Massimo Fini: “La vita dell’animale e dell’uomo”

(Massimo Fini – massimofini.it) – “Quando si arriva a produrre e commercializzare ‘shampoo e linee di beauty per cani’, gli si fa indossare, oltre ai cappottini, t-shirt, cappellini, trench, bretelle, stivaletti di montone, occhiali da sole, gli si smaltano le unghie, li si irrora di eau de toilette alla vaniglia perché non odorino da cani, di ‘Color Highlight’ per fare le meches al pelo, striandolo di rosa, di arancione, di blu, di fucsia, di oro, li si fa massaggiare, in centri specializzati, con gli oli essenziali e si fanno loro impacchi d’argilla, li si vaporizza con spray anti-stress, li si porta dallo psicoanalista da 300 dollari l’ora e infine si stipulano polizze vita a loro favore del valore di 200 milioni di dollari, vuol dire che una società è giunta al capolinea”. Così scrivevo ne Il ribelle dalla A alla Z del 2006. Pensavo che avessimo toccato il fondo. Invece si può sempre scavare.

Il New York Times ci informa che negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in parte anche da noi, è in crescita il fenomeno delle cerimonie di nozze per cani e gatti, “toelettandoli a festa e vestendoli con smoking, frac, pizzi, volant di tulle, fiocchi e merletti”. Alcuni, e sono i peggiori, per toelettarsi la coscienza, affermano che il tutto ha scopi benefici per supportare i rifugi dei randagi o dei cani trovatelli, altri, più sinceri, ammettono che è per il proprio puro piacere. In Germania, Paese notoriamente sensibilissimo agli esseri umani, è stata approvata una legge che obbliga i padroni a portare fuori i loro animali almeno due volte al giorno e stando almeno un’ora a passeggiare. Negli Stati Uniti, come ha raccontato la nostra Camilla Tagliabue, non si può identificare un animale con il termine “pet”, è meglio utilizzare “animal companion, compagno animale, perché in America qualcuno, più di uno, pensa che l’espressione pet qualifichi l’animale come proprietà, mentre companion dà l’idea della convivenza con esso, senza specificare alcun padrone o possesso”. Insomma siamo all’estremizzazione della cancel culture per cui gli Lgbtqi+, come se non bastasse, non possono essere semplicemente indicati così ma gli deve essere aggiunto un segno speciale, una sorta di e rovesciata, perché non ci siano indicazioni di genere. In Grecia è vietato mangiare carne di cavallo. Ora l’uomo è un animale onnivoro, e quindi anche carnivoro, e perciò ha diritto di sfamarsi come meglio può. È antropocentrico, così come il gatto è gattocentrico e il leone leonecentrico. Il leone si stupirebbe molto se qualcuno andasse a dirgli che non è etico che si divori l’antilope. Lasciamo qui perdere il discorso, che riguarda i vegani e i vegetariani, se non sia peggio mangiarsi una sana cotoletta di una mucca allevata all’alpeggio o piuttosto tenere le mucche, i polli, i conigli, stabulati, sotto i riflettori 24 ore su 24, e quindi torturandoli, ingrassati così artificialmente per poterli smerciare a un peso che non è il loro, perché ci porterebbe troppo lontano.

In questi giorni di guerra abbiamo visto molti ucraini, non particolarmente coraggiosi, filarsela tenendosi stretti al petto i loro cani e gatti, senza capire, credo, che questi animali toglievano spazio ad altri umani in fuga. La mia fidanzata, molto animalista, ha inviato come aiuto dei croccantini per gatti, senza rendersi conto, almeno lo spero, che la distribuzione degli aiuti è un fatto molto complesso e che i suoi croccantini sarebbero stati solo d’impaccio.

In realtà cani, gatti e consimili sarebbero di per sé delle brave bestie se non ci fossero i loro padroni. Scriveva Ernest Hemingway in Morte nel pomeriggio: “Io sono persuaso, per esperienza e osservazione, che coloro i quali si identificano con gli animali, vale a dire gli innamorati quasi professionisti di cani e altre bestie, sono capaci di una maggiore crudeltà verso gli esseri umani, di coloro che stentano a identificarsi con gli animali”.

39 replies

  1. Senza arrivare agli estremi (toilette matrimoni e cose simili) quasi tutti i possessori di animali li considerano di gran lunga più importanti degli esseri umani (parenti strettissimi a parte). Sono d’accordo con Fini.

