Cinque minuti d’odio

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Sfogliando l’agenda dei bersagli offerti questa settimana alla piazza berciante dei social, ci si imbatte in tre donne. La prima è Carol Maltesi, la ragazza massacrata dal vicino di casa. Il movente è quello di quasi tutti i femminicidi: la smania di possesso spacciata per amore. Ma poiché Carol lavorava nel porno, diventa oggetto di battute disgustose e viene bollata come «una che se l’è andata a cercare».

La seconda è la mamma di un bimbo di due anni che in piena notte fa scattare l’allarme nel comprensorio e ai carabinieri dice di chiamarsi Batman e di essere disposto a parlare solo in cambio di cioccolatini. Anziché complimentarsi con lei per avere messo al mondo un simile iradiddio, il tribunale del popolo la tratta da madre degenere, dato che la notte dormiva, anziché — suppongo — vegliare insonne sullo zerbino.

E poi c’è la preside del liceo romano che ha-avrebbe-non avrebbe avuto una love-story con uno studente, peraltro maggiorenne. Senza entrare nel merito, mi limito a notare che, mentre il ragazzo è stato giustamente tenuto al riparo dalla curiosità degli odiatori seriali, la preside si è ritrovata esposta al pubblico ludibrio.

Non intendo stilare classifiche di insensibilità e saccenteria nelle quali mi toccherebbe inserire spesso anche il mio nome. Voglio solo porgere le scuse a quelle tre donne, benché una di loro non possa più sentirle. Ci crediamo evoluti, invece restiamo dominati dai pregiudizi e, per sentirci migliori, dobbiamo ricordare di continuo agli altri che sono peggiori.

12 replies

  1. Gramellini in corto circuito logico.
    L’ho apprezzato di più quando ci faceva conoscere i delicati, profondi pensieri e sentimenti di un neonazista armato.

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  2. Che tenero. Magari potrebbe fare questo predicozzo anche ai suoi colleghi giornalai del Corriere che su queste storie ci stanno marciando da giorni. L’ipocrisia fatta persona, che schifo.

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    • Potrebbe farla a se stesso visto che ha indossato i panni di “leader” del pubblico ludibrio in un recente passato, prendendo di mira accuratamente tutti coloro che non si allineavano sulle ipocrisie da lui spavaldamente alimentate con narrazioni oscene sul green pass e sulla vicenda Ucraina.

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  3. L’ Italia e paesi Nato si astengono , Usa ed Ucraina votano contro la risoluzione Onu di condanna al nazismo
    Novembre 2020
    “Il significato politico di tale votazione è chiaro: i membri e partner della Nato hanno boicottato la Risoluzione che, pur senza nominarla, chiama in causa anzitutto l’Ucraina, i cui movimenti neonazisti sono stati e sono usati dalla Nato a fini strategici

    Il Terzo Comitato delle Nazioni Unite – incaricato delle questioni sociali, umanitarie e culturali – ha approvato il 18 novembre la Risoluzione «Combattere la glorificazione del nazismo, neonazismo e altre pratiche che contribuiscono ad alimentare le contemporanee forme di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relativa intolleranza».

    La Risoluzione, ricordando che «la vittoria sul nazismo nella Seconda guerra mondiale contribuì alla creazione delle Nazioni Unite, al fine di salvare le future generazioni dal flagello della guerra», lancia l’allarme per la diffusione di movimenti neonazisti, razzisti e xenofobi in molte parti del mondo.

    Esprime «profonda preoccupazione per la glorificazione, in qualsiasi forma, del nazismo, del neonazismo e degli ex membri delle Waffen-SS». Sottolinea quindi che «il neonazismo è qualcosa di più della glorificazione di un movimento del passato: è un fenomeno contemporaneo». I movimenti neonazisti e altri analoghi «alimentano le attuali forme di razzismo, discriminazione razziale, antisemitismo, islamofobia, cristianofobia e relativa intolleranza».

    La Risoluzione chiama quindi gli Stati delle Nazioni Unite a intraprendere una serie di misure per contrastare tale fenomeno.

    La Risoluzione, già adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2019, è stata approvata dal Terzo Comitato con 122 voti a favore, tra cui quelli di due membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, Russia e Cina.

    Due soli membri delle Nazioni Unite hanno votato contro: Stati uniti (membro permanente del Consiglio di Sicurezza) e Ucraina.

