Aspetta e spara

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Quando le cose parevano volgere al meglio, ecco abbattersi sulla resistenza ucraina una catastrofe che potrebbe esserle fatale: Bernard Henri-Lévy, per gli amici BHL. Che non è un corriere espresso, ma lo stagionato nouveau philosophe (a proposito: la qualifica ha una data di scadenza, come gli yogurt, o è vitalizia?) dell’Armiamoci & Partite. Decollato dalla […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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37 replies

  1. Aspetta e spara

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Quando le cose parevano volgere al meglio, ecco abbattersi sulla resistenza ucraina una catastrofe che potrebbe esserle fatale: Bernard Henri-Lévy, per gli amici BHL. Che non è un corriere espresso, ma lo stagionato nouveau philosophe (a proposito: la qualifica ha una data di scadenza, come gli yogurt, o è vitalizia?) dell’Armiamoci & Partite. Decollato dalla tour Eiffel a bordo dei colletti all’insù tipo strega di Biancaneve, s’è paracadutato su Odessa rischiando di incontrare Giletti. E ora annuncia su Rep l’imminente “ritirata di Putin” perché “il suo esercito si sta afflosciando”, “l’ora del declino è scoccata” e manca un pelo alla “vittoria ucraina”: basta “un incremento minimo degli aiuti”. I pappamolla vorrebbero trattare per evitare inutili stragi, ma “il momento non è ancora arrivato”. Ci farà sapere lui. Intanto lasciamoli sterminare ancora un po’ e sbavagliamo Biden, che trova sempre le parole giuste (“ha detto pane al pane”): purché “difenda ogni centimetro” di Ucraina che – sorpresa! – è un “santuario della Nato” (quindi ha ragione Putin). “L’America sta tornando” e ci sono ottime speranze per la terza guerra mondiale. Del resto Pupetto Montmartre di Champs-Élysées è un grande fan delle guerre col culo degli altri. Non se n’è persa una. Serbia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria: allons enfants!
    Purtroppo porta sempre malissimo a chi appoggia. Memorabile, nel 2011, la missione a Bengasi per reclutare ribelli anti-Gheddafi, promuovere a partigiani della libertà capitribù e tagliagole, proporsi come mediatore tra loro e la Nato, spingerla a bombardare tutto fino alla sodomizzazione e all’assassinio del rais. “La Libia entra nella democrazia, sono fiero”, esultò al rientro. Risultato: 11 anni di guerra civile. Nel 2020, ancora fiero, atterrò a Misurata per il meritato premio. E la popolazione glielo tributò volentieri, come raccontò lui stesso in uno straziante reportage su Rep (all’inizio s’era spacciato per inviato del WSJ, che però l’aveva smentito): “Libia, sputi e spari. Così mi hanno dato la caccia nel deserto”. Salvato dal linciaggio, fu rimpatriato con l’ordine di non mettere più piede in loco. L’anno scorso, lacrimante per l’indecorosa fuga americana da Kabul, si aviotrasportò in Panshir chez Massoud jr. per scongiurare la pace dopo appena 42 anni di guerra e annunciò su Rep che la disfatta talebana era vicina. Risultato: talebani al potere e Massoud jr. scappato in Tagikistan. Se aggiungete che, nelle sue molte vite, il délabré philosophe ha sposato Trotzky, Mao, Mitterrand, Cesare Battisti, Sarkozy e pure Renzi e Calenda, potete ben comprendere la nostra trepidazione per gli ucraini. Nella vita ci si può salvare da tutto, persino dall’armata russa. Da BHL no.

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  2. Fa pari con quei coglioni di Iv che sono andati sull orlo del burrone ..( mica dentro!) Giusto per fare gli sborroni a ns spese , ma chi c.. autorizza sti coglioni ad esporsi e a farci pagare le loro sborronate per viaggi e sicurezza? Sarà mica il ministro degli esteri ? Beh allora suma a post!!

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  3. È un dono di famiglia,
    quest’uomo è identico a Tonino Canaglione detto Fierro, quando lo incontrano per strada tutti lo vogliono toccare!