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  2. anche il termine pet ora è diventato politicamente scorretto? ma quanto malata può essere certa gente?

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  3. “In questi giorni di guerra abbiamo visto molti ucraini, non particolarmente coraggiosi, filarsela tenendosi stretti al petto i loro cani e gatti, senza capire, credo, che questi animali toglievano spazio ad altri umani in fuga.”
    Non potrei neanche immaginare di scappare ABBANDONANDO i miei gatti.
    Questo suggerisce, MF?
    ORRORE.
    A parte le idiozie di matrimoni, tinture, vestiario e tutto ciò che li snatura, trovo assurdo non amare e prendersi quindi cura dei propri animali.
    Amore e cura sono un tutt’uno.
    Chi non lo capisce, è meglio che stia per conto suo.

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  4. Se tutti gli esseri umani sono come l’articolista e chi gli dà ragione, a chi potrebbe venire un dubbio sul fatto che gli animali siano più importanti di quelli che hanno ancora il coraggio di definirsi uomini? Non già cani e gatti, ma le zecche!

    “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.”.

    Adesso, avanti: ma i bambini in Africa che muoino di fame, ma il PD…

    ” Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!”

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  5. Questo solo un triste grafomane, malato di odio verso animali ed esseri umani, lo stesso pessimo soggetto che ha giustificato i talebani. Non è una persona ragionevole e nemmeno coraggiosa. La sua sensibilità ed intelligenza, mal si coniuga con ragione e sentimento. Ormai scrive per offendere, ha dichiarato guerra col mondo intero con la sua ben misera penna.

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    • Esatto 👏👏 quando pensi di averne sentite abbastanza e ti imbatti in questo articolo (quote# il mio falegname, per 30 euri, lo avrebbe scritto meglio). Amore per taluni non significa odio o menefreghismo per altre forme di vita (ebbene sì, siamo più intelligenti sempre o siamo intelligenti mai).
      Lasciamo perdere il dubbio etico di cosa sia più accettabile in termini di allevamenti intensivi e non, cara la grazia per chi cerca il consenso nella sporcizia dimenticata sotto il tappeto. L’informazione, a chi dovrebbe farla, va pesata, Fini? Devo tradurre, Fini? Spero di no. P.s. Malato è chi non si evolve, avendone la possibilità, e ha paura dei cambiamenti. Fa paura l’acqua alta, eh? Fini, Fini, esci da questo cellulare. E da ovunque ti possa vedere distrattamente. Thank you 🙏 P.s.s. gli errori epocali in termini basico-psicologici, e psichiatrici, su chi può nuocere di più tra animalisti e non, o scettici, sono da ridere. Grazie ancora, e non buona vita. Oops, sono cattivo.

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    • Perfettamente d’accordo con te….le idiozie estremiste non andrebbero prese nemmeno in considerazione,essendo appunto idiozie.
      Ma affermare che gli ucraini portando via i loro animali depredando spazio agli umani mi sembra assolutamente fuori luogo,anzi dimostra un’empatia e una sensibilità che questo pennivendolo da strapazzo non potrà mai capire…non mi meraviglierei facesse parte di quella schiera di vigliacchi che in estate abbandona senza scrupoli il suo animale domestico in autostrada….spero il karma lo colga e presto o tardi gli renda giustizia!!

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  6. Io i cani li apprezzo per il loro coraggio. Grandi o piccoli combattono sempre al tuo fianco, a differenza degli umani che si dileguano..

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  7. In effetti l’amore per i nostri simili “non umani” è una specie di “dipendenza”, dalla quale è impossibile liberarsi. Non devo ricordare il numero di “gatti randagi” che ho seguito e curato in vita mia (al momento quattro di loro sono stabilmente in casa nostra dalla nascita e altri vi hanno vissuto in precedenza). Per non parlare delle volpi che abbiamo “adottato a distanza”, partecipando indirettamente alla loro vita e procurandoci pure i costosi farmaci per trattare la rogna che spesso le affligge. Senza dimenticare i “sacchi di granaglie” per tutti i volatili della zona, indispensabili durante l’inverno, ma ovviamente i gatti devono poter vivere una “vita da gatti”, le volpi una “vita da volpi” e così via… Comunque, in ogni caso, sono tutti “individui” dotati di una specifica “personalità” e pertanto l’interazione con loro non dipende solo dalla “specie” ma anche dalle “soggettive” caratteristiche. Conoscerle diventa pertanto un’esperienza unica, la quale non può che arricchire la nostra esistenza. Alla faccia di chi li considera solo “animali” o di chi, all’opposto, vi riversa le proprie frustrazioni o ambizioni!
    p.s. Per un solo animale, tra quelli con i quali ho avuto modo d’interagire, non riesco a provare empatia (nonostante dimostri una notevole intelligenza) ma spiegarne il motivo sarebbe troppo lungo… il cinghiale!

