Davide Casaleggio rilancia: “Un nuovo M5s? Può darsi. Quello di mio padre e Grillo non esiste più”

Il proprietario della Casaleggio Associati e presidente dell’Associazione Rousseau, alla vigilia della kermesse Sum in ricordo del padre Gianroberto, critica il nuovo corso del Movimento 5 Stelle: «Conte? La votazione è illegittima»

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(Emanuele Buzzi – corriere.it) – Davide Casaleggio, c’è la sesta edizione di Sum, la prima da quando ha lasciato il Movimento: si è pentito di essersene andato?
«Sono sempre rimasto delle mie convinzioni, il Movimento che abbiamo conosciuto non esiste più. Si ha paura di chiedere agli iscritti anche solo una rosa di nomi per il Quirinale, consultarli per cambiare il programma sulla politica estera o per capire chi candidare in un comune come a Palermo o in una regione come la Sicilia o ancora di permettere le candidature dal basso inventando addirittura consultazioni con un mono-candidato. Questa paura delle decisioni dei cittadini sta annichilendo il consenso ai minimi storici e penso che il trend sia ormai irreversibile».

Ha anche lei qualcosa da imputarsi per come sono andate le cose?
«Probabilmente ho aspettato troppo sperando che chi aveva la possibilità di fare la cosa giusta la facesse».

Si sente mai con Grillo?
«Ogni tanto ci sentiamo e ci scambiamo storie sui gemelli: lui è diventato nonno e io padre».

Conte è stato riconfermato leader, ma proseguono le battaglie legali.
«La via scelta è illegittima come abbiamo segnalato come Rousseau lo scorso anno, come ha chiarito Beppe Grillo pubblicamente e come ha recentemente stabilito anche un tribunale. Non credo sia un caso che il 58% degli iscritti che avrebbero potuto votare ha deciso invece di astenersi o di votare contro. Persistere in questa direzione credo serva solo a trasformare il Movimento in una bad company da seppellire prima delle elezioni politiche».

Ha senso rischiare la crisi come fa Conte per l’aumento delle spese militari?
«Dubito ci sarà alcuna crisi. Si è passati nel giro di una settimana dal dire sì alle armi all’Ucraina e sì all’aumento delle spese militari al 2% (voto dei parlamentari M5S alla Camera), al no ad alcun aumento massiccio delle spese militari (dichiarazione di Conte per richiedere il voto online degli iscritti), al sì allo stesso aumento con qualche anno in più, e comunque sempre sì all’invio di armi all’Ucraina. Tutto questo con gli iscritti che non vengono mai consultati su temi politici, ma solo su quelli burocratici. Sarà interessante capire chi e in che modo incarnerà il pensiero del Movimento in un momento in cui tutta la sua dirigenza è di nuovo sub judice. Vedo una grande confusione e comportamenti schizofrenici dettati probabilmente dal fatto che non si sa più chi debba decidere».

Parlerete di geopolitica. Lei ha scritto che dare armi a una sola parte durante un conflitto sapendo che l’avversario comunque ne ha di più non è la soluzione: cosa prevede per la guerra in Ucraina?
«È una delle posizioni storiche del M5S non fornire armi a teatri di guerra. Il problema è che dare un miliardo di euro al giorno alla Russia in cambio di gas e dall’altra fornire armi all’Ucraina porta ad alimentare entrambi i fronti e allungare il conflitto armato a discapito dei civili. Credo sia tempo di lavorare per la pace e non più solo per la guerra. Un rapporto del servizi di intelligence al Parlamento di qualche settimana fa ha chiarito che l’Italia può fare a meno del gas russo da subito. Nell’immediato è una questione economica, a tendere è una decisione politica su quando passare completamente alle rinnovabili. Di questo parleremo a Sum anche con Jeremy Rifkin. Esiste, ad esempio, un piano dell’Enel per rendere completamente rinnovabile l’energia in Sardegna sostituendo la centrale a carbone che deve chiudere nel 2025, iniziamo così: una regione alla volta».

A Sum si parla di futuro: dieci anni fa si parlava di costi della politica, ora di caro-energia, a suo avviso di cosa si parlerà tra dieci anni?
«Il tema costante di tutti i Sum è il futuro dell’uomo e come la tecnologia e l’organizzazione della società lo farà evolvere. In questi anni il costo di accesso alla politica è crollato grazie alla Rete, sono convinto che la stessa cosa accadrà per l’energia. L’unica risorsa scarsa che probabilmente rimarrà tale anche in futuro è il tempo. Sum è un evento aperto a tutti, nato con l’intenzione di stimolare l’immaginazione e a pensare a lungo termine in modo diverso. Per questo nell’edizione di quest’anno che si terrà il 2 aprile al Meet a Milano, abbiamo coinvolto diversi esperti che ci daranno la loro visione sul futuro da diversi punti di vista».

Nel suo futuro c’è un nuovo Movimento?
«La partecipazione e la cittadinanza digitale rimarranno sempre al centro dei miei interessi. Come questo si concretizzerà lo vedremo nei prossimi mesi».

Com’è la sua vita da padre?
«Fa cambiare la prospettiva in cui si vedono le cose. Fa pensare molto più a lungo termine. E soprattutto, al momento, fa dormire poco, ma con una gioia immensa».

