Cecità

(Andrea Zhok) – La vera sfida in questa fase storica, se sei un occidentale moderatamente vigile, e a maggior ragione se sei italiano, è non soccombere alla depressione.

Già, perché chi riesce ancora a unire i puntini e a intuire almeno la forma generale di quello che ci sta succedendo, vede che siamo di fronte a qualcosa che ha la portata della caduta dell’impero romano. Il decentramento dell’impero americano ha ed avrà conseguenze non minori di quell’illustre precedente sulle sue province.

Il dato di partenza è che il mondo non è già più unipolare, come è stato dagli anni ’90, e non è neppure bipolare, come è stato dopo il 1945, ma sta divenendo sempre più chiaramente multipolare.

In questo contesto l’Occidente europeo vive una doppia tragedia, geopolitica e culturale.

Sul piano geopolitico si sta capendo sempre più chiaramente come l’Europa in tutte le sue versioni non si sia mai davvero allontanata dalla cuccia predispostale nel secondo dopoguerra dagli USA. 

Gli europeisti, o almeno una parte di essi, si erano illusi che l’Europa (CEE, CE, UE) fosse nata come contraltare e polo alternativo agli USA, ma il perfetto allineamento degli “alleati” degli USA prima nella vicenda pandemica ed ora nel conflitto russo-ucraino ha mostrato a chi ne avesse ancora bisogno che l’Europa è e rimane sostanzialmente una colonia americana, tenuta a catena corta dal padrone. 

Il fatto che in questo momento tutta l’Europa stia scavando la propria tomba economica opponendo pochissima o nulla resistenza alle spintarelle americane dice tutto quello serve per capire. 

Tralasciando l’Italia, che scondinzola attorno all’amministrazione USA in modo molesto e imbarazzante persino per il padrone, anche paesi un po’ più accorti del nostro circa i propri interessi (Germania e Francia) stanno tutt’al più mugugnando, senza riuscire davvero a prendere una posizione differente. Si dirà: perché accade? Parte della risposta sta semplicemente nel fatto che il nostro asservimento strutturale agli USA passa attraverso la dipendenza totale sul piano militare (dal ’45 siamo e restiamo pieni di basi militari americane) e sul piano delle telecomunicazioni (la “rete” è sì “mondiale”, ma in effetti è sotto diretto o indiretto controllo americano – salvo per quei paesi che hanno adottato verso di essa per tempo e sistematicamente modalità di filtraggio e sorveglianza su base sovrana.) 

Ma c’è anche una seconda parte della risposta, che è assai più triste, e con ciò veniamo alla tragedia culturale.

L’Europa è soprattutto una colonia culturale americana. 

Il mondo in cui ci muoviamo è integralmente formato da modelli, format e contenuti di importazione: passeggiamo virtualmente per le strade di S. Francisco e tra gli attici di Manhattan, viviamo come nostri i problemi di razzismo di un’eredità schiavista e facciamo seriosi interventi legislativi per porre rimedio ai problemi dell’Alabama. 

Persino l’apprezzamento che abbiamo per le nostre città o per i nostri territori passano attraverso la patinatura della filmografia americana e ci emozioniamo nel vedere con gli occhi di Hollywood il glamour di Parigi o le vie di Roma.

Gli USA si sono dimostrati essere sì una potenza militare, ma soprattutto un’immensa potenza propagandistica, una macchina monopolistica micidiale di creazione dell’immaginario. Ed è perciò che noi europei non siamo più in grado nemmeno di immaginare forme di vita diverse da quelle fittizie proiettate dall’advertising americano. I cinesi, russi, arabi, ecc. che la nostra immaginazione evoca sono proiezioni passate attraverso gli studios californiani.