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  8. Allucinante…prendere le estremizzazioni per inglobare tutti….altra cosa tipica e mettere in competizione umani..piu frequentemente bambini e animali…come se il fatto di aiutare un animale volesse dire togliere a una persona !!!???poi criticare chi si e portato i propri animali dall Ucraina …e qui mi arrendo ..alzo le mani..Io ci vedo solo un fondo di cattiveria..un avversione verso gli animali forse dovuta a qualche suo problema perche chi è sereno non parla con questo livore

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  9. E tu ci resteresti in Ucraina a prenderti le bombe in testa visto che dici che quelli che se la filano nn sono coraggiosi? E comunque le vite degli animali portate in salvo sono vite e basta e come tali vanno tutelate. Facile parlare nella sicurezza della propria casa…D’ accordo sull’umanizzazione degli animali.

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  10. Mah, questione di punti di vista… e anche di etica. Io infatti sono vegano e animalista, non mangio né sfrutto animali poiché li reputo alla stessa stregua di tutti gli altri esseri viventi del pianeta. Trovo demenziale la mania tipica statunitense di non volerli chiamare “pet” per una questione di rispetto, salvo poi farne ammazzare (da terzi, naturalmente) alcuni per papparseli di gusto, tra l’altro spesso considerata la dieta media tipica statunitense.
    Io comunque non mangio nessuno, e coi gatti vado particolarmente d’accordo, conoscendoli appena un po’ di più dei cani. Sono gatti (e son tutti trovatelli, presi da colonie e da gattili) quei quattro soggetti fantastici che vivono in appartamento con me, per dire.

    Però se dovessimo andare a fare davvero le pulci a cani e gatti (!!), è vero che può finire che uno li ami più dell’umanità stessa, alla lunga. Ma è altresì vero che cani e gatti non stanno a farsi guerre per questioni geopolitiche, né certamente a rompere il cazzo a tutti con la smania di mandare armi e/o rischiare di creare la Terza Guerra Mondiale a suon di bombe atomiche di merda. Due considerazioni su questo andrebbero fatte, a mio personalissimo avviso, prima di aggredire chi li ama per davvero. Perché non credo che sussista il problema di umanizzare gli animali, quanto semmai quello di animalizzare gli umani, che spesso lo fanno comunque da soli, appunto. Pertanto avere, ogni tanto e tutto considerato, questi ultimi in gran dispetto, spesso è ben più che logico e comprensibile. 🤷🏼‍♂️

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  11. Che schifo dire che quegli animali toglievano il posto agli esseri umani..Chi lo dice che gli umani siano superiori agli animali?Si è visto come hanno ridotto il Pianeta e poi moltissime volte gli animali sono di gran lunga meglio degli umani..Ah..condivido in pieno il coglione che gli hai dato..e forse è pure poco

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    • Condivido a pieno il fatto che oramai abbiamo oltrepassato il limite della decenza con i “pet”, facendoli diventare un nostro diletto e divertendoci ad agghindarli come lampadari nelle feste di Natale e solo perché non riusciamo più a comunicare con i nostri simili, non accettiamo il confronto e diciamo come un mantra “loro (i pet) si ti capiscono e ti amano senza chiedere nulla in cambio” . Per fortuna la maggioranza dei proprietari di animali non è così . Ho due cani, anzi ne avevo due perché la più anziana purtroppo è morta un mese fa. È stato, per tutta la mia famiglia, un lutto simile alla perdita di un membro della stessa. Un dolore e una tristezza che non si placa. Voglio un gran bene agli animali, ciò nonostante continuo a considerarli tali, tenendo gli uomini sempre ad un livello più alto anche se alcune volte faccio davvero fatica. Sono invece completamente in disaccordo sul fatto che animali domestici abbiano tolto il posto a degli umani per scappare dalle bombe in Ucraina. Mi creda, chiunque di quelle persone avrebbe rinunciato a partire e quindi salvarsi, pur pur di assicurare il posto al suo cane o gatto. Non hanno tolto niente a nessuno. Erano semplicemente membri della famiglia, di un’altra specie ma pur sempre membri a tutti gli effetti.

