage, ma parla di una ‘pulizia’ in corso; il video che mostra un distaccamento della Polizia paramilitare ucraina paramilitare che sgombera le strade da veicoli bruciati e abbandonati, ma senza alcun cadavere; i braccialetti bianchi al braccio di parecchi dei morti e tutti sanno che i braccialetti bianchi indicano simpatia per i russi o almeno di neutralità. Ciò non dovrebbe sorprendere, poiché l’intera storia del nazionalismo ucraino si basa sull’omicidio di massa di civili “impuri” e “subumani” di altri gruppi etnici, in particolare i polacchi di Wolyn e della Galizia orientale, ebrei, ungheresi, Rumeni e, ovviamente, russi.

    La verità è che solo gli occidentali ormai moralmente decomposti possono accettare tutto questo e fabbricare false storie per placare le coscienze. Ma se ne ricorderanno quando dovranno placare la fame.».

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  17. C’e’ un certo miserabile in questo blog che continua a nominarmi e ad offendermi senza essere presente . Tipico di quei vigliacchetti che sparlano alle spalle . .Ebbene miserabile , chiedi alla redazione perche’ me ne sono andato . Chiedilo al presumo tuo compare ” roby ” .
    Non daro’ certo soddisfazionie un piccolo megalomane frustrato . Cos’e’ che ti rode di Ombra ? Io posso permettermi di andare e poi tornare quando voglio , perche’ non vi-ti conosco . La vita e’ altra cosa dal . mondo virtuale che vi siete costruiti e pensate esista in un blog . Spero di essere stato chiaro , perche’ non voglio tornare sull’argomento , ne’ scriverci ancora .

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    • Presumi male, io non ho “compari” di sorta, in ogni caso certamente non qui. Anche “continua” è quantomeno una parola grossa, visto che nell’ultimo mese ho frequentato davvero pochino (nominarti proprio mai: con tutto quello che è successo, nemmeno mi ricordavo della tua esistenza, fino a poche ore fa), semplicemente mi sono permesso di chiedere ai tuoi due ex sodali che fine avesssi fatto. Pura curiosità la mia (che comunque ti ringrazio di aver soddisfatto), ma sappi che sarei riuscito a dormire ugualmente.
      Buona vita.

      P.S.: nonostante la tua innata propensione ad atteggiarti a vittima sacrificale, non mi risulta di averti mai offeso, né ora né allora. Al massimo posso disprezzarti, ma offendere non è mai nelle mie corde.

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    • Vedi ombra, per il nostro educato fuffologo che la sa lunga

      “sarebbe quasi un comportamento da subnormali (e sono ancora elegante): se a te non dà fastidio passare per minorato psichico, il problema non si pone.”,

      non è offendere, ché non è mai nelle sue corde. Qualche volta potrebbe provare anche a impiccarcisi, ti, vi, ri, ni, con quelle che ha a disposizione, ma niente, si cinge il collo sempre e solo con quell’unica che non ha e riesce a strozzarsi lo stesso… Pensa un po’ ombra com’è messo…

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