Ora, finché gli USA erano il padrone unipolare del mondo, questa nostra collocazione di province culturali dell’impero americano poteva non risaltare, ed essere relativamente innocua. Ci consentiva di proseguire nel sogno europeo anteguerra di essere i “civilizzatori del mondo” che si facevano carico del “fardello dell’uomo bianco” (white man’s burden), anche se ora il comando centrale era passato dalla rissosa Europa al di là dell’Atlantico. Abbiamo continuato a percepirci come il centro culturale del mondo, e lo abbiamo fatto in modo vicario, parassitario, grazie alle portaerei americane e alla filmografia americana. Certo, sapevamo di non essere più davvero al centro, ma finché ci pensavamo come ricca e colta periferia dell’impero, non c’era bisogno di sottilizzare. Potevamo persino permetterci di fare un po’ gli snob nei confronti dell’ingenuità plastificata dei cugini americani, permettendoci tratti di paternalismo sul piano dell'”alta cultura”.

Ma gli USA sono in crisi da tempo, e il resto del mondo non è più un’espressione geografica su cui semplicemente muovere le pedine americane. Gli USA sono riusciti a contenere negli anni ’80 l’autonomia giapponese e riescono ancora, con qualche fatica a tenere in piedi la “dottrina Monroe” nel continente americano. Ma l’emergere della potenza cinese, la rinascita russa dalle ceneri dell’URSS e anche la tumultuosa insofferenza dell’intero mondo islamico hanno ridato fiato a tutte quelle parti del mondo lontane dai paradigmi americani, e che ora riescono ad immaginare che il loro destino includa la possibilità di esplorare strade proprie.

In questo quadro la tragedia europea si staglia in tutta la sua angosciosità.

L’Europa oggi appare in effetti culturalmente incapace di comprendere e accettare che possano esistere forme di vita diverse da quella euroamericana.

Si tratta di una forma di spettacolare cecità antropologica, di cui le èlite europee, e in ampia misura anche il popolo minuto cresciuto davanti alla TV, sono espressione.

Non riusciamo proprio a capacitarci di come si possa essere e soprattutto desiderare di essere diversi da “noi”, laddove questo “noi” è l’idealizzazione mediatica e fascinosa della “vita occidentale”.

Così noi, i nostri ceti politici e le nostre cassi dirigenti, oggi si trovano paralizzati nell’incapacità di pensare al resto del mondo in termini che non siano quelli di un “grande errore”.

Questa cecità culturale poteva essere un mero difetto sovrastrutturale finché comunque al centro della scena della potenza mondiale c’eravamo noi europei, ed era comunque un difetto privo di conseguenze drammatiche finché, come provincia dell’impero americano, non dovevamo davvero confrontarci con niente di davvero diverso

La “diversità” che il mondo euroamericano celebra è sempre solo la diversità innocua e magari buffa del “folclore” o della “eccentricità” interna alla propria forma di vita. Ma una diversità che si pensi come mondo alternativo è per noi concepibile solo come un “grande errore”.

La tragedia è che oggi, per evitare di uscire dall’illusione che ci siamo costruiti attorno, dobbiamo assumere in modo sempre più netto posture dogmatiche, dobbiamo chiudere non solo gli occhi, ma le orecchie e il naso, e tappare la bocca ai dissenzienti, perché solo ed esclusivamente il mondo fittizio delle liberaldemocrazie idealizzate che ci è stato teletrasmesso ci appare abitabile.

E’ per questo che i leader europei non possono davvero oggi opporsi alle volontà americane: non solo per oggettivi rapporti di forza, ma anche perché tutti gli argomenti, tutti i modelli, tutto l’immaginario su cui possono fare leva dice a loro e al loro elettorato una sola cosa: nessun altro mondo è possibile. Gli altri, tutti gli altri, tutte le epoche diverse dalla nostra, tutte le forme di umanità diverse dalla nostra – così come ci viene rappresentata idealmente – sono solo errori, incomprensibili brutture, residui dogmatici.

Solo che oggi, questa nostra cecità ci induce a raccontarci bugie sempre più grandi, e ci spinge ad essere sempre più intolleranti verso chi non regge il gioco di queste illusioni. E questa cecità ci rende anche incapaci di valutare il pericolo reale di continuare a crederci l’indispensabile centro del mondo, mentre potremmo ritrovarci in tempi straordinariamente rapidi ad essere solo la periferia ottusa e impoverita di un impero americano, a sua volta decentrato e in crisi.