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  12. Senza commeto:
    https://www.lapresse.it/esteri/2022/03/14/ucraina-rifugio-per-animali-allestito-al-confine-con-la-polonia/
    https://www.fanpage.it/esteri/salvati-dalla-guerra-gli-angeli-di-przemysl-hanno-portato-400-animali-dallucraina-alla-polonia/
    https://www.legadelcane.org/rassegna-stampa/ucraina-lndc-pronta-ad-aiutare-animali-e-famiglie/
    https://www.kodami.it/ucraina-il-canile-di-borodyanka-fuori-dal-corridoio-umanitario-lndc-a-putin-fate-entrare-i-volontari/
    https://www.lastampa.it/la-zampa/2022/02/28/news/gli_ucraini_fuggono_anche_con_i_cani_e_gatti_ma_rischiano_di_doverli_abbandonare_alle_frontiere-2864746/

    P.S. copio e incollo un post esilarante su cui condivido anche le virgole.

    CANI
    Non so voi, ma chi mi piscia sui cerchioni dell’auto appena lavata non lo chiamerei “il mio migliore amico”. Eppure un sacco di persone lo definiscono così. Né sarei in grado di sopportare che una persona presentatami dal mio migliore amico invece di stringermi la mano mi annusasse il culo. Se cercate in rete “il migliore amico dell’uomo” vi saltano fuori 166 milioni di risultati, tutti identici, e con tanto di pedigree scientifico. A Princeton dei ricercatori hanno scoperto che i cani hanno subito mutazioni genetiche rispetto ai lupi loro antenati che negli uomini possono “portare alla cosiddetta sindrome di Williams-Beuren e quindi ad un ritardo mentale abbinato ad un carattere estremamente estroverso”.

    Non mi sembra un gran complimento, a essere sincero: rispetto ai lupi sono più scemi e decisamente più inclini al cazzeggio. Non ho mai avuto modo di conoscere da vicino dei lupi, ma di cani ne ho avuti 3, quindi so di cosa stiamo parlando. Un cane ha bisogno di fare delle passeggiate diverse volte al giorno, poi c’è il tempo in coda dal veterinario, quello perso a girovagare per i prati aspettando che lui si decida a farla… Quando esce, non innervosirti se si ferma a sentire qualche odore per molto tempo… insomma, se il tempo è denaro, il cane è un grande spendaccione.

    Fin qui mi sembra ancora tutto ragionevole: il cane è un impegno. Talmente grosso che alle volte qualche incosciente giunge al punto di abbandonarlo in tangenziale. Nel versante opposto ci sono persone che vivono in funzione del cane. Certe vecchiette, ad esempio. Incapaci di farsi una vita sociale e inabili al matrimonio si rifugiano nell’accudimento 24/7 della bestiola, succedanea di qualità inespresse nel mondo circostante. L’abbinamento anziana sola/ cane rompicoglioni di piccola taglia è un must della modernità. Fateci caso. Ricordo ancora quei pomeriggi estivi con una canicola che consigliava ogni essere senziente ma non adolescente di barricarsi in casa con le imposte socchiuse: il silenzio era tale da permettermi di pensare agli affaracci miei mentre passeggiavo per raggiungere gli amici. Nel solito posto, posizionato dietro ai balconi socchiusi ad altezza uomo mi attendeva lui. Appena i miei timpani erano nella posizione migliore per essere sfondati iniziava ad abbaiare con quella sua frequenza acuta e stridula. Alle volte c’era il rantolo della vecchia semiaddormentata che consigliava inutilmente il quadrupede di lasciar perdere. Ci cascavo molto spesso perché non sempre c’era la canicola e non sempre passavo per quel posto. Fatto sta che da allora i cani di piccola taglia non li ho mai potuti sopportare. L’alternativa sarebbe imporre l’eutanasia alle zitelle: sparirebbero tutti quei bastardini rabbiosi ed i loro patetici tentativi di ridurre in poltiglia chiunque osi avvicinarsi a loro.