    Sicuramente per una direttiva interna, gli altri 29 membri della Nato, tra cui l’Italia, si sono astenuti. Lo stesso hanno fatto i 27 membri dell’Unione europea, 21 dei quali appartengono alla Nato. Tra i 53 astenuti vi sono anche Australia, Giappone e altri partner della Nato.

    Il significato politico di tale votazione è chiaro: i membri e partner della Nato hanno boicottato la Risoluzione che, pur senza nominarla, chiama in causa anzitutto l’Ucraina, i cui movimenti neonazisti sono stati e sono usati dalla Nato a fini strategici.

    Vi sono ampie prove che squadre neonaziste sono state addestrate e impiegate, sotto regia Usa/Nato, nel putsch di piazza Maidan nel 2014 e nell’attacco ai russi di Ucraina per provocare, con il distacco della Crimea e il suo ritorno alla Russia, un nuovo confronto in Europa analogo a quello della guerra fredda.

    Emblematico il ruolo del battaglione Azov, fondato nel 2014 da Andriy Biletsky, il «Führer bianco» sostenitore della «purezza razziale della nazione ucraina, che non deve mischiarsi a razze inferiori».

    Dopo essersi distinto per la sua ferocia, l’Azov è stato trasformato in reggimento della Guardia nazionale ucraina, dotato di carrarmati e artiglieria. Ciò che ha conservato è l’emblema, ricalcato da quello delle SS Das Reich, e la formazione ideologica delle reclute modellata su quella nazista. Il reggimento Azov è addestrato da istruttori Usa, trasferiti da Vicenza in Ucraina, affiancati da altri della Nato..

    L’Azov è non solo una unità militare, ma un movimento ideologico e politico. Biletsky resta il capo carismatico in particolare per l’organizzazione giovanile, educata all’odio contro i russi e addestrata militarmente.

    Contemporaneamente, vengono reclutati a Kiev neonazisti da tutta Europa, Italia compresa. L’Ucraina è così divenuta il «vivaio» del rinascente nazismo nel cuore dell’Europa.

    In tale quadro si inserisce l’astensione dell’Italia, anche nella votazione della Risoluzione all’Assemblea Generale. Il Parlamento acconsente, come quando nel 2017 ha firmato un memorandum d’intesa col presidente del parlamento ucraino Andriy Parubiy, fondatore del Partito nazionalsociale ucraino, sul modello nazionalsocialista hitleriano, capo delle squadre neonaziste responsabili di assassini e feroci pestaggi di oppositori politici.

    Sarà lui a complimentarsi col governo italiano sul non-voto della Risoluzione Onu sul nazismo, in linea con quanto ha dichiarato in televisione: «Il più grande uomo che ha praiicato la democrazia diretta è stato Adolf Hitler».
    Manlio Dinucci
    Qualcuno aveva capito in anticipo di quasi due anni. …ora nazionalisti e neonazisti ucraini sono spariti. ….il magico mondo della propaganda. ….

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  4. Terribile quello che è accaduto a questa dolce ragazza. Una fine davvero iniqua, poverina. Mi auguro che si parli anche della persona e non solo della sua attività professionale. Leggendo qua e là si capisce che era una ragazza sensibile, intelligente e gentile.
    Ed è questo che dovrebbe caratterizzarla come persona, ben più di quanto faccia un film hard.

    La sua scelta di vita può lasciarci perplessi ma va rispettata, non faceva del male a nessuno, al massimo forse solo a sé stessa ma non possiamo dire nemmeno questo. Perché la sua era una decisione consapevole che lei trovava gratificante, questo è quello che emerge dalle sue interviste. Ed è solo questo, la sua soddisfazione personale, che dovrebbe definire la bontà della sua scelta a questo punto.
    Anche pensare che quello del porno estremo fosse per lei un mondo autodistruttivo, controproducente (e io l’ho pensato), è in qualche modo mancarle di rispetto, secondo me.
    Si può iniziare come attrice e diventare produttrice, è già capitato.

    Carol era una di quelle “donne che corrono coi lupi”, e purtroppo un lupo meschino l’ha sbanata brutalmente.

    Carol amava il sesso e in un momento di difficoltà ne ha voluto fare uno strumento di lavoro, per dare un futuro a sé stessa e al figlioletto (a cui teneva molto).
    Il fatto che facesse la pornostar ha offuscato anche il suo essere mamma.
    Ed è stato proprio il suo amore materno, il suo desiderio di avvicinarsi al figlio, ad ucciderla. Non il porno.