34 replies

  1. “‘ il mondo in cui ci muoviamo è integralmente formato da modelli, format e contenuti di importazione: passeggiamo virtualmente per le strade di S. Francisco e tra gli attici di Manhattan, viviamo come nostri i problemi di razzismo di un’eredità schiavista e facciamo seriosi interventi legislativi per porre rimedio ai problemi dell’Alabama. “‘
    Siamo per caso una colonia marginale dell’impero yankee anche a livello culturale?

    Si , purtroppo!!

    Gianni

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  2. Dio mio salvaci da intellettuali così!! Se questo è “filosofo e accademico italiano, professore di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Milano” ( e dopo aver sentito anche l’altro luminare accademici Alessandro Orsini) capisco perchè ” l’Occidente europeo vive una doppia tragedia, geopolitica e culturale.” Un cumulo di bla bla per piangersi addosso, autoflagellarsi e colpevolizzarsi, anzi colpevolizzare gli USA, di cui saremmo schiavi, incapaci di opporsi alla loro volontà e cultura e modelli, imposti a noi attraverso i loro film, prigionieri di un unico modo di pensare aggrappati a un unico ” mondo fittizio delle liberaldemocrazie idealizzate che ci è stato teletrasmesso ci appare abitabile”. Filosofia e messaggio perfetto per far demoralizzare noi poveri europei , farci sentire in colpa e inermi, senza volontà di reagire a chiunque ci vorrà invadere. Pronti per la resa. Ma a quali altre culture? quelle totalitarie asiatiche, quelle teocratiche o satrapiche islamiche, quelle militariste o tiranniche instabili africane? E, caro professore , le sembra proprio che il problema di oggi sia quello di “opporsi alle volontà americane”? Mi pare che il problema più urgente sia quello di opporsi alle volontà putiniane, sparate con i carri armati. E quale altra “cultura” si porta con sè l’esercito russo putiniano che ha invaso una fetta di Europa? Forse l’ideale socialista umanitario e solidaristico dell’Ottocento (tra l’altro nato in Europa)? Macchè! ci porta un neocapitalismo copiato in Occidente, impastato con l’imperialismo zarista-sovietico, gestito da ricchissimi oligarchi che sembrano petrolieri texani. Professore, scenda su questa terra, si guardi intorno, ripassi la storia dell’Europa e riscoprirà quante belle idee sono nate in Europa, quante belle e buone cose sono state fatte in Europa ci ridia l’orgoglio di essere europei. E non si preoccupi più di tanto del “padrone” americano. Dopotutto gli “american” altro non sono che i discendenti dei coloni e degli emigrati europei.

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    • La STUPIDITA’ è infinita. Se poi è anche decrepita da arteriosclerosi avanzata e irreversibile, allora va anche moltiplicata almeno per due.

      Sei l’esempio scemo e palese di questo PAESE CULTURALMENTE FALLITO. Che dà del FOLLE a chi in modo meritocratico ed elegante descrive la realtà dei fatti come meglio NON si potrebbe.

      POVERA VECCHIA RINCO.

      Mi FAI ORRORE. TU E TUTTE QUELLE COME TE!

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      • @Santo Loquasto

        Tu invece SEI il CULTURALMENTE FALLITO di cui sopra. Il concetto di culturalmente FALLITO, applicato all’italietta ultima della classe che pensa di esser prima. Ma rimane ULTIMA perchè è ultima.

        Cambiare il significante col significato. Giusto i severgnini e i gramellini ti si pigliano. Poveretto senza senso intrinseco, privo di applicazione utile e sensata, di senso. La vite rugginosa nel buco SPANATO, il giallo della cacca secca sul marmo bianco che non va via.

        Mi dai dello scemo quando la SCEMA è un’altra. Nemmeno a ballarò arrivano a tanto…

        Ti hanno fatto il lavaggio del cervello anche a te le de filippi. Sei senza speranza ALCUNA.