    Meritano invece la mia ammirazione (?) per la loro innata vocazione al martirio quelle persone che, vivendo in appartamento e dovendo essere in ufficio di buonora, si alzano all’alba per far fare la passeggiatina quotidiana alla bestia per permetterle di espletare le proprie funzioni corporali. Non è una cagata e via, tutt’altro. La bestia, lo sappiamo bene, vuole prima di tutto annusare se qualche suo simile ha marchiato il SUO territorio (esiste qualcosa che non sia suo?), questione non proprio semplice dato che richiede una minuziosa perizia olfattiva a cui segue la nuova marchiatura e, quando capita, si ferma per defecare.

    Il che non succede sempre nel posto migliore. Può piantarsi a terra in mezzo alla ciclabile mentre arrivano dei ciclisti (camionisti e portuali usano, in casi simili, espressioni altrettanto volgari), oppure sul marciapiede mentre stanno passando i vigili urbani. Nel migliore dei casi segue l’insacchettamento della merda, operazione che da sola mi fa pensare se davvero possa essere considerato mio amico che mi obbliga a osservarlo mentre caga per poi raccogliere il tutto. I miei veri amici si arrangiano, io al massimo garantisco loro la carta igienica.

    Quando i cani saranno in grado di sedersi sul water e farla lì dentro (non chiedo nemmeno di tirare lo sciacquone) allora ne potremo riparlare. Nel frattempo è scontato che la facciano altrove. Qui si apre uno scenario agghiacciante, dato che non tutti i cani vivono in appartamento. Alcuni vivono in villette con giardino.

    Tra l’abbandono in autostrada e la dedizione totale esistono varie sfumature di disinteresse. Una di queste è lasciare il cane libero di fare i suoi bisogni in giardino proprio per evitare di alzarsi all’alba etc. E’ senza dubbio una comodità, ma ha aspetti negativi importanti. Uno di questi è l’olezzo di piscio che avviluppa chi si avvicina alla villetta in questione. I cani delle villette diversamente da quelli delle zitelle, sono di taglia media (quelli delle ville di taglia grande) e fanno i loro bisogni svariate volte al giorno. Tipicamente nella stessa area limitata, che dopo poco inizia a puzzare terribilmente. Ogni tanto piove e il tanfo diminuisce, ma si tratta di poca roba. Ho inutilmente cercato di “istruire” il mio cane a non pisciare metodicamente sotto al portico: niente da fare. Ogni tanto il disgusto ha la meglio sulla sopportazione e prendo la motopompa per pulire tutto.

    Come ben sapete il cane non piscia solamente. Le sue deiezioni sono un’autentica chicca in inverno, quando restano perennemente molli grazie alle giornate fredde e umide, riuscendo persino a mettere un bel velo di muffa verde. Imperiture in inverno, le merde con o senza muffa sono la gioia degli amici che vengono a cena e te la portano in casa deliziando le narici a uso aperitivo.

    Resta sempre il pericolo di trascinarla dentro in garage, spalmata per benino tra i tasselli degli pneumatici. Quelle macchie marroni a cadenza di circonferenza lasceranno l’inequivocabile fragranza canina all’interno dell’abitazione per parecchio tempo. Ma il top rimane il rasaerba. Nascosta tra le erbacce, la merda aspetta solo che la lama rotante la mischi allo sfalcio, versione da villetta del più classico ventilatore. Poi quando si andrà a svuotare con le mani il contenitore……

    Riguardo l’animale in questione si sono creati svariati miti, tipo “sarà il tuo compagno fedele, non tradirà mai la tua fiducia e per lui sarai sempre su un piedistallo.”

    Ora, mi chiedo cosa avesse mai spinto il mio cane a pisciare sulla mia parte del materasso matrimoniale, evento che auguro di cuore a tutti quelli che pensano che i cani siano “il tuo compagno fedele”. Ho ormai maturato la consapevolezza che, al contrario, i cani abbiano l’inclinazione al comportamento paraculo. Conoscono benissimo ciò che ci piace e ciò che odiamo e quando siamo presenti fanno come piace a noi (non sempre, ma quasi) mentre in nostra assenza fanno gli affaracci loro anche se questo ci causa dispiaceri più o meno grossi. La cagnetta che avevo prima del maschio attuale era un fenomeno in tal senso: agile come un gatto riusciva a scavalcare l’inferriata che separava giardino da orto per entrare e fare i cavoli propri, devastandolo.