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  4. Scrive pure un sacco di cose giuste, come tutti gli sbagli che hanno fatto i russi negli ultimi giorni (ha detto le stesse cose di Dario Fabbri quindi vere a differenza di ciò che dice Travaglio). Quando Travaglio and company si sveglieranno dal torpore, forse capiranno che questa guerra non può finire con la vittoria dei russi, perché gli Ucraini non lo permetteranno maiii!!

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    • Egregia paolabl, come altri scrivi gli ucraini non la perderanno mai…. Recentemente è morto un veneto arruolatosi nelle file della resistenza filorusse del donbass, anche lì l’hai fatta breve : una nullità….
      Domanda : perché esiste una forza di resistenza filorussa nel donbass? Chi sono gli ucraini a cui tu, andreaex ed altri vi riferite?
      Perché parlare dal nostro divano è molto comodo poi i fatti prendono pieghe strane
      Le armi che l’Italia a ceduto all ucraina, a quali ucraini sono stati consegnati? Ai filonazisti al confine con la polonia o ai filorussi del donbass? In ucraina addirittura c’è un ebreo filonazista a capo, a te non fa venire il voltastomaco? Gradirei proprio sapere chi sposi…
      Saluti

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    • Fabio ciao, quanto tempo….. Io sposo gli atlantisti, gli ucraini, Mentana e Fabbri, l’idea seppur confusa che ha l’Europa rispetto a questa guerra e sposo tutti quelli che pensano (Biden compreso) che Putin è un bastardo criminale

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  5. Nel dicembre 2014, un giovane comunista russo di nome Andrey Sokolov stava visitando la neonata Repubblica popolare di Donetsk. Andò a incontrare un amico che era stato mandato in esilio dall’Ucraina dopo il colpo di stato di estrema destra sostenuto dagli Stati Uniti a Kiev all’inizio di quell’anno.

    Sokolov ha sbagliato strada ed è finito a un posto di blocco controllato dalle forze armate ucraine. Fu arrestato e “scomparso” per quasi due anni nella città occupata di Mariupol..

    Continua qui 👇(col traduttore)

    https://newcoldwar.org/mariupol-and-donetsk-a-tale-of-two-cities/

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  6. Cacciari e perfino Veneziani hanno scritto o detto cose condivisibili e l’ho riconosciuto senza alcuna difficoltà.

    RRtv ha dato spazio al prof. Orsini e penso che un intervento di tale spessore (prima di tutto umano), meriti assolutamente la visione, perciò lo riporto volentieri:

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  7. Cosa avrebbe detto Fabbri? Che gli ucraini stanno per vincere o che i russi si stanno riorganizzando per prendere Odessa e prendere alle spalle l’esercito ucraino?

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    • @Paola
      Ma hai letto del convegno della fantomatica Commissione DuPre? Guarda, c’è da sbellicarsi. Questo è un’articolo di Repubblica, che naturalmente spinge sul sarcasmo. Ma anche leggendo con tutto lo spirito critico del mondo è impossibile non immaginare l’aria che tirava lì dentro.

      https://www.repubblica.it/politica/2022/04/03/news/commissione_dupre_guerra_ucraina_freccero_mariupol_bombe_finte_attrici-343878280/

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      • Bisogna essere abbonati.

