Ma i bambini lo guardano?

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Dopo l’indigestione di Macedonia e la seconda bocciatura consecutiva, ho pensato: stiamo allevando la prima generazione che crescerà senza avere mai visto l’Italia ai Mondiali. Poi mi sono chiesto: ma gliene importerà qualcosa?

L’altra sera avevo tre ragazzini a cena e appena ho detto «sta per cominciare la partita» mi hanno risposto all’unisono: «Quale partita?».

Alla loro età, per me la Nazionale era una festa, come il dolce della domenica. Ricordo quando mi nascosi dietro la porta dello studiolo di papà per spiare Italia-Germania 4 a 3, che un fuso balordo aveva collocato a mezzanotte, orario tabù per un bambino.

Allora si andava allo stadio almeno due volte al mese e si giocava a pallone tutti i giorni: nei prati con quello di cuoio e nei cortili con quello di plastica per non ammaccare le auto parcheggiate, ma tanto i proprietari si arrabbiavano lo stesso. Gli allenatori potevano pescare su una base immensa di praticanti destinati a rimanere comunque nel giro, in veste di tifosi.

Ma come può un bambino di oggi appassionarsi a un gioco a cui non gioca per strada e che vede ormai quasi solo in tv, per giunta liofilizzato negli «highlights»? Si dirà: è così ovunque. Di sicuro è così qui. I fuoriclasse non sono programmabili, ma i buoni giocatori e i tifosi del futuro sì: sono il frutto di un movimento di massa che non esiste più.

Il calcio di oggi è una bolla di denaro poggiata sul nulla. Dopo di che, se Berardi non la mette dentro neanche a porta vuota…

4 replies

  1. Vorrei soffermarmi su un punto cruciale che viene furbamente nascosto!!
    ho dei figli e noto che qui lo sport è diventato d elite..se non paghi non giochi!!
    E quindi la scelta si riduce a qualche ragazzino con i genitori che pagano…e i risultati si vedono!! Poi ti sposti in Francia e i giocatori arrivano tutti dalle banlieue ma non pagano l iscrizione!! Furboni di amministratori politici!! Manco riuscite a gestire una cosetta così… figurati il resto!!
    Facce da baggiani corrotti

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  2. verissimo : nei cortili non si puo’ piu’ giocare perchè lo vieta il regolamento di condominio, i campetti non esistono piu’ perchè sono recintati essendo “lotti edificabili” ed i bambini invece che unpallone tra i piedi si trovano con una playstation tra le mani.

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  3. Il pallone è sport primordiale,abbiamo giocato ovunque e sempre perché quello era una delle poche cose,ma non farei cambio con niente di quello che hanno oggi i ragazzi.
    Certo che poi non si può vincere ogni manifestazione,ma almeno partecipare,per noi,sarebbe d’obbligo

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