    Questa vicenda mi ha turbato, uno dei fatti di cronaca più crudeli di cui ho avuto notizia.
    Non se ne può più di questi schifosi femminicidi, è arrivato il momento di inasprire le pene. Ti fanno vergognare di essere uomo queste merde schifose.

    Un ultimo pensiero, forse quello a cui tengo di più.
    Dovremmo parlare con rispetto di Carol anche per non restituire al figlio una immagine della mamma fatta solo di sesso, di atti che ad un piccolo possono apparire solo brutali. E purtroppo non ha più una mamma che possa con il suo amore e la sua presenza, rassicurarlo. Non può più sorridenti, abbracciarlo, parlargli, istruirlo (pare che Carol andasse molto bene a scuola). Rischiano di rimanere solo i suoi film, mondo da cui lei lo teneva ben lontano.

    Tutelare il bambino dall’ottusità di certa gente può essere un ultimo atto di umanità, d’amore, anche nei confronti della mamma, di Carol, una giovane donna che di umanità ne ha ricevuta davvero poca.

    RIP Carol

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    • Si @andrea, la vicenda di Carol è terribile.
      È difficile parlarne. Anch’io ho pensato all’aspetto autodistruttivo del suo lavoro. Ho pensato addirittura a Pasolini, anche se può sembrare un accostamento un po’ ardito. All’ultimo Pasolini, quello nerissimo di Salò, e al suo brutale assassinio avvenuto subito dopo. In entrambi i casi (ma potrei citartene mille altri) c’è il sesso di mezzo, l’ossessione del sesso, la sua estremizzazione, la sua forza oscura e autodistruttiva.
      Pensare che nella vicenda di Carol sia determinante anche questo aspetto non vuol dire mancarle di rispetto.

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      • No Santo, non sono d’accordo.
        Ad ucciderla non è stato il mondo del porno, è stato il mondo esterno al set, il mondo in apparenza rassicurante degli affetti e delle relazioni amicali.
        Nel porno operano imprese che hanno interesse a non screditarsi, le scene sono concordate anche se possono apparirti del tutto spontanee.

        Era un suo diritto percorrere questa scelta.
        E attribuendo la sua fine atroce al mondo del porno piuttosto che alla malignità di un uomo che non accettava di perderla, potrebbe indurre qualcuno a pensare che se la sia cercata.
        In qualche modo colpevolizzandola e

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      • … e riducendo il livello di indignazione che una fine così brutale, inumana, dannatissimamente ingiusta,
        dovrebbe suscitare.

        Molti articoli di giornale parlavano infatti solo di una pornostar fatta a pezzi, senza raccontarci nulla della persona, come se Carol fosse solo quel corpo.
        Ma era anche una madre affettuosa, per dire.
        La pornografia che mi fa più schifo è quella di alcuni giornalisti e di alcuni commentatori.
        Parlavano di omicidio e non di femminicidio.
        Eppure ad ucciderla è stato il suo ex che non accetava di separarsi da lei.
        Più femminicidio di così.
        Non ha ucciso la pornostar, ha uccido la mamma che voleva avvicinarsi al suo piccolo. Lo ha detto lui.

        Spero che chiunque voglia commentare la vicenda lo faccia col dovuto tatto, non stiamo parlando di Renzi o Di Maio e delle loro a volte oscene dichiarazioni.
        Stiamo parlando di crudeltà allo stato puro.
        Crudeltà verso una ragazza che ha avuto come unico torto quello di fidarsi di una persona a cui aveva voluto bene.

        Ovviamente Santo non mi riferisco a te, inizialmente avevo condiviso il tuo punto di vista, che è un punto di vista umanissimo ma che non ci aiuta a inquadrare bene la vicenda.

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  5. che strana gente c’è in giro e che strano modo di pensare
    si esalta uno che fa la guerra quindi violenta e uccide,
    invece si condanna e mortifica chi fa sesso (una volta si diceva fare l’amore)
    mi piaceva al tempo e adesso
    fate l’amore non la guerra
    mettete i fiori nei vostri cannoni

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  6. Non credo sia stato il “mondo del porno” a ucciderla.
    Credo che ognuno sia libero di fare le scelte che vuole.
    Non giudico nessuno.
    Non mi ha mai sfiorato l’idea di “colpevolizzarla”.
    Parlavo solo di un aspetto meno “razionale” della vicenda.

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    • Sì Santo, non ho pensato affatto che volessi colpevolizzarla. Conosco sia la tua umanità che il tuo senso dell’etica, pur non conoscendoti.
      Il post è partito prima che terminassi il commento.
      Ho poi precisato meglio quello che intendevo dire.

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