        ROMA – Tutto si tiene, ma gli altri non ve lo dicono: la “guerra della Nato” e il Green Pass “olio di ricino postmoderno”; i vaccini “che modificano il dna” come il 5G e il “golpe in Ucraina” messo in atto da “paramilitari nazisti” addestrati dagli americani e foraggiati “dal finanziere Soros”; la resistenza “fiction” di Zelensky, “fantoccio degli Usa”, e le “zanne affilate dei generali”, mica di Putin, ma italianissimi, “come Figliuolo”. Tutto si tiene, nel metaverso della commissione DuPre (Dubbio e Precauzione), che in una saletta convegni alla Città dell’Altra economia di Testaccio, Roma, celebra lo sposalizio tra le teorie sulla “dittatura sanitaria” da Covid e il nuovo fronte del dissenso, la narrazione del conflitto ucraino tendenza Mosca. “Ci sono elementi di continuità tra la gestione della pandemia in Occidente e la guerra della Nato”, è certo il professor Ugo Mattei – che con Carlo Freccero e Massimo Cacciari ha fondato a dicembre la commissione in nome del no al Green Pass – mentre tira le somme a valle di 4 ore e mezza di interventi. Guest star Alessandro Orsini, il quale però tiene famiglia e quindi dopo un paio d’ore si scusa e si defila, perché sarà pure un “guerriero intellettuale”, “forgiato nello scontro e nella lotta”, come racconta alla cinquantina in presenza fisica che lo ascolta, tutti dimentichi di mascherina, ma è sempre sabato pomeriggio e va bene la dissidenza, però “mia moglie mi aspetta”. Prima di rincasare, il docente della Luiss più conteso dai salotti tv ha il tempo di mostrare questo suo spirito guerriero alla platea: “Dobbiamo fronteggiare un attacco”, inteso quello contro di lui, da parte dei “poteri forti” schierati ad ampio spettro: “Non ho paura di Draghi, non ho paura di tutti i ministri e i parlamentari che mi attaccano. Devo insultare Draghi e tutti i ministri per far capire che non ho paura?”. Guai a dargli della vittima, perché sì, si sente “aggredito” (anche dai giornali, alterna attacchi a Repubblica e al Corriere), ma lui appunto è “un guerriero intellettuale”. Che non teme “di tornare a fare il cameriere”, metti caso le ospitate scemassero. Non ha paura di dire che “l’Italia non è affatto un Paese così libero” e che “i giornalisti sono persone disumane”. Mette in guardia i partecipanti: “La narrazione dominante non vuole che l’Unione europea e la Nato abbiano responsabilità su questa crisi”.
        Ci pensa poi Carlo Freccero a svelare le trame del “Nuovo ordine mondiale”, lo stesso che ha forgiato in un’unica academy “Merkel, Sarkozy, Renzi e Di Caprio”. “Covid e guerra hanno trasformato il dibattito in propaganda”, orchestrata neanche a dirlo “in America”. E come con i vaccini “il dna è stato modificato attraverso la tecnica Rna”, così “la guerra in Ucraina è come una fiction”, con “materiale prodotto ad hoc”, vedi il bombardamento sull’ospedale pediatrico di Mariupol, “con una influencer dichiarata morta e ricomparsa poco dopo”. Cacciari, sempre sofferente per “la débâcle della sinistra” e sicuro che la guerra in Ucraina sia “uno scontro fra imperi”, invita però pubblico e oratori “a stare attenti ai toni, dobbiamo tenere conto di come si muove l’avversario: col Covid abbiamo fatto fatica a far capire che non fossimo terrapiattisti”. Così, scandisce, “noi non siamo per Putin”. E infatti nell’intervento successivo, ecco Giorgio Bianchi, blogger che ha “unito i puntini” fra Covid e 5G, spiegare che “Zelensky è un fantoccio”, che la guerra “dura da 8 anni, dopo il colpo di stato del 2014”, che insomma ci troviamo difronte a una “trappola tesa dalla Nato”. “E se la Russia avesse organizzato un golpe in Canada?”. Applausi. “Putin ha difeso un popolo martirizzato per 8 anni”, assicura Fulvio Grimaldi, giornalista estimatore di Milosevic. È collegato da casa: “Ma forse – aggiunge – sto vaneggiando in preda al Covid”. Tutto si tiene.

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  8. Gran figlio di “Gran croce e di putt@nè”, estremo difensore di violentatori come Strauss-Khan e Roman Polanski..

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  9. BHL ha la capacità di farti capire subito da che parte stare. Quella opposta.

    Del resto è lo stesso tocco magico che hanno Renzi, Calenda, tutto il Pd, Brunetta, Gasparri, Repubblica, il Corriere, Panebianco, Molinari, Giannini, Sorgi, Riotta, Folli&Franco (i gemelli del gol del mainstream), l’emerito Cassese, lo storico Mieli…

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  10. Dopo millenni di guerre ancora non si è capito chi vince….quelli che mandano i popoli a morire per una guerra non loro. ..vincono despoti, dittatori, governi di potenze storicamente imperialiste travestiti da democrazie….ma le vittime di ogni fronte avverso, che dovrebbero meritare almeno unanime compassione, hanno perso e perderanno sempre, nessun festeggiamento per la vittoria, da morti non è possibile! Io ancora mi chiedo se l’ orrore e la stupidità della guerra possano avere un qualunque richiamo, enfasi od entusiasmo riferibili al vincere e vinceremo. …..