        Cetriolo avvizzito senza sale e olio, buono solo da dare ai piccioni nei parchi…

        Ti lascio al tuo destino di sfigato.

        IGNORANTE.

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      • Lei deve avere grossi problemi esistenziali per ridursi a scrivere frasi come queste. Ma chi glielo fa fare? Non ha altri passatempi più sani o hobby per scaricare la sua bile in eccesso?

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      • Di nome faccio anch’io Andrea. Mi avvalgo dell’omonimia per condividere in toto, senza star a pensare che metterci del mio. Quello che le consiglia le goccine da prendere in un commento: speriamo non facciano l’esercito Europeo, che si arruoli, e gli diano un manganello in mano, o una ampolla d’olio.

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    • ma quand’é che parti per opporti a Putin?

      Almeno ti spiattellano con un obice da 152 mm sul cranio, vecchiaccia acida e ignorante.

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    • Signora,
      questo blog ha scritto ben chiaro nel frontespizio””” Infosannio,. L’antidoto al pensiero unico.”‘”

      Provi col sito del Corriere, il sublime Aldo Grasso e l’angelico Gramellini l’aspettano a braccia aperte.

      A tanti , su questo blog, piace pensare con la propria testa , discutere e scambiare opinioni.

      Soprattutto piace argomentare, e questo , Signora , non mi pare sia il suo forte.

      Gianni

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      • Caro Santo,
        credo di non aver mai mancato di rispetto a nessuno , su questo blog.

        Dicevo solo alla signora di cambiare , se qui non si trova bene.

        Si può criticare chiunque. ma argomentando , e non ripetendo “servi di Putin ” a chi prova a capire.

        Gianni

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      • Ah ah ! Bella questa battuta! “Su questo blog “a tanti piace pensare con la propria testa, discutere e scambiare opinioni”?! Sarà ,ma ai tipi come lei , andrea,e SM piace invece insultare nella maniera più becera e volgare chi non la pensa come voi, senza nemmeno fare la fatica di argomentare. E’ un triste spettacolo quello che offrite, che mi convince sempre più di quanto sia strano e sospetto questo vostro accanimento quotidiano nel presidiare i forum, evidentemente per scoraggiare e far desistere chi porta argomenti critici rispetto agli articoli pubblicati, giusto per discutere e scambiare opinioni diverse. Strano anche che spesso i miei commenti vengano trattenuti in moderazione prima di essere pubblicati, e poi si pubblichino commenti come i vostri solo pieni di insulti.. Sarebbe questo “l’antidoto al pensiero unico” di infosannio?

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      • @magdabarbieri “scoraggiare e far desistere chi porta argomenti critici rispetto agli articoli pubblicati” e quali sarebbero i tuoi argomenti critici? Questi “Professore, scenda su questa terra, si guardi intorno, ripassi la storia dell’Europa e riscoprirà quante belle idee sono nate in Europa, quante belle e buone cose sono state fatte in Europa ci ridia l’orgoglio di essere europei. E non si preoccupi più di tanto del “padrone” americano. Dopotutto gli “american” altro non sono che i discendenti dei coloni e degli emigrati europei.”
        Forse non ti è chiaro che siamo ne XXI secolo non nel XVIII.

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      • Signora Magda,
        oltre a non leggere bene le risposte degli altri, lei continua a non rispondere nel merito .
        Non discuterò più con lei, la saluto cordialmente.
        Gianni

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    • Signora, Le esprimo la mia solidarietà.
      La civiltà dovrebbe essere sempre un prerequisito alle idee, qualunque esse siano.

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  3. Fantastico poi che il Conte Tacchia Orsini abbia soppiantato i pensatori anti sistema e anti “informazione unica” (secondo loro) alla Zhok che furoreggiavano su covid e green pass. Un professore tra l’altro stipendiato da Confindustria (insegna alla Luiss), che ama l’America e l’Occidente, e che elogia quando può il governo Draghi (vedere per credere la sua intervista da Formigli).
    Tantissimi auguri.