    Mai che l’abbia fatto in mia presenza. Quando vedevo lo scempio e la fissavo con odio lei si metteva la maschera dell’animale per bene e con gli occhioni grandi pareva dicesse “Lo so che ho combinato un disastro ma tu mi vuoi bene lo stesso, vero?”. Le prima volta magari si, poi l’odio ha avuto il sopravvento, come è facile immaginare. Non è molto diverso il cane attuale: mai visto pisciare sotto al portico eppure la macchia prima e l’olezzo dopo mi dicono che la fa spesso proprio lì. Ricordate la storiella dello scorpione in groppa alla rana che tenta di attraversare lo stagno? Siamo a quei livelli: non ci possono fare niente, è il loro istinto vigliacco e traditore a far si che agiscano a nostra insaputa e contro il nostro volere.

    Ci sarebbe poi quel problemuccio chiamato peli. Certi cani sono dei generatori industriali di peli. Ne perdono a ciclo continuo senza peraltro diventare mai glabri come succede a noi umani quando perdiamo i capelli. Ne lasciano così tanti che se non si passa l’aspirapolvere ogni santo giorno si vedono le balle di pelo rotolare come sage bush di certi film western.

    Un altro aspetto davvero irritante è il carattere paranoico del presunto nostro migliore amico. Ogni volta che si cucina è piantato lì, ad aspettare che gli arrivi qualcosa di buono. Lo trovo insopportabile come una persona che si mette dietro di noi a leggere il giornale che stiamo sfogliando. Purtroppo se il cane è stato abituato ad essere considerato il nostro migliore amico e quindi uno di famiglia c’è poco da irritarsi: qualcuno gli ha sussurrato che si merita il trattamento di ogni membro, compreso sedersi a tavola con la famiglia.

    Un altro aspetto paranoico è la loro ossessione per marcare tutto come proprietà esclusiva loro. “E’ MIO!!”: questo significa pisciare su ogni oggetto che attraversi il loro orizzonte. Poco importa se avete appena acquistato una costosa attrezzatura fotografica e l’abbiate appoggiata delicatamente sullo scalino di casa. Il vostro migliore amico è incurante di quanto sudore e lacrime vi sia costato. Un attimo di disattenzione (il vigliacco non lo farà mai mentre lo osservate) et voilà, l’oggetto diventa olfattivamente suo. Auto nuova appena ritirata dal concessionario? Voilà. Marmi pregiati appoggiati dal marmista che ne porta in casa un solo pezzo alla volta? Voilà. Spesa appoggiata nell’androne? Voilà… Ha un’autentica ossessione per il possesso: tutto deve ruotare attorno al riconoscimento olfattivo.

    Sono ormai certo che il cane dei giorni nostri sia il coacervo di diritti pretesi che anima praticamente ogni aspetto della postmodernità. Nessun dovere, solo diritti, comprese la scatolette gluten free per salvaguardarlo dall’asprezza che inevitabilmente la vita ci presenta. No, ci presentava mi correggo. Oggi è tutto un effluvio di diritti pretesi, di minoranze che ci convincono di essere uguali anzi meglio delle maggioranze, di vite vissute nella narrazione imperante di abitare il migliore dei mondi possibili, ovvero nell’infallibilità ed ineluttabilità della postmodernità. Peccato per quel miliardo e mezzo di umani che vivono ancora con meno di 1,25$ al giorno, grosso modo il costo di una scatoletta di cibo per il nostro migliore amico. Si, quel miliardo e mezzo mica è nostro amico, questo ci dice Google. Quindi perché preoccuparsi?

    Quanto di dolore e sacrificio la vita comporta è stato accuratamente rimosso, ed anche ai cani viene offerto solo il non plus ultra dell’agio. I cani, salvo le rare eccezioni, non rappresentano più un aiuto nella gestione della famiglia, ma un aggravio a causa del mantenimento di standard di vita altissimi. Aggravio peraltro vissuto quasi come inevitabile. Nascono così ulteriori padroni che determinano orari e impegni a tutta la piccolissima società cui appartengono, senza offrire qualcosa di tangibile in cambio. E non venitemi a parlare di pet therapy: per quanto mi riguarda lo stress a cui mi ha sottoposto il rapporto con il cane mi ha causato danni alla salute non secondari. Certo, se amassi il suo odore di piscio sotto al portico, il pelo che perde e che tappezza la casa, il suo atteggiamento di essere al centro dell’attenzione sempre e comunque, il suo marcare costantemente il territorio ed i suoi atteggiamenti paranoici forse le cose sarebbero andate diversamente.