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  11. Ma Travaglio invece di parlare di questo soggetto che nemmeno in Francia interessa e che comunque parla solo per sé stesso, non può invece raccontare di qualche soggetto italiano, magari del suo (ex?) idolo Di Maio, che, ahinoi, non è un nuovo filosofo francese ma l’attuale ministro degli esteri italiano

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  12. Paola Nugnes
    1 aprile alle ore 16:00 ·
    Questa lettera l’avete letta? È molto lucida. Buona lettura. (2)
    LETTERA APERTA AL SEGRETARIO DEL PD
    di Michele Santoro
    Caro Segretario Letta,
    osservo con sgomento gli attacchi che il suo partito rivolge contro quelle poche voci dissonanti, giornalisti e intellettuali, che osano sollevare qualche interrogativo sulla guerra in corso in Ucraina.
    Chi le scrive a 18 anni era in piazza contro l’invasione da parte dei carrarmati russi della Cecoslovacchia; e quando, pochi mesi dopo, Jan Palach si diede alle fiamme in piazza San Venceslao a Praga, occupava l’università con un gruppetto esiguo di studenti.
    Non ho mai avuto simpatie per Putin. Una mia trasmissione è stata tra le poche voci a denunciare gli orrori dei massacri in Cecenia e a considerare con disprezzo chi definiva una “democrazia con qualche difetto” la Russia di oggi.
    Lei sa che, invece, padri nobili del suo partito hanno giustificato l’intervento armato del patto di Varsavia o hanno civettato a distanza con Putin sul superamento della democrazia. Il rispetto dei confini nazionali e dell’autodeterminazione dei popoli, le regole internazionali, esistono per molti a giorni alterni. L’Iraq di Saddam e la Libia di Gheddafi, per esempio, erano stati sovrani ma per rovesciare i dittatori si potevano bombardare. Come vede, Putin ha preso parecchie lezioni dalla Nato. I bombardamenti di Belgrado erano “illegali ma legittimi”; la modifica violenta dei confini della Serbia e la creazione di uno stato indipendente nei territori abitati in maggioranza dagli albanesi “erano l’unica soluzione per tutelare i diritti di una minoranza”. “L’Operazione Arcobaleno” terminò con l’allargamento della Nato ma “esclusivamente per ragioni umanitarie”.
    Invece, i russofoni separatisti in Ucraina sono “servi di Putin”, non hanno la stessa dignità dell’UCK di Hashim Thaçi, che grazie a quella “Operazione” divenne Primo Ministro, Ministro degli Esteri e Presidente della Repubblica del Kosovo. Oggi è sotto processo per crimini di guerra contro l’umanità davanti al Tribunale dell’Aia. Dettagli. Era proprio necessaria la nascita di quello Stato? Non bastava una vera autonomia amministrativa garantita da osservatori internazionali dell’Onu, la stessa che si sarebbe dovuta concedere al Donbass dopo una guerra ignorata che ha già fatto quattordicimila morti?
    I principi vanno, vengono e oscillano come il dollaro. Putin va processato per crimini di guerra, giusto. E Bush, che ha provocato più di un milione di vittime in Iraq, no? Denazificare non è come deterrorizzare?
    Abbiamo una legge che impedisce a volontari di andare a combattere in un paese straniero. Perché? L’Italia che bandisce la guerra considera un reato partecipare a una guerra in un paese straniero: ci potrebbe far apparire come cobelligeranti. Mandare armi come ci fa apparire? Allo stesso modo degli Stati Uniti.
    Caro segretario Letta, vedo Lei e Draghi avvolgersi nella bandiera dell’Ucraina aggredita e rimanere inerti. Non avete pronunciato una sola parola per l’incredibile invito all’escalation di Biden. In compenso siete attivissimi nel ridurre al silenzio qualunque voce fuori dal coro. In nome della libertà avete steso sull’informazione un velo di uniforme conformismo che nemmeno ai tempi di Berlusconi. La Rai fa pena: il dolore dei civili scorre nei video come un flusso senza punti interrogativi. Non si deve certo nascondere il dolore, come fa Putin con le sue televisioni. Tuttavia nei telegiornali mancano i perché, le analisi, le valutazioni imparziali sull’andamento della guerra, mentre abbondano gli annunci di vittoria di Zelensky e le sue esortazioni a fare di più. Più armi, più guerra, più massacri. Il problema è per fare che cosa. Ha ragione o ha torto quando dice “non avete il coraggio”? Dovremmo rischiare una terza guerra mondiale e la distruzione del mondo? Per far fare a Putin la fine stessa di Saddam e di Gheddafi senza che prema il bottone rosso? Gli insulti di Zelensky, le accuse di codardia, meritano una risposta da parte sua, caro segretario Letta. Lo strazio dei massacri, l’orrore di questa invasione di cui Putin dovrà portare la colpa di fronte alla storia, devono essere interrotti da un accordo senza vincitori o la guerra deve finire con la caduta di Putin? Il suo partito gronda di sdegno e di indignazione ma non sembra avere una risposta per questa domanda assai semplice, una visione da interporre tra quella del Presidente americano e quella del Presidente russo. Infatti dobbiamo affidarci a Erdogan per una terza visione, per sperare in un cessate il fuoco. Erdogan, l’autocrate “buono” di turno che aderisce alla Nato. E l’Europa? È una parola che ormai si usa quando non si sa bene cosa dire, una cassa di missili affidata agli americani. Niente di più.