8 replies

  1. tutto si evolve nel bene e nel male.. nulla rimane uguale, tutto si trasforma, anche il movimento.. non sono state incanalate nel giusto modo le conoscenze e la crescita.. sono mancate le saggezze.. questo accade quando ognuno sta sulle proprie posizioni, senza possibilità di sviluppare un pensiero e progetto unico.. oh certo è molto difficile ma se ci fosse stata vera volontà, lo strappo non sarebbe mai avvenuto..

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    • Lo strappo andava fatto anche prima da dopo alla farsa delle dimissioni di Di maio tutte le regole fondanti sono state ignorate ,meritano l’estinzione questi governisti a oltranza .

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  2. Lo spessore di gigino o bibitaro e di d.casaleggio
    Lo abbiamo visto dopo pochi mesi dall’ingresso nel governo, un bel doppio Zero, tutti impegnati nel posizionarsi in prima fila alla mensa per l’abbuffata. Brancaleon giuseppi non pervenuto troppo impegnato a consolidare legami con i suoi compari pdini.

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  3. IL CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE. COME RIDURRE GLI ELETTORI DA CITTADINI AD AUTOMI. Viviana Vivarelli.

    Il modo intero con cui il Covid è stato trattato rivela non solo pesanti operazionI di business e infami collusioni tra governanti e multinazionali, ma introduce l’inquietante problema del ‘controllo’ della popolazione e della sua punibilità mediante ordini, divieti e censure che cozzano contro ogni senso comune.
    Del resto dovevamo capirlo già dall’operazione (fallita) di Immuni che controllava i nostri contatti e spostamenti meglio dei pagamenti con carta bancaria.
    L’opera pavloviana di massificazione dei cervelli e di creare risposte automatiche a segnali indotti in un certo senso è sempre esistita ma ai nostri tempi con i nuovi sistema di comunicazione di massa si è facilitata. Nel mondo occidentale era cominciata con la pubblicità che diventava politica, per cui Berlusconi iniziava la sua strada di potere regalando spazi televisivi al mercato per indurre compratori addestrati, tanto che in un suo discorso Berlusconi arrivò a sostituire la parola elettori con ‘consumatori’.
    L’influsso potente della televisione ha proseguito l’operazione ‘cervelli all’ammasso’ al punto che il passaggio da futili programmi televisivi alla politica divenne quasi la norma. E lo ha provato Zelensky, attor comico che, recitando i copioni del proprietario della sua rete televisiva, è passato dal mondo dello spettacolo a quello del potere dove recita tragicamente più in alto i copioni preparati da altri.
    Oggi i cittadini più ubbidienti sono premiati e promossi. E i disubbidienti sono censurati, sospesi, sanzionati, cacciati, insultati, calunniati, demonizzati, martirizzati. Il potere vuole l’ubbidienza, e che sia una ubbidienza totale, acritica, assoluta. E produrrà ordini sempre più contro ogni buon senso per valutarne il grado, per produrre risposte sempre più automatiche, per rubare l’anima agli uomini per farne solo delle cose.
    Una volta addestrata la gente a reagire in modo automatico prona alla pubblicità, poi al martellamento televisivo e poi alla cosiddetta lotta al Covid, passare da questo a osannare la guerra è stato un attimo.
    Don Milani diceva: “L’ubbidienza non è più una virtù”. Si riferiva all’obiezione di coscienza che comandava il rifiuto di fare la guerra di fronte al comando della coscienza.
    L’unica salvezza è oggi nella dissidenza.
    Ma, quando anche i partiti che nascono a difesa dei popoli, cacciano i dissidenti e predicano l’ubbidienza incondizionata, la lotta per la liberazione delle coscienze sarà fortemente ostacolata.

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  4. “Si è passati nel giro di una settimana dal dire sì alle armi all’Ucraina e sì all’aumento delle spese militari al 2%…, al no ad alcun aumento massiccio delle spese militari (dichiarazione di Conte per richiedere il voto online degli iscritti), al sì allo stesso aumento con qualche anno in più, e comunque sempre sì all’invio di armi all’Ucraina”.
    Qualcosa da contestare in questa dichiarazione?

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  5. Dopo la purtroppo dipartita di GianRoberto, vera anima del movimento secondo me, abbiamo assistito giorno dopo giorno al crollo e al via libera dei conformisti e opportunisti cammuffati da rivoluzionari che hanno preso la palla al balzo e rovesciato il tutto,il m5s e’ un progetto FALLITO e la sudditanza a questo governo imposto da naziglobalisti senza scrupoli e senza idee lo certifica in tutto il suo squallore…solo i fideisti non lo vogliono accettare, perche’ conoscono poco e in modo superficiale questo progetto, oramai naufragato.

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  6. Casaleggio ci spieghi come selezionare i candidati 5 stelle da mandare in parlamento, per merito, competenza, fedeltà, fede? …mi pare di ricordare che anche lui era coinvolto nel 2018 e nel 2017 è stato confondatore/socio dell’ Associazione Movimento 5 stelle insieme a Di Maio. ….che quanto a poltrona si è dimostrato esperto. ….Casaleggio non ha alcuna responsabilità? Eppure sarebbe semplice, sono sufficienti tre parole : autocritica, umiltà ed intransigenza! Le prime due sono obsolete per Casaleggio junior che non ha la stessa intelligenza e carisma del padre, di cui si può ereditare l’ azienda, non la leadership…..

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