    Purtroppo non concepisco una vita di soli diritti e di mollezze, per me la presenza nella vita non è soltanto pretendere, ma essere consapevoli del proprio ruolo e delle proprie abilità da mettere al servizio di tutti. Oggi che il potere, invece di servizio reso alla collettività, viene identificato con abuso, tutti i parametri sono saltati ed i rapporti anche con gli animali sono viziati da aspetti poco edificanti tanto da una parte (allevamenti intensivi) che dall’altra. Il pet food è diventato un business colossale. Il solo acquisto del marchio Royal Canin, da parte dell’inventore della barretta di cioccolato Mars, è costato la bellezza di 1,5 miliardi di dollari. Questo è stato di gran lunga il più grande investimento consolidato fino ad oggi. Solo con il cibo e gli accessori, l’industria genera un fatturato mondiale di oltre 50 miliari di Euro all’anno, in continuo aumento. Non più pezzi di pane raffermo, solo scatolette gluten free di prelibati bocconcini. Niente più difficoltà, abolite per contratto. Ammesse solo cose meravigliose. Per tutti, specie per le minoranze. Le maggioranze possono cavarsela con meno di 2$ al giorno.

    Prima che qualcuno me lo chieda: il cane in casa non è frutto di una mia scelta. Purtroppo ancora una volta la democrazia (unico in famiglia a non volerlo) dimostra che la matematica non è un ente etico e che la maggioranza non necessariamente sceglie per il meglio, ma solo ciò che in quel momento crede più conveniente, salvo poi doversene pentire. Evito la reductio ad hitlerum.

    Tonguessy https://comedonchisciotte.org/cani/

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    • Mamma mia quanto sei prolisso!! Hai scritto così tanto e talmente tante stronzate tutte insieme che credo nessuno abbia letto tutto..E oltre ad essere di una noia mortale, potevi scrivere molto meno tanto si è capito subito che sei di un cinismo da fare schifo..Credo e spero che tu viva da solo e soprattutto che non abbia preso più cani..non sei degno di tenere queste creature..immagino quei poveri tre cani che abbiano dovuto vivere con un cinico psicopatico come te..poverini!

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  13. Qualsiasi essere vivente, fin che è tale ha almeno uno spirito, anima che lo abita. Si ,da un filo d’erba a una sequoia, a un ragnetto ,a una persona, questo pensano i buddisti, oltre a credere che la prossima reincarnazione te la meriti, ciò a dire che il vostro cane poteva esser stato vostro nonno. Forse hanno ragione.

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  14. Certo in loro non si riscontra la maggior parte dei difetti degli umani e anche per ciò li si ama,ma avessero il dono della parola a qualcuno lo ammazzerebbero di insulti😂

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  15. Che “articolo”. Accostare comportamenti dementi, come i matrimoni tra cani, et similia, a comportamenti che denotano amore per chi si ritiene fare parte della propria famiglia: quindi portare con sé, nel tentativo di salvarlo dalla morte, il proprio cane o gatto sarebbe la stessa cosa che rendere tale cane o gatto un povero peluche infiocchettato e profumato? E poi, se non mettevo nel trasportino il cane, ci mettevo forse il nonno? Se non mi porto il gatto nel piumino, ci metto la suocera? Forse questo significa che si è sottratto il posto ad un altro essere umano? In questo articoluccio di basso livello si è mescolato di tutto: dalla demenza di un bel po’ di gente nel trattare gli animali, al vegetarianesimo, alla guerra, al leonecentrismo, all’antropocentrismo. Con due risultati: il primo quello di essere irritantemente ridicolo, il secondo, forse, di aver litigato con la fidanzata.

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  16. più che altro, ma a quasi 80 anni Fini ha ancora la ‘fidanzata’?

    Ma poi non aveva detto anni fa che era diventato cieco?

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    • Illaria, sono certo che adori il cane ma ancora più certo che odi altri animali. Pulci e zecche, per esempio. Ipocrita…

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