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    • Il filosofo Santoro e l’idea di «guerrità» di Aldo Grasso

      Che tristezza sentire certe frasi: «Io non penso che Putin sia il maggiore nemico che noi abbiamo di fronte in questo momento. Il nemico più mostruoso che sta di fronte a noi è la guerra. La guerra è mostruosa». Ospite di Corrado Formigli a «Piazzapulita», Michele Santoro si scopre filosofo: è irrilevante che un dittatore abbia invaso un Paese democratico, il mostro da sconfiggere risiede nell’iperuranio, è l’idea astratta di «guerrità».

      Santoro non è filosofo, è un ex conduttore, il miglior arruffapopoli di sempre: sì certo, Putin è «un aggressore violento che sta usando mezzi raccapriccianti», ma, se andiamo a vedere, non è che Zelensky un po’ se l’è cercata? E poi è tutta colpa di Biden, della Nato, dell’Ucraina che ora non vuole mettersi d’accordo con la Russia. In quanto a orrore, c’è stato ben altro.
      Santoro si commenta da solo, forse ha ragione chi sostiene che le sue trasmissioni sono state la madre di tutti i populismi.
      La scena però non era da talk. Pareva un documentario sulla natura dove il vecchio maschio alfa deve cedere il passo al leone più giovane. Più Santoro invocava la «logica», più veniva irriso dall’allievo ingrato: «Stasera sembri il prof. Orsini». Faceva tenerezza.
      I fanatici della sollevazione, quando passano di moda, intristiscono come filosofi della repressione.

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  13. “Nel 2020, ancora fiero, atterrò a Misurata per il meritato premio. E la popolazione glielo tributò volentieri, come raccontò lui stesso in uno straziante reportage su Rep (all’inizio s’era spacciato per inviato del WSJ, che però l’aveva smentito): “Libia, sputi e spari. Così mi hanno dato la caccia nel deserto”. Salvato dal linciaggio, fu rimpatriato con l’ordine di non mettere più piede in loco”.
    Non avendo granché di interessante da dire sulla guerra in corso, Travaglio ricicla sketch del passato. Questo su BHL, che è uno dei suoi cavalli di battaglia, a me fa sempre rotolare dalle risate.

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      • @Terribile
        Non hai neanche capito quello che ho scritto. Travaglio mi ha fatto ridere, da solo, come uno scemo, e tu mi dici di non leggerlo più?

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