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  4. magdabarbieri nonna con l’elmetto
    che vede passare belle idee e le cose buone dell’Europa davanti casa

    [video src="https://thumbs.dreamstime.com/videothumb_large21698/216982462.mp4" /]

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      • Anail
        dal pc
        seleziona il link da http fino a mp4 click tasto destro apri link altra scheda
        [video src="https://thumbs.dreamstime.com/videothumb_large21698/216982462.mp4" /]

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      • Ho incollato il link(la parte che mi hai indicato) su smartphone…
        Mi esce “Cecità” di Zhok (infosannio)

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      • Anail
        dal PERSONAL COMPUTER
        non so dallo smartphone
        cmq non perdi niente è uno scherzo, una presa in giro

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  5. *Il nuovo Ordine Mondiale creato durante la guerra in Ucraina (video)
    di Thierry Meyssan
    La guerra in Ucraina è solo un sanguinoso pretesto, escogitato da Washington, per poter escludere la Russia da tutte le organizzazioni internazionali, indebolire l’Unione Europea e, in definitiva, preservare il dominio anglosassone su tutto l’Occidente. Non farti ingannare!*

    RETE VOLTAIRE | PARIGI (FRANCIA) | 25 MARZO 2022

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  6. Siete delle bestie.

    Vi nascondete dietro l’anonimato, pigiate su quei tasti come foste Dio, per sputare tutto il fango che avete dentro, tutto il fango che siete.
    Vigliacchi faziosi e ignoranti, che siete infarciti di bieca propaganda, che sparate disinformazione senza nessun ritegno e vergogna, tornatevene nelle fogne da cui uscite invece di insultare una signora che vuole solo manifestare le sue idee.
    Io non capisco come si possono fare passare su questa rubrica commenti che sono solo insulti.
    Vigliacchi della peggiore specie siete

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    • “siete infarciti di bieca propaganda”.

      Ah ah ah!

      Passi per le “bestie”, ma infarciti di propaganda: l’asino che dà del cornuto… a chi gli scopa la moglie!

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  7. Prima di andare a dormire volevo esternare il mio dissenso sul tono che troppo spesso leggo nei commenti. Da tutte le parti contrapposte. Non condivido quasi nulla di ciò che pensa la Sig.ra Magda Barbieri ma credo che le risposte che le vengono date potrebbero fermarsi al merito, contestandolo, senza scadere nell’insulto. È vero, il tema è divisivo, ed è un tema importante che apre scenari preoccupanti. Ma potremmo evitare di sganciarci bombe. Almeno tra noi. Almeno prima della Notte che incombe ( non questa…).

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  8. Ringrazio Rosario, Frankie, Bea, Paolo e Santo per le parole di solidarietà espresse nei miei confronti a fronte degli insulti ricevuti da alcuni anonimi e assidui frequentatori di questo forum. Mi interesso di politica da quando avevo 16 anni, scrivo da una vita, e ho sempre cercato di fare cittadinanza attiva per quanto sapevo e potevo, dibattendo civilmente con tutti; ma non avevo mai riscontrato tanta cattiveria e tanto odio come quelli che sono venuti fuori sui social dopo lo scoppio della guerra di Putin all’Ucraina. Evidentemente, la”cecità culturale” che secondo il succitato professore affligge l’Occidente, ha colpito anche “il popolo minuto” di tutti quegli sciacalli da tastiera, antiamericani viscerali, che non vogliono essere definiti soldatini di Putin, ma che di Putin ricopiano le giustificazioni e il metodo barbaro di aggredire chi non le accetta e le contesta, E non aggiungo altro per non farla troppo lunga.

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    • “Mi interesso di politica da quando avevo 16 anni, scrivo da una vita”

      questo però non basta per dire che tu abbia imparato qualcosa
      è come dicevano i prof. per uno studente un pò ciuccio
      “E’ intelligente, ma non si applica”

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